sabato 25 maggio 2013

Vecchia strada Svalich, Barovia, 27 Dicembre 735

Il giorno successivo la strada diviene ancora più stretta e scoscesa, fino a raggiungere un ponte di pietra senza alcun parapetto. L'abbondante neve caduta camuffa la superficie solida del ponte ed i compagni lo attraversano a turno con estrema prudenza.
La sosta giornaliera è ancora più spartana delle precedenti, poiché non è presente alcun riparo ed il gruppo si accontenta di accamparsi lungo la via. Purtroppo in seguito compare un orso ermellino che sta percorrendo la via. Il gruppo non avendo dove fuggire è costretto a combattere e mettere in fuga l'orso, ma non prima che abbia travolto il campo e ferito alcuni dei compagni.

Vecchia strada Svalich, Barovia, 26 Dicembre 735

All'alba il cielo è ancora limpido ed il tempo stabile, ma la neve fresca è sempre più alta ed il piccolo Tec Toc vi affonda ormai interamente. A malincuore i compagni decidono d'ora in poi di viaggiare solamente mezza giornata, trascorrendo il pomeriggio nel predisporre un accampamento più riparato e raccogliere legna sufficiente per numerosi falò.
Nonostante i buoni propositi questa notte l'unico luogo adatto individuato è una sporgenza rocciosa sgombra dalla neve e riparata dal vento.

Vecchia strada Svalich, Barovia, 25 Dicembre 735

Finalmente la tenda è pronta ed il gruppo lascia Vallaki. L'aria è fredda, fango e neve rendono pesante la vecchia strada Svalich, tutti sono carichi ed incedono con fatica.
A mezzogiorno compare un piccolo santuario alla dea Ala al cui riparo i compagni sostano brevemente per rifocillarsi. Poco dopo nel pomeriggio il gruppo raggiunge un grande cancello di pietra fiancheggiato da due statue raffiguranti antichi guerrieri Baroviani. Pavlov e Tec Toc ne studiano le fattezze fino a riconoscerlo per uno dei due cancelli che segnalano il passaggio da ovest e da est per il paese di Barovia.
Oltre il cancello la strada inizia a salire impervia serpeggiando sul fianco della montagna. Il pendio a lato della strada si trasforma ben presto in un dirupo e solo l'esperienza di Pavlov nelle aree montane consente di individuare una piccola radura riparata dal vento dove trascorrere la notte.
Il lungo cammino nella neve ha lasciato il segno e prima Mordekai, quindi Tec Toc, ricorrono alle loro arti magiche per guarire le ustioni da freddo di tutti. Un'atmosfera gelida scende improvvisamente sul luogo, mentre uno stormo di pipistrelli compare dal nulla sopra la radura... Pavlov, improvvisamente pallido in volto, implora i compagni di desistere dall'uso delle arti arcane. Nessuno protesta, tranne Tec Toc ovviamente.   
Durante i turni di guardia si odono le creature della notte passare nelle vicinanze; Mordekai afferma addirittura di aver visto gli spiriti dei morti vagare liberi, ma nessuno vuole indugiare su simili considerazioni.

Vallaki, Barovia, 10-24 Dicembre 735

Vallaki non è una grande metropoli e completate le poche compere essenziali, il gruppo si ritrova ad attendere che l'artigiano locale realizzi una tenda per trascorrere le notti sul passo.
Nel frattempo Pavlov e Sevastian gironzolano per il villaggio. Pavlov prova ad indagare presso la locanda se qualcuno ha notato un gruppo originario di Nova Vaasa che è passato da Vallaki uno o due mesi prima, ma incontra solo facce diffidenti e non approda a nulla.
In una delle serate trascorse nell'attesa, Pavlov chiede a Sevastian della cripta di Quinn-Roche che sorge nel cimitero locale. Tec Toc ne resta affascinato ed il mattino successivo pone fine ai suoi giorni di studi reclusi per recarsi al cimitero. Con pazienza riesce ad entrare nella cripta e si perde nell'ammirazione dei fregi e decorazioni della sala, tanto che la sera lo sorprende ancora nel cimitero. Accortosi del grave pericolo a cui si va esponendo, corre a perdifiato fino all'abitazione di Sevastian, ma il suo passaggio è notato dai pochi cittadini ancora in strada.
Il giorno dopo la milizia cittadina bussa alla porta di casa e conduce Tec Toc dal Borgomastro. Anche Sevastian e Pavlov si recano con lui per cercare di aiutarlo a discolparsi dalle accuse.
L'accusa per Tec Toc è di aver violato la legge del Conte Straad Von Zarovic, il quale reclama come sua proprietà tutte le tombe di Barovia ed il Borgomastro rimane sordo ai tentativi di Tec Toc di spiegare che a Borca, dove è cresciuto, sono i chierici a curarsi dei cimiteri. Per Tec Toc sembra ormai impossibile evitare una condanna a morte, ma Sevastian e Pavlov insieme riescono a raggirare il Borgomastro, convincendolo che uccidere un "folletto" porti enorme sventura, perciò la pena è commutata nell'esilio. Con un colpo diplomatico Pavlov riesce addirittura ad ottenere il supporto del Borgomastro nella ricerca dei ladri.
Grazie all'autorità del Borgomastro, Pavlov riesce a scoprire dal locandiere che un gruppo di viaggiatori è in effetti giunto da Nova Vaasa, in incognito ed hanno pagato profumatamente per nascondere il loro passaggio.

sabato 18 maggio 2013

Vallaki, Barovia, 09 Dicembre 735

Il giorno seguente anche il resto del gruppo arriva a Vallaki e si riunisce ai compagni presso la locanda, da cui si allontanano presto vista l'insofferenza dimostrata dagli avventori alla presenza di Tec Toc.
Nella relativa sicurezza del suo appartamento Sevastian educa i compagni ai rischi di una traversata invernale del passo Svalich. Domani per prima cosa dovranno equipaggiarsi adeguatamente.
Nel frattempo la serata trascorre esaminando i numerosi oggetti arcani recuperati nel sepolcro. Anche Tec Toc dimostra di possedere effettivamente almeno alcune delle conoscenze vantate, identificando alcuni degli oggetti ed un libro di incantesimi.

Vallaki, Barovia, 08 Dicembre 735

A sera Sevastian ed Evander raggiungono Vallaki, dove la città alta fa bella mostra di se sulla riva del lago Zarovich, ma Sevastian dirige immediatamente Evander verso la più umile città bassa, avvertendolo che solo i pochi privilegiati al servizio del borgomastro risiedono nella città alta. Prometto comunque all'amico una cena sontuosa presso la locanda cittadina, famosa per la splendida posizione sulla riva del lago, con vista sulle pendici boscose e la cima innevata del monte Baratak. La taverna risulta affollata di pescatori del posto ed anche alcuni mercanti, nonostante la stagione ormai avanzata scoraggi i viaggi tra i domini.
Al termine della cena si recano a pernottare presso l'abitazione di Sevastian poco oltre i margini del villaggio. Sevastian sembra muoversi con sicurezza nel suo villaggio, ma il breve tratto di strada completamente immerso nell'oscurità inquieta Evander che ormai ha motivo di diffidare della notte quanto i nativi.

Krezk, Barovia, 08 Dicembre 735

Alle prime luci dell'alba Evander e Sevastian scivolano silenziosamente per le vie cittadine e si incamminano di buon passo lungo la strada per Vallaki.
Pavlov e Mordekai invece sono attesi alla cerimonia della consegna della fiamma e Tec Toc decide di restare per assistere al rituale.
Durante la cerimonia il Borgomastro consegna a denti stretti l'onorificenza della guardia cittadina a Pavlov e la medaglia degli eroi di Krezk a Mordekai. L'astio nei confronti di Pavlov è evidente, ciononostante la cerimonia si svolge senza intoppi e la gente trova anche il coraggio di festeggiare i due eroi. Tra la folla in realtà Tec Toc avverte la preoccupazione per il futuro della città; sembra che la notizia della scomparsa dell'antico protettore sia trapelata nonostante i tentativi di Ashlow di celarla alla cittadinanza.

Krezk, Barovia, 07 Dicembre 735

All'arrivo a Krezk il gruppo è accolto da una folla festosa, ma al contempo allarmata dall'aspetto pesto e malconcio dei compagni. Ashlow accoglie il gruppo ed ascolta sempre più corrucciato il racconto di Pavlov sugli eventi accaduti al sepolcro.
Nel frattempo Tec Toc insiste costantemente per trattare le ferite dei compagni, vantando ampie conoscenze nell'arte della guarigione e di un improponibile numero di branche del sapere.
Infine arriva il momento di affrontare la spinosa questione della denuncia di Evander. Ashlow si mostra disponibile a fingere di non saperne nulla, ma non può acconsentire a coinvolgere la chiesa ospitando Evander al tempio. La soluzione naturale è nascondere Evander a casa di Pavlov, mentre a costui saranno prestate le opportune cure al tempio.
I compagni si recano quindi a casa di Pavlov, seguiti anche da Tec Toc che pare aver sviluppato uno spasmodico interesse per il presunto demone famiglio di Evander e per gli oggetti incantati in possesso dei compagni.

Dopo il calar del sole, a casa di Pavlov giunge Ashlow in incognito. Il chierico spiega le ragioni della sua cautela. La leggenda narra che Krezk, Diovo e Iramina abbiano trovato un tesoro di così immenso valore che Krezk costruì il nucleo della sua città utilizzando solo una piccola parte del tesoro. Il medaglione diviso in tre parti sarebbe la chiave per ritrovare il resto del tesoro. Ashlow sospetta che dietro i saccheggiatori inviati a trafugare le parti del medaglione di Diovo e Krezk ci sia una nuova organizzazione che si sta sviluppando a Bergovitza.
Nella città vive Reginald Lacklan, un ranger amico di Ashlow, che gli ha riferito di un nuovo culto fondato un paio d'anni or sono e cresciuto rapidamente in assenza di un'autorità forte al governo. La città infatti è oggi contesa tra due famiglie nobiliari. Reginald sospetta che dietro alla facciata umanitaria del culto si celi in realtà un'organizzazione criminale.
Visto che il gruppo dovrà comunque lasciare rapidamente Krezk, per evitare che Evander sia giustiziato, gli chiede se possono recarsi a Bergovitza ed indagare assieme a Reginald su quanto è accaduto. Con fare misterioso aggiunge che il tesoro contiene anche una cosa di cui ha grande bisogno.
La strada è lunga e pericolosa, specialmente in questa stagione, dovendo transitare per gli abitati di Vallaki e Barovia, oltrepassare il passo sui monti Balinok, fino all'Attracco dell'Ultimo Nano. Li vicino esiste una locanda in disuso in cui attendere l'arrivo del traghetto da Nova Vaasa.
Quando Ashlow se ne è andato Tec Toc annuncia ufficialmente al gruppo che ha deciso di unirsi all'impresa, perché si sente obbligato ad indagare su un possibile culto malvagio. I compagni si guardano perplessi cercando di inquadrare esattamente il piccoletto...

Dintorni di Krezk, Barovia, 07 Dicembre 735

All'alba il gruppo risale il pendio lungo la strada segnalata dalla ragazza. Ad attenderli sulla sommità trovano un carro di enormi dimensioni. I proprietari, una famiglia di Vistani, si dimostrano amichevoli ed invitano il gruppo a trascorrere il giorno e la notte attorno al loro accampamento, lasciando intendere implicitamente che così non dovranno temere le creature della notte. La guida della famiglia si presenta come Madame Tania e mostra familiarità con Sevastian, la cui venuta in questo luogo pare sia dovuta alla notizia riportatagli dalla donna che qualcosa di anomalo stesse accadendo al Gorgo del Serpente. I compagni incuriositi apprendono finalmente cosa mai facesse Sevastian da solo in queste lande.
Mantenendo fede alle leggende sui Vistani, Madame Tania predice a Pavlov che il suo destino lo porterà a Nova Vasa, presso la città di Bergovitza, coincidenza oppure no, esattamente il luogo da cui provenivano i razziatori della tomba di Krezk.
Presso i Vistani riappare Bastet che in qualche modo ha raggiunto il carro ed al comparire del gruppo elegge chiaramente Mordekai a suo nuovo "padrone". Durante la notte anche Guizzo ritorna da Evander, il quale preoccupato della reazione dei Vistani progetta di farlo allontanare prima dell'alba. La precauzione si rivela inutile, quando l'alba illumina una radura vuota; in qualche modo i Vistani sono svaniti nella notte...

Poche ore di cammino ancora ed il gruppo è ormai in vista di Krezk, quando Pavlov posa inavvertitamente il piede in una tagliola. Al suo grido di dolore fa da contraltare una vocina infantile alle spalle del gruppo. Si tratta di un Halfling, che i locali denominano folletti in tono dispregiativo, pare sia stato mandato da Ashlow a rimuovere alcune trappole incautamente poste lungo la strada, in una delle quali è appena incappato Pavlov.
L'halfling si presenta come Teclis Tocovitze, più semplicemente Tec Toc, ma i nativi non gli prestano particolare attenzione, impegnati in un'accesa discussione sulla necessità di denunciare Evander come demonologo per l'esistenza di Guizzo.

venerdì 10 maggio 2013

Die, Tyron, Die!!! Sepolcro di Krezk, Barovia, 06 Dicembre 735

Una macabra sorpresa attende gli eroi il giorno successivo. Dapprima Sevastian avverte dei passi provenire dall'interno del sepolcro, quindi riconosce la sagoma di Tyron che si sta avvicinando lentamente verso di loro... il loro amico è ormai nell'abbraccio della non morte!
La fuga precipitosa lungo la vallata del Gorgo del Serpente distanzia Tyron, ma tutti sono consapevoli che un non morto non si fermerà a riposare. Purtroppo il buio coglie i compagni prima che raggiungano la base del pendio per uscire dalla vallata. Impossibile affrontare una salita al buio, anche se la ragazza finalmente si riprende ed afferma di conoscere una strada più lunga, ma meno scoscesa per uscire dalla valle.
Alla luce di molti fuochi il gruppo trascorre una notte agitata, ma nulla viene ad aggredirli, neppure i lupi che ululano in lontananza e l'occasionale stormo di pipistrelli che svolazzano sopra di loro. All'alba, ancora affaticati, riprendono il cammino di ritorno verso Krezk.

Sepolcro di Krezk, Barovia, 05 Dicembre 735

Il gruppo si avvia all'uscita e ripassando vicino ad uno dei cadaveri Sevastian nota che possedeva uno zaino. al suo interno rinviene alcune monete con il conio di Nova Vasa, una mappa dell'area simile a quella in possesso del gruppo e un foglio con alcune indicazioni che gli amuleti erano sepolti con Krezk e Diovo. Pare che altri abbiano profanato le tombe e trafugato gli amuleti, senza peraltro riuscire tutti a lasciare vivi il sepolcro.
Ormai all'uscita il gruppo decide di ritornare sulla propria decisione ed esplorare ancora il sepolcro. Sevastian riesce a scassinare la porta ancora chiusa nella stanza con la vasca delle chiavi. Oltre la porta si apre un lungo corridoio fiancheggiato di statue che impugnano possenti spadoni, alcuni dei quali sono stati rivestiti di imbottitura. I compagni intuiscono la trappola e riescono a superare le statue senza essere schiacciati dalle pesanti spade che cadono a terra al loro passaggio.
Al termine del corridoio una porta sbarra il passaggio, ma Sevastian riesce ad aprirla utilizzando la seconda chiave incantata che avevano trovato. Oltre la porta una stanza è divisa in due livelli, una parte più alta da cui entrano i compagni e una parte più bassa raggiungibile tramite due scale lungo le pareti. Un'altra uscita è posta nella parte più bassa della stanza con davanti una grande statua dalle fattezze di Krezk che impugna due scudi in legno con le scritte "famiglia" e "casa". La trappola scatta quando i compagni scendono le scale. Le scale si trasformano in uno scivolo che li catapulta nella parte bassa dinnanzi al golem di legno, tale era la natura della statua, il quale non attende che si riprendano per attaccarli. Anche nelle condizioni in cui giace il gruppo riesce miracolosamente ad avere ragione del golem, ma tutti, tranne Pavlov, si convincono che sia giunto il momento di lasciare il sepolcro e non sfidare ulteriormente la fortuna.
All'uscita sono rinfrancati dalla riunione della ragazza con suo fratello che li ringrazia a calde lacrime e dalla vista del sole, quindi decidono di trascorrere il resto della giornata e la notte nell'ingresso riparato del sepolcro per riprendersi dall'ordalia.

Sepolcro di Krezk, Barovia, 05 Dicembre 735

Superato in vari modi il baratro, i compagni si fanno coraggio ed entrano nella camera sepolcrale dove è sepolto l'eroe Krezk. Si ritrovano in una vasta cavità sorretta da possenti colonne. Una lanterna sull'altro lato illumina un sarcofago di pietra ai cui piedi giace una giovane ragazza. Tenendo ben in alto le proprie torce e lanterne i compagni scendono i pochi gradini fino al pavimento della cavità.
In quel momento una voce macabra li accoglie come gli eroi inviati da Krezk a sconfiggere nuovamente Diovo, perché le forze del male che permeano questo posto sembrano proprio aver strappato il villano dal suo sonno eterno. Uno scheletro gigantesco, alto oltre tre metri, avanza dalle zone in ombra della cavità, accompagnato da altri tre di dimensioni normali. Nella mano stringe una grande spada nera coperta di strani simboli arcani.
Tyron si lancia verso la ragazza nel tentativo di trascinarla con se nella fuga, ma Diovo cala su di lui un fendente poderoso che gli recide di netto il braccio. I compagni non possono fare altro che osservare attoniti il loro amico agonizzare in una pozza di sangue. Ancora in preda allo shock i compagni aggrediscono gli scheletri ed è Sevastian, aiutato dalla magia del pugnale di Mordekai, a frantumare con un sol colpo l'enorme scheletro che ospita l'anima di Diovo. La caduta del loro signore infrange la magia che animava anche gli altri scheletri che crollano al suolo con un frastuono di ossa rotte. Per Tyron non c'è nulla da fare, ma la ragazza è ancora viva anche se i compagni non riescono a farle riprendere conoscenza.
Mentre raccoglie finalmente la fiamma sacra, Pavlov si accorge che la tomba di Krezk è aperta ed il corpo che giace al suo interno stringe uno spadone dal quale si sprigionano occasionalmente delle vampate di fiamma, invece non vi è traccia dello strano medaglione che adornava Krezk nelle immagini sacre.

Due arcate conducono oltre la cavità ed il gruppo decide di esplorarle. Entrambe danno accesso a ulteriori catacombe. Una ospita i cavalieri che seguivano Krezk, qui le tombe non sono state manomesse e Mordekai decide di tumularvi il corpo di Tyron. L'altra ospita i mercenari al servizio di Diovo e la sua stessa tomba che al pari di quella di Krezk giace aperta. Nella tomba giace un cadavere recente con la testa occultata da una strana maschera di metallo, anche questa ricoperta di strani simboli che nessuno riconosce. Sotto al cadavere Pavlov rinviene alcuni oggetti incantati ed un libro con simboli e scritture irriconoscibili.

Infine Sevastian raccoglie la ragazza ed incita gli altri ad allontanarsi dal sepolcro, ma improvvisamente si manifesta lo spirito di Krezk che li ringrazia per aver sconfitto lo spirito di Diovo. Krezk sembra ricordare vagamente quanto accaduto prima della sua morte e lentamente il suo spirito perde forza e visibilità. Infatti rivela ai compagni che ormai non è più in grado di vegliare sulla città; una forza malvagia molto più potente ha preso il sopravvento. Pavlov lo interroga sul medaglione scomparso, ma Krezk li informa che lui possedeva solo uno dei tre frammenti che componevano il medaglione originale, la chiave di un grande tesoro rinvenuta durante i suoi viaggi giovanili; gli altri due frammenti erano in possesso di due suoi compagni, Diovo dalla cui tomba sembra essere stato a sua volta trafugato e la sua amica elfa di nome Iramina. Infine il fantasma svanisce del tutto, mentre un vortice richiude la tomba. Ai piedi del sarcofago restano alcuni oggetti incantati, presumibilmente dono di Krezk ai suoi eroi.