Il gruppo lascia Zeidenburg, proseguendo lungo la strada che attraversa Gundarak fino a Teufeldorf, ma dopo poche ore di cammino giungono in vista di una ricca carrozza ribaltata lungo la strada. Dall'interno giungono attutiti i richiami di una giovane donna intrappolata.
Con qualche attenzione il gruppo riesce a raddrizzare la carrozza e soccorrere la viaggiatrice che si rivela nientemeno della baronessa Lyssa Von Haufbracken. Il sopraggiungere di un cospicuo seguito di servi con altre carrozze sottolinea chiaramente il rango della nobildonna.
La ragazza è alquanto scossa, ma riesce comunque a raccontare di essere stata aggredita da enormi lupi che hanno ribaltato la carrozza e trascinato con se il vecchio cocchiere. Pavlov si offre immediatamente di cercare il cocchiere e la baronessa promette di ospitare tutti nel suo palazzo quale segno di gratitudine per il soccorso prestato a lei ed al suo fedele servitore. I compagni di Pavlov non sono altrettanto ansiosi di mettersi in cerca di un branco di "enormi" lupi, ma ormai Pavlov si è impegnato e non è il caso di offendere la nobildonna.
Le tracce abbandonano immediatamente la strada per inoltrarsi nella boscaglia e in breve raggiungono tre rozze capanne attorno ad un pozzo. Un'approfondita esplorazione non mostra segni di vita, ma rivela che il pozzo è stranamente chiuso a metà altezza da una spessa lastra di vetro, il cui meccanismo di apertura è nascosto in una delle capanne. Insospettiti Pavlov, e Sevastian scendono nel pozzo.
Sul fondo si diparte un cunicolo dal quale una voce di bambino richiama Pavlov. Il paladino percorre rapidamente il cunicolo fino ad incontrare il fantasma di un bambino disperato per essere stato rinchiuso qui sotto a morire dal padre. Le preghiere accorate del bimbo muovono a pietà Pavlov che lo accompagna all'esterno, mentre Sevastian, alquanto più venale, si ingegna per aprire il forziere su cui sedeva il fantasma. Nel farlo è punto da un ago avvelenato e rimane preda di violenti febbri. Nel forziere si trovano pugnali incisi con rune magiche, due gemme ed una fascia.
Nel frattempo Pavlov è alle prese con un'altra forma di malanno; il bambino si chiama Eriath e lo segue ovunque, prosciugandone involontariamente l'energia vitale. Alla fine Pavlov è costretto a scacciarlo, ma il fantasma scompare in un lampo e Pavlov avverte una profonda spossatezza fisica, pari al senso di colpa per aver distrutto un'anima innocente.
Tutti i compagni scendono in fondo al pozzo per assistere Sevastian, tranne Evander che resta a vigilare sulla strada. Trascorrono pochi minuti e tre contadini rientrano dalla foresta, ma parlano solo Luktar ed Evander non è in grado di spiegare la sua presenza. La situazione degenera rapidamente ed i compagni alla base del pozzo sentono un grido di avvertimento di Evander prima che la lastra di vetro si richiuda imprigionandoli nel pozzo. Una volta tanto la fionda di Tec Toc si dimostra più di un giocattolo, riuscendo con svariati colpi ad infrangere la lastra.
Usciti dal pozzo, i compagni si avvicinano guardinghi ad una delle capanne dalla quale filtrano luci e rumori. Mircea e Pavlov provano a cogliere di sorpresa i contadini entrando all'improvviso dalla porta, ma Mircea è intrappolato da una rete, mentre Sevastian si ritrova aggredito all'esterno da un enorme uomo-lupo. Altri due uomini-lupo più piccoli attaccano Mircea e Pavlov all'interno della capanna.
Con grande sorpresa dei compagni, alla vista delle forme lupine Pavlov è colto da una furia senza limiti e si scaglia sugli avversari, uccidendo i due nella capanna per poi volgersi sull'ultimo all'esterno. L'uomo-lupo, tuttavia, si rivela un avversario dalla forza disumana e riesce ad atterrare Sevastian, Mircea e Pavlov prima di morire. Tec Toc si ritrova solo a prendersi cura dei suoi compagni in fin di vita.
Tec Toc si prende cura dei compagni feriti e, quando si sono tutti ripresi, perlustrano il gruppo di case alla ricerca di Evander. Quando le speranze incominciano a vacillare, infine Sevastian trova una stanza segreta nel capanno. All'interno si trova Evander legato e privo di coscienza, mentre attorno sono sparse parti mezze divorate del povero cocchiere.
La scena è raccapricciante e Sevastian avvisa gli altri di non entrare. Pavlov non lo ascolta, ma sembra sopportare meglio del compagno la macabra visuale. Tra di loro i due amici si preoccupano di scavare una fossa per tutti i numerosi resti ritrovati nel capanno, evidentemente appartenuti a più vittime. Pavlov e Tec Toc officiano i rispettivi riti funebri, mentre Sevastian recupera i vestiti del cocchiere da una delle case.
Terminate le esequie, il gruppo fa ritorno a Zeidenburg che raggiunge in tarda serata.
Tec Toc si prende cura dei compagni feriti e, quando si sono tutti ripresi, perlustrano il gruppo di case alla ricerca di Evander. Quando le speranze incominciano a vacillare, infine Sevastian trova una stanza segreta nel capanno. All'interno si trova Evander legato e privo di coscienza, mentre attorno sono sparse parti mezze divorate del povero cocchiere.
La scena è raccapricciante e Sevastian avvisa gli altri di non entrare. Pavlov non lo ascolta, ma sembra sopportare meglio del compagno la macabra visuale. Tra di loro i due amici si preoccupano di scavare una fossa per tutti i numerosi resti ritrovati nel capanno, evidentemente appartenuti a più vittime. Pavlov e Tec Toc officiano i rispettivi riti funebri, mentre Sevastian recupera i vestiti del cocchiere da una delle case.
Terminate le esequie, il gruppo fa ritorno a Zeidenburg che raggiunge in tarda serata.