Il mattino Sevastian e Mircea si recano alla battuta di caccia. Delgros conduce la caccia in luoghi sicuri e rientrano prima del crepuscolo con un bel bottino di cacciagione. Dopo un bagno rigenerante, Sevastian trova nei suoi vestiti un biglietto che lo mette in guardia dal proseguire oltre le ricerche.
Zarow trascorre la giornata in biblioteca ed ha una breve conversazione con Estovion che lo ringrazia per lo spettacolo. Purtroppo ha dovuto assentarsi, perché durante lo spettacolo sono giunti due nobili da Courtaud che sono ospiti frequenti alla loggia.
Nella sala di lettura Imrik scopre che "Le scale della Luna", il tempio di cui ha parlato Duristan durante la cena, si trova in una radura della foresta tra due fiumi che scorrono paralleli. Una serie di scale conducono ad un luogo rialzato nel quale osservare la luna. L'antica divinità della luna cui era dedicato si chiamava Desna, poi assurta al ruolo di divinità protettrice dei viaggi ed infine caduta nell'oblio. Contemporaneamente Zarow scopre trovarsi a circa due ore di cammino dalla loggia in direzione sud. Dal libro che Zarow stava consultando cade un appunto scritto a mano: "Alone dei Sogni, pag. 322, al piano di sopra, religioni".
Maurice invece rinviene un libro con dettagliate indicazioni sul "tiranno sussurrante", la creatura che la Via Sussurrante intende risvegliare. Il suo vero nome è Tar Baphon ed è un negromante, del quale si narra che la continua pratica della sua arte immonda abbia ormai soppresso completamente ogni vestigia di appartenenza all'umanità. Anticamente è stato imprigionato in una torre con potenti rituali, tuttavia la sua potenza era tale che la terra attorno alla torre è avvizzita, obbligando gli abitanti ad abbandonare l'area. Le cronache del libro sostengono anche che le sue forze disperse dopo la cattura, stiano lentamente riorganizzandosi.
Misteriosamente anche i compagni nella biblioteca trovano un biglietto che li mette in guardia dai lupi che sorvegliano i boschi.
Proprio mentre i compagni rinvengono i rispettivi messaggi, giunge un urlo dal piano terra. Accorsi sul posto i membri del gruppo si trovano ad affrontare una tarantola gigante che si muove velocemente per la sala principale. La tarantola sembra aver appena ucciso uno dei due nobili giunti la sera precedente, il cui cadavere è ancora riverso sul pavimento.
Sopraffatta la tarantola il gruppo segue una striscia di sangue che proviene da un capanno attraverso il giardino. Sotto il capanno, una grotta naturale ospita numerose belve imprigionate in celle. Una cella è stata aperta con le chiavi e la tarantola liberata, per poi attirarla nella sala tramite una scia di sangue di ratto.
Giunge infine Estovion che accusa immediatamente il giardiniere Paucy, unico custode del capanno, di averla liberata intenzionalmente per uccidere il rivale Ostovach. Il movente sarebbe a suo dire una ben nota fantasia di Paucy per la Markiza. Ampie macchie di sangue sopra gli stivali del ragazzo sembrano sostenere l'accusa di Estovion. Mircea interroga Paucy e lo minaccia, ma il ragazzo sembra non reagire neppure e rimane chiuso in un silenzio sorprendente, viste le accuse mosse.
Imrik ricorre ai suoi sensi acuti per seguire la traccia olfattiva del sangue versato che conduce proprio all'abitazione di Paucy, dove sono custoditi numerosi ratti sotto spirito. Gli stessi ratti con cui Paucy sfama quotidianamente le belve.