sabato 23 marzo 2013

Dintorni di Krezk, Barovia, 03 Dicembre 735

Il cammino indicato sulla mappa prevede di attraversare Boscombra, costeggiare il lago grigio ed attraversare la vallata di Gorgo del Serpente. Tutti luoghi che Pavlov non ha mai visitato, perché in queste terre nessuna persona assennata si allontana dalla città.
Seguendo un sentiero agevole il gruppo giunge alle pendici del passo di Krezk, quando dalla boscaglia alla loro sinistra emergono tre creature umanoidi dalla pelle verdognola ed i tratti porcini che non perdono tempo ad attaccare mulinando le loro grandi asce a due mani. Dopo un breve scontro i compagni riescono a prevalere, ma Mordekai ha una ferita che sanguina ed Evander decide di ricorrere alle sue arti magiche per cauterizzarla. La vista della magia all'opera riaccende i timori di Pavlov che accusa apertamente Evander di fare continuamente ricorso alle arti demoniache. Alla fine però decide di dedicarsi a guarire le ustioni rimaste a Mordekai, piuttosto di accapigliarsi con Evander.
Alla sera il gruppo bivacca in un luogo riparato trovato da Mordekai. Cupi ululati in lontananza convincono Tyron ed Evander a raccogliere molta legna per alimentare un fuoco durante tutta la notte, mentre Pavlov e Mordekai fanno ricorso alle reciproche arti curative. Tyron si incarica del primo turno di guardia, mentre Pavlov del secondo, perché Mordekai è ancora ferito alla spalla ed Evander deve recuperare le proprie forze magiche. La notte trascorre lenta, circondati dagli ululati sempre più vicini e da strane piccole creature che si muovono al limitare della luce proiettata dalle fiamme, ma almeno nessuna creatura della notte li aggredisce. L'unico momento di concitazione è causato dal ritorno di Guizzo che spaventa nuovamente il povero Pavlov durante la guardia. Ne consegue una replica del diverbio precedente sulla natura dell'animale con Pavlov sempre convinto si tratti di un demone, Evander che sostiene trattarsi di un normale animale e Tyron che sembra sopportarne la presenza di malavoglia. Mordekai è semplicemente troppo esausto per filosofeggiare...

Krezk, Barovia, 03 Dicembre 735

La mattina successiva Pavlov conduce i compagni in piazza dove si svolge la cerimonia di partenza della missione. E' un momento di profondo cordoglio a cui partecipano tutti gli abitanti capeggiati dal borgomastro Wachter, perché nel cerimoniale simboleggia la morte di Krezk, ma alla presentazione degli eroi la folla applaude festosa, non senza qualche manifestazione di sorpresa nell'osservare che la scelta è calata sui nuovi venuti.
Ashlow consegna a Pavlov la fiamma sacra, ovvero una fiammella che sembra ardere senza combustibile contenuta in una lanterna dal colore argenteo ormai sbiadito dal tempo. Quale parte del cerimoniale gli eroi possono scegliere tra l'equipaggiamento presente su un piccolo carro trainato da un asino. Scartata immediatamente l'idea di utilizzare il carro o persino l'asino, i compagni prelevano alcune cibarie, una corda, delle esche, una bottiglia di Brandy, ed una mappa del percorso. Sul carro c'è anche uno strano involto, nell'aprirlo Pavlov rompe inavvertitamente una delle quattro fialette che vi erano contenute, con palese costernazione di Ashlow. Pare che il suo maestro avesse inserito un piccolo extra per aiutarlo nella missione.
Al termine della cerimonia i compagni si lasciano rapidamente alle spalle la cittadina, con una breve pausa per ingurgitare il liquido contenuto nelle fialette. Ovviamente un liquido curativo che li aiuta a ristabilirsi un po' dalle ferite ancora non guarite.

Krezk, Barovia, 02 Dicembre 735

Nel pomeriggio Pavlov torna a far visita a Mordekai e Tyron. Memore del loro desiderio di essere accettati e trovare un impiego, li informa che il suo maestro ha una proposta per loro. I due amici accettano e si recano al tempio del Signore del Mattino per ascoltare la proposta. La struttura non sembra essere così imponente come altri templi che hanno visitato in passato ne particolarmente ricco di decorazioni, ciononostante è molto luminoso e vi si respira un'aria meno tetra.
Ashlow è il sommo chierico del tempio e racconta ai nuovi venuti la storia della città con l'ausilio di Pavlov come interprete. Il ripasso giova anche a Pavlov che pare aver coltivato altri studi nei suoi anni di noviziato...

"L'abitato di Krezk nacque quando il valente guerriero Valery Krezk decise di erigere una fortezza in questi luoghi che ben presto divenne un villaggio fiorente. Un giorno vi giunse un suo vecchio compagno d'arme di nome Diovo, il quale rimase molto colpito dalla ricchezza del villaggio. Diovo tuttavia era di indole differente da quella di Krezk, laddove Krezk era nobile, Diovo era avido ed invidioso e lasciando il villaggio decise in cuor suo che l'avrebbe strappato al compagno. Fu così che tempo dopo si ripresentò alla testa di un esercito di debosciati. Diovo assediò per lungo tempo il villaggio senza riuscire a conquistarlo, finché Krezk con sommo sprezzo del pericolo tentò una sortita nell'accampamento di Diovo e riuscì ad ucciderlo in combattimento. L'esercito raccolto da Diovo, privo di una guida si sbandò, ma Krezk pagò con la vita il suo gesto nobile, morendo poco dopo per le ferite riportate nello scontro con il suo ex compagno. Sul suo sepolcro fu creata la sacra fiamma che arde imperitura a ricordo del suo gesto. Da allora periodicamente un gruppo di eroi porta la fiamma che arde imperitura dinanzi all'obelisco di Ghaddar fino alla tomba di Krezk, perché sia rinnovata."

Questa sarà proprio la prova finale per l'accettazione del giovane Pavlov nell'ordine del Signore del Mattino. Ashlow intende coinvolgere i nuovi venuti nella missione, perché è convinto che saranno visti con occhio più benevolo dagli abitanti del luogo. Ovviamente la proposta è accettata con entusiasmo.
La missione prevede tre giorni e due notti di cammino tra andata e ritorno ed Ashlow li mette in guardia dal pericolo che comporta trascorrere la notte all'aperto nel reame di Barovia. Stranamente però le creature che infestano le lande di questo reame sembrano non aver mai posto in grave pericolo gli eroi impegnati in questa missione, quasi fossero favorevoli al suo compimento. Trattandosi di un viaggio rituale, sono piuttosto gli stessi abitanti del paese a porre degli ostacoli sul cammino degli eroi. Ostacoli creati per rallentare, piuttosto che per uccidere, come Ashlow si affretta a precisare.

A sera i compagni si riuniscono ad un rattristato Evander nella locanda. Guizzo non si trova. L'atmosfera diviene ancora più lugubre dopo il tramonto, quando le strade si svuotano e le sagome degli edifici sono illuminate in modo sinistro dalle luci pubbliche.