Lasciato il folle all'esterno, il gruppo ritorna nel sepolcro ed inizia l'esplorazione dell'altra diramazione.
All'ingresso della prima stanza si ode una voce declamare una breve frase, i compagni però sono in disaccordo sul significato della frase che sembrano aver udito in lingue diverse. Alcuni hanno sentito "La magia è la chiave" altri "la chiave è la magia".
La stanza è occupata al centro da una grande vasca d'acqua che sgorga da una statua scolpita in modo da rappresentare una vergine che regge tra le sue braccia la salma di Krezk. Non riuscendo a scorgere il fondo della vasca, Tyron decide di svestire l'armatura ed immergersi per verificare se vi è stato nascosto uno degli oggetti da ritrovare, purtroppo il fondo della vasca è disseminato di chiavi. Una volta riemerso spiega la situazione ai compagni ed Evander si ricorda di possedere una pergamena che può identificare gli oggetti incantati, ma Evander non sa nuotare, quindi è Pavlov ad immergersi dopo aver utilizzato la pergamena. Lo stratagemma funziona e Pavlov riesce ad individuare la chiave incantata. Provando le due chiavi trovate fino ad ora Sevastian riesce ad aprire solo una delle altre due porte nella stanza.
La stanza successiva è palesemente una trappola. Un ampio passaggio costeggia sui due lati una profonda voragine al centro della quale si innalza un pilastro. Il pilastro è costellato di fori dai quali fanno capolino frecce puntate in tutte le direzioni. Sevastian è convinto che esista un meccanismo di attivazione, perciò entra nella stanza per tentare di individuarlo e Mordekai lo segue immediatamente. Al loro ingresso la porta si chiude di scatto ed ai loro compagni non resta che ascoltare le grida di dolore provenire dall'interno. Dopo pochi attimi la porta scompare e la stanza riappare costellata di frecce infisse in ogni dove. I corpi inerti di Sevastian e Mordekai giacciono davanti all'uscita sull'altro lato. I due sono stati trafitti da più frecce e perdono sangue in modo vistoso. Nonostante le cure e la cauterizzazione delle emorragie non sembra possano riprendere conoscenza per molto tempo.
Tyron, Pavlov ed Evander sono di fronte ad una difficile scelta. Non vi è modo di trasportare i compagni feriti al villaggio, ma restare giorni chiusi nel sotterraneo popolato di non morti è una follia... Infine decidono di provare ad attendere almeno un giorno e vedere se la magia del Signore del Mattino potrà, attraverso Pavlov, far riprendere conoscenza ai compagni. Pavlov ed Evander tentano di dormire per recuperare le forze magiche, mentre Tyron si appresta ad una veglia solitaria. Per due volte sono scoperti dagli scheletri che vagano nel sepolcro, finché Pavlov convince i compagni a proseguire nella speranza di trovare una cura.
La stanza con il pilastro ha un ulteriore uscita con delle scale che scendono fino ad una stanza circolare con quattro uscite. Sull'uscita a sud una scritta sembra preannunciare sollievo, su quella ad est indica la ruota per aprire il cancello della camera sepolcrale, su quella ad ovest indica la camera sepolcrale.
Data la situazione Tyron e Pavlov ispezionano la stanza a sud che miracolosamente contiene un'altra fontana dalle mistiche proprietà curative. Stanchezza e ferite scompaiono bevendo l'acqua; Mordekai e Sevastian sono trasportati di gran carriera alla fontana e guariti. Solo il braccio rotto di Tyron e la costola fratturata di Mordekai restano come sono.
A maggioranza il gruppo decide di continuare l'esplorazione del sepolcro e presa la diramazione est raggiunge l'ennesimo incrocio. Tutta questa sezione del sepolcro sembra essere stata invasa dall'acqua e dalla muffa, in particolare in una stanza Mordekai riconosce il muschio azzurro che riveste le pareti. Si tratta di una particolarità di muschio che genera una carica elettrica e la rilascia al contatto. Immersi nell'acqua fino alla vita i compagni attraversano la stanza trattenendo il fiato...
Nella stanza successiva la muffa sembra normale ed il pericolo più tangibile; altri quattro scheletri emergono dall'acqua e li attaccano. Nello scontro Tyron resta ferito e non sarà più in grado di combattere per ore.
La stanza contiene una grande ruota collegata a delle catene: il meccanismo per aprire il cancello della camera sepolcrale. La ruota si muove a scatti fino a compiere un giro completo e poi si arresta.
Prima di recarsi alla camera sepolcrale Pavlov insiste per esplorare il resto dell'area ed il gruppo individua un'ultima stanza con all'interno tre sarcofaghi. Nell'acqua però si trovano tre enormi rane, Pavlov ne uccide una con l'arco di Mordekai, ma le altre due attaccano al riparo nell'acqua ed il gruppo è costretto a ritirarsi dove il livello dell'acqua è più basso.
Dopo un lungo conciliabolo si decide a maggioranza di ritornare sui propri passi e verificare se l'utilizzo della ruota ha effettivamente aperto il cancello per la camera sepolcrale. Purtroppo il secondo passaggio nella stanza cosparsa di funghi azzurri ha esiti ben diversi dal primo e sia Evander, sia Tyron fanno scattare un'intensa scossa elettrica. A subire i danni più gravi è Pavlov che sopravvive a stento alla scarica, ormai anche lui come Mordekai non è più in grado di difendersi. Nel ripassare davanti alla fontana dell'acqua guaritrice una flebile speranza di salvezza anima il gruppo, ben presto smentita dalla scomparsa di alcun effetto curativo nell'acqua.
La diramazione in direzione della camera sepolcrale conduce il gruppo all'interno di una serie di stanza riadattate a catacombe. Le pareti sono rivestite di nicchie che ospitavano cadaveri inumati, ma ormai non vi è rimasto più nulla. Durante il passaggio nelle catacombe il gruppo è aggredito da alcuni zombi e Pavlov, colpito nuovamente, perde conoscenza. Mordekai decide di fermarsi a vegliare sull'amico, mentre gli altri proseguono per tentare di recuperare la fiamma. Il morale è basso, ma l'essere arrivati così vicino all'obiettivo convince tutti a fare almeno un ultimo tentativo.
I minuti successivi sono impiegati in un'attività tragicomica, con il povero Mordekai che è costretto a richiamare indietro ripetutamente i compagni, perché attaccato prima dagli zombi rianimatisi e poi da uno sciame di pipistrelli disturbati dal passaggio degli amici. Solo allora Mordekai si ricorda di conoscere un potere arcano adatto a far riprendere Pavlov...
Alla fine il gruppo anche se malconcio, raggiunge il probabile ingresso della camera sepolcrale. La porta a due battenti si trova oltre un ponte di pietra che supera un baratro del quale non sono in grado di scorgere il fondo. Sevastian si incarica di avanzare con cautela lungo il ponte alla ricerca di trappole, ma ne causa inavvertitamente l'attivazione; due statue in pietra poste davanti alla porta scattano con incredibile velocità verso il ponte, minacciando di scaraventare nel baratro chiunque vi si trovi, per poi tornare in posizione con altrettanta rapidità. Sevastian mantiene l'equilibrio sul ponte per puro miracolo riuscendo poi a completare la traversata. Dall'altra parte individua il meccanismo della trappola, ma con i semplici attrezzi in suo possesso non è in grado di disinnescarla. Nel frattempo Mordekai individua la piastra di attivazione della trappola che occupa ben sei metri del ponte, per percorrerlo senza attivare la trappola non restano che pochi cm sul bordo!
Mordekai tenta comunque la traversata, dopo essersi legato con una corda ed averne gettato l'altro capo a Sevastian. Una precauzione che gli salva la vita, quando cade nel baratro e Sevastian riesce ad arrestarne la caduta a pochi cm dal fondo. Visto il rischio corso, Tyron ed Evander decidono di attraversare calandosi nel baratro e facendosi issare da Sevastian dall'altra parte. Il solo Pavlov deve ancora attraversare e d'impulso decide di rischiare il tutto per tutto saltando la piastra di attivazione della trappola. Il suo salto non è sufficiente e la trappola scatta però, come Mordekai prima di lui, riesce a restare in equilibrio e superare il ponte.
Dopo un lungo conciliabolo si decide a maggioranza di ritornare sui propri passi e verificare se l'utilizzo della ruota ha effettivamente aperto il cancello per la camera sepolcrale. Purtroppo il secondo passaggio nella stanza cosparsa di funghi azzurri ha esiti ben diversi dal primo e sia Evander, sia Tyron fanno scattare un'intensa scossa elettrica. A subire i danni più gravi è Pavlov che sopravvive a stento alla scarica, ormai anche lui come Mordekai non è più in grado di difendersi. Nel ripassare davanti alla fontana dell'acqua guaritrice una flebile speranza di salvezza anima il gruppo, ben presto smentita dalla scomparsa di alcun effetto curativo nell'acqua.
La diramazione in direzione della camera sepolcrale conduce il gruppo all'interno di una serie di stanza riadattate a catacombe. Le pareti sono rivestite di nicchie che ospitavano cadaveri inumati, ma ormai non vi è rimasto più nulla. Durante il passaggio nelle catacombe il gruppo è aggredito da alcuni zombi e Pavlov, colpito nuovamente, perde conoscenza. Mordekai decide di fermarsi a vegliare sull'amico, mentre gli altri proseguono per tentare di recuperare la fiamma. Il morale è basso, ma l'essere arrivati così vicino all'obiettivo convince tutti a fare almeno un ultimo tentativo.
I minuti successivi sono impiegati in un'attività tragicomica, con il povero Mordekai che è costretto a richiamare indietro ripetutamente i compagni, perché attaccato prima dagli zombi rianimatisi e poi da uno sciame di pipistrelli disturbati dal passaggio degli amici. Solo allora Mordekai si ricorda di conoscere un potere arcano adatto a far riprendere Pavlov...
Alla fine il gruppo anche se malconcio, raggiunge il probabile ingresso della camera sepolcrale. La porta a due battenti si trova oltre un ponte di pietra che supera un baratro del quale non sono in grado di scorgere il fondo. Sevastian si incarica di avanzare con cautela lungo il ponte alla ricerca di trappole, ma ne causa inavvertitamente l'attivazione; due statue in pietra poste davanti alla porta scattano con incredibile velocità verso il ponte, minacciando di scaraventare nel baratro chiunque vi si trovi, per poi tornare in posizione con altrettanta rapidità. Sevastian mantiene l'equilibrio sul ponte per puro miracolo riuscendo poi a completare la traversata. Dall'altra parte individua il meccanismo della trappola, ma con i semplici attrezzi in suo possesso non è in grado di disinnescarla. Nel frattempo Mordekai individua la piastra di attivazione della trappola che occupa ben sei metri del ponte, per percorrerlo senza attivare la trappola non restano che pochi cm sul bordo!
Mordekai tenta comunque la traversata, dopo essersi legato con una corda ed averne gettato l'altro capo a Sevastian. Una precauzione che gli salva la vita, quando cade nel baratro e Sevastian riesce ad arrestarne la caduta a pochi cm dal fondo. Visto il rischio corso, Tyron ed Evander decidono di attraversare calandosi nel baratro e facendosi issare da Sevastian dall'altra parte. Il solo Pavlov deve ancora attraversare e d'impulso decide di rischiare il tutto per tutto saltando la piastra di attivazione della trappola. Il suo salto non è sufficiente e la trappola scatta però, come Mordekai prima di lui, riesce a restare in equilibrio e superare il ponte.