sabato 30 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 06 Febbraio 736

Trascorsa la notte il gruppo si addentra nella galleria che si rivela lunga e nell'oscurità diventa difficile giudicare il tempo trascorso. La luce delle torce illumina occasionalmente altre gallerie laterali, ma i compagni si mantengono sulla galleria principale. Al termine della galleria si trova una stanza circolare dal pavimento cosparso di sabbia, nella quale sono visibili le tracce del passaggio dei cultisti. Quattro grandi affreschi ritraggono rispettivamente una folla al mercato di una città opulenta, una moltitudine di soldati nella stessa città, una mappa della città con mura concentriche ed un leader su un trono circondato da un sole dorato. Alcuni calcoli matematici sono stati scarabocchiati sugli affreschi molto tempo prima. I calcoli indicano il volume di oro fuso necessario a riempire la città fino a traboccare all'esterno. Il fatto, per quanto incredibile, sembra accada trascorse 72 ore dall'apertura delle porte, seguite da altre 24 ore perché la città si svuoti.

L'uscita dalla sala si apre su una gigantesca caverna che sembra occupi l'interno della collina. Nella caverna è alloggiata in modo naturale una città dall'aspetto stupefacente. Una strana luminescenza si riflette sulla placcatura dorata che riveste ogni cosa della città in rovina, edifici, strade, ecc... L'unico accesso alla città è un ponte in pietra, sotto al quale scorre un vero e proprio fiume d'oro fuso.
Sul ponte trova posto una singola statua, anch'essa dorata e si nota la presenza dei calcinacci di altre due statue simili. Evander ricorda ai compagni la precedente esperienza su un ponte con delle statue... parole profetiche, perché appena il gruppo prova ad attraversare il ponte la statua si anima ed attacca. Al termine di un breve scontro la statua si aggiunge al numero dei cumuli di calcinacci, ma Tec Toc è costretto a guarire Pavlov dalle numerose ferite inferte dalla statua. Il paladino subisce stoicamente la ridda di sermoni sulla sua fede errata elargiti dalla "potente Ezra".

Sevastian rintraccia un edificio alto e sufficientemente solido dalla cui sommità riesce a crearsi un'idea generale del luogo: la città è circondata da tre cerchie di mura concentriche e digrada regolarmente dal centro alla periferia. Da un piccolo foro nella cinta di mura più esterna, l'unica visibile con chiarezza, si diparte un ampio canale che divide in due la città. Non sono visibile ponti o altri modi per attraversarlo.
Percorrendo le vie della città i compagni non notano alcun segno di abitanti o dei cultisti che li hanno preceduti, quando improvvisamente incontrano quattro scheletri guerrieri che li attaccano. Ormai sono tutti familiari con una tipologia così basilare di non morti, ma questi scheletri e le loro armi sono anch'essi rivestiti da una spessa placcatura d'oro e sono misteriosamente avvolti nelle fiamme. La loro natura li rende alquanto più robusti del normale e per giunta immuni alla magia del fuoco di Evander. I compagni riescono a prevalere anche questa volta, ma Pavlov è trafitto dalla spada di uno scheletro e solo le erbe raccolte in precedenza da Mordekai consentono di arrestare l'emorragia.

Il gruppo prosegue ancora, finché la stanchezza prevale ed i compagni decidono di trascorrere la notte al secondo piano di un edificio ancora intatto. Prima di coricarsi Tec Toc, Pavlov e Mordekai ricorrono ai loro poteri residui per guarire alla meglio i feriti. Gli incantesimi funzionano, ma un sussurro inquietante li accompagna, le parole appena percepibili sembrano cariche di malvagità...

sabato 23 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 05 Febbraio 736

La mattina successiva il gruppo raggiunge la palude e la attraversa seguendo la guida sicura di Dosan, il poveretto deve aver trascorso molto tempo nella palude per possedere una tale padronanza dei luoghi. Infine giungono alle rive alberate di un lago dalle acque nere e putrescenti dal quale esce un emissario altrettanto nauseabondo, il tanfo è insopportabile.
Nelle vicinanze sono visibili i resti di un accampamento ed i segni di una battaglia. Sul terreno giacciono insepolti nove cultisti e ben tre dozzine di rettili umanoidi con il corpo ricoperto di scaglie nere. Mordekai e Tec Toc riconoscono l'aspetto di base degli uomini-lucertola, una specie diffusa sulla costa ovest del Nucleo, ma anche loro hanno subito la mutazione dell'isola.
Mordekai ritrova le tracce di due gruppi distinti che si sono allontanati velocemente dall'accampamento, evidentemente i cultisti sono riusciti a respingere l'assalto degli uomini-lucertola, ma il loro numero orma è ridotto ad una decina scarsa. Difficile stabilire invece il numero degli uomini-lucertola che sono fuggiti.
Un aiuto al calcolo compare subito dopo sotto forma di sei uomini-lucertola che escono dalla boscaglia e si scagliano sul gruppo. Gli uomini-lucertola si dimostrano rapidi e robusti, avversari di tutto rispetto per i compagni già logorati dalle avversità patite sull'isola; anche questa volta però il gruppo riesce a prevalere. I compagni si rendono conto di essere ormai al limite, con l'eccezione di Tec Toc che prima di crollare svenuto proclama di non patire le pene di meri esseri mortali.

Dopo una breve sosta il gruppo si incammina lungo la sponda est del lago, sempre seguendo Dosan. Il terreno sale costantemente e diviene sempre più roccioso ed asciutto. Dopo un buon tratto, il gruppo incrocia un affluente del lago, anch'esso dalle acque nere e putrescenti e Dosan si allontana infine dalla sponda per seguire il corso del fiume. Occasionalmente il gruppo incontra le tracce lasciate dai cultisti a conferma che la direzione è giusta.
Con l'approssimarsi della sera la copertura delle nubi diventa totale e la pioggia cade con costanza, fortunatamente Dosan annuncia la fine del viaggio e mostra al gruppo delle imponenti porte che sia aprono nel fianco di una collina. Oltre le porte una galleria si perde nell'oscurità. Il gruppo cerca riparo dalla pioggia all'imbocco della galleria dove trova i resti ancora fumanti di un fuoco; i cultisti devono essersi addentrati nella galleria da poche ore. Dosan annuncia al gruppo che la città si trova al termine della galleria, ma non intende seguirli oltre ed anzi gli consiglia di riposarsi prima l'intera notte, perché in città risiede un pericolo la cui natura i compagni non riescono a decifrare dai suoi vaneggiamenti. Non che ai compagni, esausti e feriti, fosse necessario un motivo per sostare.

Lago Nero, Nova Vaasa, 04 Febbraio 736

La notte trascorre inquieta e dal bosco giungono continui suoni sinistri, con l'occasionale rumore di belve in agguato, forse frutto dell'immaginazione della persona che a turno vigila sui compagni addormentati, finché anche in questo luogo tetro giunge l'alba.
Il cielo si mantiene plumbeo e non vi è traccia del sole, mentre il bosco è pervaso da un silenzio irreale. Dosan sembra rispecchiare il sentimento locale e conduce nuovamente il gruppo verso la palude incitandoli a muoversi il più silenziosamente possibile. Nonostante i suoi consigli, o forse proprio indispettiti nei confronti della loro folle guida, Pavlov inciampa e Sevastian impreca nei suoi confronti. Quasi immediatamente Dosan indica al gruppo un enorme uccello nero che in alto sopra di loro si lancia in picchiata. L'uccello, simile ad un aquila ma deforme come ogni altra creatura sull'isola, emette un suono stridulo che terrorizza Tec Toc. L'halfling si da alla fuga diventando una facile preda per l'aquila. Per sua fortuna Evander dalla sua bacchetta scaglia una strana massa d'acqua verso l'aquila che precipita morta al suolo.
Tutti i compagni si complimentano con Evander per l'incredibile magia, mentre Pavlov rincorre Tec Toc e cerca di bloccarlo. La povera mente di Tec Toc, ancora sconvolta dalla vista dell'aquila, non comprende il gesto dell'amico e cede improvvisamente alla follia che aleggia in questo luogo; la sua vista si fa vacua e quando riprende chiarezza sul suo viso compare un'espressione completamente diversa. Mentre la marcia riprende verso la palude i compagni interrogano l'halfling perplessi; chiaramente qualcosa non torna... poco a poco si rendono conto l'amico non risponde più al nome di Tec Toc, ma è convinto di essere la divinità Ezra in persona giungendo pesino ad affermare la sua femminilità!

sabato 16 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 03 Febbraio 736

La mattina del secondo giorno dallo scontro anche Tec Toc si riprende e ricorre alle abilità mistiche conferitegli da Ezra per guarire se stesso ed i compagni. Il gruppo riprende immediatamente l'inseguimento dei cultisti che fortunatamente non sono consapevoli di essere seguiti e non fanno nulla per nascondere il proprio passaggio.
Il percorso si snoda attraverso una brughiera umida che lentamente cede il posto ad una vera e propria palude, dove l'incedere diventa difficoltoso e richiede spesso di tornare sui propri passi. Durante il cammino le nubi si infittiscono fino a coprire completamente il sole, ma è la fauna locale a sconcertare i compagni, tutte le creature, persino gli insetti, sono palesemente mutate in modo orrendo e probabilmente pericoloso. Che siano tutte forme demoniache?
Dopo parecchie ore di cammino il gruppo si imbatte in un uomo coperto di stracci e sozzura. L'uomo afferma di attenderli da lungo tempo, ma i discorsi seguenti sono quelli di un folle. Lentamente ed a fatica i compagni riescono a ricostruire un barlume di senso logico nelle farneticazioni del poveraccio. Sembra trattarsi dell'unico sopravvissuto di una spedizione sull'isola guidata da un capitano di nome "Radici di albero". Per spiegare da cosa siano stati aggrediti ed uccisi utilizza ripetutamente il termine "oscurità", ma non sembra intenzionato a spiegarne più chiaramente la natura. Dopo essere sopravvissuto da solo per giorni, l'uomo ha chiaramente incontrato i cultisti e si è offerto di condurli alle porte della città, ma prima di giungervi sono stati aggrediti da misteriose lucertole con perdite da entrambe le parti. Ora rivolge la stessa offerta al gruppo.
Il gruppo decide di seguire Dosan, quantomeno questo è il nome a cui occasionalmente risponde, che li guida attraverso la palude. Con l'avvicinarsi dell'imbrunire Dosan sembra farsi più inquieto, finché avvisa il gruppo che sono troppo lenti per raggiungere il suo rifugio prima della notte. Dosan sembra genuinamente terrorizzato all'idea di trascorrere la notte all'aperto, perciò decide di deviare verso un luogo vicino che identifica come Bosco Bianco.
Quando raggiungono il bosco capiscono il motivo del nome; tutte le piante sono decolorate e biancastre, indipendentemente dalla specie vegetale a cui appartengono, conferendo al luogo un aspetto lugubre e poco invitante. Dosan, tuttavia, si addentra con passo deciso nel bosco e ben presto si allontana incurante dei richiami lanciati dal gruppo. Rimasti da soli i compagni si rivolgono all'esperto Mordekai per trovare un riparo sicuro ed il ranger non tradisce le aspettative, trovando quasi per miracolo un grande tronco d'albero abbattuto sotto il quale tutti trovano riparo dalla pioggia. Evander completa l'opera accendendo un insperato focolare grazie alla sua padronanza degli elementi.
Nel frattempo ricompare Dosan con a spalla tre conigli appena cacciati, ma alla vista della magia di Evander lo rimprovera aspramente. Tutti si domandano se sia la solita follia oppure se anche questo sia un luogo in cui l'utilizzo della magia attira pericolose attenzioni...

Lago Nero, Nova Vaasa, 02 Febbraio 736

Il giorno successivo trascorre in lenta attesa che i tre compagni si riprendano dalle ferite subite.
Fortunatamente nessuna creatura giunge a disturbarne il riposo.

venerdì 8 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 01 Febbraio 736

Durante la notte il tempo si rannuvola per peggiorare ulteriormente durante la mattina, finché nel pomeriggio il fiume si allarga e sfocia nel Lago Nero. Il lago è circondato da aspre colline imbiancate di neve ed al centro sorge l'isola del Diavolo illuminata da innumerevoli folgori che si scaricano su di essa. L'acqua diviene tumultuosa e solo l'abilità dei marinai salva la nave dal naufragio.
Il gruppo trova rifugio nella cabina, mentre Warren spiega le sue prossime intenzioni. L'obiettivo è proseguire fino alla sponda sud del lago e da qui con una scialuppa raggiungere l'isola presso le rovine di Fort Landing che in un tempo remoto era l'approdo naturale delle numerose barche di viandanti che visitavano l'isola.

La traversata mette a dura prova la resistenza nervosa del gruppo; la scialuppa è sbalzata come un guscio di noce dai venti di burrasca, mentre continue folgori si scaricano nei pressi. Solo l'abilità del capitano Warren e di Mabon consentono di completare la traversata.
Scaricati i passeggeri di fronte a Fort Landing il capitano riparte immediatamente per la costa, promettendo al gruppo di attendere per dieci giorni il segnale di tornare a prenderli, oltre quella data farà ritorno a Bergovitsa senza di loro. Per evitare di confonderli con i cultisti del Dio Vivente, raccomanda al gruppo di segnalare il ritorno accendendo contemporaneamente due falò ad una certa distanza l'uno dall'altro.

La fortezza è chiaramente in rovina ed abbandonata da molto tempo, tuttavia il gruppo impiega un certo tempo nell'esplorarla. I sensi magici segnalano ad Evander che il clima avverso che attanaglia l'isola è dovuto ad un potente influsso di energia negativa, probabilmente di origine demoniaca. Tec Toc nota la diversità della pietra con cui è stata eretta la fortezza rispetto all'ambiente circostante, geologicamente simile ai vicini monti Balinok.
Infine il gruppo incappa nei resti di un accampamento recente; Sevastian individua un paio di tombe ed i cadaveri al loro interno sono chiaramente riconoscibili come cultisti di Razmir. Da cosa siano stati aggrediti diviene dolorosamente chiaro poco dopo, allorquando una decina di lupi demoniaci tende un'imboscata al gruppo. I compagni colti di sorpresa riescono a stento a mettere in fuga i lupi, non prima che Pavlov, Mordekai e Tec Toc siano quasi divorati. Evander e Sevastian trascinano i compagni in un ambiente chiuso e trascorrono una notte vigile nel timore che i lupi ricompaiano.

Terre Selvagge, Nova Vaasa, 31 Gennaio 736

La nebbia cede il posto ad un sole scintillante ed il fiume si restringe mentre scorre attraverso una vallata montana. Compaiono frequenti gorghi e rocce affioranti e la navigazione rallenta. Per recuperare tempo il capitano decide di navigare anche di notte piazzando due vedette a prua della barca.
Warren improvvisa una riunione per dare istruzioni all'equipaggio e Tec Toc coglie l'occasione per raccontare la visione ricevuta prima di partire.

Terre Selvagge, Nova Vaasa, 30 Gennaio 736

Il giorno seguente la nebbia è fitta ed il clima umido, ma il capitano Warren vuole proseguire. Mentre Tec Toc infastidisce il capitano Warren circa le sue carte nautiche, d'improvviso si odono alcuni tonfi sordi sul ponte e l'equipaggio si ritrova a combattere corpo a corpo con degli strani canidi dalla viscida pelle verde-azzurra che emettono dardi d'acqua dalla bocca.
Nello scontro resta gravemente ferito il marinaio Wem, ma le creature sono sconfitte e la navigazione può proseguire, finché a sera raggiungono la via d'acqua che li condurrà al Lago Nero.

Bergovitsa, Nova Vaasa, 29 Gennaio 736

Al risveglio Tec Toc ha una visione che ritiene un presagio dell'immediato futuro, si trova su una barca immersa nella nebbia, quando d'un tratto si dissolve e rivela un fiume di oro fuso che scorre velocemente verso un abisso nero, oltre l'abisso sorge una città popolata esclusivamente da gatti ed infine la visione svanisce...

Una rapida colazione e la Nebbia Nera salpa alla volta dell'isola del Diavolo sotto lo sguardo vendicativo di alcuni accoliti. Per l'occasione il capitano Warren ha assunto due nuovi marinai: il taciturno Mabon ed il gioviale Daggermar. Nel primo Mordekai riconosce un abitante di Souragne, così si spiega la sua ignoranza di una lingua parlata dal gruppo, mentre il secondo spiega di dovere la vita a Warren che in passato l'ha spesso tratto dai pasticci. Entrambi sono marinai esperti che insieme a Wem serviranno al capitano per governare la barca tra le tempeste che si scatenano su Lago Nero.
A discapito dei presagi la giornata trascorre tranquilla mentre la Nebbia Nera scivola tra la nebbia che avvolge il fiume.

Bergovitsa, Nova Vaasa, 28 Gennaio 736

Il gruppo nuovamente compatto si reca da Reginald e gli rivela quanto scoperto sul culto del Dio Vivente. Reginald è preoccupato, perché sono confermati i suoi peggiori sospetti, ma non avendo recuperato prove non è possibile accusarli presso le guardie. Reginald si impegna comunque a cercare di smascherare la verità dietro il culto e programma un'incursione dallo stesso passaggio utilizzato da Tec Toc per la fuga.
In aggiunta grazie alla pagina del diario strappata da Sevastian, la sacerdotessa si rivela essere l'elfa Iramina compagna di Krezk e Diovo. A quanto pare si è pentita della decisione di nascondere il tesoro trovato con gli amici ed è decisa a recuperarlo. La missione nel santuario di Krezk ovviamente aveva questo scopo ed una volta entrata in possesso anche dei loro medaglioni è partita con i suoi seguaci alla volta del nascondiglio del tesoro.
Iramina ed i suoi uomini hanno ormai giorni di vantaggio. Fortunatamente il percorso è descritto nel diario ed è tutt'altro che agevole. Si tratta di un viaggio via fiume fino all'isola del Diavolo che sorge nel Lago Nero. Il luogo è molto pericoloso ed anche Iramina ha avuto difficoltà a trovare un passaggio. Reginald sa che è salpata con una bagnarola e propone al gruppo di inseguirla a bordo della nave del suo amico, coincidenza proprio la Nebbia Nera del capitano Warren.
Ringraziato Reginald e preso contatti con Warren il gruppo si concede una necessaria notte di riposo alla locanda.

Bergovitsa, Nova Vaasa, notte 27-28 Gennaio 736

Il primo ad uscire di corsa dal passaggio sotterraneo è Tec Toc che si ritrova nella cantina del Lamento del Ranger, tuttavia l'attesa si prolunga senza che Evander e Pavlov lo raggiungano. Alla fine Tec Toc si convince che i suoi compagni debbano essere stati catturati dagli accoliti e decide di recarsi da Mordekai per decidere il da farsi. Fortunatamente Mordekai si trova ancora nella locanda dove alloggiavano e poco dopo li raggiunge anche Sevastian.
I tre trascorrono il resto della notte in attesa di avere notizie dei compagni che inaspettatamente fanno ritorno. A quanto pare i due hanno avuto una notte molto più travagliata e raccontano brevemente di come il sotterraneo sia stato allagato per impedirne la fuga e di un misterioso incontro con un drago.... ma non c'è tempo per racconti dettagliati.