venerdì 26 aprile 2013

Sepolcro di Krezk, Barovia, 05 Dicembre 735

Lasciato il folle all'esterno, il gruppo ritorna nel sepolcro ed inizia l'esplorazione dell'altra diramazione.
All'ingresso della prima stanza si ode una voce declamare una breve frase, i compagni però sono in disaccordo sul significato della frase che sembrano aver udito in lingue diverse. Alcuni hanno sentito "La magia è la chiave" altri "la chiave è la magia".
La stanza è occupata al centro da una grande vasca d'acqua che sgorga da una statua scolpita in modo da rappresentare una vergine che regge tra le sue braccia la salma di Krezk. Non riuscendo a scorgere il fondo della vasca, Tyron decide di svestire l'armatura ed immergersi per verificare se vi è stato nascosto uno degli oggetti da ritrovare, purtroppo il fondo della vasca è disseminato di chiavi. Una volta riemerso spiega la situazione ai compagni ed Evander si ricorda di possedere una pergamena che può identificare gli oggetti incantati, ma Evander non sa nuotare, quindi è Pavlov ad immergersi dopo aver utilizzato la pergamena. Lo stratagemma funziona e Pavlov riesce ad individuare la chiave incantata. Provando le due chiavi trovate fino ad ora Sevastian riesce ad aprire solo una delle altre due porte nella stanza.
La stanza successiva è palesemente una trappola. Un ampio passaggio costeggia sui due lati una profonda voragine al centro della quale si innalza un pilastro. Il pilastro è costellato di fori dai quali fanno capolino frecce puntate in tutte le direzioni. Sevastian è convinto che esista un meccanismo di attivazione, perciò entra nella stanza per tentare di individuarlo e Mordekai lo segue immediatamente. Al loro ingresso la porta si chiude di scatto ed ai loro compagni non resta che ascoltare le grida di dolore provenire dall'interno. Dopo pochi attimi la porta scompare e la stanza riappare costellata di frecce infisse in ogni dove. I corpi inerti di Sevastian e Mordekai giacciono davanti all'uscita sull'altro lato. I due sono stati trafitti da più frecce e  perdono sangue in modo vistoso. Nonostante le cure e la cauterizzazione delle emorragie non sembra possano riprendere conoscenza per molto tempo.
Tyron, Pavlov ed Evander sono di fronte ad una difficile scelta. Non vi è modo di trasportare i compagni feriti al villaggio, ma restare giorni chiusi nel sotterraneo popolato di non morti è una follia... Infine decidono di provare ad attendere almeno un giorno e vedere se la magia del Signore del Mattino potrà, attraverso Pavlov, far riprendere conoscenza ai compagni. Pavlov ed Evander tentano di dormire per recuperare le forze magiche, mentre Tyron si appresta ad una veglia solitaria. Per due volte sono scoperti dagli scheletri che vagano nel sepolcro, finché Pavlov convince i compagni a proseguire nella speranza di trovare una cura.
La stanza con il pilastro ha un ulteriore uscita con delle scale che scendono fino ad una stanza circolare con quattro uscite. Sull'uscita a sud una scritta sembra preannunciare sollievo, su quella ad est indica la ruota per aprire il cancello della camera sepolcrale, su quella ad ovest indica la camera sepolcrale.
Data la situazione Tyron e Pavlov ispezionano la stanza a sud che miracolosamente contiene un'altra fontana dalle mistiche proprietà curative. Stanchezza e ferite scompaiono bevendo l'acqua; Mordekai e Sevastian sono trasportati di gran carriera alla fontana e guariti. Solo il braccio rotto di Tyron e la costola fratturata di Mordekai restano come sono.
A maggioranza il gruppo decide di continuare l'esplorazione del sepolcro e presa la diramazione est raggiunge l'ennesimo incrocio. Tutta questa sezione del sepolcro sembra essere stata invasa dall'acqua e dalla muffa, in particolare in una stanza Mordekai riconosce il muschio azzurro che riveste le pareti. Si tratta di una particolarità di muschio che genera una carica elettrica e la rilascia al contatto. Immersi nell'acqua fino alla vita i compagni attraversano la stanza trattenendo il fiato...
Nella stanza successiva la muffa sembra normale ed il pericolo più tangibile; altri quattro scheletri emergono dall'acqua e li attaccano. Nello scontro Tyron resta ferito e non sarà più in grado di combattere per ore.
La stanza contiene una grande ruota collegata a delle catene: il meccanismo per aprire il cancello della camera sepolcrale. La ruota si muove a scatti fino a compiere un giro completo e poi si arresta.
Prima di recarsi alla camera sepolcrale Pavlov insiste per esplorare il resto dell'area ed il gruppo individua un'ultima stanza con all'interno tre sarcofaghi. Nell'acqua però si trovano tre enormi rane, Pavlov ne uccide una con l'arco di Mordekai, ma le altre due attaccano al riparo nell'acqua ed il gruppo è costretto a ritirarsi dove il livello dell'acqua è più basso.
Dopo un lungo conciliabolo si decide a maggioranza di ritornare sui propri passi e verificare se l'utilizzo della ruota ha effettivamente aperto il cancello per la camera sepolcrale. Purtroppo il secondo passaggio nella stanza cosparsa di funghi azzurri ha esiti ben diversi dal primo e sia Evander, sia Tyron fanno scattare un'intensa scossa elettrica. A subire i danni più gravi è Pavlov che sopravvive a stento alla scarica, ormai anche lui come Mordekai non è più in grado di difendersi. Nel ripassare davanti alla fontana dell'acqua guaritrice una flebile speranza di salvezza anima il gruppo, ben presto smentita dalla scomparsa di alcun effetto curativo nell'acqua.
La diramazione in direzione della camera sepolcrale conduce il gruppo all'interno di una serie di stanza riadattate a catacombe. Le pareti sono rivestite di nicchie che ospitavano cadaveri inumati, ma ormai non vi è rimasto più nulla. Durante il passaggio nelle catacombe il gruppo è aggredito da alcuni zombi e Pavlov, colpito nuovamente, perde conoscenza. Mordekai decide di fermarsi a vegliare sull'amico, mentre gli altri proseguono per tentare di recuperare la fiamma. Il morale è basso, ma l'essere arrivati così vicino all'obiettivo convince tutti a fare almeno un ultimo tentativo.
I minuti successivi sono impiegati in un'attività tragicomica, con il povero Mordekai che è costretto a richiamare indietro ripetutamente i compagni, perché attaccato prima dagli zombi rianimatisi e poi da uno sciame di pipistrelli disturbati dal passaggio degli amici. Solo allora Mordekai si ricorda di conoscere un potere arcano adatto a far riprendere Pavlov...
Alla fine il gruppo anche se malconcio, raggiunge il probabile ingresso della camera sepolcrale. La porta a due battenti si trova oltre un ponte di pietra che supera un baratro del quale non sono in grado di scorgere il fondo. Sevastian si incarica di avanzare con cautela lungo il ponte alla ricerca di trappole, ma ne causa inavvertitamente l'attivazione; due statue in pietra poste davanti alla porta scattano con incredibile velocità verso il ponte, minacciando di scaraventare nel baratro chiunque vi si trovi, per poi tornare in posizione con altrettanta rapidità. Sevastian mantiene l'equilibrio sul ponte per puro miracolo riuscendo poi a completare la traversata. Dall'altra parte individua il meccanismo della trappola, ma con i semplici attrezzi in suo possesso non è in grado di disinnescarla. Nel frattempo Mordekai individua la piastra di attivazione della trappola che occupa ben sei metri del ponte, per percorrerlo senza attivare la trappola non restano che pochi cm sul bordo!
Mordekai tenta comunque la traversata, dopo essersi legato con una corda ed averne gettato l'altro capo a Sevastian. Una precauzione che gli salva la vita, quando cade nel baratro e Sevastian riesce ad arrestarne la caduta a pochi cm dal fondo. Visto il rischio corso, Tyron ed Evander decidono di attraversare calandosi nel baratro e facendosi issare da Sevastian dall'altra parte. Il solo Pavlov deve ancora attraversare e d'impulso decide di rischiare il tutto per tutto saltando la piastra di attivazione della trappola. Il suo salto non è sufficiente e la trappola scatta però, come Mordekai prima di lui, riesce a restare in equilibrio e superare il ponte.

domenica 7 aprile 2013

Sepolcro di Krezk, Barovia, 04 Dicembre 735

Nonostante le ferite, a sera il gruppo raggiunge la fine della gola e vi trova un'arcata di pietra che consente l'ingresso all'interno di una piccola collina. Sulla volta Evander identifica il simbolo della fiamma, sembra proprio trattarsi della loro destinazione. Davanti all'ingresso una scena degna di un macello, tre pony e due cavalli giacciono sventrati. Sotto uno dei pony Sevastian rinviene uno scheletro umano. Non proprio la fine del viaggio in cui avevano sperato tutti, tuttavia dalle bisacce dei pony Evander recupera tre fiale che identifica come pozioni di guarigione, assieme a corda, frecce, ed olio per lanterna.
Oltre l'arcata di pietra un corridoio conduce ad un portone dischiuso. Nella stanza all'interno i compagni osservano allibiti una scena ancora più macabra; i probabili proprietari delle cavalcature giacciono mutilati insieme ad altri scheletri. Ormai Sevastian dubita seriamente che viaggiare con i nuovi compagni sia più sicuro di muoversi da solo e confronta il gruppo per comprendere i reali termini della "missione" di cui gli hanno parlato.
Durante la discussione, Tyron sente un rantolo provenire dalla stanza ed entra per indagare se qualcuno sia sopravvissuto. Al suo ingresso gli scheletri si animano improvvisamente ed attaccano, ma questa volta la battaglia volge a favore dei vivi e gli scheletri sono distrutti.
La stanza ha due altre porte e si ode nuovamente il rantolo provenire da quella a meridione. Dopo accurati controlli Sevastian apre la porta e con cautela avanza nella stanza per cadere comunque in una trappola a pozzo... con sua enorme sorpresa la caduta è attutita da un letto di cuscini. Un'idea coglie Pavlov: alcuni dei cadaveri potrebbero essere degli sfortunati che erano venuti a predisporre le trappole non letali previste dalla tradizione, ma cosa ha risvegliato gli scheletri che li hanno uccisi?
La stanza ha un'unica altra uscita, ma la porta è chiusa con un meccanismo complesso che Sevastian riesce comunque a far scattare. Il nuovo arrivato sembra essere molto a suo agio con trappole e chiavistelli...
Segue un altro corridoio con tre uscite, ma nella stanza oltre la porta aperta da Pavlov si trova un altro cadavere con un enorme insetto dorato che lo sta divorando. Tyron lo sventra, ma l'insetto esplode ed un fiotto di sangue acido lo investe causando un'emorragia. I successivi piagnistei di Tyron non smuovono i compagni, l'unica soluzione è cauterizzare!
Altra porta di uscita dalla stanza, altro corridoio che conduce in un'altra stanza... il sotterraneo sembra allargarsi sempre di più ed i compagni iniziano ad essere stanchi, feriti ed impauriti, quindi decidono di inviare qualcuno, Pavlov, a controllare prima di avventurarsi nella nuova stanza. L'idea non ha l'esito previsto, perché Pavlov riferisce di una stanza vuota con un grosso fuoco al centro, tuttavia, quando i compagni vi si recano compare un fantasma che li aggredisce. Lo scontro è tragicomico, perché il fantasma risulta immune agli attacchi normali ed i compagni non sono molto pratici con le armi incantate in loro possesso. Un aiuto arriva dalla magia di Evander, ma al termine di un lunghissimo combattimento sono tutti feriti gravemente e devono ricorrere alle ultime pozioni di guarigione rimaste.
Frugando la stanza, priva di uscite, sembra che si sia trattato di uno sforzo inutile, finché tra le ceneri del focolare Sevastian scopre un pugnale che contiene una pergamena magica ed una misteriosa chiave.
L'intero gruppo ritorna sui suoi passi ad esaminare le due porte rimaste nel corridoio precedente. La prima sembra possa essere aperta solo dall'altro lato, ma dalla successiva si avverte più intenso il solito rantolo. Tyron e Pavlov si alternano nell'abbattere la porta, mentre chiunque si trovi all'interno tenta di colpirli con una balestra, riuscendo peraltro a ferire nuovamente Tyron. Finalmente una persona viva che Pavlov riconosce come uno degli abitanti di Krezk! Il poveraccio purtroppo è terrorizzato dall'esperienza subita e considera il gruppo come parte degli aggressori... alla fine Sevastian perde la pazienza e lo atterra con un colpo alla nuca.
Il gruppo decide con magnanimità di trasportare l'uomo fuori dal sotterraneo, ma all'uscita si imbatte negli scheletri sconfitti in precedenza che si sono ricomposti. I compagni sono così costretti a sconfiggerli nuovamente, questa volta bruciandone le ossa per sicurezza.
All'uscita l'uomo si riprende e pare più lucido e chiede al gruppo di salvare sua sorella, catturata da un fantomatico non morto parlante di cui lui avrebbe sentito solo la voce, ma il codardo non sembra disposto a collaborare al suo salvataggio. Mentre si allontana verso la valle avverte i compagni che per raggiungere il non morto dovranno trovare non meglio precisati scudi e chiavi. Tutti guardano la chiave trovata da Sevastian, ma di scudi nessuna traccia, saranno stati i vaneggiamenti di un folle o un genuino avvertimento?

Dintorni di Krezk, Barovia, 04 Dicembre 735

Alle prime luci dell'alba i compagni consumano una frugale colazione, rallentata da Tyron che cerca lentamente di far mangiare ad un'affamata Bastet la dura carne secca delle razioni. Subito dopo si rimettono in viaggio, mentre Guizzo scompare nuovamente nel bosco, con soddisfazione di Pavlov.
In mattinata raggiungono Lago Grigio e sulla sponda rinvengono un cadavere abbandonato. La causa della morte è chiaramente stata un morso enorme il cui segno è visibile sul corpo del giovane uomo. Nessun indizio di chi potesse essere, salvo alcune monete di Gundarak trovate nelle vicinanze. Ispezionando l'area circostante Mordekai trova i segni del passaggio recente di una persona che si è diretta verso il bosco, ma Tyron urge i compagni a proseguire senza indugiare. Quando però Pavlov menziona la tremenda sfortuna che comporta abbandonare un corpo insepolto in questo Reame, Tyron inizia febbrilmente a scavare una buca. L'azione caritatevole rassicura l'intruso che aveva lasciato le tracce, il quale esce dal suo nascondiglio nel bosco e si avvicina ai compagni. Si presenta come Sevastian e fortunosamente conosce il Mordentish, perciò è in grado di comunicare con gli stranieri senza doversi affidare alla continua traduzione di Pavlov. Le presentazioni avvengono tra il reciproco sospetto, non essendo frequente incrociare viaggiatori solitari in questi luoghi, ma la comparsa di alcuni corvi, notoriamente messaggeri di sventura, convince tutti ad allontanarsi rapidamente. Ogni pensiero di seppellire il corpo a mani nude è abbandonato in favore di un più rapido affondamento nel lago.
Sevastian conosce la direzione per la valle di Gorgo del Serpente e vi conduce i compagni in cambio della reciproca protezione, tuttavia, la discesa nella valle è insidiosa a causa delle pareti ripide e franose. Nel scendere sul fondo Tyron scivola ed a farne le spese sono Pavlov e Mordekai a cui si era legato. Dopo lo strappo iniziale la corda cede ed i due raggiungono rovinosamente il fondo della valle, Mordekai si rompe nuovamente una costola.