domenica 15 dicembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 07 Febbraio 736

Nella caverna è impossibile valutare il ciclo giorno/notte, perciò il gruppo si rimette in cammino dopo essersi ripreso dalla fatica accumulata.
Il percorso si snoda lungo l'esterno della prima cinta muraria alla ricerca di un accesso, finché Sevastian non incontra nuovamente un luogo non ricoperto dall'usuale placcatura dorata. L'area sgombra è circondata da strane rune che Evander prova ad identificare, ma per sua sfortuna si tratta di rune di evocazione sulle quali è stata posta una trappola di attivazione. Davanti ai compagni si materializza un imponente elementale del fuoco che mette a dura prova le loro abilità. Al termine dello scontro Tec Toc, Pavlov e Mordekai utilizzano nuovamente i loro poteri per guarire i feriti, ma il sussurro della sera prima si è trasformato nella visione di un cavaliere in armatura nera che li fissa attraverso l'elmo con aperta ostilità. Tutti convengono di limitare il ricorso alle arti magiche all'estremo necessario.

L'estrema necessità non tarda molto a presentarsi, quando raggiungono un ponte che sembra condurre in direzione della cinta muraria, probabilmente ad un ingresso. Giunti al ponte tutti i compagni avvertono dei rumori provenire da direzioni differenti e reagendo d'istinto si dividono per investigare. Da un lato Mordekai e Tec Toc, dall'altro Evander e Sevastian, mentre Pavlov attraversa il ponte.
Purtroppo per loro si tratta di illusioni create da un sicario d'ombra; un potente non morto inviato ad ucciderli. Pavlov e Tec Toc provano a scacciarlo, mentre i compagni provano a colpirlo, tutto inutile. Alla fine il sicario fallisce di poco la sua missione, cedendo solo agli attacchi del pugnale magico di Sevastian, il quale osserva il pugnale svanire insieme al sicario. Al termine dello scontro Pavlov, Tec Toc ed Evander giacciono esanimi, in particolare il paladino sembra ormai vicino alla morte.
Mordekai decide allora di ricorrere comunque alle cure magiche, mentre assiste incredulo al risanamento spontaneo di Tec Toc. Alle domande dei compagni l'halfling risponde con noncuranza che la potente Ezra non può essere certo ferita da così poco... Purtroppo durante le cure appare ripetutamente la visione di prima ed i compagni si rendono conto di stare danzando sul filo di lana, senza cure sono spacciati, se esagerano il signore di questo luogo potrebbe decidere di spacciarli!

sabato 30 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 06 Febbraio 736

Trascorsa la notte il gruppo si addentra nella galleria che si rivela lunga e nell'oscurità diventa difficile giudicare il tempo trascorso. La luce delle torce illumina occasionalmente altre gallerie laterali, ma i compagni si mantengono sulla galleria principale. Al termine della galleria si trova una stanza circolare dal pavimento cosparso di sabbia, nella quale sono visibili le tracce del passaggio dei cultisti. Quattro grandi affreschi ritraggono rispettivamente una folla al mercato di una città opulenta, una moltitudine di soldati nella stessa città, una mappa della città con mura concentriche ed un leader su un trono circondato da un sole dorato. Alcuni calcoli matematici sono stati scarabocchiati sugli affreschi molto tempo prima. I calcoli indicano il volume di oro fuso necessario a riempire la città fino a traboccare all'esterno. Il fatto, per quanto incredibile, sembra accada trascorse 72 ore dall'apertura delle porte, seguite da altre 24 ore perché la città si svuoti.

L'uscita dalla sala si apre su una gigantesca caverna che sembra occupi l'interno della collina. Nella caverna è alloggiata in modo naturale una città dall'aspetto stupefacente. Una strana luminescenza si riflette sulla placcatura dorata che riveste ogni cosa della città in rovina, edifici, strade, ecc... L'unico accesso alla città è un ponte in pietra, sotto al quale scorre un vero e proprio fiume d'oro fuso.
Sul ponte trova posto una singola statua, anch'essa dorata e si nota la presenza dei calcinacci di altre due statue simili. Evander ricorda ai compagni la precedente esperienza su un ponte con delle statue... parole profetiche, perché appena il gruppo prova ad attraversare il ponte la statua si anima ed attacca. Al termine di un breve scontro la statua si aggiunge al numero dei cumuli di calcinacci, ma Tec Toc è costretto a guarire Pavlov dalle numerose ferite inferte dalla statua. Il paladino subisce stoicamente la ridda di sermoni sulla sua fede errata elargiti dalla "potente Ezra".

Sevastian rintraccia un edificio alto e sufficientemente solido dalla cui sommità riesce a crearsi un'idea generale del luogo: la città è circondata da tre cerchie di mura concentriche e digrada regolarmente dal centro alla periferia. Da un piccolo foro nella cinta di mura più esterna, l'unica visibile con chiarezza, si diparte un ampio canale che divide in due la città. Non sono visibile ponti o altri modi per attraversarlo.
Percorrendo le vie della città i compagni non notano alcun segno di abitanti o dei cultisti che li hanno preceduti, quando improvvisamente incontrano quattro scheletri guerrieri che li attaccano. Ormai sono tutti familiari con una tipologia così basilare di non morti, ma questi scheletri e le loro armi sono anch'essi rivestiti da una spessa placcatura d'oro e sono misteriosamente avvolti nelle fiamme. La loro natura li rende alquanto più robusti del normale e per giunta immuni alla magia del fuoco di Evander. I compagni riescono a prevalere anche questa volta, ma Pavlov è trafitto dalla spada di uno scheletro e solo le erbe raccolte in precedenza da Mordekai consentono di arrestare l'emorragia.

Il gruppo prosegue ancora, finché la stanchezza prevale ed i compagni decidono di trascorrere la notte al secondo piano di un edificio ancora intatto. Prima di coricarsi Tec Toc, Pavlov e Mordekai ricorrono ai loro poteri residui per guarire alla meglio i feriti. Gli incantesimi funzionano, ma un sussurro inquietante li accompagna, le parole appena percepibili sembrano cariche di malvagità...

sabato 23 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 05 Febbraio 736

La mattina successiva il gruppo raggiunge la palude e la attraversa seguendo la guida sicura di Dosan, il poveretto deve aver trascorso molto tempo nella palude per possedere una tale padronanza dei luoghi. Infine giungono alle rive alberate di un lago dalle acque nere e putrescenti dal quale esce un emissario altrettanto nauseabondo, il tanfo è insopportabile.
Nelle vicinanze sono visibili i resti di un accampamento ed i segni di una battaglia. Sul terreno giacciono insepolti nove cultisti e ben tre dozzine di rettili umanoidi con il corpo ricoperto di scaglie nere. Mordekai e Tec Toc riconoscono l'aspetto di base degli uomini-lucertola, una specie diffusa sulla costa ovest del Nucleo, ma anche loro hanno subito la mutazione dell'isola.
Mordekai ritrova le tracce di due gruppi distinti che si sono allontanati velocemente dall'accampamento, evidentemente i cultisti sono riusciti a respingere l'assalto degli uomini-lucertola, ma il loro numero orma è ridotto ad una decina scarsa. Difficile stabilire invece il numero degli uomini-lucertola che sono fuggiti.
Un aiuto al calcolo compare subito dopo sotto forma di sei uomini-lucertola che escono dalla boscaglia e si scagliano sul gruppo. Gli uomini-lucertola si dimostrano rapidi e robusti, avversari di tutto rispetto per i compagni già logorati dalle avversità patite sull'isola; anche questa volta però il gruppo riesce a prevalere. I compagni si rendono conto di essere ormai al limite, con l'eccezione di Tec Toc che prima di crollare svenuto proclama di non patire le pene di meri esseri mortali.

Dopo una breve sosta il gruppo si incammina lungo la sponda est del lago, sempre seguendo Dosan. Il terreno sale costantemente e diviene sempre più roccioso ed asciutto. Dopo un buon tratto, il gruppo incrocia un affluente del lago, anch'esso dalle acque nere e putrescenti e Dosan si allontana infine dalla sponda per seguire il corso del fiume. Occasionalmente il gruppo incontra le tracce lasciate dai cultisti a conferma che la direzione è giusta.
Con l'approssimarsi della sera la copertura delle nubi diventa totale e la pioggia cade con costanza, fortunatamente Dosan annuncia la fine del viaggio e mostra al gruppo delle imponenti porte che sia aprono nel fianco di una collina. Oltre le porte una galleria si perde nell'oscurità. Il gruppo cerca riparo dalla pioggia all'imbocco della galleria dove trova i resti ancora fumanti di un fuoco; i cultisti devono essersi addentrati nella galleria da poche ore. Dosan annuncia al gruppo che la città si trova al termine della galleria, ma non intende seguirli oltre ed anzi gli consiglia di riposarsi prima l'intera notte, perché in città risiede un pericolo la cui natura i compagni non riescono a decifrare dai suoi vaneggiamenti. Non che ai compagni, esausti e feriti, fosse necessario un motivo per sostare.

Lago Nero, Nova Vaasa, 04 Febbraio 736

La notte trascorre inquieta e dal bosco giungono continui suoni sinistri, con l'occasionale rumore di belve in agguato, forse frutto dell'immaginazione della persona che a turno vigila sui compagni addormentati, finché anche in questo luogo tetro giunge l'alba.
Il cielo si mantiene plumbeo e non vi è traccia del sole, mentre il bosco è pervaso da un silenzio irreale. Dosan sembra rispecchiare il sentimento locale e conduce nuovamente il gruppo verso la palude incitandoli a muoversi il più silenziosamente possibile. Nonostante i suoi consigli, o forse proprio indispettiti nei confronti della loro folle guida, Pavlov inciampa e Sevastian impreca nei suoi confronti. Quasi immediatamente Dosan indica al gruppo un enorme uccello nero che in alto sopra di loro si lancia in picchiata. L'uccello, simile ad un aquila ma deforme come ogni altra creatura sull'isola, emette un suono stridulo che terrorizza Tec Toc. L'halfling si da alla fuga diventando una facile preda per l'aquila. Per sua fortuna Evander dalla sua bacchetta scaglia una strana massa d'acqua verso l'aquila che precipita morta al suolo.
Tutti i compagni si complimentano con Evander per l'incredibile magia, mentre Pavlov rincorre Tec Toc e cerca di bloccarlo. La povera mente di Tec Toc, ancora sconvolta dalla vista dell'aquila, non comprende il gesto dell'amico e cede improvvisamente alla follia che aleggia in questo luogo; la sua vista si fa vacua e quando riprende chiarezza sul suo viso compare un'espressione completamente diversa. Mentre la marcia riprende verso la palude i compagni interrogano l'halfling perplessi; chiaramente qualcosa non torna... poco a poco si rendono conto l'amico non risponde più al nome di Tec Toc, ma è convinto di essere la divinità Ezra in persona giungendo pesino ad affermare la sua femminilità!

sabato 16 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 03 Febbraio 736

La mattina del secondo giorno dallo scontro anche Tec Toc si riprende e ricorre alle abilità mistiche conferitegli da Ezra per guarire se stesso ed i compagni. Il gruppo riprende immediatamente l'inseguimento dei cultisti che fortunatamente non sono consapevoli di essere seguiti e non fanno nulla per nascondere il proprio passaggio.
Il percorso si snoda attraverso una brughiera umida che lentamente cede il posto ad una vera e propria palude, dove l'incedere diventa difficoltoso e richiede spesso di tornare sui propri passi. Durante il cammino le nubi si infittiscono fino a coprire completamente il sole, ma è la fauna locale a sconcertare i compagni, tutte le creature, persino gli insetti, sono palesemente mutate in modo orrendo e probabilmente pericoloso. Che siano tutte forme demoniache?
Dopo parecchie ore di cammino il gruppo si imbatte in un uomo coperto di stracci e sozzura. L'uomo afferma di attenderli da lungo tempo, ma i discorsi seguenti sono quelli di un folle. Lentamente ed a fatica i compagni riescono a ricostruire un barlume di senso logico nelle farneticazioni del poveraccio. Sembra trattarsi dell'unico sopravvissuto di una spedizione sull'isola guidata da un capitano di nome "Radici di albero". Per spiegare da cosa siano stati aggrediti ed uccisi utilizza ripetutamente il termine "oscurità", ma non sembra intenzionato a spiegarne più chiaramente la natura. Dopo essere sopravvissuto da solo per giorni, l'uomo ha chiaramente incontrato i cultisti e si è offerto di condurli alle porte della città, ma prima di giungervi sono stati aggrediti da misteriose lucertole con perdite da entrambe le parti. Ora rivolge la stessa offerta al gruppo.
Il gruppo decide di seguire Dosan, quantomeno questo è il nome a cui occasionalmente risponde, che li guida attraverso la palude. Con l'avvicinarsi dell'imbrunire Dosan sembra farsi più inquieto, finché avvisa il gruppo che sono troppo lenti per raggiungere il suo rifugio prima della notte. Dosan sembra genuinamente terrorizzato all'idea di trascorrere la notte all'aperto, perciò decide di deviare verso un luogo vicino che identifica come Bosco Bianco.
Quando raggiungono il bosco capiscono il motivo del nome; tutte le piante sono decolorate e biancastre, indipendentemente dalla specie vegetale a cui appartengono, conferendo al luogo un aspetto lugubre e poco invitante. Dosan, tuttavia, si addentra con passo deciso nel bosco e ben presto si allontana incurante dei richiami lanciati dal gruppo. Rimasti da soli i compagni si rivolgono all'esperto Mordekai per trovare un riparo sicuro ed il ranger non tradisce le aspettative, trovando quasi per miracolo un grande tronco d'albero abbattuto sotto il quale tutti trovano riparo dalla pioggia. Evander completa l'opera accendendo un insperato focolare grazie alla sua padronanza degli elementi.
Nel frattempo ricompare Dosan con a spalla tre conigli appena cacciati, ma alla vista della magia di Evander lo rimprovera aspramente. Tutti si domandano se sia la solita follia oppure se anche questo sia un luogo in cui l'utilizzo della magia attira pericolose attenzioni...

Lago Nero, Nova Vaasa, 02 Febbraio 736

Il giorno successivo trascorre in lenta attesa che i tre compagni si riprendano dalle ferite subite.
Fortunatamente nessuna creatura giunge a disturbarne il riposo.

venerdì 8 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 01 Febbraio 736

Durante la notte il tempo si rannuvola per peggiorare ulteriormente durante la mattina, finché nel pomeriggio il fiume si allarga e sfocia nel Lago Nero. Il lago è circondato da aspre colline imbiancate di neve ed al centro sorge l'isola del Diavolo illuminata da innumerevoli folgori che si scaricano su di essa. L'acqua diviene tumultuosa e solo l'abilità dei marinai salva la nave dal naufragio.
Il gruppo trova rifugio nella cabina, mentre Warren spiega le sue prossime intenzioni. L'obiettivo è proseguire fino alla sponda sud del lago e da qui con una scialuppa raggiungere l'isola presso le rovine di Fort Landing che in un tempo remoto era l'approdo naturale delle numerose barche di viandanti che visitavano l'isola.

La traversata mette a dura prova la resistenza nervosa del gruppo; la scialuppa è sbalzata come un guscio di noce dai venti di burrasca, mentre continue folgori si scaricano nei pressi. Solo l'abilità del capitano Warren e di Mabon consentono di completare la traversata.
Scaricati i passeggeri di fronte a Fort Landing il capitano riparte immediatamente per la costa, promettendo al gruppo di attendere per dieci giorni il segnale di tornare a prenderli, oltre quella data farà ritorno a Bergovitsa senza di loro. Per evitare di confonderli con i cultisti del Dio Vivente, raccomanda al gruppo di segnalare il ritorno accendendo contemporaneamente due falò ad una certa distanza l'uno dall'altro.

La fortezza è chiaramente in rovina ed abbandonata da molto tempo, tuttavia il gruppo impiega un certo tempo nell'esplorarla. I sensi magici segnalano ad Evander che il clima avverso che attanaglia l'isola è dovuto ad un potente influsso di energia negativa, probabilmente di origine demoniaca. Tec Toc nota la diversità della pietra con cui è stata eretta la fortezza rispetto all'ambiente circostante, geologicamente simile ai vicini monti Balinok.
Infine il gruppo incappa nei resti di un accampamento recente; Sevastian individua un paio di tombe ed i cadaveri al loro interno sono chiaramente riconoscibili come cultisti di Razmir. Da cosa siano stati aggrediti diviene dolorosamente chiaro poco dopo, allorquando una decina di lupi demoniaci tende un'imboscata al gruppo. I compagni colti di sorpresa riescono a stento a mettere in fuga i lupi, non prima che Pavlov, Mordekai e Tec Toc siano quasi divorati. Evander e Sevastian trascinano i compagni in un ambiente chiuso e trascorrono una notte vigile nel timore che i lupi ricompaiano.

Terre Selvagge, Nova Vaasa, 31 Gennaio 736

La nebbia cede il posto ad un sole scintillante ed il fiume si restringe mentre scorre attraverso una vallata montana. Compaiono frequenti gorghi e rocce affioranti e la navigazione rallenta. Per recuperare tempo il capitano decide di navigare anche di notte piazzando due vedette a prua della barca.
Warren improvvisa una riunione per dare istruzioni all'equipaggio e Tec Toc coglie l'occasione per raccontare la visione ricevuta prima di partire.

Terre Selvagge, Nova Vaasa, 30 Gennaio 736

Il giorno seguente la nebbia è fitta ed il clima umido, ma il capitano Warren vuole proseguire. Mentre Tec Toc infastidisce il capitano Warren circa le sue carte nautiche, d'improvviso si odono alcuni tonfi sordi sul ponte e l'equipaggio si ritrova a combattere corpo a corpo con degli strani canidi dalla viscida pelle verde-azzurra che emettono dardi d'acqua dalla bocca.
Nello scontro resta gravemente ferito il marinaio Wem, ma le creature sono sconfitte e la navigazione può proseguire, finché a sera raggiungono la via d'acqua che li condurrà al Lago Nero.

Bergovitsa, Nova Vaasa, 29 Gennaio 736

Al risveglio Tec Toc ha una visione che ritiene un presagio dell'immediato futuro, si trova su una barca immersa nella nebbia, quando d'un tratto si dissolve e rivela un fiume di oro fuso che scorre velocemente verso un abisso nero, oltre l'abisso sorge una città popolata esclusivamente da gatti ed infine la visione svanisce...

Una rapida colazione e la Nebbia Nera salpa alla volta dell'isola del Diavolo sotto lo sguardo vendicativo di alcuni accoliti. Per l'occasione il capitano Warren ha assunto due nuovi marinai: il taciturno Mabon ed il gioviale Daggermar. Nel primo Mordekai riconosce un abitante di Souragne, così si spiega la sua ignoranza di una lingua parlata dal gruppo, mentre il secondo spiega di dovere la vita a Warren che in passato l'ha spesso tratto dai pasticci. Entrambi sono marinai esperti che insieme a Wem serviranno al capitano per governare la barca tra le tempeste che si scatenano su Lago Nero.
A discapito dei presagi la giornata trascorre tranquilla mentre la Nebbia Nera scivola tra la nebbia che avvolge il fiume.

Bergovitsa, Nova Vaasa, 28 Gennaio 736

Il gruppo nuovamente compatto si reca da Reginald e gli rivela quanto scoperto sul culto del Dio Vivente. Reginald è preoccupato, perché sono confermati i suoi peggiori sospetti, ma non avendo recuperato prove non è possibile accusarli presso le guardie. Reginald si impegna comunque a cercare di smascherare la verità dietro il culto e programma un'incursione dallo stesso passaggio utilizzato da Tec Toc per la fuga.
In aggiunta grazie alla pagina del diario strappata da Sevastian, la sacerdotessa si rivela essere l'elfa Iramina compagna di Krezk e Diovo. A quanto pare si è pentita della decisione di nascondere il tesoro trovato con gli amici ed è decisa a recuperarlo. La missione nel santuario di Krezk ovviamente aveva questo scopo ed una volta entrata in possesso anche dei loro medaglioni è partita con i suoi seguaci alla volta del nascondiglio del tesoro.
Iramina ed i suoi uomini hanno ormai giorni di vantaggio. Fortunatamente il percorso è descritto nel diario ed è tutt'altro che agevole. Si tratta di un viaggio via fiume fino all'isola del Diavolo che sorge nel Lago Nero. Il luogo è molto pericoloso ed anche Iramina ha avuto difficoltà a trovare un passaggio. Reginald sa che è salpata con una bagnarola e propone al gruppo di inseguirla a bordo della nave del suo amico, coincidenza proprio la Nebbia Nera del capitano Warren.
Ringraziato Reginald e preso contatti con Warren il gruppo si concede una necessaria notte di riposo alla locanda.

Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 27-28 Gennaio 736

Il primo ad uscire di corsa dal passaggio sotterraneo è Tec Toc che si ritrova nella cantina del Lamento del Ranger, tuttavia l'attesa si prolunga senza che Evander e Pavlov lo raggiungano. Alla fine Tec Toc si convince che i suoi compagni debbano essere stati catturati dagli accoliti e decide di recarsi da Mordekai per decidere il da farsi. Fortunatamente Mordekai si trova ancora nella locanda dove alloggiavano e poco dopo li raggiunge anche Sevastian.
I tre trascorrono il resto della notte in attesa di avere notizie dei compagni che inaspettatamente fanno ritorno. A quanto pare i due hanno avuto una notte molto più travagliata e raccontano brevemente di come il sotterraneo sia stato allagato per impedirne la fuga e di un misterioso incontro con un drago.... ma non c'è tempo per racconti dettagliati.

domenica 13 ottobre 2013

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 26-27 Gennaio 736

Con il favore dell'oscurità Sevastian si arrampica fino alla vetrata, ne rimuove una lastra e contorcendosi penetra nella stanza della sacerdotessa. Un forte odore d'incenso pervade la stanza.
In un cassetto chiuso della scrivania rinviene una pozione di invisibilità ed una piccola statua d'argento che raffigura un corvo, mentre tra i numerosi testi della libreria ne trova due nella sua lingua madre, il Baroviano.
Bingo! esclama Sevastian leggendoli. Il primo dei due libri è un registro nel quale sono riportate tutte le entrare e le spese del tempio, completo di causali quali estorsioni, furti, ricatti, ecc. abbastanza per incriminare tutti i sacerdoti. Il secondo è un diario degli eventi recenti del tempio. Purtroppo Sevastian non si fida a calarsi lungo il muro con l'ingombrante registro, ma strappa la pagina del diario che rendiconta la missione a Barovia.
Dopo aver bevuto la pozione di invisibilità esce dalla vetrata ed incomincia a calarsi lungo il muro, purtroppo la discesa non gli riesce bene come la salita e cade rovinosamente nel cortile. L'effetto della pozione di invisibilità si esaurisce e le guardie allarmate lo scorgono. Nel poco tempo che gli è rimasto Sevastian riesce a lanciare il suo rampino ed arrampicarsi sul muro di cinta del tempio, ma mentre si sta calando al di fuori, è colpito da una freccia scagliata dalle guardie. Riesce comunque ad attraversare la piazza antistante il tempio e dileguarsi nelle vie di Bergovitsa.

Mentre Sevastian compie la sua missione solitaria, il resto del gruppo tenta nuovamente di abbandonare di soppiatto il dormitorio. Pavlov è il primo ad uscire, ma ormai i preti sono più all'erta e viene notato subito. Tec Toc comprende che la recita è giunta al termine e scatta verso il passaggio segreto del sotterraneo, seguito da Evander che usa la sua magia per teletrasportarsi oltre le guardie. Pavlov approfitta dello stupore generato dalla mossa di Evander per aprirsi la strada a forza ed i tre compagni raggiungono il passaggio segreto inseguiti dalle guardie.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 26 Gennaio 736

Il giorno seguente l'agitazione generale sembra essersi calmata ed il gruppo decide di agire al sopraggiungere della notte.
A sera Sevastian non ritorna al dormitorio con gli altri, ma si nasconde nel cortile presso l'area di carico e scarico, mentre i compagni preparano un fantoccio nel suo letto per coprire la sua assenza.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 25 Gennaio 736

Alla mattina il tempio si rianima, mentre i compagni attendono con trepidazione di verificare se le loro scorribande notturne sono infine state scoperte. La fortuna è ancora dalla loro parte, perché la maggior parte dei preti associa il tentativo di infiltrazione della notte ad agenti del principe Othmar, sovrano di Nova Vaasa. A quanto pare anche il principe non vede di buon occhio il potere politico ed economico acquisito dal culto del Dio Vivente.
Una volta ritornato anche Evander dalla punizione il gruppo discute quanto scoperto da Pavlov e tutti convengono che qualsiasi prova compromettente possa esistere, deve trovarsi nelle stanze dell sacerdotessa a capo del tempio; l'unica tra tutte le stanze degli araldi a possedere una vetrata che fortunatamente si affaccia sul cortile del tempio.
Per prudenza decidono di non ritentare la notte stessa, ma attendere almeno un giorno per studiare la reazione dei preti all'accaduto e preparare un nuovo piano di azione.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 24-25 Gennaio 736

Quella stessa notte i compagni lasciano nuovamente di soppiatto il dormitorio, ma Evander è colto in flagrante e condotto in punizione per tutta la notte. Gli altri tornano nella stanza da cui era fuggito Sevastian. Anche questa volta toccando la porta compaiono gli elementali, ma insieme riescono a sconfiggerli ed entrare nella stanza successiva, una vera e propria stanza dei tesori.
All'interno di vari forzieri ci sono monete di ogni tipo ed oggetti preziosi. Su un tavolo si trova un registro in cui sono annotati tutti i beni che nel tempo sono stati depositati e prelevati dalla stanza. Secondo il registro alcuni degli oggetti presenti sono dotati di capacità magiche! tra cui una pozione di forma eterea, un olio dell'invisibilità ed una borsa magica. Pavlov trova all'interno della borsa una boccetta di un potentissimo collante, ma per sua sfortuna si attacca alla mano e non c'è modo di liberarla.
Data l'impossibilità di nascondere l'accaduto, i compagni decidono di accelerare i tempi e dividersi per completare rapidamente l'esplorazione del tempio.

Sevastian e Tec Toc percorrono il tunnel trovato da Sevastian la notte prima e giungono nelle fognature di Bergovitsa, al di sotto di una botola che conduce in un magazzino all'esterno del tempio. Soddisfatti di aver trovato una via d'uscita ritornano al dormitorio.

Pavlov invece si fa spalmare l'olio dell'invisibilità da Tec Toc e si infiltra cautamente al primo piano del tempio, l'area vietata ai novizi. Supera numerose guardie fino a giungere all'ingresso delle stanze degli araldi, purtroppo nell'aprire la porta è investito da un'ondata di gelo magico che lo riveste di una patina di ghiaccio e le guardie allertate dall'esplosione possono ora vedere la sua sagoma ghiacciata. Pavlov ricorre all'ultima carta che gli è rimasta ed ingurgita la pozione di forma gassosa. La mossa funziona e le guardie perdono le sue tracce, ma il tempio è in subbuglio e la pozione ha una durata di pochi minuti, perciò Pavlov controlla rapidamente le stanze degli araldi e ritorna al dormitorio.
Riacquista la sua forma normale nel letto e scopre che la pozione ha avuto un effetto collaterale molto utile, la boccetta di colla giace ora vicino a lui. Pavlov la avvolge in una federa e la nasconde così da non urtarla neppure involontariamente.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 24 Gennaio 736

La mattina successiva Sevastian non riesce ad alzarsi dal letto ed i compagni preoccupati si informano di cosa sia successo. Fortunatamente non sembra essere stato avvelenato dal serpente ed i poteri clericali di Tec Toc sono sufficienti a guarire la maggior parte dei danni e nascondere la ferita.
Per il resto della giornata il gruppo tenta di rimanere inconspicuo, nella speranza che nessuno scopra l'escursione notturna di Sevastian.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 23-24 Gennaio 736

Sevastian prova nuovamente ad intrufolarsi nell'area vietata del sotterraneo ed esplorare i locali oltre l'ingresso segreto trovato la notte precedente. Poco dopo l'ingresso purtroppo cade vittima di una trappola e la scala che stava scendendo diviene un ripido scivolo. La discesa di Sevastian termina in una stanza spoglia con due statue ai lati ed una balconata che corre in alto lungo il lato lungo della stanza.
Un sibilo è l'unico preavviso che riceve prima di essere morso da un grande serpente che è presente nella stanza. Sevastian riesce comunque a scalare una delle due statue e portarsi fuori portata del serpente, ma il rettile non sembra demordere, anzi continua a cercare un modo per arrampicarsi lungo la statua. Ormai disperato, Sevastian decide di tentare il tutto per tutto e saltare fino alla passerella. Il gesto atletico non è di poco conto, soprattutto considerando la gravità delle ferite riportate, e gli consente di raggiungere la passerella. Da li può ritornare sulle scale che stava scendendo oppure proseguire nell'esplorazione. Il buon senso consiglierebbe la prima opzione, ma la sua curiosità ha nuovamente la meglio e decide di proseguire.
La stanza successiva è rivestita da ricchi tendaggi e dominata da un grande trono dorato con svariate gemme incastonate. Il pavimento è cosparso di cuscini ricamati ed incensieri per fumare. L'aspetto generale è più quello di una stanza dei piaceri che di un luogo di meditazioni.
Dietro uno dei tendaggi è nascosta una porta, ma quando Sevastian la tocca nella stanza compaiono nubi di fumo che assumono rapidamente forme umanoidi. Infine è troppo per Sevastian che fugge correndo a perdifiato verso il suo giaciglio, ma ha la prontezza di spirito di richiudere il passaggio segreto.

domenica 15 settembre 2013

Il Culto del Dio Vivente

Teologia
Esiste un unico Dio, Razmir, il Dio Vivente; le altre divinità sono pure immagini riflesse di Razmir, sfaccettatura, come se la Luce del Grande Dio venisse divisa nelle sue componenti fondamentali che ne esaltano una singola sbiadita parte.
Razmir è in grado di fornire Ricchezza, Potere e Gloria a coloro che lo seguono, lo venerano e risultano obbedienti alla sua parola, pronunciata per bocca del Sommo Sacerdote.
I soldi non sono la via per la Vera Ricchezza; l’uomo non è in grado di comprendere ciò e l’unico modo che Razmir ha per evitare l’innata avarizia umana è levare ciò che l’uomo stesso considera la Falsa Ricchezza: il denaro e tutto ciò che ad esso porta.
L’oro è lo strumento usato da chi si oppone al Dio Vivente; qualsiasi mezzo è lecito pur di privare gli Infedeli di ciò che hanno bisogno per combatterci.
Razmiran, il luogo da cui Il Dio Vivente governa, è suolo sacro ed ogni tempio ne è sua estensione. Solo chi riesce a salire i gradini verso il Dio Vivente può parlare con Lui.
Disobbedire a coloro che hanno ottenuto la Fiducia del Dio è una blasfemia tanto quanto disobbedire al Dio stesso.
Il fallimento è pari ad una disobbedienza.
Coloro che non credono devono essere convertiti mostrando la Gloria e la Ricchezza che il Dio dona a chi lo segue; se la conversione viene rifiutata, l’anima è stata corrotta dagli infedeli. Solo chi crede può vedere l’opulenza che il Dio Vivente sa dare, gli altri possono solo soffrire osservando la luce riflessa di Razmir. La maschera degli accoliti è un dono divino.
Essa permette una maggiore comunione con il Dio, permette di diffondere la volontà di Razmir senza timori di ritorsioni; i Seguaci devono indossarla quando parlano con i non credenti in modo tale che questi possano giustamente temere la Sua immagine.
I Seguaci agiscono come Uno.
Anonimato porta solidarietà ed ogni parte del Tutto collabora per la gloria dell’Uno.
Organizzazione
Accoliti: si tratta dei nuovi arrivati, coloro che devono ancora dimostrare la loro Fede ed il loro Valore nel Proselitismo. E’ la fazione più numerosa del clero. Gli Accoliti sembrano essere estremamente sospettosi l’uno dell’altro. Hanno accesso unicamente alle aree inferiori a loro dedicate.
Preti: accoliti che hanno servito per un buon lasso di tempo dimostrandosi validi. Il loro principale compito appare quello di raccogliere soldi. Mangiano e dormono con gli Accoliti, ma hanno momenti di preghiera a loro riservati. Sembra che solo due preti alla volta abbiano accesso al piano superiore del tempio. Krant è a capo dei Preti e si occupa personalmente dei Novizi (Accoliti di primo pelo).
Araldi: preti il cui contributo è risultato essere importante o decisivo per la fede. Hanno libero accesso al piano superiore del tempio e probabilmente hanno una visione complessiva di come si sta muovendo il culto. Egerthis è a capo dei sei Araldi di Razmir.

sabato 14 settembre 2013

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 23 Gennaio 736

Finalmente gli araldi annunciano che il periodo di introduzione dei nuovi venuti è terminato. D'ora in poi tutti potranno circolare all'interno del tempio senza indossare le maschere che restano obbligatorie solo quando si lascia il tempio. Ai novizi sono restituiti gli oggetti personali che avevano con se la notte in cui sono stati accettati come postulanti.

sabato 27 luglio 2013

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 22-23 Gennaio 736

Sevastian ne ha abbastanza di fatiche e nefandezze e decide di intrufolarsi nottetempo nell'area vietata. Con maestria riesce a superare una serie di porte chiuse fino ad arrivare nella stanza dove sono custoditi le armi e gli effetti personali degli accoliti. Durante il recupero dei suoi arnesi da scasso, il baroviano nota la strana posizione della torcia appesa al muro della stanza.
Ad un'ispezione più attenta il supporto della torcia si muove, aprendo un ingresso nel muro. Il passaggio segreto consente l'accesso ad un lungo corridoio completamente immerso nell'oscurità che dall'odore sembra condurre ai canali di scolo del complesso. Percorrerlo senza una luce non è rapido e dopo qualche minuto Sevastian decide di tornare sui propri passi, riposizionare ogni cosa com'era prima del suo ingresso nella stanza e fare ritorno al dormitorio.
Il solo Pavlov, che lo attendeva, nota il ritorno di Sev nella branda.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 22 Gennaio 736

Finalmente Krant annuncia al gruppo che sara' sottoposto alla prova finale. Si tratta di riscuotere un pagamento dovuto al tempio dal fornaio Welton Grompus, abbondantemente in ritardo nella consegna della tassa. A detta di Krant il panettiere è un uomo facoltoso ed avido che non vuole ripagare il tempio per i suoi servigi, ma è evidente a tutti che in realtà si tratta di una bieca estorsione.
Al gruppo non resta molta scelta: per poter essere accettati tra gli accoliti e scoprire la reale estensione delle attività criminali del tempio, gli eroi ritengono di essere costretti a compiere quest'azione nefanda.
In mattinata la compagnia (in maschera ed abito da accoliti) si reca dal fornaio; Krant resta in strada a bloccare i clienti che intendono entrare nel forno, mentre il gruppo affronta il fornaio. Welton dapprima tenta di ingannarli per ottenere più tempo ma, vista l'inutilità delle sue scuse, si rifiuta categoricamente di pagare. Ai compagni non resta altra scelta che danneggiare il forno, finché l'uomo non accetta di consegnare le monete "dovute". Il rientro al tempio avviene tra le congratulazioni di Krant e le maledizioni del pover'uomo che ancora risuonano nella mente.
Il resto della giornata è l'ormai nota e stancante routine.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 21 Gennaio 736

Il giorno dopo tutto il gruppo partecipa ad una riunione con Eghertis e Krant nella quale viene spiegato quali sono i doveri per la prima uscita dal tempio. Gli eroi saranno di supporto agli accoliti ed ai preti che si recano a predicare nelle vie del quartiere e dovranno attirare l'attenzione dei passanti così che gli accoliti più esperti possano convincerli ad unirsi ai fedeli del tempio.
Tec Toc e Pavlov fanno ricorso ai loro poteri magici per creare un'aurea attorno all'accolito predicatore che gli è stato assegnato, mentre Sevastian improvvisa un abile spettacolo di giocoleria. Anche Evander ricorre alla sua magia stupendo i passanti con balzi incredibili. La folla si raduna più numerosa che mai ed a sera tutti i fratelli, al tempio, sono colpiti dall'operato dei nuovi arrivati.
Anche Krant è favorevolmente impressionato e ricompensa il gruppo con qualche monetina... dopodiché la giornata prosegue con la consueta routine fino a sera.
Nel frattempo Mordekai trascorre le giornate cercando erbe da cui ricavare utili pozioni.

sabato 13 luglio 2013

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 20 Gennaio 736

Il giorno inizia come i precedenti, ma una sorpresa attende il gruppo.
A metà della mattina Krant raduna tutti in un rudimentale cerchio nel cortile del tempio e informa i compagni che dovranno combattere all'ultimo sangue uno contro l'altro. Attorno all'arena improvvisata si sono già radunati molti chierici che scommettono sull'esito degli incontri; evidentemente il combattimento è una prassi dell'addestramento.
Il compagni restano scioccati, ma non posso fare altro che adeguarsi alla regola e tentare di escogitare un modo per non uccidersi l'un l'altro. Le regole dello scontro prevedono che i due contendenti inizino il combattimento disarmati, ma nel terreno al centro del cerchio sono infilzate una lancia ed una frusta a disposizione per chi sarà più lesto ad accaparrarsele.
Krant decreta Pavlov il primo a sfidare un compagno e Pavlov sfida Sevastian. Lo scontro è impacciato, perché nessuno dei due possiede un addestramento con le armi fornite, ma al termine Sevastian ha la meglio su Pavlov al quale frattura una mano. I chierici inneggiano a gran voce per l'uccisione di Pavlov, ma Sevastian si rifiuta ed infine Krant spedisce Pavlov in infermeria. Sevastian invece è premiato con la dispensa dalle orazioni serali che però sono sempre consigliate... e Sevastian decide di parteciparvi ugualmente.
I successivi due in lista sono Evander e Tec Toc, ma i due si sono accordati per evitare di farsi veramente male. Evander ricorre alla frusta per legare Tec Toc come un salame che prova realmente a liberarsi sapendo di non avere speranze contro l'amico più robusto. Nonostante tutto Krant non apprezza affatto i loro sforzi, ma non potendo accusarli di aver barato li condanna semplicemente a trascorrere una notte insonne copiando testi.
Le ferite di Pavlov sono curate mentre lui è privo di sensi, ma così rapidamente da far sorgere il forte sospetto che sia stata utilizzata la magia. Quando lui e Sevastian si dirigono alla camerata per la notte scoprono che il periodo di isolamento dagli altri accoliti è terminato e d'ora in poi la camerata, la mensa e tutti gli altri spazi saranno condivisi con tutti. 

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 18-19 Gennaio 736

Le ore trascorrono lente e monotone, tranne per Pavlov e Tec Toc che approfittano effettivamente del tempo per entrare in comunione con la propria divinità e chiederle perdono per quanto stanno per compiere.
In cuor loro sanno che le loro azioni hanno un fine condiviso dal proprio Dio, ma il giuramento di fedeltà ad un altra divinità, seppure non sincero, potrebbe non esserlo affatto.
Infine i chierici conducono tutti nella sala del tempio, dove sulla cima di una scalinata si innalza una statua che rappresenta una grande maschera, simbolo del Dio Vivente. Qui prestano giuramento durante una breve cerimonia e gli sono consegnate le vesti e la maschera che dovranno portare d'ora innanzi. A quanto apprendono anche all'interno del tempio è sempre vietato togliersi la maschera in presenza di altri.
I compagni ed Evlar sono assegnati quale gruppo di neofiti ad un tutore di nome Krant. Il chierico si dimostra fin dall'inizio più simile ad un istruttore militare che ad un chierico, insistendo costantemente sulla disciplina ferrea e l'esercizio fisico.
Il gruppo è relegato nei sotterranei, da cui può uscire solamente per seguire l'addestramento imposto da Krant che li accompagna quasi per tutta la loro logorante giornata. Il tempo è scandito dai tre pasti giornalieri, inframmezzati da estenuanti addestramenti fisici o lavori manuali. Unici momenti di riposo sono i due momenti di preghiera collettiva, nei quali però è difficile non assopirsi per la stanchezza e Krant è sempre pronto a punire i compagni per ciò che considera un fallimento nei compiti imposti.
Pur impegnati completamente nell'addestramento gli eroi notano che il culto è gestito in modo alquanto simile ad un esercito ed anche nei discepoli più avanti di loro nell'addestramento non si è sviluppato uno zelo religioso, bensì piuttosto una passiva accettazione della gerarchia.

Bergovitsa, Nova Vaasa, 17 Gennaio 736

A sera il gruppo, tranne Mordekai, si reca al Lamento del Ranger. All'arrivo dei chierici la locanda chiude e vi restano solo i compagni ed un giovane mezzelfo di nome Evlar.
I chierici accettano tutti quanti ed offrono la cena a tutti. In realtà la cena è drogata ed i compagni si addormentano, tranne Sevastian che riesce a resistere alla droga e viene tramortito.
Il risveglio non è dei più piacevoli, perché ben presto i compagni si accorgono di trovarsi in una segreta buia, ognuno nella propria cella separato dagli altri. Poco dopo compare un chierico che si scusa per il trattamento, ma li informa che non gli sarà concesso di lasciare la cella finché non sarà trascorso il tempo della meditazione e saranno considerati pronti per giurare obbedienza al Dio Vivente.

Bergovitsa, Nova Vaasa, 16 Gennaio 736

Mordekai è preoccupato dal rischio che i chierici possano riconoscere il suo amuleto o, peggio ancora, sottrarglielo. I compagni tentano di convincerlo a nasconderlo o lasciarlo in custodia a Reginald, ma Mordekai è troppo preoccupato di perderlo e decide a malincuore di non infiltrarsi nel tempio con i compagni.
Resterà ad attenderli presso la locanda e gli altri ne approfittano per lasciargli in custodia i loro averi.
Tec Toc concorda con Mordekai che in caso prevedano di abbandonare il tempio lo avviserà creando mezzora dopo il tramonto una colonna di luce visibile dall'esterno.

domenica 7 luglio 2013

Bergovitsa, Nova Vaasa, 15 Gennaio 736

La città nuova oltre il fiume ha un aspetto più ricco, ordinato e sicuro del resto della città. Le strade sono congestionate dall'attività, ma di chierici neppure l'ombra.
Il tempio domina la piazza principale, ma è più simile ad una fortezza che ad una chiesa.
Tec Toc e Pavlov si fondono con la folla per cercare informazioni, mentre gli altri si recano alla locanda indicata da Reginald. Di fronte alle domande dei due compagni, sia i commercianti, sia i clienti sembrano covare un forte risentimento nei confronti dei chierici, ma un evidente timore di rappresaglie non li fa esprimere liberamente. Quanto meno tutti confermano di non aver avuto più notizie di tutti i conoscenti che sono entrati nel tempio. In quel mentre alcuni chierici escono dal tempio ed iniziano a predicare tra la folla; la predica sembra essere un assortimento di ammonizioni e racconti vaghi e scarsamente circostanziati che potrebbero adattarsi a molte delle religioni predicate nei Domini.
Per nulla impressionati i compagni si recano alla taverna, dove l'oste li informa che la prossima selezione dei postulanti avverrà tra due giorni alla sera. Durante la selezione la locanda resta sempre chiusa perciò gli interessati devono arrivare in anticipo.

Bergovitsa, Nova Vaasa, 14 Gennaio 736

Il giorno trascorre visitando la città e facendo qualche spesa necessaria dopo la frana che ha seppellito l'equipaggiamento.
A sera tutto il gruppo si reca alla festa. Il luogo è affollato dalle persone che vivono nelle campagne e nei boschi attorno alla città, ma è Reginald ad avvicinarli ed invitarli a bere qualcosa con lui. Dopo le opportune presentazioni, i compagni raccontano brevemente al ranger cosa li ha spinti a cercare il suo aiuto. Reginald riconosce la maschera ritrovata nella tomba di Krezk come quella indossata dai chierici del "Dio Vivente", un nuovo culto comparso in città solo due anni prima e da allora cresciuto ad un ritmo quasi miracoloso. Anche le vesti indossate dagli uomini che sono passati da Barovia corrispondono a quelle indossate dai chierici. In particolare la veste blu sembra indicare il capo del culto.
Reginald non conosce molto di questo culto, perché  chi è ammesso nel culto entra nel loro tempio sorto nell'area nuova oltre il fiume e non ne esce più se non mascherato. Pare che nessuno sappia quanti siano effettivamente i chierici, ma Reginald sospetta che molti dei postulanti facciano una cattiva fine, perché sono ormai molti i disperati che vogliono unirsi al culto e sempre pochi i chierici che lasciano il tempio.
I chierici che lasciano il tempio si dedicano al proselitismo ed alla beneficenza, almeno a loro detta, ma Reginald sospetta che il potere acquisito dal culto sia dovuto ad attività criminali ed estorsioni. Purtroppo la loro influenza è ormai così elevata che anche le guardie sembrano oscillare tra la compiacenza ed una vera e propria deferenza.
Reginald riferisce che qualche mese fa un gruppo di chierici ha lasciato la città per tornare in seguito in numero ridotto. Ai compagni sembra una conferma della missione svolta a Barovia. La notizia più preoccupante, tuttavia, è la febbrile attività che ha caratterizzato i chierici dopo il ritorno dei compagni e la partenza di un altro gruppo la settimana scorsa. Alla testa della nuova missione sembra ci fosse la nuova veste blu del tempio, una donna a quanto è stato riferito.
Quando i compagni si accordano per penetrare nel tempio, Reginald riferisce che il complesso è sempre strettamente sorvegliato e le cerimonie non avvengono mai in pubblico. Il suo consiglio è di fingersi postulanti ed attendere i reclutatori alla locanda "Il lamento del Ranger" di fronte al tempio.

Bergovitsa, Nova Vaasa, 13 Gennaio 736

E' ormai notte quando la barca raggiunge Bergovitsa, ma il porto sembra ancora animato da una notevole attività. Il capitano Warren consegna i pirati alle guardie e ci consiglia una locanda fuori dalle bettole del porto.
Il "Riposo di Bertgovitsa" si rivela effettivamente un posto pulito e ben frequentato, anche se non proprio economico. Dopo un bagno desiderato da giorni ed una rapida lavata alle vesti sudice, il gruppo si riunisce nella sala comune per un rapido pasto. Come a compensare in parte le sfortune sopportate fin qui, nella taverna fa il suo ingresso proprio Reginald, il ranger che stavano cercando.
Reginald però resta sulle sue, sostenendo di non sapere ancora se sia il caso di farsi vedere con il gruppo, perciò gli da appuntamento per la sera successiva in un'area feste all'esterno della città chiamata "Forest Bounty".

Fiume Volgis, Nova Vaasa, 13 Gennaio 736

Avvicinandosi alla città il paesaggio muta e compaiono i segni della presenza umana. Dalla barca sono sempre più visibili le fattorie che punteggiano la pianura di Nova Vaasa, nelle quali l'allevamento del bestiame, specialmente cavalli, sembra più praticato dell'agricoltura.
A sera una foschia fitta ricopre il fiume ed azzera la visibilità, perciò il capitano Warren raccomanda attenzione ai pirati. Infatti poco dopo un'latra imbarcazione si avvicina di nascosto e quattro uomini salgono a bordo. Sevastian e Pavlov uccidono il proprio avversario ancor prima che salga a bordo, mentre Tec Toc crea un'improvvisa luce magica che acceca gli altri due avversari ed alcuni compagni. I compagni non coinvolti hanno poi ragione rapidamente dei pirati storditi.

sabato 22 giugno 2013

Fiume Volgis, Nova Vaasa, 08-12 Gennaio 736

Il giorno successivo Walren rappezza la barca e la navigazione procede senza ulteriori incidenti in direzione di Bergovitsa.
La navigazione non subisce altri ritardi e la barca raggiunge i dintorni di Bergovitza.

Barovia, 30 Novembre 735 - 07 Gennaio 736

Fiume Volgis, Barovia, 07 Gennaio 736

Il quarto giorno di navigazione nell'acqua compaiono delle figure spettrali i cui artigli sembrano protendersi fuori dall'acqua mentre accompagnano la barca. Tutti sospettano trattarsi di non morti, ma nonostante la notevole esperienza accumulata nessuno li riconosce. Ad ogni buon conto il capitano Walren accelera la velocità di navigazione e le creature sembrano scomparire.
A sera la barca attracca, perchè si avvicina un tratto di fiume troppo rapido e pericoloso per essere percorso di notte.
Durante il primo turno di guardia, improvvisamente i rumori della notte si zittiscono e Tec Toc allarmato ricorre ai suoi poteri per illuminare l'acqua con una luce incantata. Immediatamente lancia un urlo di avvertimento ai compagni; le creature spettrali circondano la barca!
Tec Toc e Pavlov ricorrono ai poteri delle rispettive divinità e riescono a scacciare le creature dal breve tratto d'acqua che separa la barca dalla riva ed immediatamente tutti risalgono sulla barca.
Il capitano non perde tempo a salpare e rimettersi in navigazione, ma la corrente è rapida e nell'oscurità dalle acque emergono continuamente scogli frastagliati. Alla fine la notevole abilità dei due marinai non è sufficiente ad evitare una violenta collisione con le rocce.
Poco dopo la corrente rallenta ed il fiume si allarga nella piana erbosa di Nova Vaasa.

Fiume Volgis, Barovia, 03-06 Gennaio 736

Approda il traghetto comandato da un nano di nome Walren con l'aiuto del marinaio Elmater.
Walren informa il gruppo che sta trasportando un carico di metallo dalle miniere naniche dei monti Balinok verso la città di Bergovitsa. Prevede di raggiungere la città in nove giorni di navigazione ed il pagamento per il passaggio include la promessa di aiutarlo a difendersi da eventuali pirati. Il gruppo accetta prontamente ed il giorno successivo inizia la discesa del fiume.
Walren risponde alle domande dei compagni che scoprono finalmente qualcosa di più preciso sulla loro destinazione. La città di Bergovitsa è attualmente contesa dalle famiglie nobiliari Rivtoff e Vistin ed il protrarsi del conflitto ha precipitato la città in una situazione di caos del quale tentano di approfittarsi sia i nobili delle terre limitrofe, sia semplici briganti. Ampie zone della città sono ormai alquanto insicure, in particolare il distretto "Avener" a nord-est, famoso perchè vi si tiene la pià grande corsa di cavalli di tutta Nova Vaasa. La mancanza di autorità ha favorito anche il proliferare di nuovi culti.
I primi tre giorni di navigazione scorrono tranquilli, unica nota diversa è il livello del cibo, perchè avendo a disposizione una cucina ed alcuni ingredienti freschi Tec Toc può finalmente presentare a tutti piatti gustosi in alternativa alla solita carne secca e pane raffermo.

Vecchia strada Svalich, Barovia, 02 Gennaio 736

Mordekai e Sevastian ritornano mestamente all'accampamento per la seconda volta ed aiutano i compagni a cercare tra i detriti della frana. La ricerca dura tutta la mattina, ma quasi tutto l'equipaggiamento è andato perduto, solo Evander era riuscito a mettere in salvo il suo zaino levitando.
Il resto della giornata trascorre in una rapida discesa verso valle ed un clima più ospitale.
Poco prima dell'imbrunire il gruppo raggiunge il fiume, l'attracco dell'ultimo nano e l'edificio che ospitava la locanda. Al suo interno i compagni trovano un tesoro inaspettato sotto forma di cibo, coperte e legna. Chiaramente qualcuno rinnova periodicamente le scorte.
Per precauzione Mordekai e Sevastian si apprestano a trascorrere all'aperto l'ultima notte di luna piena, mentre i compagni si chiudono nella locanda, ma questa volta non avviene nulla.

Vecchia strada Svalich, Barovia, notte 01-02 Gennaio 736

Come previsto durante la notte si ripete la strana metamorfosi di Mordekai e Sevastian. A differenza della notte precedente però i due diventano aggressivi e vandalizzano la tenda con l'equipaggiamento dei compagni. Vista la loro aggressività Evander decide di fermarli ed attacca Mordekai, ma la frenesia di cui è preda conferisce a Mordekai una combattività inattesa ed Evander ha la peggio.
Lo scontro è interrotto bruscamente da una frana che si stacca dal fianco della vallata e travolge l'accampamento, fortunatamente lasciando al gruppo il tempo di mettersi al sicuro.

sabato 15 giugno 2013

Vecchia strada Svalich, Barovia, 01 Gennaio 736

L'alba del nuovo anno vede i tre compagni ancora scioccati da quanto accaduto durante la notte. Cosa mai può essere successo ai loro amici?
Poco dopo un mesto Mordekai, dalle sembianze nuovamente umane, ritorna presso i compagni che lo assalgono di domande alle quali non sembra intenzionato a rispondere.
alla fine pressato dai compagni Mordekai ammette che la trasformazione di questa notte per quanto sconvolgente non è affatto nuova. Pare possa accadere durante le tre notti a cavallo della luna piena, ma non ne aveva mai parlato poiché non gli accadeva ormai da molto tempo. La trasformazione dura solamente durante la notte, ma lascia la vittima in uno stato irrazionale ed alla mattina non ha più alcun ricordo di quanto accaduto. Il lato positivo è che anche Sevastian deve essersi ormai ripreso, ma avendo acquisito la capacità di volare come un uccello chissà quanto si è allontanato dall'accampamento.
Pavlov è il primo a ragionare freddamente e decide di alimentare il fuoco con legna verde così da creare un segnale che Sevastian possa scorgere da lontano. Per sicurezza Tec Toc invoca un segno da Ezra la Protettrice e riceve confermo che debbano attendere presso l'accampamento.
Dopo una lunga attesa anche Sevastian ritorna all'accampamento, in condizioni ancora peggiori di Mordekai e con un chiaro principio di congelamento. Anche lui non è molto loquace, ma conferma quanto raccontato da Mordekai, a parte aver ripreso i sensi appollaiato su un albero.
Sevastian non è in grado di muoversi ed ha bisogno di riposo, nonostante le cure dei compagni, i quali nel frattempo si interrogano su cosa fare quando calerà la notte e la trasformazione potrebbe coglierli nuovamente. Tec Toc propone di addormentarli così profondamente da lasciarli privi di sensi per l'intera nottata. A tal proposito si ricorda di una rara pianta che cresce in aree montane da cui si può ricavare una tisana con forti proprietà soporifere. Nonostante trascorra l'intera giornata alla sua ricerca purtroppo a sera ritorna a mani vuote, tuttavia è convinto di aver ristretto abbastanza l'area di ricerca per poterla trovare il giorno successivo. Nel frattempo arriva l'imbrunire...

Vecchia strada Svalich, Barovia, notte 31 Dicembre 735

Il gruppo decide di riprendere gli abituali turni di guardia notturni, ma durante il primo turno Pavlov assiste incredulo mentre le sembianze di Mordekai mutano rapidamente in una specie di orrido incrocio con un lupo.  Le urla di Pavlov ed i ringhi di Mordekai svegliano anche Sevastian che appena uscito dalla tenda inizia a sua volta a mutare in un ibrido con un uccello, forse un corvo...
Anche i restanti membri del gruppo si svegliano, ma non possono fare altro che assistere impotenti mentre i loro due compagni si allontanano inermi nella notte, in preda ad una furia che non sembra aver lasciato traccia di qualsivoglia raziocinio.
Per l'urbano e civilizzato Tec Toc è troppo e si rannicchia nel suo giaciglio in preda ad un terrore incontrollabile.

Pozza Tser, Barovia, 31 Dicembre 735

Finalmente una notte trascorsa al caldo in una locanda ed il gruppo riparte da Barovia, giusto il tempo di acquistare alcune cibarie per il viaggio.
La meta successiva è la cascata nei pressi del villaggio, dove Sevastian sostiene soggiornino abitualmente i Vistani. In realtà non sembra essere molto entusiasta di fargli visita, ma sostiene siano gli  unici in questi luoghi che possano avere un rimedio per l'avvelenamento di Evander e Mordekai. Tec Toc avverte i due compagni che ben presto dovranno affrontare una scelta difficile, come sostiene di aver profetizzato dal volo di alcuni corvi.
Tutte le previsioni si rivelano esatte, poiché due carri Vistani sono davvero presenti alla Pozza Tser, questo è il nome che i locali danno alla base della cascata, e Madame Eva, la vegliarda del gruppo possiede una cura per il veleno, tuttavia il prezzo della cura non è in denaro sonante. Profetizza ai due compagni che il destino li riporterà presto in questi luoghi e solo allora potrà svelare loro in che forma potranno ripagare la cura. Mordekai accetta prontamente, mentre Evander indugia a lungo, ma infine accetta.
Madame Eva li accoglie nel suo Vardo, mentre prepara una pozione sciogliendo una strana sostanza raggrumata. Quando i due ingurgitano l'intruglio un calore fortissimo riempie le loro vene e si gettano a capofitto nella pozza in preda ad atroci dolori.
La stessa Madame Eva riconosce che la cura è stata drastica, ma ha funzionato e le vene che prima erano congelate sembrano aver ripreso la loro funzione naturale pur assumendo un inquietante colore nero. Spiccano particolarmente su Evander che era stato morso alla testa.

Il resto della giornata trascorre con il gruppo che sempre più agevolmente scende i pendii dei monti Balinok, ormai sgombri dalla neve e dalla bufera che ancora avvolge la cima del passo.

Villaggio di Barovia, Barovia, 30 Dicembre 735

Durante la notte il tempo cambia bruscamente ed all'alba un'intesa luce fa capolino dalle feritoie della torre. La neve con cui erano state bloccate si sta sciogliendo rapidamente ed il gruppo osserva perplesso, ma felice, il sole caldo che campeggia nel cielo. L'aria è molto più calda, il livello della neve sensibilmente più basso e la caviglia di Pavlov è migliorata parecchio, tanto da permettergli di camminare a lungo. Il gruppo ne approfitta immediatamente per raggiungere la cima del passo ed iniziare la discesa sull'altro versante.
Qualche tempo dopo l'inizio della discesa i compagni colgono la prima vista di una vallata solcata da un fiume alla base delle montagne, vicino ad una cascata formata dal fiume sorge il villaggio di Barovia, mentre l'imponente castello Zarovich si staglia sulle montagne alla loro sinistra. La vista infonde nuova vitalità ai compagni che completano la discesa e raggiungono Barovia in tarda serata.

L'accoglienza è persino più ostile che a Vallaki, in particolare Tec Toc è costretto a fingersi un bambino per evitare di essere additato come il diavolo in persona. Fortunatamente la locanda non ospita alcun visitatore in questo periodo dell'anno e l'oste acconsente ad alloggiare i nuovi venuti.

sabato 1 giugno 2013

Vecchia strada Svalich, Barovia, 29 Dicembre 735

La mattina al loro risveglio la bufera è diminuita ad una semplice nevicata, ma esaminando la gamba di Pavlov, Tec Toc scuote la testa, il paladino non potrà muoversi per alcuni giorni.
Nell'attesa che il tempo migliori ulteriormente e Pavlov recuperi almeno in parte, i compagni esplorano i dintorni della torre e tra le rovine del complesso trovano un altro edificio ancora integro. Si tratta di una chiesa dedicata ad una divinità non identificabile a causa dello scempio che qualcuno ha commesso molto tempo addietro di tutti i simboli sacri, persino quelli incisi nella pietra. Nell'edificio, tuttavia, trovano un piccolo tesoro sotto forma di alcune panche in legno per alimentare il fuoco.
All'esterno la chiesa presenta un secondo piccolo ingresso, si tratta di un buco alla base del muro di sostegno che conduce in un ambiente sottostante alla chiesa vera e propria. Il piccolo ambiente dalle alte volte ospita un reliquario che è stato dissacrato come il resto della chiesa. Prima di uscire però Sevastian nota il soffitto ricoperto di strani filamenti di ghiaccio che assomigliano ad una ragnatela. Una piccola pietra è incastrata tra i    filamenti di ghiaccio, visibile solo per la debole luce azzurrina che pulsa al suo interno. Recuperata la pietra i compagni decidono di non restare ancora al freddo ed uno ad uno escono dal foro, così come uno ad uno sono aggrediti da un grosso ragno che si è annidato sopra l'ingresso. Il colore bianco gli ha consentito di passare inosservato sulla neve e circondare l'intero edificio di filamenti ghiacciati identici a quelli sulla volta del sotterraneo.
Il ragno è messo in fuga sanguinante, nella speranza di tutti destinato a morire dissanguato, ma non prima che abbia avvelenato Evander e Mordekai. Al sicuro nella torre Tec Toc identifica il veleno come un congelante che lentamente potrebbe condurli alla morte.

Vecchia strada Svalich, Barovia, 28 Dicembre 735

Il giorno successivo il tempo volge al brutto ed una bufera di neve incombe all'orizzonte. Dopo aver percorso   un tratto ancora più esiguo del solito, Pavlov scorge a qualche chilometro di distanza dalla strada una vecchia torre di pietra. Piuttosto che affrontare la bufera in arrivo lungo la strada, il gruppo decide di raggiungere la torre.
Tec Toc viene trascinato da Mordekai ed Evander steso sul telo della tenda, mentre Pavlov e Sevastian anticipano i compagni per iniziare a montare il prima possibile la tenda. Purtroppo a causa della fretta Pavlov precipita in un crepaccio nascosto e solo l'intervento della magia di Evander riesce a riportarlo in superficie, anche se la caviglia è slogata ed i tendini rotti. Per la prima volta un Pavlov dal volto cinereo omette di accusare Evander di stregoneria. Pavlov è adagiato sul telo al posto di Tec Toc che arranca nella neve fresca. L'andatura rallenta moltissimo e la bufera li coglie ancora lungo l'ascesa; la torre ed ogni punto di orientamento scompaiono alla vista.
Sevastian decide allora di tentare di anticipare ancora i compagni alla torre, seguito da Tec Toc che è costretto a camminare nelle sue orme per avanzare. In qualche modo di due raggiungono la torre e scoprono con gioia che è ancora quasi intatta. All'interno tre ambienti circolari sovrapposti sono collegati da scale malandate, ma ancora agibili. Sevastian raccoglie nel focolare al piano rialzato i resti degli arredi di legno, mentre Tec Toc stremato si accascia nella stanza.
Nel frattempo gli altri sono in grande difficoltà, nel pieno della bufera sono privi di orientamento e trascinare Pavlov sull'ultima salita è impresa improba. Ormai disperati acconsentono a ricorrere nuovamente alla magia di Evander che infonde in Pavlov la capacità di volare. In questo modo raggiungono anche loro la torre.
Una volta radunatosi nella torre ed acceso il fuoco l'intero gruppo crolla addormentato per la stanchezza.

sabato 25 maggio 2013

Vecchia strada Svalich, Barovia, 27 Dicembre 735

Il giorno successivo la strada diviene ancora più stretta e scoscesa, fino a raggiungere un ponte di pietra senza alcun parapetto. L'abbondante neve caduta camuffa la superficie solida del ponte ed i compagni lo attraversano a turno con estrema prudenza.
La sosta giornaliera è ancora più spartana delle precedenti, poiché non è presente alcun riparo ed il gruppo si accontenta di accamparsi lungo la via. Purtroppo in seguito compare un orso ermellino che sta percorrendo la via. Il gruppo non avendo dove fuggire è costretto a combattere e mettere in fuga l'orso, ma non prima che abbia travolto il campo e ferito alcuni dei compagni.

Vecchia strada Svalich, Barovia, 26 Dicembre 735

All'alba il cielo è ancora limpido ed il tempo stabile, ma la neve fresca è sempre più alta ed il piccolo Tec Toc vi affonda ormai interamente. A malincuore i compagni decidono d'ora in poi di viaggiare solamente mezza giornata, trascorrendo il pomeriggio nel predisporre un accampamento più riparato e raccogliere legna sufficiente per numerosi falò.
Nonostante i buoni propositi questa notte l'unico luogo adatto individuato è una sporgenza rocciosa sgombra dalla neve e riparata dal vento.

Vecchia strada Svalich, Barovia, 25 Dicembre 735

Finalmente la tenda è pronta ed il gruppo lascia Vallaki. L'aria è fredda, fango e neve rendono pesante la vecchia strada Svalich, tutti sono carichi ed incedono con fatica.
A mezzogiorno compare un piccolo santuario alla dea Ala al cui riparo i compagni sostano brevemente per rifocillarsi. Poco dopo nel pomeriggio il gruppo raggiunge un grande cancello di pietra fiancheggiato da due statue raffiguranti antichi guerrieri Baroviani. Pavlov e Tec Toc ne studiano le fattezze fino a riconoscerlo per uno dei due cancelli che segnalano il passaggio da ovest e da est per il paese di Barovia.
Oltre il cancello la strada inizia a salire impervia serpeggiando sul fianco della montagna. Il pendio a lato della strada si trasforma ben presto in un dirupo e solo l'esperienza di Pavlov nelle aree montane consente di individuare una piccola radura riparata dal vento dove trascorrere la notte.
Il lungo cammino nella neve ha lasciato il segno e prima Mordekai, quindi Tec Toc, ricorrono alle loro arti magiche per guarire le ustioni da freddo di tutti. Un'atmosfera gelida scende improvvisamente sul luogo, mentre uno stormo di pipistrelli compare dal nulla sopra la radura... Pavlov, improvvisamente pallido in volto, implora i compagni di desistere dall'uso delle arti arcane. Nessuno protesta, tranne Tec Toc ovviamente.   
Durante i turni di guardia si odono le creature della notte passare nelle vicinanze; Mordekai afferma addirittura di aver visto gli spiriti dei morti vagare liberi, ma nessuno vuole indugiare su simili considerazioni.

Vallaki, Barovia, 10-24 Dicembre 735

Vallaki non è una grande metropoli e completate le poche compere essenziali, il gruppo si ritrova ad attendere che l'artigiano locale realizzi una tenda per trascorrere le notti sul passo.
Nel frattempo Pavlov e Sevastian gironzolano per il villaggio. Pavlov prova ad indagare presso la locanda se qualcuno ha notato un gruppo originario di Nova Vaasa che è passato da Vallaki uno o due mesi prima, ma incontra solo facce diffidenti e non approda a nulla.
In una delle serate trascorse nell'attesa, Pavlov chiede a Sevastian della cripta di Quinn-Roche che sorge nel cimitero locale. Tec Toc ne resta affascinato ed il mattino successivo pone fine ai suoi giorni di studi reclusi per recarsi al cimitero. Con pazienza riesce ad entrare nella cripta e si perde nell'ammirazione dei fregi e decorazioni della sala, tanto che la sera lo sorprende ancora nel cimitero. Accortosi del grave pericolo a cui si va esponendo, corre a perdifiato fino all'abitazione di Sevastian, ma il suo passaggio è notato dai pochi cittadini ancora in strada.
Il giorno dopo la milizia cittadina bussa alla porta di casa e conduce Tec Toc dal Borgomastro. Anche Sevastian e Pavlov si recano con lui per cercare di aiutarlo a discolparsi dalle accuse.
L'accusa per Tec Toc è di aver violato la legge del Conte Straad Von Zarovic, il quale reclama come sua proprietà tutte le tombe di Barovia ed il Borgomastro rimane sordo ai tentativi di Tec Toc di spiegare che a Borca, dove è cresciuto, sono i chierici a curarsi dei cimiteri. Per Tec Toc sembra ormai impossibile evitare una condanna a morte, ma Sevastian e Pavlov insieme riescono a raggirare il Borgomastro, convincendolo che uccidere un "folletto" porti enorme sventura, perciò la pena è commutata nell'esilio. Con un colpo diplomatico Pavlov riesce addirittura ad ottenere il supporto del Borgomastro nella ricerca dei ladri.
Grazie all'autorità del Borgomastro, Pavlov riesce a scoprire dal locandiere che un gruppo di viaggiatori è in effetti giunto da Nova Vaasa, in incognito ed hanno pagato profumatamente per nascondere il loro passaggio.

sabato 18 maggio 2013

Vallaki, Barovia, 09 Dicembre 735

Il giorno seguente anche il resto del gruppo arriva a Vallaki e si riunisce ai compagni presso la locanda, da cui si allontanano presto vista l'insofferenza dimostrata dagli avventori alla presenza di Tec Toc.
Nella relativa sicurezza del suo appartamento Sevastian educa i compagni ai rischi di una traversata invernale del passo Svalich. Domani per prima cosa dovranno equipaggiarsi adeguatamente.
Nel frattempo la serata trascorre esaminando i numerosi oggetti arcani recuperati nel sepolcro. Anche Tec Toc dimostra di possedere effettivamente almeno alcune delle conoscenze vantate, identificando alcuni degli oggetti ed un libro di incantesimi.

Vallaki, Barovia, 08 Dicembre 735

A sera Sevastian ed Evander raggiungono Vallaki, dove la città alta fa bella mostra di se sulla riva del lago Zarovich, ma Sevastian dirige immediatamente Evander verso la più umile città bassa, avvertendolo che solo i pochi privilegiati al servizio del borgomastro risiedono nella città alta. Prometto comunque all'amico una cena sontuosa presso la locanda cittadina, famosa per la splendida posizione sulla riva del lago, con vista sulle pendici boscose e la cima innevata del monte Baratak. La taverna risulta affollata di pescatori del posto ed anche alcuni mercanti, nonostante la stagione ormai avanzata scoraggi i viaggi tra i domini.
Al termine della cena si recano a pernottare presso l'abitazione di Sevastian poco oltre i margini del villaggio. Sevastian sembra muoversi con sicurezza nel suo villaggio, ma il breve tratto di strada completamente immerso nell'oscurità inquieta Evander che ormai ha motivo di diffidare della notte quanto i nativi.

Krezk, Barovia, 08 Dicembre 735

Alle prime luci dell'alba Evander e Sevastian scivolano silenziosamente per le vie cittadine e si incamminano di buon passo lungo la strada per Vallaki.
Pavlov e Mordekai invece sono attesi alla cerimonia della consegna della fiamma e Tec Toc decide di restare per assistere al rituale.
Durante la cerimonia il Borgomastro consegna a denti stretti l'onorificenza della guardia cittadina a Pavlov e la medaglia degli eroi di Krezk a Mordekai. L'astio nei confronti di Pavlov è evidente, ciononostante la cerimonia si svolge senza intoppi e la gente trova anche il coraggio di festeggiare i due eroi. Tra la folla in realtà Tec Toc avverte la preoccupazione per il futuro della città; sembra che la notizia della scomparsa dell'antico protettore sia trapelata nonostante i tentativi di Ashlow di celarla alla cittadinanza.

Krezk, Barovia, 07 Dicembre 735

All'arrivo a Krezk il gruppo è accolto da una folla festosa, ma al contempo allarmata dall'aspetto pesto e malconcio dei compagni. Ashlow accoglie il gruppo ed ascolta sempre più corrucciato il racconto di Pavlov sugli eventi accaduti al sepolcro.
Nel frattempo Tec Toc insiste costantemente per trattare le ferite dei compagni, vantando ampie conoscenze nell'arte della guarigione e di un improponibile numero di branche del sapere.
Infine arriva il momento di affrontare la spinosa questione della denuncia di Evander. Ashlow si mostra disponibile a fingere di non saperne nulla, ma non può acconsentire a coinvolgere la chiesa ospitando Evander al tempio. La soluzione naturale è nascondere Evander a casa di Pavlov, mentre a costui saranno prestate le opportune cure al tempio.
I compagni si recano quindi a casa di Pavlov, seguiti anche da Tec Toc che pare aver sviluppato uno spasmodico interesse per il presunto demone famiglio di Evander e per gli oggetti incantati in possesso dei compagni.

Dopo il calar del sole, a casa di Pavlov giunge Ashlow in incognito. Il chierico spiega le ragioni della sua cautela. La leggenda narra che Krezk, Diovo e Iramina abbiano trovato un tesoro di così immenso valore che Krezk costruì il nucleo della sua città utilizzando solo una piccola parte del tesoro. Il medaglione diviso in tre parti sarebbe la chiave per ritrovare il resto del tesoro. Ashlow sospetta che dietro i saccheggiatori inviati a trafugare le parti del medaglione di Diovo e Krezk ci sia una nuova organizzazione che si sta sviluppando a Bergovitza.
Nella città vive Reginald Lacklan, un ranger amico di Ashlow, che gli ha riferito di un nuovo culto fondato un paio d'anni or sono e cresciuto rapidamente in assenza di un'autorità forte al governo. La città infatti è oggi contesa tra due famiglie nobiliari. Reginald sospetta che dietro alla facciata umanitaria del culto si celi in realtà un'organizzazione criminale.
Visto che il gruppo dovrà comunque lasciare rapidamente Krezk, per evitare che Evander sia giustiziato, gli chiede se possono recarsi a Bergovitza ed indagare assieme a Reginald su quanto è accaduto. Con fare misterioso aggiunge che il tesoro contiene anche una cosa di cui ha grande bisogno.
La strada è lunga e pericolosa, specialmente in questa stagione, dovendo transitare per gli abitati di Vallaki e Barovia, oltrepassare il passo sui monti Balinok, fino all'Attracco dell'Ultimo Nano. Li vicino esiste una locanda in disuso in cui attendere l'arrivo del traghetto da Nova Vaasa.
Quando Ashlow se ne è andato Tec Toc annuncia ufficialmente al gruppo che ha deciso di unirsi all'impresa, perché si sente obbligato ad indagare su un possibile culto malvagio. I compagni si guardano perplessi cercando di inquadrare esattamente il piccoletto...

Dintorni di Krezk, Barovia, 07 Dicembre 735

All'alba il gruppo risale il pendio lungo la strada segnalata dalla ragazza. Ad attenderli sulla sommità trovano un carro di enormi dimensioni. I proprietari, una famiglia di Vistani, si dimostrano amichevoli ed invitano il gruppo a trascorrere il giorno e la notte attorno al loro accampamento, lasciando intendere implicitamente che così non dovranno temere le creature della notte. La guida della famiglia si presenta come Madame Tania e mostra familiarità con Sevastian, la cui venuta in questo luogo pare sia dovuta alla notizia riportatagli dalla donna che qualcosa di anomalo stesse accadendo al Gorgo del Serpente. I compagni incuriositi apprendono finalmente cosa mai facesse Sevastian da solo in queste lande.
Mantenendo fede alle leggende sui Vistani, Madame Tania predice a Pavlov che il suo destino lo porterà a Nova Vasa, presso la città di Bergovitza, coincidenza oppure no, esattamente il luogo da cui provenivano i razziatori della tomba di Krezk.
Presso i Vistani riappare Bastet che in qualche modo ha raggiunto il carro ed al comparire del gruppo elegge chiaramente Mordekai a suo nuovo "padrone". Durante la notte anche Guizzo ritorna da Evander, il quale preoccupato della reazione dei Vistani progetta di farlo allontanare prima dell'alba. La precauzione si rivela inutile, quando l'alba illumina una radura vuota; in qualche modo i Vistani sono svaniti nella notte...

Poche ore di cammino ancora ed il gruppo è ormai in vista di Krezk, quando Pavlov posa inavvertitamente il piede in una tagliola. Al suo grido di dolore fa da contraltare una vocina infantile alle spalle del gruppo. Si tratta di un Halfling, che i locali denominano folletti in tono dispregiativo, pare sia stato mandato da Ashlow a rimuovere alcune trappole incautamente poste lungo la strada, in una delle quali è appena incappato Pavlov.
L'halfling si presenta come Teclis Tocovitze, più semplicemente Tec Toc, ma i nativi non gli prestano particolare attenzione, impegnati in un'accesa discussione sulla necessità di denunciare Evander come demonologo per l'esistenza di Guizzo.

venerdì 10 maggio 2013

Die, Tyron, Die!!! Sepolcro di Krezk, Barovia, 06 Dicembre 735

Una macabra sorpresa attende gli eroi il giorno successivo. Dapprima Sevastian avverte dei passi provenire dall'interno del sepolcro, quindi riconosce la sagoma di Tyron che si sta avvicinando lentamente verso di loro... il loro amico è ormai nell'abbraccio della non morte!
La fuga precipitosa lungo la vallata del Gorgo del Serpente distanzia Tyron, ma tutti sono consapevoli che un non morto non si fermerà a riposare. Purtroppo il buio coglie i compagni prima che raggiungano la base del pendio per uscire dalla vallata. Impossibile affrontare una salita al buio, anche se la ragazza finalmente si riprende ed afferma di conoscere una strada più lunga, ma meno scoscesa per uscire dalla valle.
Alla luce di molti fuochi il gruppo trascorre una notte agitata, ma nulla viene ad aggredirli, neppure i lupi che ululano in lontananza e l'occasionale stormo di pipistrelli che svolazzano sopra di loro. All'alba, ancora affaticati, riprendono il cammino di ritorno verso Krezk.

Sepolcro di Krezk, Barovia, 05 Dicembre 735

Il gruppo si avvia all'uscita e ripassando vicino ad uno dei cadaveri Sevastian nota che possedeva uno zaino. al suo interno rinviene alcune monete con il conio di Nova Vasa, una mappa dell'area simile a quella in possesso del gruppo e un foglio con alcune indicazioni che gli amuleti erano sepolti con Krezk e Diovo. Pare che altri abbiano profanato le tombe e trafugato gli amuleti, senza peraltro riuscire tutti a lasciare vivi il sepolcro.
Ormai all'uscita il gruppo decide di ritornare sulla propria decisione ed esplorare ancora il sepolcro. Sevastian riesce a scassinare la porta ancora chiusa nella stanza con la vasca delle chiavi. Oltre la porta si apre un lungo corridoio fiancheggiato di statue che impugnano possenti spadoni, alcuni dei quali sono stati rivestiti di imbottitura. I compagni intuiscono la trappola e riescono a superare le statue senza essere schiacciati dalle pesanti spade che cadono a terra al loro passaggio.
Al termine del corridoio una porta sbarra il passaggio, ma Sevastian riesce ad aprirla utilizzando la seconda chiave incantata che avevano trovato. Oltre la porta una stanza è divisa in due livelli, una parte più alta da cui entrano i compagni e una parte più bassa raggiungibile tramite due scale lungo le pareti. Un'altra uscita è posta nella parte più bassa della stanza con davanti una grande statua dalle fattezze di Krezk che impugna due scudi in legno con le scritte "famiglia" e "casa". La trappola scatta quando i compagni scendono le scale. Le scale si trasformano in uno scivolo che li catapulta nella parte bassa dinnanzi al golem di legno, tale era la natura della statua, il quale non attende che si riprendano per attaccarli. Anche nelle condizioni in cui giace il gruppo riesce miracolosamente ad avere ragione del golem, ma tutti, tranne Pavlov, si convincono che sia giunto il momento di lasciare il sepolcro e non sfidare ulteriormente la fortuna.
All'uscita sono rinfrancati dalla riunione della ragazza con suo fratello che li ringrazia a calde lacrime e dalla vista del sole, quindi decidono di trascorrere il resto della giornata e la notte nell'ingresso riparato del sepolcro per riprendersi dall'ordalia.

Sepolcro di Krezk, Barovia, 05 Dicembre 735

Superato in vari modi il baratro, i compagni si fanno coraggio ed entrano nella camera sepolcrale dove è sepolto l'eroe Krezk. Si ritrovano in una vasta cavità sorretta da possenti colonne. Una lanterna sull'altro lato illumina un sarcofago di pietra ai cui piedi giace una giovane ragazza. Tenendo ben in alto le proprie torce e lanterne i compagni scendono i pochi gradini fino al pavimento della cavità.
In quel momento una voce macabra li accoglie come gli eroi inviati da Krezk a sconfiggere nuovamente Diovo, perché le forze del male che permeano questo posto sembrano proprio aver strappato il villano dal suo sonno eterno. Uno scheletro gigantesco, alto oltre tre metri, avanza dalle zone in ombra della cavità, accompagnato da altri tre di dimensioni normali. Nella mano stringe una grande spada nera coperta di strani simboli arcani.
Tyron si lancia verso la ragazza nel tentativo di trascinarla con se nella fuga, ma Diovo cala su di lui un fendente poderoso che gli recide di netto il braccio. I compagni non possono fare altro che osservare attoniti il loro amico agonizzare in una pozza di sangue. Ancora in preda allo shock i compagni aggrediscono gli scheletri ed è Sevastian, aiutato dalla magia del pugnale di Mordekai, a frantumare con un sol colpo l'enorme scheletro che ospita l'anima di Diovo. La caduta del loro signore infrange la magia che animava anche gli altri scheletri che crollano al suolo con un frastuono di ossa rotte. Per Tyron non c'è nulla da fare, ma la ragazza è ancora viva anche se i compagni non riescono a farle riprendere conoscenza.
Mentre raccoglie finalmente la fiamma sacra, Pavlov si accorge che la tomba di Krezk è aperta ed il corpo che giace al suo interno stringe uno spadone dal quale si sprigionano occasionalmente delle vampate di fiamma, invece non vi è traccia dello strano medaglione che adornava Krezk nelle immagini sacre.

Due arcate conducono oltre la cavità ed il gruppo decide di esplorarle. Entrambe danno accesso a ulteriori catacombe. Una ospita i cavalieri che seguivano Krezk, qui le tombe non sono state manomesse e Mordekai decide di tumularvi il corpo di Tyron. L'altra ospita i mercenari al servizio di Diovo e la sua stessa tomba che al pari di quella di Krezk giace aperta. Nella tomba giace un cadavere recente con la testa occultata da una strana maschera di metallo, anche questa ricoperta di strani simboli che nessuno riconosce. Sotto al cadavere Pavlov rinviene alcuni oggetti incantati ed un libro con simboli e scritture irriconoscibili.

Infine Sevastian raccoglie la ragazza ed incita gli altri ad allontanarsi dal sepolcro, ma improvvisamente si manifesta lo spirito di Krezk che li ringrazia per aver sconfitto lo spirito di Diovo. Krezk sembra ricordare vagamente quanto accaduto prima della sua morte e lentamente il suo spirito perde forza e visibilità. Infatti rivela ai compagni che ormai non è più in grado di vegliare sulla città; una forza malvagia molto più potente ha preso il sopravvento. Pavlov lo interroga sul medaglione scomparso, ma Krezk li informa che lui possedeva solo uno dei tre frammenti che componevano il medaglione originale, la chiave di un grande tesoro rinvenuta durante i suoi viaggi giovanili; gli altri due frammenti erano in possesso di due suoi compagni, Diovo dalla cui tomba sembra essere stato a sua volta trafugato e la sua amica elfa di nome Iramina. Infine il fantasma svanisce del tutto, mentre un vortice richiude la tomba. Ai piedi del sarcofago restano alcuni oggetti incantati, presumibilmente dono di Krezk ai suoi eroi.

venerdì 26 aprile 2013

Sepolcro di Krezk, Barovia, 05 Dicembre 735

Lasciato il folle all'esterno, il gruppo ritorna nel sepolcro ed inizia l'esplorazione dell'altra diramazione.
All'ingresso della prima stanza si ode una voce declamare una breve frase, i compagni però sono in disaccordo sul significato della frase che sembrano aver udito in lingue diverse. Alcuni hanno sentito "La magia è la chiave" altri "la chiave è la magia".
La stanza è occupata al centro da una grande vasca d'acqua che sgorga da una statua scolpita in modo da rappresentare una vergine che regge tra le sue braccia la salma di Krezk. Non riuscendo a scorgere il fondo della vasca, Tyron decide di svestire l'armatura ed immergersi per verificare se vi è stato nascosto uno degli oggetti da ritrovare, purtroppo il fondo della vasca è disseminato di chiavi. Una volta riemerso spiega la situazione ai compagni ed Evander si ricorda di possedere una pergamena che può identificare gli oggetti incantati, ma Evander non sa nuotare, quindi è Pavlov ad immergersi dopo aver utilizzato la pergamena. Lo stratagemma funziona e Pavlov riesce ad individuare la chiave incantata. Provando le due chiavi trovate fino ad ora Sevastian riesce ad aprire solo una delle altre due porte nella stanza.
La stanza successiva è palesemente una trappola. Un ampio passaggio costeggia sui due lati una profonda voragine al centro della quale si innalza un pilastro. Il pilastro è costellato di fori dai quali fanno capolino frecce puntate in tutte le direzioni. Sevastian è convinto che esista un meccanismo di attivazione, perciò entra nella stanza per tentare di individuarlo e Mordekai lo segue immediatamente. Al loro ingresso la porta si chiude di scatto ed ai loro compagni non resta che ascoltare le grida di dolore provenire dall'interno. Dopo pochi attimi la porta scompare e la stanza riappare costellata di frecce infisse in ogni dove. I corpi inerti di Sevastian e Mordekai giacciono davanti all'uscita sull'altro lato. I due sono stati trafitti da più frecce e  perdono sangue in modo vistoso. Nonostante le cure e la cauterizzazione delle emorragie non sembra possano riprendere conoscenza per molto tempo.
Tyron, Pavlov ed Evander sono di fronte ad una difficile scelta. Non vi è modo di trasportare i compagni feriti al villaggio, ma restare giorni chiusi nel sotterraneo popolato di non morti è una follia... Infine decidono di provare ad attendere almeno un giorno e vedere se la magia del Signore del Mattino potrà, attraverso Pavlov, far riprendere conoscenza ai compagni. Pavlov ed Evander tentano di dormire per recuperare le forze magiche, mentre Tyron si appresta ad una veglia solitaria. Per due volte sono scoperti dagli scheletri che vagano nel sepolcro, finché Pavlov convince i compagni a proseguire nella speranza di trovare una cura.
La stanza con il pilastro ha un ulteriore uscita con delle scale che scendono fino ad una stanza circolare con quattro uscite. Sull'uscita a sud una scritta sembra preannunciare sollievo, su quella ad est indica la ruota per aprire il cancello della camera sepolcrale, su quella ad ovest indica la camera sepolcrale.
Data la situazione Tyron e Pavlov ispezionano la stanza a sud che miracolosamente contiene un'altra fontana dalle mistiche proprietà curative. Stanchezza e ferite scompaiono bevendo l'acqua; Mordekai e Sevastian sono trasportati di gran carriera alla fontana e guariti. Solo il braccio rotto di Tyron e la costola fratturata di Mordekai restano come sono.
A maggioranza il gruppo decide di continuare l'esplorazione del sepolcro e presa la diramazione est raggiunge l'ennesimo incrocio. Tutta questa sezione del sepolcro sembra essere stata invasa dall'acqua e dalla muffa, in particolare in una stanza Mordekai riconosce il muschio azzurro che riveste le pareti. Si tratta di una particolarità di muschio che genera una carica elettrica e la rilascia al contatto. Immersi nell'acqua fino alla vita i compagni attraversano la stanza trattenendo il fiato...
Nella stanza successiva la muffa sembra normale ed il pericolo più tangibile; altri quattro scheletri emergono dall'acqua e li attaccano. Nello scontro Tyron resta ferito e non sarà più in grado di combattere per ore.
La stanza contiene una grande ruota collegata a delle catene: il meccanismo per aprire il cancello della camera sepolcrale. La ruota si muove a scatti fino a compiere un giro completo e poi si arresta.
Prima di recarsi alla camera sepolcrale Pavlov insiste per esplorare il resto dell'area ed il gruppo individua un'ultima stanza con all'interno tre sarcofaghi. Nell'acqua però si trovano tre enormi rane, Pavlov ne uccide una con l'arco di Mordekai, ma le altre due attaccano al riparo nell'acqua ed il gruppo è costretto a ritirarsi dove il livello dell'acqua è più basso.
Dopo un lungo conciliabolo si decide a maggioranza di ritornare sui propri passi e verificare se l'utilizzo della ruota ha effettivamente aperto il cancello per la camera sepolcrale. Purtroppo il secondo passaggio nella stanza cosparsa di funghi azzurri ha esiti ben diversi dal primo e sia Evander, sia Tyron fanno scattare un'intensa scossa elettrica. A subire i danni più gravi è Pavlov che sopravvive a stento alla scarica, ormai anche lui come Mordekai non è più in grado di difendersi. Nel ripassare davanti alla fontana dell'acqua guaritrice una flebile speranza di salvezza anima il gruppo, ben presto smentita dalla scomparsa di alcun effetto curativo nell'acqua.
La diramazione in direzione della camera sepolcrale conduce il gruppo all'interno di una serie di stanza riadattate a catacombe. Le pareti sono rivestite di nicchie che ospitavano cadaveri inumati, ma ormai non vi è rimasto più nulla. Durante il passaggio nelle catacombe il gruppo è aggredito da alcuni zombi e Pavlov, colpito nuovamente, perde conoscenza. Mordekai decide di fermarsi a vegliare sull'amico, mentre gli altri proseguono per tentare di recuperare la fiamma. Il morale è basso, ma l'essere arrivati così vicino all'obiettivo convince tutti a fare almeno un ultimo tentativo.
I minuti successivi sono impiegati in un'attività tragicomica, con il povero Mordekai che è costretto a richiamare indietro ripetutamente i compagni, perché attaccato prima dagli zombi rianimatisi e poi da uno sciame di pipistrelli disturbati dal passaggio degli amici. Solo allora Mordekai si ricorda di conoscere un potere arcano adatto a far riprendere Pavlov...
Alla fine il gruppo anche se malconcio, raggiunge il probabile ingresso della camera sepolcrale. La porta a due battenti si trova oltre un ponte di pietra che supera un baratro del quale non sono in grado di scorgere il fondo. Sevastian si incarica di avanzare con cautela lungo il ponte alla ricerca di trappole, ma ne causa inavvertitamente l'attivazione; due statue in pietra poste davanti alla porta scattano con incredibile velocità verso il ponte, minacciando di scaraventare nel baratro chiunque vi si trovi, per poi tornare in posizione con altrettanta rapidità. Sevastian mantiene l'equilibrio sul ponte per puro miracolo riuscendo poi a completare la traversata. Dall'altra parte individua il meccanismo della trappola, ma con i semplici attrezzi in suo possesso non è in grado di disinnescarla. Nel frattempo Mordekai individua la piastra di attivazione della trappola che occupa ben sei metri del ponte, per percorrerlo senza attivare la trappola non restano che pochi cm sul bordo!
Mordekai tenta comunque la traversata, dopo essersi legato con una corda ed averne gettato l'altro capo a Sevastian. Una precauzione che gli salva la vita, quando cade nel baratro e Sevastian riesce ad arrestarne la caduta a pochi cm dal fondo. Visto il rischio corso, Tyron ed Evander decidono di attraversare calandosi nel baratro e facendosi issare da Sevastian dall'altra parte. Il solo Pavlov deve ancora attraversare e d'impulso decide di rischiare il tutto per tutto saltando la piastra di attivazione della trappola. Il suo salto non è sufficiente e la trappola scatta però, come Mordekai prima di lui, riesce a restare in equilibrio e superare il ponte.