sabato 25 giugno 2016

Barstoi, 17 Agosto 736

Infine un giorno il gruppo si ritrova intrappolato, mentre una delle bande di barbari sopraggiunge dall'estremità opposta della stretta gola che stanno percorrendo.
Zarow tenta di nascondere l'intero gruppo evocando l'illusione di una fitta nebbia e di una sezione di parete rocciosa davanti a loro, dopodiché resosi invisibile si avvicina ai predoni. Scopre così che a guidarli sono alcuni uomini in divisa con lo stemma di un condor grigio. Accertato che i predoni li hanno scorti e non sembrano voler cessare facilmente le ricerche, rende invisibili anche i compagni e con cautela si spostano tutti oltre la gola.

Verso sera raggiungono un casolare abbandonato, vicino al quale sorge un grande albero con impiccati dei licantropi. Troppo tardi si accorgono dell'errore. Questa volta è l'illusionista ad essere raggirato con un'illusione, infatti l'albero è in realtà una creatura vivente che attrae le sue vittime per afferrarle e divorarle. Zarow è ingurgitato nella bocca dell'albero ed i compagni si scagliano sulla creatura nella speranza di liberarlo.
Alla fine l'albero muore, ma Zarow è moribondo e privo di coscenza. Fortunatamente Maurice scopre che l'interno del casolare è stato riadattato a tempio segreto da un culto sconosciuto che ha lasciato sull'altare una serie di pozioni altrettanto ignote. Ormai a corto di alternative, Sevastian e Maurice decidono di tentare la sorte e fanno ingurgitare alcune pozioni scelte a caso al povero Zarow. La fortuna sembra arridergli quando notano evidenti segni di ripresa nelle condizioni del compagno. Quali danni collaterali possano aver causato però resta ancora da verificare...

Pianure dell'Ardeal, 09 - 16 Agosto 736

Il gruppo riparte in direzione di Sturnidae, nel regno del Barstoi. La pianura ascende lentamente ad un altipiano ed il clima diventa progressivamente meno torrido, finché dopo otto giorni di viaggio senza punti di riferimento, il gruppo si accorge della presenza di bande di barbari che si muovono in lontananza.  Dalle informazioni raccolta a Berus, Zarow ne deduce di aver varcato il confine con il Barstoi.

sabato 18 giugno 2016

Ardeal, villaggio di Berus, 05 - 08 Agosto 736

Il gruppo raggiunge finalmente il villaggio la sera del terzo giorno successivo e trova la palizzata del villaggio circondata da una baraccopoli di straccioni. Grazie al lasciapassare sono ammessi nella palizzata che ha un diametro notevole e racchiude al suo interno non solo il villaggio, ma anche i campi agricoli circostanti ed il porto fluviale. Mentre attraversano i campi, i compagni osservano l'ordine e l'opulenza all'interno della palizzata che stride fortemente con la miseria all'esterno.
Dopo un'ulteriore attesa Imrik è ammesso alla casa di cura, mentre il resto dei compagni si reca all'unica locanda. I prezzi sono altissimi anche se il servizio è di prima qualità. In breve il gruppo si accorge di come sia polarizzata la società dell'Ardeal, con una minoranza di privilegiati circondata da una maggioranza di poveri.
Dalla casa di cura giunge notizia che le cure di Imrik richiederanno tre giorni di trattamento e Zarow utilizza il soggiorno obbligato per raccogliere informazioni sui Solchi. Purtroppo trascorsi i tre giorni, i compagni apprendono che Imrik ha avuto una reazione imprevista alle cure ed accorrono al capezzale dell'amico trovandolo in coma. Zarow si accorge che le erbe ed i preparati utilizzati per le cure sono estremamente costose ed i medici appaiono assolutamente competenti, ma la reazione imprevista di Imrik alle cure lascia scarse speranze di ripresa. Dopo una penosa consultazione, il gruppo decide di lasciare Imrik alle cure dei medici, finanziandone la degenza nei limiti del possibile, per proseguire l'inseguimento della Via Sussurrante. 

Pianure dell'Ardeal, 29 Luglio - 05 Agosto 736

Lasciato il villaggio di Morcei, il gruppo si addentra per molti chilometri nella pianura fino alle sponde del fiume Vhatsuntide oltre il quale si estendono le pianure dell'Ardeal.
Attraversato il fiume costeggiano un suo affluente finché incontrano un drappello della guardia reale dell'Ardeal intento a perlustrare i confini in cerca di spie del vicino Barstoi. Chiarito l'equivoco l'ufficiale in comando si dimostra cortese e disponibile. Il gruppo apprende così che il Barstoi è governato con pugno di ferro da un signore dalle forti mire espansionistiche, infatti nel regno è attualmente in vigore la legge marziale. Viste le condizioni di salute di Imrik, l'ufficiale gli porge una pergamena di lasciapassare per la casa di guarigione del villaggio di Berus.

Lozeri, Morcei, 26-29 Luglio 736

Mentre i compagni si riprendono dalle ferite ospiti in casa del prete, il borgomastro annuncia che il vampiro si è insediato quale nuovo signore di Morcei e riconoscerà la sua protezione a coloro che lo serviranno. Il gruppo comprende di non avere il potere per opporsi al dominio del vampiro e si allontana velocemente prima che questi gli aizzi contro il villaggio.

Lozeri, Morcei, 26 Luglio 736

All'ingresso del villaggio i compagni si rendono conto di come il vampiro si sia già insediato nel villaggio; un campannello di persone circonda una madre piangente sul corpo disseccato del figlio. In lontananza si scorge l'antica torre campanaria, ora miracolosamente ristrutturata con un'aspetto lugubre, la campana e la muratura divenute completamente nere ed avvolta da una notte perenne.
Avvertendo la responsabilità di quanto sta accadendo al villaggio, il gruppo decide di entrare nella torre per affrontare il vampiro prima che riacquisti completamente i suoi poteri; tranne Zarow che ne avverte la potente aura emanata dalla torre e tenta di dissuadere i compagni.
Varcata la soglia appare un'immagine del vampiro che concede al gruppo un'ultima occasione per andarsene pacificamente. Mircea fugge terrorizzato, ma Sevastian, Maurice e Imrik proseguono impavidi verso le scale. A questo punto Zarow decide di ricorrere a metodi più drastici per salvare la vita dei compagni testardi ed avvolge il piano terra di fiamme incandescenti. Si tratta di un'illusione, ma i compagni si convincono che siano parte delle difese della torre ed escono precipitosamente. Purtroppo nel farlo attivano le vere difese della torre che li ustionano gravemente. Imrik perde addirittura permanentemente l'uso del braccio.

venerdì 10 giugno 2016

Lozeri, Morcei, 25 Luglio 736

Alla mattina due boscaioli accompagnano il gruppo ed il prete verso la regione della foresta dove è scomparso Kant. Raggiunta la Mano del Diamon restano tutti esterrefatti nel contemplare un ceppo di dimensioni gigantesche laddove cresceva un albero rigoglioso.
I boscaioli raccontano dei debiti consistenti contratti da Kant che avrebbe ripagato negli ultimi mesi ricavando molto legname pregiato da questa zona. La fonte è ormai sotto gli occhi di tutti.
Il ceppo è cavo e nella cavità si apre una buca profonda una decina di metri, forse la casa del druido, simile a quella dove vive Yharloc. Sevastian si cala e penetra nel basamento roccioso sotto la foresta. Dalle pareti del camino di pietra fuoriesce molta acqua che forma una cascata cilindrica fin sul fondo, dove si apre nella volta di una grotta naturale. Il resto del gruppo lo raggiunge ed esplorano la grotta. La grotta è formata da cinque ambienti disposti a croce, nel pavimento della stanza centrale alcuni solchi formano un cerchio arcano, forse protettivo, al cui interno si rinvengono ancora i resti della linfa dell'albero che gocciolava dalle radici in una delle altre stanze e scorreva lungo i solchi fino al centro. Sull'accesso a quella stanza è stata posta una placca con l'iscrizione "Natura scudo della vita". Un secondo passaggio termina in una stanza completamente vuota e scavata tra pareti di roccia talmente riflettenti da creare riflessioni multiple che confondono l'osservatore. Un terzo passaggio conduce in una stanza dalle cui pareti si emana una debole luminescenza diurna. Infine l'ultimo passaggio conduce in una stanza al cui centro si raccoglie l'acqua che cola dalle pareti. All'ingresso della stanza è affissa una seconda placca con inciso: "Acqua miraggio di libertà". A fianco dell'iscrizione spuntano due leve, Sevastian prova a muoverle in varie sequenze, la prima sembra interrompere la cascata d'acqua dal condotto di accesso sotto l'albero, mentre la seconda non ha una funzione apparente.
Dopo numerosi e sempre più improbabili tentativi, il gruppo si accorge che premendo la placca "Natura scudo della vita" si apre l'accesso ad una scala a chiocciola nel pavimento alla base della cascata interrotta da Sevastian. Ai piedi della scala vi è una singola stanza priva di uscite che ospita al centro una bara costruita con lo stesso legno dell'albero. All'apertura la bara risulta vuota.
Alquanto perplessi dalla non scoperta, i compagni risalgono nella foresta, sempre accompagnati dal prete. Ad attenderli all'uscita trovano i corpi dei due boscaioli, completamente prosciugati dal sangue. Con colpevole ritardo, il gruppo si rende conto di aver appena liberato un vampiro...

Lozeri, Morcei, 24 Luglio 736

Verso sera il gruppo sale sulla torre campanaria per osservare la partenza dei pipistrelli ed ispezionare la campana mentre è vuota, ma non ne ricavano informazioni utili. Notano solamente che il campanile è circondata da uno strano sfarfallio luminoso.
A seguire visitano la chiesa e la canonica, apprendendo così che sono l'unico ambiente nel quale i pipistrelli non si addentrano durante la notte. Il prete li invita a trattenersi per la cena e per la notte, dividendo l'ambiente con le donne ed i bambini che vi trovano ricovero, ma si rifiuta di lasciarli frugare le varie stanze. A cena riferisce al gruppo che lo strano sfarfallio è una benedizione risalente alla prima consacrazione della chiesa al culto di Desna. Nel tempo il culto è mutato nella chiesa di Pharasma a cui oggi è dedicata.
Sulla facciata frontale e posteriore della canonica sono presenti due affreschi che ritraggono il chierico fondatore della chiesa sullo sfondo del bosco, in quello sul fronte Sevastian rinviene un libro murato al di sotto dell'intonaco. Si tratta del diario del fondatore della chiesa, nel quale si narra di una lotta contro un male antico affrontato insieme al leggendario druido Daimon. Dopo una lunga battaglia hanno prevalso, ma poco dopo Daimon è deceduto. Il collegamento è immediato con la leggenda dell'albero chiamato la Mano del Daimon all'interno del quale trascorrevano la notte i pipistrelli della foresta.