venerdì 30 gennaio 2015

Ramulai, Hazlan, 10-12 Maggio 736

La giornata trascorre arrancando lungo le rive limacciose del fiume, finché nel tardo pomeriggio appare una fattoria insolita. I campi che la circondano sono irrigati da un ingegnoso sistema di canalizzazioni. L'ordine e la pulizia sembrano regnare sovrane nella residenza. Il gruppo decide di chiedere indicazioni ed alloggio.

La mattina successiva, mentre abbandona la fattoria, il gruppo si sta ancora chiedendo se l'esperienza sia stata piacevole oppure no. Il proprietario della fattoria è Sir Winston Schlosser, un nobile di Lamordia che possiede una vasta cultura tecnica, grazie alla quale ha disseminato la sua proprietà di stravaganti ed ingegnosi marchingegni. L'uomo è stato ospitale ed ha fornito informazioni utili, ma il gruppo è ancora infastidito dall'altezzosità e dal senso di superiorità con cui ha trattato tutti durante il soggiorno.

Dopo solo due ore il gruppo individua il capanno dell'eremita che il nobile gli aveva indicato. La descrizione del luogo corrisponde a quella fatta dal mercante, perciò il gruppo decide di attendere il rientro del proprietario. La casa infatti è incustodita, ma mostra chiari segni di recente occupazione.
Una rapida perlustrazione dell'interno da parte di Evander e Pavlov rivela solo un'accozzaglia di oggetti esotici e religiosi. Infine il gruppo si appresta a trascorrere la notte nel portico della casa ed organizza i consueti turni di guardia.

Alla mattina l'intero gruppo si risveglia all'interno della casa al profumo di pancetta affumicata. Riavutisi dalla sorpresa, i compagni si accorgono di essere tutti legati ed osservano il presunto proprietario della casa mentre prepara la colazione.
L'uomo è vestito in modo più adatto ad un clima rigido che al caldo umido di Hazlan, al punto che solo la faccia è visibile, ma non sembra esserne infastidito. Anche l'atteggiamento con cui si rivolge al gruppo è comunque civile, sebbene li abbia misteriosamente catturati tutti durante il sonno.
Pavlov si incarica di esporre i motivi della loro presenza sulla sua proprietà e della ricerca di Yazik de Kalkan. Convintosi delle loro intenzioni benigne, l'uomo libera l'intero gruppo, ma sostiene di non essere in grado di offrire alcun aiuto nella ricerca della cura per la maledizione che li ha colpiti. A nulla valgono le suppliche ed i ragionamenti di tutti ed il gruppo è costretto ad incamminarsi verso Ramulai in preda allo sconforto.
La conversazione ha lasciato tutti convinti che l'uomo fosse proprio Yazik de Kalkan e che fosse a conoscenza di importanti segreti, molto probabilmente anche ciò che stavano cercando, ma proprio per questo non si fidasse a condividerli con degli sconosciuti. Silenziosamente si rimproverano per essere stati così ingenui da pensare di ottenere una tale fiducia da un perfetto estraneo, forse sarebbe stato meglio informarsi prima in modo più approfondito.

Giunti a Ramulai, i compagni decidono di abbandonare Hazlan ed accompagnare Mircea nella sua ricerca del dott. Lorrimar, al quale aveva promesso aiuto appena libero dalle altre incombenze. Anche Pavlov racconta di aver sognato del suo maestro ed il sogno gli ha rammentato che anche lui era un conoscente del dott. Lorrimar. Il gruppo decide di partire l'indomani mattina per ritornare verso le terre centrali del Nucleo alla ricerca del villaggio di Ravengro dove vive il dottore.

Di notte una figura si intrufola nella stanza del gruppo, ma Sevastian è vigile e la sorprende alle spalle. Inaspettatamente è un'amica o qualcosa di molto simile in questo paese. Si tratta di Ramaleck, la donna a capo della resistenza che avevano già incontrato a Sly Var.
La donna si informa sulle loro condizioni, perché è stata allertata dal clamore suscitato a Toyalis. Al termine delle spiegazioni, il gruppo pensa di chiederle se sa come trovare il villaggio di Ravengro e la donna gli rammenta che sono ancora in suo debito per l'aiuto già fornito.
Alla fine si concorda di saldare il debito contratto fornendole l'informazione sulla via utilizzata da Lorrimar per lasciare Hazlan. Informazione che la donna desidera, ma che non possiede. Confida che indicando la casa che il dott. Lorrimar possiede a Sly Var il gruppo sarà in grado di scovare l'informazione.
Pavlov ne approfitta anche per chiedere se conosce la razza aliena degli Illythid della cui natura avevano promesso di investigare alla Baronessa Lyssa Von Haufbracken di Gundarak. Ramaleck dichiara di poter forse recuperare l'informazione, ma ciò richiederà almeno una settimana di tempo ed in pagamento desidera tutte e cinque le scimitarre magiche in possesso di Evander.
Stretti tutti gli accordi del caso, annuncia ai compagni che li attenderà domattina fuori dal villaggio e gli consiglia di allontanarsi dal retro in incognito.

Ramulai, Hazlan, 8-9 Maggio 736

Un'altra mezza giornata di cammino vede il gruppo arrivare al villaggio di Ramulai. Il villaggio ha un aspetto povero, abitato quasi esclusivamente da Rashemi, l'etnia povera ed oppressa di Hazlan, la cui principale attività sembra essere l'agricoltura. La pista seguita fin da Toyalis termina qui e non esistono mura o palizzate che cingano l'intero villaggio, a meno di non voler considerare le pendici dei Balinok che cingono il villaggio nella direzione opposta.
L'unica locanda della città si chiama Zagrev e stupisce il gruppo per la qualità e la cura con cui è gestita dall'oste in perfetto stile Mulan. Stranamente è la prima locanda di Hazlan in cui le aree per i Rashemi ed i Mulan non sono strettamente segregate. L'aspetto del luogo e la cordialità con cui l'oste li riceve spinge Pavlov a chiedere apertamente informazioni su Yazik de Kalkan. Purtroppo il nome non gli è noto, probabilmente vive in una delle fattorie circostanti il villaggio e l'oste promette di organizzare un incontro la sera successiva con due mercanti che le visitano regolarmente per affari.

Contenti di aver trovato una pista da seguire i compagni si riposano finalmente per la giornata e quella successiva, senza patema di dover fuggire improvvisamente. Solo l'irrequieto Tec Toc vuole visitare il villaggio che l'oste svela essere recente e costruita su precise istruzioni di Hazlik per ospitare l'accademia di magia di Hazlan. L'affermazione casuale di Evander che il progetto della città segua le forme di un cerchio magico suscita l'interesse di Tec Toc che intende realizzarne una mappa con vista dall'alto. Pavlov riesce a convincerlo che arrampicarsi per i boschi lungo le propaggini dei Balinok è molto pericoloso.

La sera successiva il gruppo incontra i due mercanti, uno Mulan, il secondo probabilmente un forestiero di Nova Vaasa che si finge Rashemi. Nessuno dei due conosce Yazik de Kalkan, ma lo straniero si ricorda che circa 50 anni prima della costruzione del villaggio esisteva un altro de Kalkan famoso per aver guidato varie spedizioni alla ricerca del Santuario di Ferro. La sua abitazione si trovava lungo il fiume che scorre nella stretta valle tra i monti alle spalle di Ramulai. Convinti che Yazik sia il figlio dell'esploratore, i compagni decidono di partire alla ricerca della capanna isolata indicata dal mercante.

domenica 25 gennaio 2015

Hazlan, 7 Maggio 736

Il giorno seguente, Mircea non ha ancora ripreso conoscenza, perciò il gruppo decide di attendere nel mulino piuttosto di avventurarsi verso Ramulai trasportando il compagno a spalle. Fortunatamente verso sera Mircea riprende conoscenza e Tec Toc è confidente che un'ulteriore notte di riposo dovrebbe rimetterlo abbastanza in forze per poter riprendere la marcia.

Hazlan, 6 Maggio 736

Il gruppo si dirige a nord verso il villaggio di Ramulai. Il percorso si snoda attraverso le colline disabitate alle pendici delle propaggini meridionali dei Balinok, ma avvicinandosi alla residenza di Hazlik, il tiranno di Hazlan, compaiono fattorie e piccoli abitati. Infine il gruppo giunge in vista della maestosa residenza fortificata di Hazlik. Di fronte ad essa un ponte in pietra supera il fiume che attraversa l'intero Dominio.
Sull'altra sponda il sentiero si perde ben presto in una brulla pianura, le abitazioni scompaiono e solo gli immancabili mulini sono visibili periodicamente in lontananza. Evander rammenta agli altri il pericolo dei cani mostruosi che abitano le terre selvagge di Hazlan ed è un facile profeta, perché alcune ore dopo un branco di sei cani tende un'agguato al gruppo.
I sensi acuti di Eli avrebbero fatto comodo in questa circostanza, in sua vece Sevastian dimostra di non aver perso il suo fiuto per i guai e riesce ad avvisare i compagni un attimo prima che i cani li circondino. Osservandoli da vicino è evidente perché siano considerati più mostri che animali. La specie, se di specie naturale si tratta, possiede la pelle del volto completamente ripiegata sul collo, lasciando i muscoli ed il teschio completamente esposti.
Naturali o meno, i cani si dimostrano possenti avversari in corpo a corpo e prima di essere scacciati i loro denti aguzzi causano profonde lacerazioni a Pavlov e soprattutto Mircea. Non c'è modo di fermare le emorragie causate dalle ferite ed i compagni devono ricorrere alla cauterizzazione con la fiamma viva di una torcia. Tec Toc quindi fa il possibile per stabilizzarne i segni vitali, ma solo Pavlov si riprende, Mircea resta in uno stato di coma.

I compagni riprendono la marcia alla ricerca di un rifugio, perché appesantiti dal corpo di Mircea non è più possibile raggiungere Ramulai in giornata. Uno dei tanti mulini sparsi per Hazlan servirà ancora una volta da rifugio. Questo in particolare sembra abbandonato, ma ancora in buono stato.
Nessuno ha la forza di organizzare dei veri turni di guardia ed il gruppo si limita a barricarsi nel mulino, anche se Sevastian si offre di vigilare per un pò prima di coricarsi. Anche Tec Toc trascorre la notte controllando saltuariamente il povero Mircea, ma le sue condizioni non sembrano migliorare visivamente.

Toyalis, Hazlan, 6 Maggio 736

Alla mattina il risveglio è brusco, Eli ed il loro ospite sono scomparsi, mentre un'uomo bussa violentemente alla porta e chiede che gli venga aperto. Riluttanti i compagni aprono la porta nella speranza di scoprire cosa stia accadendo, ma l'uomo non sembra disposto a perdersi in spiegazioni, ordina a tutti di raccogliere i propri averi e di recarsi alla porta nord della città.
Ancora più riluttanti, i compagni eseguono l'ordine per trovarsi di fronte alla porta stranamente custodita da una sola guardia. Non senza apprensione, si recano alla porta dove la guardia li lascia uscire senza domande. La spiegazione probabilmente risiede nella pesante sacca di monete che l'uomo possiede alla cinta.