domenica 13 ottobre 2013

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 26-27 Gennaio 736

Con il favore dell'oscurità Sevastian si arrampica fino alla vetrata, ne rimuove una lastra e contorcendosi penetra nella stanza della sacerdotessa. Un forte odore d'incenso pervade la stanza.
In un cassetto chiuso della scrivania rinviene una pozione di invisibilità ed una piccola statua d'argento che raffigura un corvo, mentre tra i numerosi testi della libreria ne trova due nella sua lingua madre, il Baroviano.
Bingo! esclama Sevastian leggendoli. Il primo dei due libri è un registro nel quale sono riportate tutte le entrare e le spese del tempio, completo di causali quali estorsioni, furti, ricatti, ecc. abbastanza per incriminare tutti i sacerdoti. Il secondo è un diario degli eventi recenti del tempio. Purtroppo Sevastian non si fida a calarsi lungo il muro con l'ingombrante registro, ma strappa la pagina del diario che rendiconta la missione a Barovia.
Dopo aver bevuto la pozione di invisibilità esce dalla vetrata ed incomincia a calarsi lungo il muro, purtroppo la discesa non gli riesce bene come la salita e cade rovinosamente nel cortile. L'effetto della pozione di invisibilità si esaurisce e le guardie allarmate lo scorgono. Nel poco tempo che gli è rimasto Sevastian riesce a lanciare il suo rampino ed arrampicarsi sul muro di cinta del tempio, ma mentre si sta calando al di fuori, è colpito da una freccia scagliata dalle guardie. Riesce comunque ad attraversare la piazza antistante il tempio e dileguarsi nelle vie di Bergovitsa.

Mentre Sevastian compie la sua missione solitaria, il resto del gruppo tenta nuovamente di abbandonare di soppiatto il dormitorio. Pavlov è il primo ad uscire, ma ormai i preti sono più all'erta e viene notato subito. Tec Toc comprende che la recita è giunta al termine e scatta verso il passaggio segreto del sotterraneo, seguito da Evander che usa la sua magia per teletrasportarsi oltre le guardie. Pavlov approfitta dello stupore generato dalla mossa di Evander per aprirsi la strada a forza ed i tre compagni raggiungono il passaggio segreto inseguiti dalle guardie.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 26 Gennaio 736

Il giorno seguente l'agitazione generale sembra essersi calmata ed il gruppo decide di agire al sopraggiungere della notte.
A sera Sevastian non ritorna al dormitorio con gli altri, ma si nasconde nel cortile presso l'area di carico e scarico, mentre i compagni preparano un fantoccio nel suo letto per coprire la sua assenza.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 25 Gennaio 736

Alla mattina il tempio si rianima, mentre i compagni attendono con trepidazione di verificare se le loro scorribande notturne sono infine state scoperte. La fortuna è ancora dalla loro parte, perché la maggior parte dei preti associa il tentativo di infiltrazione della notte ad agenti del principe Othmar, sovrano di Nova Vaasa. A quanto pare anche il principe non vede di buon occhio il potere politico ed economico acquisito dal culto del Dio Vivente.
Una volta ritornato anche Evander dalla punizione il gruppo discute quanto scoperto da Pavlov e tutti convengono che qualsiasi prova compromettente possa esistere, deve trovarsi nelle stanze dell sacerdotessa a capo del tempio; l'unica tra tutte le stanze degli araldi a possedere una vetrata che fortunatamente si affaccia sul cortile del tempio.
Per prudenza decidono di non ritentare la notte stessa, ma attendere almeno un giorno per studiare la reazione dei preti all'accaduto e preparare un nuovo piano di azione.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 24-25 Gennaio 736

Quella stessa notte i compagni lasciano nuovamente di soppiatto il dormitorio, ma Evander è colto in flagrante e condotto in punizione per tutta la notte. Gli altri tornano nella stanza da cui era fuggito Sevastian. Anche questa volta toccando la porta compaiono gli elementali, ma insieme riescono a sconfiggerli ed entrare nella stanza successiva, una vera e propria stanza dei tesori.
All'interno di vari forzieri ci sono monete di ogni tipo ed oggetti preziosi. Su un tavolo si trova un registro in cui sono annotati tutti i beni che nel tempo sono stati depositati e prelevati dalla stanza. Secondo il registro alcuni degli oggetti presenti sono dotati di capacità magiche! tra cui una pozione di forma eterea, un olio dell'invisibilità ed una borsa magica. Pavlov trova all'interno della borsa una boccetta di un potentissimo collante, ma per sua sfortuna si attacca alla mano e non c'è modo di liberarla.
Data l'impossibilità di nascondere l'accaduto, i compagni decidono di accelerare i tempi e dividersi per completare rapidamente l'esplorazione del tempio.

Sevastian e Tec Toc percorrono il tunnel trovato da Sevastian la notte prima e giungono nelle fognature di Bergovitsa, al di sotto di una botola che conduce in un magazzino all'esterno del tempio. Soddisfatti di aver trovato una via d'uscita ritornano al dormitorio.

Pavlov invece si fa spalmare l'olio dell'invisibilità da Tec Toc e si infiltra cautamente al primo piano del tempio, l'area vietata ai novizi. Supera numerose guardie fino a giungere all'ingresso delle stanze degli araldi, purtroppo nell'aprire la porta è investito da un'ondata di gelo magico che lo riveste di una patina di ghiaccio e le guardie allertate dall'esplosione possono ora vedere la sua sagoma ghiacciata. Pavlov ricorre all'ultima carta che gli è rimasta ed ingurgita la pozione di forma gassosa. La mossa funziona e le guardie perdono le sue tracce, ma il tempio è in subbuglio e la pozione ha una durata di pochi minuti, perciò Pavlov controlla rapidamente le stanze degli araldi e ritorna al dormitorio.
Riacquista la sua forma normale nel letto e scopre che la pozione ha avuto un effetto collaterale molto utile, la boccetta di colla giace ora vicino a lui. Pavlov la avvolge in una federa e la nasconde così da non urtarla neppure involontariamente.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, 24 Gennaio 736

La mattina successiva Sevastian non riesce ad alzarsi dal letto ed i compagni preoccupati si informano di cosa sia successo. Fortunatamente non sembra essere stato avvelenato dal serpente ed i poteri clericali di Tec Toc sono sufficienti a guarire la maggior parte dei danni e nascondere la ferita.
Per il resto della giornata il gruppo tenta di rimanere inconspicuo, nella speranza che nessuno scopra l'escursione notturna di Sevastian.

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 23-24 Gennaio 736

Sevastian prova nuovamente ad intrufolarsi nell'area vietata del sotterraneo ed esplorare i locali oltre l'ingresso segreto trovato la notte precedente. Poco dopo l'ingresso purtroppo cade vittima di una trappola e la scala che stava scendendo diviene un ripido scivolo. La discesa di Sevastian termina in una stanza spoglia con due statue ai lati ed una balconata che corre in alto lungo il lato lungo della stanza.
Un sibilo è l'unico preavviso che riceve prima di essere morso da un grande serpente che è presente nella stanza. Sevastian riesce comunque a scalare una delle due statue e portarsi fuori portata del serpente, ma il rettile non sembra demordere, anzi continua a cercare un modo per arrampicarsi lungo la statua. Ormai disperato, Sevastian decide di tentare il tutto per tutto e saltare fino alla passerella. Il gesto atletico non è di poco conto, soprattutto considerando la gravità delle ferite riportate, e gli consente di raggiungere la passerella. Da li può ritornare sulle scale che stava scendendo oppure proseguire nell'esplorazione. Il buon senso consiglierebbe la prima opzione, ma la sua curiosità ha nuovamente la meglio e decide di proseguire.
La stanza successiva è rivestita da ricchi tendaggi e dominata da un grande trono dorato con svariate gemme incastonate. Il pavimento è cosparso di cuscini ricamati ed incensieri per fumare. L'aspetto generale è più quello di una stanza dei piaceri che di un luogo di meditazioni.
Dietro uno dei tendaggi è nascosta una porta, ma quando Sevastian la tocca nella stanza compaiono nubi di fumo che assumono rapidamente forme umanoidi. Infine è troppo per Sevastian che fugge correndo a perdifiato verso il suo giaciglio, ma ha la prontezza di spirito di richiudere il passaggio segreto.