domenica 13 ottobre 2013

Tempio del Dio Vivente, Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 24-25 Gennaio 736

Quella stessa notte i compagni lasciano nuovamente di soppiatto il dormitorio, ma Evander è colto in flagrante e condotto in punizione per tutta la notte. Gli altri tornano nella stanza da cui era fuggito Sevastian. Anche questa volta toccando la porta compaiono gli elementali, ma insieme riescono a sconfiggerli ed entrare nella stanza successiva, una vera e propria stanza dei tesori.
All'interno di vari forzieri ci sono monete di ogni tipo ed oggetti preziosi. Su un tavolo si trova un registro in cui sono annotati tutti i beni che nel tempo sono stati depositati e prelevati dalla stanza. Secondo il registro alcuni degli oggetti presenti sono dotati di capacità magiche! tra cui una pozione di forma eterea, un olio dell'invisibilità ed una borsa magica. Pavlov trova all'interno della borsa una boccetta di un potentissimo collante, ma per sua sfortuna si attacca alla mano e non c'è modo di liberarla.
Data l'impossibilità di nascondere l'accaduto, i compagni decidono di accelerare i tempi e dividersi per completare rapidamente l'esplorazione del tempio.

Sevastian e Tec Toc percorrono il tunnel trovato da Sevastian la notte prima e giungono nelle fognature di Bergovitsa, al di sotto di una botola che conduce in un magazzino all'esterno del tempio. Soddisfatti di aver trovato una via d'uscita ritornano al dormitorio.

Pavlov invece si fa spalmare l'olio dell'invisibilità da Tec Toc e si infiltra cautamente al primo piano del tempio, l'area vietata ai novizi. Supera numerose guardie fino a giungere all'ingresso delle stanze degli araldi, purtroppo nell'aprire la porta è investito da un'ondata di gelo magico che lo riveste di una patina di ghiaccio e le guardie allertate dall'esplosione possono ora vedere la sua sagoma ghiacciata. Pavlov ricorre all'ultima carta che gli è rimasta ed ingurgita la pozione di forma gassosa. La mossa funziona e le guardie perdono le sue tracce, ma il tempio è in subbuglio e la pozione ha una durata di pochi minuti, perciò Pavlov controlla rapidamente le stanze degli araldi e ritorna al dormitorio.
Riacquista la sua forma normale nel letto e scopre che la pozione ha avuto un effetto collaterale molto utile, la boccetta di colla giace ora vicino a lui. Pavlov la avvolge in una federa e la nasconde così da non urtarla neppure involontariamente.

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