venerdì 10 giugno 2016

Lozeri, Morcei, 25 Luglio 736

Alla mattina due boscaioli accompagnano il gruppo ed il prete verso la regione della foresta dove è scomparso Kant. Raggiunta la Mano del Diamon restano tutti esterrefatti nel contemplare un ceppo di dimensioni gigantesche laddove cresceva un albero rigoglioso.
I boscaioli raccontano dei debiti consistenti contratti da Kant che avrebbe ripagato negli ultimi mesi ricavando molto legname pregiato da questa zona. La fonte è ormai sotto gli occhi di tutti.
Il ceppo è cavo e nella cavità si apre una buca profonda una decina di metri, forse la casa del druido, simile a quella dove vive Yharloc. Sevastian si cala e penetra nel basamento roccioso sotto la foresta. Dalle pareti del camino di pietra fuoriesce molta acqua che forma una cascata cilindrica fin sul fondo, dove si apre nella volta di una grotta naturale. Il resto del gruppo lo raggiunge ed esplorano la grotta. La grotta è formata da cinque ambienti disposti a croce, nel pavimento della stanza centrale alcuni solchi formano un cerchio arcano, forse protettivo, al cui interno si rinvengono ancora i resti della linfa dell'albero che gocciolava dalle radici in una delle altre stanze e scorreva lungo i solchi fino al centro. Sull'accesso a quella stanza è stata posta una placca con l'iscrizione "Natura scudo della vita". Un secondo passaggio termina in una stanza completamente vuota e scavata tra pareti di roccia talmente riflettenti da creare riflessioni multiple che confondono l'osservatore. Un terzo passaggio conduce in una stanza dalle cui pareti si emana una debole luminescenza diurna. Infine l'ultimo passaggio conduce in una stanza al cui centro si raccoglie l'acqua che cola dalle pareti. All'ingresso della stanza è affissa una seconda placca con inciso: "Acqua miraggio di libertà". A fianco dell'iscrizione spuntano due leve, Sevastian prova a muoverle in varie sequenze, la prima sembra interrompere la cascata d'acqua dal condotto di accesso sotto l'albero, mentre la seconda non ha una funzione apparente.
Dopo numerosi e sempre più improbabili tentativi, il gruppo si accorge che premendo la placca "Natura scudo della vita" si apre l'accesso ad una scala a chiocciola nel pavimento alla base della cascata interrotta da Sevastian. Ai piedi della scala vi è una singola stanza priva di uscite che ospita al centro una bara costruita con lo stesso legno dell'albero. All'apertura la bara risulta vuota.
Alquanto perplessi dalla non scoperta, i compagni risalgono nella foresta, sempre accompagnati dal prete. Ad attenderli all'uscita trovano i corpi dei due boscaioli, completamente prosciugati dal sangue. Con colpevole ritardo, il gruppo si rende conto di aver appena liberato un vampiro...

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