sabato 23 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 05 Febbraio 736

La mattina successiva il gruppo raggiunge la palude e la attraversa seguendo la guida sicura di Dosan, il poveretto deve aver trascorso molto tempo nella palude per possedere una tale padronanza dei luoghi. Infine giungono alle rive alberate di un lago dalle acque nere e putrescenti dal quale esce un emissario altrettanto nauseabondo, il tanfo è insopportabile.
Nelle vicinanze sono visibili i resti di un accampamento ed i segni di una battaglia. Sul terreno giacciono insepolti nove cultisti e ben tre dozzine di rettili umanoidi con il corpo ricoperto di scaglie nere. Mordekai e Tec Toc riconoscono l'aspetto di base degli uomini-lucertola, una specie diffusa sulla costa ovest del Nucleo, ma anche loro hanno subito la mutazione dell'isola.
Mordekai ritrova le tracce di due gruppi distinti che si sono allontanati velocemente dall'accampamento, evidentemente i cultisti sono riusciti a respingere l'assalto degli uomini-lucertola, ma il loro numero orma è ridotto ad una decina scarsa. Difficile stabilire invece il numero degli uomini-lucertola che sono fuggiti.
Un aiuto al calcolo compare subito dopo sotto forma di sei uomini-lucertola che escono dalla boscaglia e si scagliano sul gruppo. Gli uomini-lucertola si dimostrano rapidi e robusti, avversari di tutto rispetto per i compagni già logorati dalle avversità patite sull'isola; anche questa volta però il gruppo riesce a prevalere. I compagni si rendono conto di essere ormai al limite, con l'eccezione di Tec Toc che prima di crollare svenuto proclama di non patire le pene di meri esseri mortali.

Dopo una breve sosta il gruppo si incammina lungo la sponda est del lago, sempre seguendo Dosan. Il terreno sale costantemente e diviene sempre più roccioso ed asciutto. Dopo un buon tratto, il gruppo incrocia un affluente del lago, anch'esso dalle acque nere e putrescenti e Dosan si allontana infine dalla sponda per seguire il corso del fiume. Occasionalmente il gruppo incontra le tracce lasciate dai cultisti a conferma che la direzione è giusta.
Con l'approssimarsi della sera la copertura delle nubi diventa totale e la pioggia cade con costanza, fortunatamente Dosan annuncia la fine del viaggio e mostra al gruppo delle imponenti porte che sia aprono nel fianco di una collina. Oltre le porte una galleria si perde nell'oscurità. Il gruppo cerca riparo dalla pioggia all'imbocco della galleria dove trova i resti ancora fumanti di un fuoco; i cultisti devono essersi addentrati nella galleria da poche ore. Dosan annuncia al gruppo che la città si trova al termine della galleria, ma non intende seguirli oltre ed anzi gli consiglia di riposarsi prima l'intera notte, perché in città risiede un pericolo la cui natura i compagni non riescono a decifrare dai suoi vaneggiamenti. Non che ai compagni, esausti e feriti, fosse necessario un motivo per sostare.

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