sabato 26 febbraio 2011

Har'Akir, dintorni del villaggio di Muhar, 06 Ottobre 735

Il luogo di arrivo lascia tutti esterrefatti: il gruppo si ritrova in un deserto di sabbia infuocata. Unico punto di riferimento all'orizzonte: un piccolo villaggio circondato da alcune palme.
Non essendoci alternative, la compagnia si incammina verso il villaggio; le condizioni climatiche sono proibitive e Sereg e Mordekai, che preferiscono non rimuovere la loro armatura, crollano svenuti per il caldo. Con estrema fatica Tyron e Gaèthan trasportano i due compagni al villaggio.
Prima di raggiungere le abitazioni, i compagni si imbattono nei resti di un umano di bassa statura che pare essere morto nel deserto e rimasto ad essiccare sotto il sole ardente.
Caricato anche il cadavere sul Vardo riescono finalmente a raggiungere il villaggio, ormai allo stremo delle forze.

Ad attenderli trovano alcuni abitanti, tutti di bassa statura come il cadavere, che li conducono dalla loro sacerdotessa. La lingua locale è sconosciuta a tutti, ma Dulcimae si offre di usare le sue arti per consentire ad una persona di parlare: Mordekai che dichiara di avere importanti questioni di cui discutere con la sacerdotessa, accetta il "dono".
Isu Rehkotep, così si presenta la sacerdotessa, accoglie tutti con estrema cortesia ed acconsente al libero uso della fonte d'acqua del villaggio; unico vincolo: l'acqua non può essere trasportata lontano dal pozzo per nessun motivo, questo la donna dichiara essere il volere del dio Sole da loro adorato.

Una volta ripresisi dalle fatiche, il gruppo esplora il villaggio di Muhar che si rivela essere composto da un migliaio circa di persone, tutte alloggiate in capanne di mattoni d'argilla cotta. Si nota rapidamente l'assenza di molte attività artigianali che sembrano limitarsi ai beni di prima necessità, quali i vestiti di lino indossati dagli abitanti e le stoviglie di terracotta. Ciò che colpisce più di tutto è la scarsità di cibo visibile, d'altronde da dove può provenire il cibo necessario a sostentare l'intero villaggio?

In preda a questi interrogativi il gruppo si reca al tempio del Sole dove Isu consente loro di alloggiare nel porticato interno, ma su richiesta del gruppo acconsente a liberare un magazzino in disuso perchè lo adibiscano ad alloggio. La conversazione con Isu è lunga ed interessante. Grazie alla traduzione di Mordekai, gli eroi apprendono che il villaggio di Muhar era una volta parte di un regno più vasto, ma le azioni malvagie del Faraone Anhktepot, che nella sua personalissima ricerca dell'immortalità uccise schiavi e distrusse templi, provocarono l'ira del Dio Sole. Il Dio maledì il faraone che quella notte scoprì a scapito dei propri familiari di uccidere chiunque toccasse durante la notte, solo per vederlo risorgere poco dopo come non-morto sotto il suo completo controllo. Il faraone tuttavia non si pentì, anzi iniziò a trasformare sempre più sudditi in non-morti. Alla fine i sacerdoti sopravvissuti si ribellarono e riuscirono ad uccidere il faraone. La sua morte però causò la comparsa di una catena montuosa insuperabile che separò Muhar e la Valle delle Tombe dei Faraoni dal resto del regno.
Il gruppo apprende così di essere intrappolato ad Har'Akir, come molti altri viaggiatori che arrivano spesso dal deserto senza però riuscire mai ad andarsene. L'unica speranza concessa loro da Isu è la Valle dei Faraoni, nella quale si narra possa esistere una via d'uscita.

Mordekai spiega agli altri che la questione di cui doveva parlare con Isu riguarda la pietra ritrovata ad Odiare, ovvero il medaglione appartenuto alla sua famiglia in cui era incastonata. Pare infatti che il luogo dove fu originariamente creato sia proprio Har'Akir. Isu però non sembra essere a conoscenza dell'oggetto, né della profezia ad esso associata, di cui Mordekai conosce solo una delle sette parti e che speradi ritrovare qui nella sua interezza. Ognuna delle parti della profezia deve avvenire in un luogo diverso perchè la profezia si compia e questo fa sospettare al gruppo il vero motivo dell'aiuto concesso da Jenna: forse anche la Mano Nera non vuole che la profezia si completi.

Isu rivela anche che esiste un pericolo più immediato che incombe su tutti gli stranieri, perchè è convinta che Anhktepot si sia risvegliato nuovamente ed abbia ripreso ad aggredire le persone. Questo spiegherebbe la lunga serie di omicidi avvenuta di recente a Muhar, specialmente a danno degli stranieri giunti da altre terre.
Secondo Isu il cadavere rinvenuto nel deserto sarebbe l'ennesima persona uccisa dall'antico faraone.

Nebbie, 05 Ottobre 735

All'interno delle nebbie il gruppo incontra un gruppo di Vistani che si trova in difficoltà. Il "Vardo" (tipico carro coperto Vistani) su cui viaggiano si è rovesciato ed inoltre la loro guida sembra essere deceduta di recente.
Il nuovo capofamiglia, una ragazza di nome Dulcimae, chiede l'aiuto del gruppo ed in cambio promette loro una ricompensa. Gli altri Vistani, Sergey, Dominic, Marius, Antonio ed Enrico, non sembrano essere molto felici della decisione, ma si piegano al suo volere.
Combinando gli sforzi con quelli dei Vistani si riesce finalmente a raddrizzare il Vardo e Dulcimae mantiene la sua promessa conducendo tutti al di fuori delle nebbie che lentamente evaporano fino a scomparire.

Odiare, 05 Ottobre 735

Mentre attendono per ore che Mordekai si riprenda, i suoi compagni avvertono rumori di esseri sconosciuti che si muovono nelle fognature. All'improvviso un essere ostile sembra cercare di penetrare nel loro rifugio, ma in loro soccorso interviene inaspettatamente Jenna, la moglie di Tyron, che offre loro una via di fuga.
Pur perplessi dall'inaspettato intervento della donna tutti accettano l'aiuto: la situazione non consente di tergiversare.
Jenna indica a Tyron un passaggio nella parete che nessuno incredibilmente aveva trovato e riesce anche a far rinvenire Mordekai. Il passaggio emerge infine in un luogo avvolto nelle ormai familiari nebbie.

venerdì 18 febbraio 2011

Odiare, 04 Ottobre 735

Percorrendo le fognature di Odiare il gruppo giunge infine ad un condotto di scolo che precipita in un livello inferiore.
Nessuno vorrebbe saltare, ma l'improvviso innalzamento del livello della melma costringe tutti a tuffarsi. Il tuffo lascia il gruppo al sicuro, ma sudicio e senza fonti di luce.
Quando Gaèthan e Mordekai riescono ad accendere una debole torcia il gruppo rincomincia ad esplorare le fognature di buon passo. Il luogo sembra essere molto vasto e non si intravede alcuna via per ritornare il superficie, ma poco dopo un improvviso cambiamento nelle pareti permettono a Tyron di individuare l'inizio di una catacomba e la presenza di una porta nascosta.
La porta conduce in un ambiente di tre stanze che si rivela essere una base degli schiavisti. Il luogo è stato abitato di recente ed i vestiti indicano la presenza di bambini provenienti da diversi Domini. Sotto un materasso Gaèthan ritrova un messaggio contenente un enigmatico ordine di trasferirsi dove splende il sole.
Esplorato il locale il gruppo si inoltra nuovamente nelle fognature, finchè il grido di aiuto di un bambino non ne attrae l'attenzione. La richiesta di aiuto si rivela una trappola ed il gruppo si ritrova circondato da otto enormi ratti, ma grazie alla cautela usata riesce a non farsi cogliere di sorpresa. Lo scontro è comunque cruento ed i ratti si rivelano inaspettatamente pericolosi, tanto che quando infine sono messi in fuga il povero Mordekai giace quasi privo di vita. Solo l'utilizzo dell'ultima fiala di liquido guaritivo permette agli altri di strapparlo alla morte.
Data la situazione critica i suoi compagni decidono di trasportarlo al sicuro nella base degli schiavisti, dove si preparano ad una lunga sosta in attesa che Mordekai si riprenda.

domenica 13 febbraio 2011

Grain e Odiare, 03 - 04 Ottobre 735

11 Odiare

Odiare, 04 Ottobre 735

Essendo nuovamente tutti in grado di muoversi, il gruppo si rimette in cerca di una via d'uscita, mentre in lontananza si avverte il crollo del teatro. Miracolosamente gli edifici vicini non sono stati coinvolti nell'incendio e quando un'improvvisa pioggia spegne le ultime fiamme, il gruppo esplora le rovine del teatro nella futile speranza che qualcuno sia sopravvissuto al calore dell'incendio.

Quando finalmente trovano l'entrata del sotterraneo un macabro spettacolo attende il gruppo, perchè la stanza è cosparsa di cadaveri carbonizzati. Di fronte a tale spettacolo Sereg sviene, Tyron fugge all'esterno e Mordekai impazzisce: il solo Gaèthan sembra restare lucido e riesce a notare come la pioggia scoli da un tombino fognario nel pavimento. Pur di lasciare il luogo dell'incendio Tyron abbandona ogni cautela e si getta nel tombino, scoprendo fortunatamente che l'acqua non è profonda e non è necessario nuotare. Avanzando faticosamente nella melma il gruppo si addentra in quella che appare l'agoniata via di fuga dall'orrore di Odiare...

Odiare, 04 Ottobre 735

Raggiunta la piazza Tyron e Sereg non riescono ad avvicinarsi al teatro perché le fiamme stanno ormai consumando l'intera struttura ed il calore è molto intenso. Decidono allora di controlare nuovamente la locanda: in effetti al piano superiore scoprono un bambino che si era nascosto dalle carionette.
Il bambino è sconvolto ed i due si trovano in grosse difficoltà a rassicurarlo: ciononostante dopo un pò riescono a capire che è stato testimone delle atrocità commesse dalle carionette di Figlio. Stando al racconto del bambino gli adulti sono stati tutti imprigionati nel sotterraneo del teatro e poi è stato appiccato l'incendio.
Oltre alle notizie il bambino è in possesso anche di un prezioso scrigno che Sereg riesce a scambiare con le sue campanelle. Lo scrigno contiene alcune ampolle piene di un liquido incolore.

Tornati dagli altri, Gaèthan decide di rischiare e bere il liquido di una delle ampolle che si rivela essere una potente sostanza guaritrice. Altre due ampolle servono per far riprendere Mordekai, il quale al suo risveglio identifica lo scrigno come proveniente dalla farmacia di Port-a-Lucine dove aveva lavorato.

domenica 6 febbraio 2011

Odiare, 04 Ottobre 735

Trascorse altre ore è ormai evidente che l'alba sia in ritardo e questa notte interminabile non sia normale.
Tyron e Sereg escono in cerca di un medicamento per Mordekai che ancora non si è ripreso, ma l'unico edificio che attrae la loro attenzione è un tempio che si rivela vuoto e disadorno ad eccezione di una stanza ingombra di bare, una delle quali probabilmente ospita il cadavere di Mario Sertino. Mentre Sereg cerca di convincere Tyron a non aprirla, si avvertono dei rumori provenire dalla stanza attigua. L'esplorazione della stanza non porta ad alcuna scoperta e, se qualcuno vi era nascosto, questi ha avuto il tempo di fuggire dall'uscita secondaria.
Senza alcun medicamento e sempre più frustrati dall'inutilità delle loro ricerche Tyron e Sereg tornano al nascondiglio, ma sulla via del ritorno si accorgono che le carionette si sono concentrate in piazza ed hanno appiccato fuoco al teatro.
Una volta riuniti con Gaèthan, i tre decidono di controllare cosa stia accadendo in piazza e tentano di uscire dal tetto, per non rivelare alle carionette che pattugliano le strade il nascondiglio in cui viene lasciato il povero Mordekai.
Il tentativo ha succeso: Tyron e Sereg riescono a calarsi in un vicolo buio ad una certa distanza dal nascondiglio anche se un paio di cadute impreviste consigliano a Gaèthan di restare a guardia di Mordekai.

Odiare, 04 Ottobre 735

Con Mordekai privo di conoscenza e tutti gli altri feriti, il gruppo decide di nascondersi in una casa vuota nelle vicinanze della gioielleria. La decisione si rivela saggia quando Figlio, accompagnato da molte carionette, entra nel negozio alla ricerca del gruppo. Mentre i membri del gruppo si alternano nelle guardie e nel riposo, Sereg torna ad "esaminare" il negozio ed al suo ritorno pare appesantito da molti oggetti preziosi, inoltre riferisce che Figlio stava cercando qualcosa nella gioielleria.
Probabilmente si tratta di un piccolo portagioie trovato da Gaèthan che si rivela protetto da una trappola, prontamente disinnescata da Sereg. Al suo interno si trova una piccola pietra preziosa ed una lettera indirizzata al gioielliere da Jenna, la moglie di Tyron. Nella lettera Jenna afferma di voler lasciare in custodia la pietra al gioielliere come pagamento di alcuni non meglio precisati servigi, mentre si recherà nel Dominio di Har'Akir per aiutare a compiere un misterioso rituale.