sabato 25 maggio 2013

Vecchia strada Svalich, Barovia, 25 Dicembre 735

Finalmente la tenda è pronta ed il gruppo lascia Vallaki. L'aria è fredda, fango e neve rendono pesante la vecchia strada Svalich, tutti sono carichi ed incedono con fatica.
A mezzogiorno compare un piccolo santuario alla dea Ala al cui riparo i compagni sostano brevemente per rifocillarsi. Poco dopo nel pomeriggio il gruppo raggiunge un grande cancello di pietra fiancheggiato da due statue raffiguranti antichi guerrieri Baroviani. Pavlov e Tec Toc ne studiano le fattezze fino a riconoscerlo per uno dei due cancelli che segnalano il passaggio da ovest e da est per il paese di Barovia.
Oltre il cancello la strada inizia a salire impervia serpeggiando sul fianco della montagna. Il pendio a lato della strada si trasforma ben presto in un dirupo e solo l'esperienza di Pavlov nelle aree montane consente di individuare una piccola radura riparata dal vento dove trascorrere la notte.
Il lungo cammino nella neve ha lasciato il segno e prima Mordekai, quindi Tec Toc, ricorrono alle loro arti magiche per guarire le ustioni da freddo di tutti. Un'atmosfera gelida scende improvvisamente sul luogo, mentre uno stormo di pipistrelli compare dal nulla sopra la radura... Pavlov, improvvisamente pallido in volto, implora i compagni di desistere dall'uso delle arti arcane. Nessuno protesta, tranne Tec Toc ovviamente.   
Durante i turni di guardia si odono le creature della notte passare nelle vicinanze; Mordekai afferma addirittura di aver visto gli spiriti dei morti vagare liberi, ma nessuno vuole indugiare su simili considerazioni.

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