venerdì 14 febbraio 2014

Foresta di Briarweed, Nova Vaasa, 18 Febbraio 736

Avvicinandosi alla foresta è possibile distinguerne meglio la tipologia. I grandi alberi sembrano dominare e chiaramente è completamente selvaggia. Non sono visibili corsi corsi d'acqua o altre vie che rompano il muro formato dal denso sottobosco che cresce al margine esterno della foresta.
Il gruppo si affida alle capacità di Mordekai che sostiene di avvertire la presenza di un sentiero. Nessuno riesce ad identificare il sentiero di cui parla Mordekai, ma il ranger è risoluto e guida i compagni nel folto della foresta. Prima di mezzogiorno Mordekai ottiene ragione nel modo peggiore possibile, cade vittima di una trappola! un ramo è stato piegato pronto a scattare al passaggio di qualcuno e dotato di aculei acuminati. Poco distante Mordekai individua anche un segno di riconoscimento tracciato su un albero. Non vi è modo di comprenderne il significato, ma il gruppo ha indiscutibilmente trovato la zona occupata dai briganti.
Trascorre quasi mezzora prima di individuare un altro simbolo e questa volta la trappola è una rete appesa tra gli alberi che sorregge dei grossi massi. Al contrario del precedente, il luogo è sorvegliato e due briganti scagliano alcune frecce sul gruppo prima di dileguarsi nella foresta. Mordekai riesce a seguirne per un poco le tracce, finché non capisce che si sono nuovamente arrampicati sugli alberi per depistarlo.
Il gruppo ritorna sui propri passi e trascorre quasi un'ora prima di incontrare una radura con un'altra trappola nel mezzo. I compagni si disperdono sui fianchi della radura e Sevastian nota un brigante di guardia. Purtroppo è a sua volta scorto dal brigante e nello scontro entrambi i briganti restano uccisi. Un rapido esame conferma che non possiedono su di loro alcun indizio utile ad individuare la posizione dell'accampamento.
Il resto del giorno trascorre vagando a caso nella foresta fino al calare dell'oscurità che costringe il gruppo ad accamparsi.

Foresta di Briarweed, Nova Vaasa, 17 Febbraio 736

Il giorno si trascina stancamente in una lunga marcia attraverso le praterie finché al tramonto appaiono in lontananza i margini della foresta. Il gruppo decide di non avvicinarsi alla foresta con il buio e trascorre la notte all'addiaccio nella pianura.
Durante la notte un piccolo branco di felini di grossa taglia tiene in apprensione tutti, ma osservandoli con attenzione Mordekai conclude che non sono interessati agli umani invitando tutti a tornare a dormire. Il suggerimento non rassicura molto i compagni, ma poco dopo i felini si allontanano confermando la teoria di Mordekai.

Kantora, Nova Vaasa, 16 Febbraio 736

Il gruppo lascia Kantora all'alba, trasportato da un drappello di guardie del principe lungo la strada settentrionale che fiancheggia il fiume Borchava. Il viaggio è rapido e tranquillo, tranne per il racconto sottovoce di uno scudiero. Il giovane assolve anche mansioni di servizio per il principe Othmar e racconta un episodio inquietante occorso tredici giorni prima, quando il principe è svenuto senza alcun motivo apparente.
La stessa notte si è svegliato da un incubo stringendo in pugno un gancio a forma di serpente che nessuno aveva mai visto ed urlando "il serpente ci proteggerà". Il riferimento tuttavia era al serpente vivo che occupava una cesta ai piedi del letto che il principe ha proibito a chiunque di toccare, pena la morte.
Non che la sua protezione gli giovi molto, poiché da allora non riesce più a riposare per i continui incubi che lo tormentano e ricorre costantemente ad un elisir dell'alchimista di corte per protrarre il più a lungo possibile lo stato di veglia.

A mezzogiorno le guardie hanno ordine di far smontare il gruppo e tornare a Kantora. I compagni si incamminano di buon passo lungo la strada. Verso sera il gruppo si sistema in un gruppo di case di pietra con il tetto in paglia, ancora in ottime condizioni e chiaramente abbandonate da poco. Possono così osservare di persona gli effetti dei recenti aumenti delle tasse con il conseguente esodo dalle campagne di cui hanno sentito parlare a Kantora.
Tra le case Tec Toc scorge un tempietto votivo dedicato a Lawgiver, una religione diffusa tra Nova Vaasa ed Hazlan. Laddove ad Hazlan è collusa inestricabilmente con la politica ed ufficialmente supportata dallo stato, a Nova Vaasa sembra sia semplicemente diffusa ed accettata. Una differenza non irrilevante per una persona che si aggira presentandosi come la divina Ezra... ad Hazlan chiunque appartenga ad un altra religione è punito severamente.

Durante la notte i compagni si concedono finalmente del tempo per studiare il cielo di Nova Vaasa; con ben cinque lune nella volta celeste, il rischio che Sevastian e Mordekai incorrano in un'altra trasformazione è altissimo, ma fortunatamente nessuna per ora è piena.

sabato 8 febbraio 2014

Kantora, Nova Vaasa, 15 Febbraio 736

A sera un manipolo della milizia irrompe nella locanda ed arresta Mordekai per lo scontro con la guardia al mercato. Anche il resto del gruppo è costretto a seguirlo per testimoniare.
Le guardie trascinano il gruppo attraverso l'area benestante della città ed il parco della residenza del principe Othmar Bolshnick, al cospetto del quale li consegnano esterrefatti. Il principe è un individuo robusto di mezza età, ma ha l'aria stanca tipica della mancanza di sonno. Con modi decisi intima a Mordekai di giustificare l'aggressione all'ufficiale della milizia, in base al quale giudicherà la sua sorte. La versione presentata dalla guardia al principe incolpa pesantemente Mordekai, ma grazie alla parlantina di Pavlov ed Evander, il principe decide di commutare la pena in un incarico punitivo.

Cinque giorni prima un convoglio con i tributi raccolti da un'altra famiglia nobile è stato assalito dai banditi, mentre si dirigeva a Kantora. Oltre al denaro ed ai gioielli, trasportava anche una verga di particolare interesse per il principe. La banda è nota nella zona ed è risaputo che si tratta di una decina di banditi, guidati da una donna di sangue vistani. Il loro rifugio si trova all'interno della foresta di Briarweed, una delle tante aree quasi disabitate della pianura di Nova Vaasa.
Il banditismo è un problema che affligge da sempre Nova Vaasa, le cui vaste praterie sono impossibili da controllare efficacemente, ed il principe non vuole attirare l'attenzione su un attacco così audace, perciò preferisce un gruppo anonimo alle sue guardie. La richiesta di discrezione è chiarissima, nonché l'urgenza, per il resto i compagni sono liberi di regolarsi come preferiscono. Othmar arriva addirittura a promettere parte della refurtiva sottratta in caso di successo della missione.
Il gruppo non è certo nella posizione di declinare la proposta e la partenza è fissata l'indomani mattina presto.

Kantora, Nova Vaasa, 15 Febbraio 736

Il giorno seguente i compagni restano in locanda, ben lontano dai felini per i quali iniziano a sviluppare un'illogica ma comprensibile diffidenza...
Tec Toc trascorre la giornata di riposo guarendo dalla frattura.

Kantora, Nova Vaasa, 14 Febbraio 736

Camminando per le vie della città, il gruppo incontra nuovamente il falegname Nikolaj. L'uomo è alquanto sconvolto. Rovesci negli affari, la moglie malata, Nikolaj racconta una serie incredibile di sfortune accadute in poco tempo dall'incidente con il felino non morto.
Mentre il racconto delle disgrazie procede, i cavalli nel recinto vicino danno segni sempre crescenti di isteria, fino a rompere lo steccato e travolgere i presenti, incluso Tec Toc che non riesce a scansarsi in tempo e rimedia una frattura al costato.
Proprio allora i compagni si accorgono di numerosi gatti sui tetti circostanti ed uno zombi compare dal nulla lungo la via. Pavlov lo scaccia, ma stranamente la creatura anziché allontanarsi tenta comunque di avvicinarsi a Nikolaj, pura mantenendosi alla massima distanza possibile da Pavlov. Lo zombi non rappresenta certo un pericolo serio, ma una volta sconfitto crolla in una nuvola di polvere da cui emerge un uccello spettrale che si allontana con rapidissimi battiti d'ala. In quel momento i gatti balzano dai tetti distraendo il gruppo. Ritornata la calma non vi è alcuna traccia di Nikolaj.
I compagni provano a cercarlo alla bottega, Pavlov si spinge fino alla corporazione dei mercanti ed alla chiesa di Ezra, ma nessuno lo ha visto.

Kantora, Nova Vaasa, 13 Febbraio 736

Alla mattina il gruppo riceve inaspettatamente una visita dei mercanti della carovana; uno dei loro lavoratori si è infortunato ed hanno bisogno di aiuto per scaricare il carico di assi di legno destinato ad un fabbricante di bare della città di nome Nikolaj. I compagni colgono volentieri l'occasione per sdebitarsi nei confronti dei mercanti.
Quella mattina il falegname riceve un'altra consegna, un mercante gli ha inviato una bara molto particolare, una cassa di piccole dimensioni riccamente intagliata a forma di gatto e con abbellimenti in ori e gioielli tali da renderla quasi un oggetto d'arte. Il falegname l'attendeva con ansia, ma durante lo scarico la bara sembra agitarsi ed il sigillo si rompe. Dalla bara esce di scatto un gatto scheletrico che non può essere in nessun modo ancora vivo, eppure dopo essersi orientato brevemente fugge verso i vicoli della città. Tec Toc si lancia al suo inseguimento, ma inutilmente.
L'apparizione del gatto lascia di stucco tutti i presenti, ma la giornata è ancora lunga e gli incontri con i felini sembrano non dar tregua ai compagni.

Il primo ad essere coinvolto è Sevastian; mentre cambia una parte delle numerose monete d'argento in monete d'oro il cambiavalute si rifiuta di accettare una moneta in particolare, perché sostiene trattarsi di una moneta sfortunata. Sulla moneta sono incisi un gatto reclinato e strani simboli incomprensibili. In effetti, proprio  mentre Sevastian esamina la moneta, sopraggiungono un gruppo di gatti randagi che ribaltano la mercanzia della bancarella vicina. La proprietaria non vuole sentir ragioni, è colpa della moneta sfortunata e Sevastian esasperato paga la merce rovinata.
Uscendo dal mercato un mercante richiama l'attenzione del gruppo e gli propone una statuetta a forma di gatto dai magici poteri curativi. In effetti esaminandola Tec Toc avverte la presenza di un'aura magica e decide di acquistarla, pur non sapendo come attivarne i poteri, ma quando Evander la esamina con più attenzione si rivela una normalissima statuetta. La moneta invece reca la scritta "città di Bubastis, la dea protegga in nostri piaceri" e Mordekai ne percepisce la provenienza da un lontano reame desertico, ma non sembra trattarsi di quelli visitati in precedenza.
Gran parte del mercato è occupata dai recinti dei cavalli e dalle bancarelle con attrezzatura per l'allevamento dei cavalli, la principale attività per cui è famosa Nova Vaasa, ma il gruppo non è interessato e rientra in locanda per pranzare. Tec Toc sale pochi minuti in camera e si ripresenta con un nuovo abito di foggia femminile... suscitando lo scherno dei presenti e lo sconcerto dei compagni che assistono all'ennesima pazzia. Pavlov tenta lungamente di convincere il compagno a cambiarsi d'abito, ma ogni suo sforzo è vano.
Un avventore comprensivo suggerisce a Pavlov di portare Tec Toc alla famosa clinica di cura mentale del dott. Gregory Illhousen ad Egertus, 30 miglia ad ovest di Kantora.

Il pomeriggio Mordekai si reca nuovamente al mercato ed assiste ad un sopruso ai danni di una donna compiuto dal locale esattore e da un ufficiale della milizia. I due insistono che la mercante possieda denaro per pagare più tasse e quale prova additano il mantenimento di un animale di compagnia "non necessario", ovvero un macilento felino. Quando l'ufficiale tenta di afferrare il gatto, questo si divincola e gli incide un profondo graffio sul petto. La guardia sembra intenzionata a sfogare la frustrazione sulla donna e Mordekai si sente in obbligo di intervenire in sua difesa; ciò accresce l'ira della guardia che si trasforma in un enorme lupo mannaro. Per fortuna di Mordekai lo scontro è breve, perché lo scompiglio attira le guardie e costringe il mannaro a defilarsi.

La sera almeno trascorre piacevolmente con il gruppo che invita i mercanti a cena in segno di gratitudine.

Kantora, Nova Vaasa, 12 Febbraio 736

La sera del secondo giorno di viaggio la carovana raggiunge la città di Kantora e su consiglio dei mercanti il gruppo riserva una stanza alla locanda "la casa del mercante".
In questo periodo la locanda non riceve molti visitatori ed anche gli avventori non si trattengono a lungo oltre la cena, ma la tranquillità s'addice allo spirito del gruppo che dopo tanto vagare per lande desolate, spesso esposti alla furia degli elementi, è intenzionato a concedersi una pausa.

sabato 1 febbraio 2014

Kantora, Nova Vaasa, 11-12 Febbraio 736

Lentamente i compagni riprendono conoscenza e si orientano. Si trovano su uno dei tanti carri di una carovana di mercanti che si muove lenta lungo le pianure di Nova Vaasa. Il clima è improvvisamente quello di una piacevole estate, il Lago Nero e le tempeste che lo scuotono non sono visibili neppure in lontananza. I loro beni giacciono ordinatamente su un lato del carro, tranne gli oggetti trovati sull'isola dei quali nessuno sa nulla.
Attorno a loro ci sono altri carri affollati e persone a cavallo, tutti diretti con la carovana alla città di Kantora, una delle più grandi città del Nucleo, sede di un importante mercato e feudo del principe Otmar, l'autorità suprema riconosciuta da tutte le famiglie nobili di Nova Vaasa, incluse le quattro grandi famiglie regnanti. La carovana è comandata da Lovitar Chekius ed è partita da Arborea nell'estremo sud di Nova Vaasa diretta a nord attraverso le pianure del regno. Mentre passavano nelle vicinanze del Lago Nero hanno soccorso il gruppo dal naufragio e da allora sono trascorsi oltre due giorni senza che riprendessero conoscenza.

Durante i restanti due giorni di viaggio i compagni hanno modo di apprezzare la personalità degli abitanti di Nova Vaasa che sembrano essere semplici, ma nel contempo aperti. Molto diversi dai bigotti e superstiziosi abitanti di Barovia. Qui infatti i regnanti non son considerati esseri sovrannaturali, anche se ciò non gli impedisce di governare comunque in modo dispotico, e la religione non è causa di contrasti e terrore. Attualmente le religioni predominanti a Nova Vaasa sono due: l'onnipresente culto di Ezra e quello di Loghiver, giunto dal regno meridionale di Azlan.

Nova Vaasa, 08 Gennaio – 10 Febbraio 736

Lago Nero, Nova Vaasa, 09-10 Febbraio 736

Un lontano miagolio in lontananza... un soffice rumore di passi... la figura di un grosso gatto immerso nella nebbia che li insegue, ma anche correndo non riescono a muoversi... il risveglio... con Bastet che zampetta leggero su di loro, si è trattato di un sogno o cosa?

Lago Nero, Nova Vaasa, 08 Febbraio 736

All'alba Tec Toc ricorre a tutti i suoi poteri spirituali per curare i compagni, ma le ustioni subite sono estese e profonde e non gli è possibile guarirli completamente.
Un rapido calcolo del tempo trascorso convince tutti che non possono riposarsi, già ora non riusciranno probabilmente a raggiungere la costa entro il termine assegnato dal capitano Walren. Il ritorno è una corsa disperata contro il tempo, attraverso la palude, le pianure, il bosco di alberi bianchi e lungo il corso d'acqua.
A sera raggiungono la costa, ma non c'è stato tempo per raccogliere combustibile lungo la strada ed al gruppo non resta che usare zaini e vestiti per accendere i due fuochi di segnalazione concordati con Walren. Per fortuna Evander è in grado di controllare le fiamme e mantenerle in vita ben oltre il normale.
Trascorsa un'ora in trepidante attesa, mentre forti terremoti hanno preso a scuotere l'isola e le acque del lago sono preda di una furia mai vista prima. Le speranze del gruppo sembrano spegnersi con le ultime fiamme quando sul lago compare una zattera, Warren non li ha abbandonati! I compagni si gettano in acqua per raggiungere la zattera, tranne Evander che utilizza la sua capacità magica di salto per raggiungerla in un balzo. Le onde sono violente e Mordekai quasi affoga nel breve tragitto.

Mentre il capitano ed i marinai lottano per controllare la zattera, il gruppo si riunisce nella cabina insieme a Reginald. Il ranger giustifica la sua presenza con un breve riassunto di quanto è accaduto dalla loro partenza. Al tempio di Razmir erano rimasti solo alcuni chierici di basso livello e la morte di tutti i loro leader sull'isola dovrebbe essere sufficiente affinché il culto del Dio vivente torni nell'oblio, ma la loro partenza non è passata inosservata, perciò ha deciso di intercettarli al lago Nero e prendere in custodia l'amuleto. Reginald sostiene di conoscere i contatti giusti per farlo pervenire rapidamente e senza rischi alla chiesa del Signore del Mattino a Krezk. Evander e Sevastian mostrano apertamente la loro diffidenza di fronte a questa comoda "coincidenza" e per convincerli mostra loro un messaggio scritto da Ashlov. Nella lettera Ashlov si raccomanda di inviargli l'amuleto appena rientrato in loro possesso e di non studiarlo per alcun motivo così da evitare di essere contaminati dalla sua malvagità latente. Pavlov riconosce la grafia del maestro e sostiene la versione di Reginald, ed alla fine anche i due compagni accettano riluttanti la scelta di Pavlov. In fondo recuperare l'amuleto era una sua responsabilità fin dall'inizio.

Raggiunta la riva del lago, Reginald si allontana a piedi verso il luogo dove ha legato il cavallo, mentre gli altri ripartono con la barca di Walren verso Bergovitsa. L'isola è stranamente scomparsa dal centro del lago, ma le acque sono sempre agitatissime ed i fulmini cadono a più riprese vicino alla barca. Uno di essi colpisce la cabina e scaraventa i compagni in acqua. Nuotare in queste condizioni è fuori questione e presto perdono tutti conoscenza.