sabato 19 luglio 2014

Zeidenburg, Gundarak, 18 Aprile 736

Il gruppo lascia Zeidenburg, proseguendo lungo la strada che attraversa Gundarak fino a Teufeldorf, ma dopo poche ore di cammino giungono in vista di una ricca carrozza ribaltata lungo la strada. Dall'interno giungono attutiti i richiami di una giovane donna intrappolata.
Con qualche attenzione il gruppo riesce a raddrizzare la carrozza e soccorrere la viaggiatrice che si rivela nientemeno della baronessa Lyssa Von Haufbracken. Il sopraggiungere di un cospicuo seguito di servi con altre carrozze sottolinea chiaramente il rango della nobildonna.
La ragazza è alquanto scossa, ma riesce comunque a raccontare di essere stata aggredita da enormi lupi che hanno ribaltato la carrozza e trascinato con se il vecchio cocchiere. Pavlov si offre immediatamente di cercare il cocchiere e la baronessa promette di ospitare tutti nel suo palazzo quale segno di gratitudine per il soccorso prestato a lei ed al suo fedele servitore. I compagni di Pavlov non sono altrettanto ansiosi di mettersi in cerca di un branco di "enormi" lupi, ma ormai Pavlov si è impegnato e non è il caso di offendere la nobildonna.

Le tracce abbandonano immediatamente la strada per inoltrarsi nella boscaglia e in breve raggiungono tre rozze capanne attorno ad un pozzo. Un'approfondita esplorazione non mostra segni di vita, ma rivela che il pozzo è stranamente chiuso a metà altezza da una spessa lastra di vetro, il cui meccanismo di apertura è nascosto in una delle capanne. Insospettiti Pavlov, e Sevastian scendono nel pozzo.
Sul fondo si diparte un cunicolo dal quale una voce di bambino richiama Pavlov. Il paladino percorre rapidamente il cunicolo fino ad incontrare il fantasma di un bambino disperato per essere stato rinchiuso qui sotto a morire dal padre. Le preghiere accorate del bimbo muovono a pietà Pavlov che lo accompagna all'esterno, mentre Sevastian, alquanto più venale, si ingegna per aprire il forziere su cui sedeva il fantasma. Nel farlo è punto da un ago avvelenato e rimane preda di violenti febbri. Nel forziere si trovano pugnali incisi con rune magiche, due gemme ed una fascia.
Nel frattempo Pavlov è alle prese con un'altra forma di malanno; il bambino si chiama Eriath e lo segue ovunque, prosciugandone involontariamente l'energia vitale. Alla fine Pavlov è costretto a scacciarlo, ma il fantasma scompare in un lampo e Pavlov avverte una profonda spossatezza fisica, pari al senso di colpa per aver distrutto un'anima innocente.

Tutti i compagni scendono in fondo al pozzo per assistere Sevastian, tranne Evander che resta a vigilare sulla strada. Trascorrono pochi minuti e tre contadini rientrano dalla foresta, ma parlano solo Luktar ed Evander non è in grado di spiegare la sua presenza. La situazione degenera rapidamente ed i compagni alla base del pozzo sentono un grido di avvertimento di Evander prima che la lastra di vetro si richiuda imprigionandoli nel pozzo. Una volta tanto la fionda di Tec Toc si dimostra più di un giocattolo, riuscendo con svariati colpi ad infrangere la lastra.
Usciti dal pozzo, i compagni si avvicinano guardinghi ad una delle capanne dalla quale filtrano luci e rumori. Mircea e Pavlov provano a cogliere di sorpresa i contadini entrando all'improvviso dalla porta, ma Mircea è intrappolato da una rete, mentre Sevastian si ritrova aggredito all'esterno da un enorme uomo-lupo. Altri due uomini-lupo più piccoli attaccano Mircea e Pavlov all'interno della capanna.
Con grande sorpresa dei compagni, alla vista delle forme lupine Pavlov è colto da una furia senza limiti e si scaglia sugli avversari, uccidendo i due nella capanna per poi volgersi sull'ultimo all'esterno. L'uomo-lupo, tuttavia, si rivela un avversario dalla forza disumana e riesce ad atterrare Sevastian, Mircea e Pavlov prima di morire. Tec Toc si ritrova solo a prendersi cura dei suoi compagni in fin di vita.

Tec Toc si prende cura dei compagni feriti e, quando si sono tutti ripresi, perlustrano il gruppo di case alla ricerca di Evander. Quando le speranze incominciano a vacillare, infine Sevastian trova una stanza segreta nel capanno. All'interno si trova Evander legato e privo di coscienza, mentre attorno sono sparse parti mezze divorate del povero cocchiere.
La scena è raccapricciante e Sevastian avvisa gli altri di non entrare. Pavlov non lo ascolta, ma sembra sopportare meglio del compagno la macabra visuale. Tra di loro i due amici si preoccupano di scavare una fossa per tutti i numerosi resti ritrovati nel capanno, evidentemente appartenuti a più vittime. Pavlov e Tec Toc officiano i rispettivi riti funebri, mentre Sevastian recupera i vestiti del cocchiere da una delle case.
Terminate le esequie, il gruppo fa ritorno a Zeidenburg che raggiunge in tarda serata.

Zeidenburg, Gundarak, 17 Aprile 736

Poco oltre il gruppo varca il confine con Gundarak e raggiunge Zeidenburg.
La città ha un aspetto decisamente funzionale che nulla concede all'estetica. Sono ancora visibili i segni di una guerra passata, ma non è solo questo, l'intera città e la gente che vi abita è fredda e poco accogliente. Anche le locande non sono certo all'altezza di una città attraversata da una via commerciale. Il coprifuoco e le pesanti tasse completano un quadro decisamente disarmante. Almeno il clima favorisce l'indifferenza ed il gruppo trascorre la notte senza essere importunato.

sabato 12 luglio 2014

Strada per Gundarak, Borca, 17 Aprile 736

Mentre percorre la strada, il gruppo si vede sorpassare da una carovana di Vistani con al seguito un vardo dall'aria familiare. Non tardano a scoprire che si tratta del vardo di Madame Eva che richiede la presenza di Evander nel carro.
Quando Evander ne esce non mostra più alcun segno residuo del veleno di ragno che gli aveva reso le vene completamente nere. Appena allontanati placa i timori dei compagni, affermando di aver ripagato il suo debito con Madame Eva per un prezzo molto più basso delle attese. La Vistani ha richiesto semplicemente di poter acquisire una specifica memoria dalla mente di Evander. Come conseguenza Evander non si rammenta di cosa si trattasse, ma è certo che non fosse nulla di importante.

Levkarest, Borca, 16 Aprile 736

In un giorno di viaggio il gruppo raggiunge Levkarest, capitale del vicino reame di Borca. Qui non ci dovrebbero essere problemi, ma Tec Toc annuncia di voler visitare la cattedrale sede della "sua" chiesa di Ezra. Nonostante progetti di recarvisi in incognito per valutare lo stato del clero, la commozione causata all'ingresso della città è tutt'altro che discreta e le guardie respingono l'intero gruppo in malo modo.
Ai compagni non resta che trascorrere la notte all'addiaccio e all'alba incamminarsi lungo la strada meridionale per Gundarak, ovviamente con un imbronciato Tec Toc al seguito.

Krezk, Barovia, 10-15 Aprile 736

Al calar del sole il gruppo raggiunge Krezk e si reca immediatamente al tempio del Signore del Mattino.
Pavlov trova il suo maestro ed apprende di come Reginald sia riuscito a consegnare l'amuleto al prezzo della sua vita, spirando poco dopo aver raggiunto Krezk.
Ashlow esamina l'occhio di pietra di Mircea e Pavlov, mentre Tec Toc sostiene di stare benissimo e si mette a dormire. Gli incubi lo tormentano sempre meno ormai, ma ancora non riesce a riposare a lungo. Il responso di Ashlow è che si tratti di un maleficio molto potente contro il quale non può nulla. Consiglia di recarsi nel dominio di Hazlan, perché li vi sono i maggiori esperti di magia. Gli occhi di Evander, al contrario della solida pietra dei compagni, mostrano ancora grande instabilità, quasi stessero lentamente mutando in una nuova forma.

Nei giorni seguenti Evander i compagni si dividono per attendere alle loro faccende. Tec Toc si reca in cerca di novità tra gli halfling della città, ma ovviamente è giudicato pazzo e respinto. Sevastian commissiona le riparazioni del caso ad armi ed armatura. Pavlov partecipa ai riti del Signore del Mattino che per troppo tempo ha dovuto disattendere, scoprendo anche che Ashlow ha inviato l'amuleto a Gundarak dove sostiene ne sarà fatto buon uso.
Durante questi giorni di forzata inattività, nel gruppo nasce il sospetto che ci sia qualcosa di strano nella chiesa del Signore del Mattino. I fedeli sono aumentati e tutti narrano la storia delle imprese di Pavlov e dei suoi compagni, ma la loro fede sembra essere divenuta fredda, distaccata. Lo stesso Ashlow sembra più cupo.
Ben presto però le illazioni devono cedere il passo alle necessità, armi ed armature di Sevastian sono ormai pronte ed Evander ha scoperto la strada per raggiungere Hazlan. Pare che il tragitto più naturale, ovvero ritornare a Nova Vaasa per poi spingersi a sud verso Hazlan sia impraticabile. I mercanti, infatti, riferiscono che Hazlan ha chiuso le frontiere con Nova Vaasa. L'unica alternativa rimasta è spingersi a sud di Barovia, attraverso Gundarak, e da li raggiungere il confine occidentale di Hazlan.

Barovia, confine con Nova Vaasa, 26 Marzo 736 - Krezk, 10 Aprile 736

Villaggio di Vallaki, Barovia, 09 Aprile 736

Il giorno trascorre tranquillo in casa di Sevastian, mentre il gruppo recupera le sciabole magiche seppellite nel giardino e riposa.
All'alba del giorno seguente il gruppo riparte alla volta di Krezk.

sabato 5 luglio 2014

Nova Vaasa, 11 Marzo 736 - Barovia, 26 Marzo 736

Castello Faerhaaven, Nova Vaasa, 11 Marzo 736 - Villaggio di Vallaki, Barovia, 09 Aprile 736

Pavlov è ansioso di apprendere se Reginald ha riconsegnato l'amuleto alla chiesa del Signore del Mattino come aveva promesso, mentre Sevastian non vede l'ora di fare ritorno alla sua casa a Vallaki, perciò il gruppo decide di ritornare a Barovia.
Ormai la stagione è più avanzata ed il passo Svalich è aperto, perciò dopo quasi un mese di viaggio senza incidenti il gruppo può finalmente trascorrere una notte ospite di Sevastian a Vallaki.
Traendo le somme i compagni tornano da Nova Vaasa con un pugnale d'argento ciascuno, svariati oggetti magici in meno e soprattutto Pavlov, Mircea e Tec Toc hanno ancora un occhio di pietra. Per non parlare degli occhi da gatto di Evander che lo costringono a muoversi con il volto costantemente celato da un cappuccio.

Castello Faerhaaven, Residenza di Sir Hiregaard, Nova Vaasa, 04 Luglio - 10 Marzo 736

La settimana successiva trascorre lenta in attesa che Pavlov e Tec Toc riprendano conoscenza. Durante la sosta forzata Evander studia approfonditamente la spada incantata trovata da Sevastian e ne scopre i segreti. Si tratta di una lama sacra che crea un'aura di protezione dai non morti attorno a chi la brandisce. I non morti che vi entrano in contatto subiscono ingenti danni.

Colline Koshka Bluffs, Nova Vaasa, 03 Marzo 736

Il comandante Giscard li accoglie con sollecitudine e li guida al campo dove gli concede il resto della giornata per riprendersi e rifocillarsi. Al loro ingresso nella baracca scoprono Tec Toc adagiato sulla sua branda, ferito e privo di sensi, ma la stanchezza è notevole e rimandano le domande al giorno seguente.
A sera Giscard li sveglia e li aggiorna sul tempo trascorso da quando sono entrati nella collina. A loro volta i compagni gli raccontano sommariamente quanto accaduto. Purtroppo le speranze che la maga sia ancora viva dopo tanto tempo trascorso in quel luogo pericoloso sono ormai nulle, ma almeno Tec Toc si è inspiegabilmente salvato. Giscard narra di come sia stato ritrovato gravemente ferito ai piedi delle colline mentre indagavano su un'area misteriosamente avvolta dalla nebbia. Per questo si trovavano nella zona quando gli altri sono usciti dal canyon.
Prima dell'imbrunire l'intero gruppo riunito è trasportato al castello al cospetto di Sir Hiregaard per rendere conto di quanto avvenuto alla cava. Sir Hiregaard non è certo felice di quanto scoperto dal gruppo, ma riconosce i pericoli da loro affrontati e li ricompensa donando a ciascuno un pugnale d'argento. Prende quindi la decisione di chiudere per sempre la cava ed anzi installare delle barriere per impedirvi l'accesso.

Colline Koshka Bluffs, Nova Vaasa, 03 Marzo 736

Per precauzione il gruppo depone il corpo di Pavlov nel corridoio ed entra nella stanza da cui sembra emanare ogni malvagità.
Il sepolcro della sacerdotessa è un'ampia stanza con al centro il suo sarcofago, circondato da nove grandi statue  di gatto che impugnano una teca di vetro ed altre statue più piccole. Ai lati della stanza sono ammassati tesori di ogni tipo. Normalmente questo attirerebbe l'attenzione di qualsiasi avventuriero, se non fosse per la mummia che si sta lentamente sollevando dal sarcofago!
Evander si getta improvvisamente verso la mummia urlando "so come sigillarla!", ma giunto a ridosso delle statue Evander urta violentemente contro una barriera invisibile. Il gruppo è preso in contropiede, qualcuno tenta inutilmente di superare la barriera con metodi improvvisati, altri frugano tra i tesori alla ricerca di un oggetto utile ad oltrepassarla, alcuni semplicemente sono colti dal panico... il tutto mentre all'interno della barriera la mummia di Sachmet continua il suo processo di resurrezione, riassorbendo lentamente la sua essenza vitale dalle nove teche di vetro in cui era custodita.
Improvvisamente compaiono nove grandi gatti non morti e tanti altri più piccoli. Lo scontro è impari ed ogni compagno è circondato da più gatti contemporaneamente, tranne Mircea al quale fanno le fusa per via dello scudo sacro a Bastet. Fortunatamente Evander, o chiunque lui creda di essere in questo momento, mantiene la sua parola e si teletrasporta all'interno della barriera per colpire Sachmet con il suo bastone. Quando il bastone la colpisce, la mummia della sacerdotessa si riaddormenta nel sarcofago e la barriera scompare. Tutto concluso con un lieto fine? gli eroi possono ora saccheggiare la tomba? nient'affatto!
Evander corre rapidissimo verso la porta ed incita gli altri a fare altrettanto. Una volta usciti dalla stanza, Evander richiude la porta e vi appoggia contro il bastone. "Fatto! ora è sigillata. Appena in tempo, perché tra qualche istante si risveglierà" esclama con la sua voce usuale. Ma Tec Toc dov'è? Mircea racconta di averlo visto sopraffatto dai gatti pochi attimi prima che Evander colpisse la mummia, poi non c'è stato il tempo per trascinarlo fuori.

Intanto Evander chiede stupito cosa sia accaduto, perché con il venir meno del controllo del bastone sembra non si ricordi più nulla da quando l'ha raccolto. Di una cosa è sicuro però, non è affatto saggio riaprire la porta.
Mentre recuperano Pavlov, Mircea e Sevastian guardano stupefatti il volto di Evander: l'occhio di pietra è scomparso, ma entrambi gli occhi dell'amico hanno assunto la forma e la colorazione di quelli di un felino.
Nell'immediato c'è poco da fare, perciò al gruppo non resta che cercare mestamente un'uscita dalla collina.
Dopo altre numerose giravolte sbucano all'aperto, in una delle grotte che si affacciano sul canyon tra le due colline. Numerosi gatti delle pianure li inseguono fino all'imbocco del canyon dove sono soccorsi dal comandante Giscard alla testa di un manipolo di uomini.