Il cammino indicato sulla mappa prevede di attraversare Boscombra, costeggiare il lago grigio ed attraversare la vallata di Gorgo del Serpente. Tutti luoghi che Pavlov non ha mai visitato, perché in queste terre nessuna persona assennata si allontana dalla città.
Seguendo un sentiero agevole il gruppo giunge alle pendici del passo di Krezk, quando dalla boscaglia alla loro sinistra emergono tre creature umanoidi dalla pelle verdognola ed i tratti porcini che non perdono tempo ad attaccare mulinando le loro grandi asce a due mani. Dopo un breve scontro i compagni riescono a prevalere, ma Mordekai ha una ferita che sanguina ed Evander decide di ricorrere alle sue arti magiche per cauterizzarla. La vista della magia all'opera riaccende i timori di Pavlov che accusa apertamente Evander di fare continuamente ricorso alle arti demoniache. Alla fine però decide di dedicarsi a guarire le ustioni rimaste a Mordekai, piuttosto di accapigliarsi con Evander.
Alla sera il gruppo bivacca in un luogo riparato trovato da Mordekai. Cupi ululati in lontananza convincono Tyron ed Evander a raccogliere molta legna per alimentare un fuoco durante tutta la notte, mentre Pavlov e Mordekai fanno ricorso alle reciproche arti curative. Tyron si incarica del primo turno di guardia, mentre Pavlov del secondo, perché Mordekai è ancora ferito alla spalla ed Evander deve recuperare le proprie forze magiche. La notte trascorre lenta, circondati dagli ululati sempre più vicini e da strane piccole creature che si muovono al limitare della luce proiettata dalle fiamme, ma almeno nessuna creatura della notte li aggredisce. L'unico momento di concitazione è causato dal ritorno di Guizzo che spaventa nuovamente il povero Pavlov durante la guardia. Ne consegue una replica del diverbio precedente sulla natura dell'animale con Pavlov sempre convinto si tratti di un demone, Evander che sostiene trattarsi di un normale animale e Tyron che sembra sopportarne la presenza di malavoglia. Mordekai è semplicemente troppo esausto per filosofeggiare...