sabato 25 gennaio 2014

Lago Nero, Nova Vaasa, 07 Febbraio 736

La stanza interna è spoglia, salvo per un basamento sul quale è appoggiata una grande pietra grigia dalla quale emerge la scultura di una mano protesa e vuota. La temperatura è elevata e l'aria è soffocante, ma questo non sembra infastidire l'elfa dalle vesti blu che si trova a lato della scultura.
Pavlov reagisce d'istinto e carica colei che altri non può essere se non Iramine, il capo della chiesa di Razmir.
Gli altri lo seguono, fiduciosi di avere facilmente la meglio in corpo a corpo contro un'elfa. Il primo attacco sembra dargli ragione, perché l'elfa subisce immediatamente due fendenti alle gambe che provocano ampie lacerazioni e sanguinamenti, ma la realtà è alquanto diversa: Iramine sconfigge Pavlov e Sevastian con potenti incantesimi di fuoco, quindi si trasforma in un grande elementale del fuoco, nel petto del quale spicca l'amuleto ricostruito con le parti rinvenute nella tomba di Krezk.
Evander e Mordekai sembrano impotenti contro l'elementale, finché anche Mordekai ricorre ai poteri del suo amuleto. Due parti della rosa dei venti incisa sull'amuleto si anneriscono all'istante, ma l'effetto salva la situazione. Lo scorrere del tempo si interrompe per qualche minuto ed Iramine riassume il suo aspetto normale, consentendo a Mordekai di uccidere l'elfa immobilizzata appena prima di svenire a sua volta.

Quando il tempo riprende il suo scorrere normale, Evander scopre con una rapida occhiata che che non ne è rimasto davvero molto... sul pavimento è comparso uno scettro dal quale zampillano grandi getti di oro fuso, l'inondazione è iniziata!
Recuperato l'amuleto che indossava Iramine, prosciuga le residue energie magiche per trasportare in volo se stesso ed i compagni fino alla galleria. Lo spettacolo sottostante è maestoso e terribile, dalla prima cinta di mura incredibili getti d'oro fuso si scaricano sulla città sottostante, l'aria diventa soffocante e la temperatura si alza inesorabilmente, mentre il liquido dorato ricopre ogni cosa, salvo i più alti edifici ancora in piedi e pochi ponti sui canali.
Per fortuna il grande guardiano alato non compare ed Evander riesce a raggiungere l'uscita della galleria appena prima che cali la porta di pietra sigillando la città nella caverna.
Un ultimo sussurro malefico risuona nella sua testa prima di uscire dal tunnel: "ci rincontreremo...", ma a chi appartiene la voce? Evander è sicuro di conoscerla, ma la memoria gli fa difetto e la risposta gli sfugge.
All'uscita lo attende Tec Toc che frettolosamente lo accompagna presso un nascondiglio improvvisato ricavato nel fianco della collina. Sono entrambi esausti e le spiegazioni sono rimandate alla mattina seguente.

Lago Nero, Nova Vaasa, 07 Febbraio 736

L'interno della prima cinta muraria appare privo della placcatura dorata che riveste il resto della città, evidentemente questo luogo non è coinvolto dall'inondazione di oro fuso.

Il gruppo si trova su una piattaforma circondata da una fossa dal fondo ricolmo di monete. Sul lato opposto della fossa è visibile una piattaforma identica con una porta nel muro dell'edifico al centro della città. Una fune ancorata saldamente alle due piattaforme attraversa la fossa.
Il cancello si richiude sbattendo alle loro spalle ed un grosso serpente dalla pelle violacea ed il volto umano emerge dal mucchio di monete. Lo scontro ha inizio in modo disastroso; il serpente folgora Evander con una scarica elettrica e colpisce Sevastian con uno sputo velenoso. Entrambi crollano esanimi. Una comunicazione telepatica giunge a Pavlov: "Per acccccedereeeee alleee stanzeeee del gioiiiiello dovreeeete sconfiggermiiiiiii".
Evander sta sanguinando e Mordekai arresta l'emorragia con l'ultima dose di erbe emostatiche in suo possesso, mentre tutti si appiattiscono sulla piattaforma per evitare gli attacchi del serpente. E' solo un breve respiro; il serpente fa capolino sulla piattaforma ed avvelena Pavlov e Mordekai che perdono i sensi. Sembra finita, quando Sevastian riprende i sensi e da solo sconfigge la bestia.

Quando si riprende anche Pavlov, attraversano insieme la fossa ed entrano nell'edificio. Due statue maschili sulla loro sinistra indicano verso il centro della stanza, mentre due statue femminili sulla loro destra indicano un'altra porta sul muro opposto, ma quello che attira la loro attenzione sono i due cultisti che li attaccano... peccato non aver notato anche quello in agguato alle loro spalle. Riescono comunque a prevalere e recuperano ben nove pozioni di guarigione dai corpi degli avversari. Le utilizzano per curare i loro compagni e tutto insieme varcano l'ingresso alla stanza centrale dell'edificio.

Nel frattempo Tec Toc ha attraversato il tunnel di accesso e raggiunto l'esterno. Lungo la strada l'agitazione lo ha lentamente abbandonato e l'idea di attraversare l'intera isola da solo non gli appare più così invitante, perciò decide di nascondersi e trascorre la notte vigilando l'accesso, nella speranza che anche i compagni riescano a fuggire.

Lago Nero, Nova Vaasa, 07 Febbraio 736

Al suo ritorno la sua storia sembra più simile ad una storia per impressionare allocchi avventori di locande che il resoconto di una ricognizione: vi è un unico guardiano, un enorme rettile non morto dotato di zanne, ali ed una lunga coda. Mentre i compagni decidono sull'identità del mostro, Tec Toc incuriosito decide di andare a dare una sbirciatina... ed è notato dal rettile che immediatamente lo insegue. Il mostro si rivela un essere intelligente ed alquanto annoiato, individua rapidamente tutti i membri del gruppo, ma anziché ucciderli direttamente si diverte a giocare con loro. Ogni tentativo di eluderlo appare vano, bastandogli alzarsi in volo per individuare i loro movimenti e piombargli addosso. Anche nascondersi negli edifici è improponibile, poiché con il suo solo peso causa il crollo di tutti quelli sui quali atterra. I compagni tentano allora di distrarlo rivelandogli l'intento di Iramine di trafugare il tesoro, ma l'essere non sembra intimidito dalla notizia.

In preda alla disperazione i compagni si dividono fuggendo ognuno in una direzione diversa, nella speranza che almeno qualcuno riesca a salvarsi. Il mostro si avventa su Sevastian e Pavlov decide di tornare sui propri passi ed aiutare l'amico. Lo scontro è senza speranza, ma in quel momento compare Doosan che intima alla creatura di fermarsi e consentire il passaggio a lui ed ai suoi amici. Sostiene di possedere la chiave del cancello, donatagli dal padrone del mostro stesso. La chiave sembra essere uno strano bastone che per la prima volta stringe in pugno.
Mentre Doosan trattiene il mostro, i compagni si radunano e raggiungono il cancello, tuttavia Pavlov non riesce a calmare Tec Toc e riportarlo dagli altri. La vista del mostro che lo carica è ancora vivida in lui ed il povero halfling continua nella sua corsa sfrenata verso l'esterno. Ironia della sorte, Pavlov si ferisce alla mano d'arma tentando di afferrare il piccolo amico.
Mordekai è il primo ad arrivare al cancello ed è sorpreso dal ritorno improvviso del mostro che gli atterra di fronte. Lo shock è eccessivo e Mordekai sviene. Quando si risveglia è in mezzo ai compagni, mentre un Doosan stranamente lucido fronteggia il mostro brandendo una spada runica. Una strana cantilena emerge dalle sue labbra, mentre le rune della spada si illuminano di luce intensa ed i suoi occhi diventano completamente neri, al che il mostro china la testa e si immerge nel canale lasciando libero accesso al gruppo.
Ma chi è veramente Doosan? dove ha preso la spada? ed il bastone? Le domande restano senza risposta, perché attraversato il cancello ritorna il pazzo immemore di sempre; la spada scomparsa come il bastone in precedenza. Evander però ha percepito un'intensa presenza malvagia durante il confronto tra Doosan ed il Guardiano...

sabato 18 gennaio 2014

Lago Nero, Nova Vaasa, 07 Febbraio 736

Oltrepassato il ponte il gruppo si incammina verso la seconda cinta muraria, finché giunge ad un incrocio con rune simili alla trappola attivata in precedenza. Ormai consapevoli del suo significato, i compagni lo aggirano passando attraverso gli edifici adiacenti.
Infine il gruppo raggiunge i cancelli della seconda cinta muraria dove si trovano due grandi scheletri ricoperti da una pesante armatura d'oro che bloccano il passaggio con le loro alabarde. Purtroppo non vi è modo di evitare lo scontro, ma Tec Toc riesce a scacciarne uno con i suoi poteri ed anche l'armatura non è in grado di proteggere all'infinito il secondo scheletro; lentamente, ma inesorabilmente è ridotto ad un mucchio d'ossa. Le ossa dello scheletro continuano a fremere ed il gruppo si affretta oltre l'arcata per timore che possa ricostituirsi.

La terza cinta di mura non sembra molto distante, ma lungo la strada è necessario oltrepassare un vero e proprio cumulo di tesori. Sevastian fissa incredulo la mole di gioielli in oro, ma il suo occhio acuto nota anche il cadavere di un uomo parzialmente ricoperto di oro rappreso. Vicino giace una delle maschere del dio vivente.
Messi in guardia i compagni saltano il cumulo uno alla volta; i meno atletici ricorrendo alla ultime pergamene magiche di salto di Evander. Proprio l'atletico Pavlov però atterra sul margine opposto del mucchio di gioielli ed uno schizzo d'oro fuso lo colpisce alla mano sinistra ustionandola e ricoprendola con una placcatura d'oro che la rende inutilizzabile per sempre.
Poco tempo dopo, anche grazie alle capacità divinatorie di Tec Toc, il gruppo raggiunge la circonvallazione della prima cinta muraria. Lungo la circonvallazione individuano il primo edificio la cui funzione è ancora comprensibile, si tratta di un tempio dedicato, secondo Tec Toc, a qualche divinità sconosciuta su Ravenloft.
Giusto il tempo di un'occhiata generale ed il gruppo subisce un'imboscata da un gruppo di cultisti, guidati da una donna che indossa le vesti nere degli araldi. Dopo alcune perdite tra le loro fila, i cultisti tentano la fuga; Mordekai riesce con un tiro di estrema precisione a paralizzare completamente la donna, mentre un secondo cultista riesce a fuggire a Sevastian, ma sanguina copiosamente ed i compagni sperano non riesca a tornare dal gruppo di Iramina. La donna non intende fornire alcuna informazione, perciò Mordekai interrompe l'inutile interrogatorio e pone fine alle sue sofferenze.

Il gruppo è ormai giunto quasi al centro della città e Tec Toc ha ormai un'idea generale della sua forma. Riassumendo la città sorge su una bassa collina con la fortezza principale al centro e tre cinte murarie concentriche lungo le pendici. Tre canali principali si diramano dalla sommità verso l'esterno formando tra loro angoli quasi geometrici di 120°. Tutti e tre i canali attraversano le tre cinte murarie ed al momento un rivolo d'oro fuso scorre alla loro base. La cinta muraria più interna ha un diametro di soli 100 m circa e sembra racchiudere un unico grande edificio. Una sola porta consente l'accesso all'interno. Proprio verso questa porta Sevastian si avvia furtivamente per verificare se vi siano altri guardiani.