Il gruppo si avvia all'uscita e ripassando vicino ad uno dei cadaveri Sevastian nota che possedeva uno zaino. al suo interno rinviene alcune monete con il conio di Nova Vasa, una mappa dell'area simile a quella in possesso del gruppo e un foglio con alcune indicazioni che gli amuleti erano sepolti con Krezk e Diovo. Pare che altri abbiano profanato le tombe e trafugato gli amuleti, senza peraltro riuscire tutti a lasciare vivi il sepolcro.
Ormai all'uscita il gruppo decide di ritornare sulla propria decisione ed esplorare ancora il sepolcro. Sevastian riesce a scassinare la porta ancora chiusa nella stanza con la vasca delle chiavi. Oltre la porta si apre un lungo corridoio fiancheggiato di statue che impugnano possenti spadoni, alcuni dei quali sono stati rivestiti di imbottitura. I compagni intuiscono la trappola e riescono a superare le statue senza essere schiacciati dalle pesanti spade che cadono a terra al loro passaggio.
Al termine del corridoio una porta sbarra il passaggio, ma Sevastian riesce ad aprirla utilizzando la seconda chiave incantata che avevano trovato. Oltre la porta una stanza è divisa in due livelli, una parte più alta da cui entrano i compagni e una parte più bassa raggiungibile tramite due scale lungo le pareti. Un'altra uscita è posta nella parte più bassa della stanza con davanti una grande statua dalle fattezze di Krezk che impugna due scudi in legno con le scritte "famiglia" e "casa". La trappola scatta quando i compagni scendono le scale. Le scale si trasformano in uno scivolo che li catapulta nella parte bassa dinnanzi al golem di legno, tale era la natura della statua, il quale non attende che si riprendano per attaccarli. Anche nelle condizioni in cui giace il gruppo riesce miracolosamente ad avere ragione del golem, ma tutti, tranne Pavlov, si convincono che sia giunto il momento di lasciare il sepolcro e non sfidare ulteriormente la fortuna.
All'uscita sono rinfrancati dalla riunione della ragazza con suo fratello che li ringrazia a calde lacrime e dalla vista del sole, quindi decidono di trascorrere il resto della giornata e la notte nell'ingresso riparato del sepolcro per riprendersi dall'ordalia.
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