Superato in vari modi il baratro, i compagni si fanno coraggio ed entrano nella camera sepolcrale dove è sepolto l'eroe Krezk. Si ritrovano in una vasta cavità sorretta da possenti colonne. Una lanterna sull'altro lato illumina un sarcofago di pietra ai cui piedi giace una giovane ragazza. Tenendo ben in alto le proprie torce e lanterne i compagni scendono i pochi gradini fino al pavimento della cavità.
In quel momento una voce macabra li accoglie come gli eroi inviati da Krezk a sconfiggere nuovamente Diovo, perché le forze del male che permeano questo posto sembrano proprio aver strappato il villano dal suo sonno eterno. Uno scheletro gigantesco, alto oltre tre metri, avanza dalle zone in ombra della cavità, accompagnato da altri tre di dimensioni normali. Nella mano stringe una grande spada nera coperta di strani simboli arcani.
Tyron si lancia verso la ragazza nel tentativo di trascinarla con se nella fuga, ma Diovo cala su di lui un fendente poderoso che gli recide di netto il braccio. I compagni non possono fare altro che osservare attoniti il loro amico agonizzare in una pozza di sangue. Ancora in preda allo shock i compagni aggrediscono gli scheletri ed è Sevastian, aiutato dalla magia del pugnale di Mordekai, a frantumare con un sol colpo l'enorme scheletro che ospita l'anima di Diovo. La caduta del loro signore infrange la magia che animava anche gli altri scheletri che crollano al suolo con un frastuono di ossa rotte. Per Tyron non c'è nulla da fare, ma la ragazza è ancora viva anche se i compagni non riescono a farle riprendere conoscenza.
Mentre raccoglie finalmente la fiamma sacra, Pavlov si accorge che la tomba di Krezk è aperta ed il corpo che giace al suo interno stringe uno spadone dal quale si sprigionano occasionalmente delle vampate di fiamma, invece non vi è traccia dello strano medaglione che adornava Krezk nelle immagini sacre.
Due arcate conducono oltre la cavità ed il gruppo decide di esplorarle. Entrambe danno accesso a ulteriori catacombe. Una ospita i cavalieri che seguivano Krezk, qui le tombe non sono state manomesse e Mordekai decide di tumularvi il corpo di Tyron. L'altra ospita i mercenari al servizio di Diovo e la sua stessa tomba che al pari di quella di Krezk giace aperta. Nella tomba giace un cadavere recente con la testa occultata da una strana maschera di metallo, anche questa ricoperta di strani simboli che nessuno riconosce. Sotto al cadavere Pavlov rinviene alcuni oggetti incantati ed un libro con simboli e scritture irriconoscibili.
Infine Sevastian raccoglie la ragazza ed incita gli altri ad allontanarsi dal sepolcro, ma improvvisamente si manifesta lo spirito di Krezk che li ringrazia per aver sconfitto lo spirito di Diovo. Krezk sembra ricordare vagamente quanto accaduto prima della sua morte e lentamente il suo spirito perde forza e visibilità. Infatti rivela ai compagni che ormai non è più in grado di vegliare sulla città; una forza malvagia molto più potente ha preso il sopravvento. Pavlov lo interroga sul medaglione scomparso, ma Krezk li informa che lui possedeva solo uno dei tre frammenti che componevano il medaglione originale, la chiave di un grande tesoro rinvenuta durante i suoi viaggi giovanili; gli altri due frammenti erano in possesso di due suoi compagni, Diovo dalla cui tomba sembra essere stato a sua volta trafugato e la sua amica elfa di nome Iramina. Infine il fantasma svanisce del tutto, mentre un vortice richiude la tomba. Ai piedi del sarcofago restano alcuni oggetti incantati, presumibilmente dono di Krezk ai suoi eroi.
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