Infine il viaggio termina a Lepistad, la capitale del Vieland. Si tratta di una città di discrete dimensioni lungo le rive del fiume Moutray. Kendra guida i compagni attraverso i vicoli della città fino ad una piccola abitazione che possiede in città. Il gruppo si accomoda all'ultimo piano della casa.
Per prima cosa si recano tutti insieme a riconsegnare il libri all'università. Lungo la strada scoprono che la città si sta preparando alla probabile esecuzione della "Bestia di Lepistad".
All'università sono accolti presso il laboratorio del dipartimento di Storia Antica. Qui scoprono che si tratta proprio della scena del crimine in cui è stata arrestata la "Bestia". Questa altro non sarebbe che una creatura umanoide dall'aspetto enorme e deforme alla quale sono stati imputati i più efferati crimini avvenuti in città nell'ultimo anno. La Bestia si è introdotta nottetempo nell'auditorium per poi passare nel laboratorio dove avrebbe trafugato una statuetta del "Saggio del Mare". In realtà la vicenda è subito sospetta agli occhi del gruppo, poiché la statuetta è scomparsa e per di più priva di valore per una creatura simile, inoltre nell'auditorium i danni sono ingenti, ma nel laboratorio la furia è stata alquanto contenuta, al contrario sembra che qualcun altro possa esservi penetrato da una delle finestre.
La seconda tappa è la casa della giudice Daramit. Ad accogliere il gruppo si presenta direttamente una donna sui 60 anni, chiaramente di carattere integerrimo ed energico, ma non altezzoso. La donna è affranta dalla notizia della morte del dott. Lorrimar, ma si trattiene in presenza del gruppo.
Spronata dal racconto delle vicende accadute a Ravengro, confida al gruppo di essere giusto in cerca di alcuni collaboratori ben intenzionati e visto che lo stesso dott. Lorrimar si è avvalso con fiducia dei loro servigi...
Daramit rivela di essere uno dei tre giudici chiamati a giudicare la Bestia, ma di non essere affatto convinta della sua colpevolezza. Il giudice è a conoscenza dell'esistenza di molte persone che devono molto alla benevolenza della Bestia, ma che si rifiutano di testimoniare a suo favore per paura del pregiudizio collettivo della cittadinanza. Daramit è convinta che non possa esserci un processo equo per la Bestia, perché l'opinione pubblica l'ha già condannata da tempo.
Chiede al gruppo di offrire la sua assistenza all'avvocato d'ufficio nominato a difesa della Bestia, un certo Gustav Cable, avvocato capace ed onesto, ma affetto da pesante balbuzie che ne rovina l'oratoria durante i dibattiti. Il gruppo, concordata una ricompensa, accetta di buon grado.
In serata il gruppo si reca al tribunale per registrarsi come assistenti ed incontrare Cable. L'avvocato gli espone i tre capi d'imputazione che saranno dibattuti uno al giorno a partire dalla mattina seguente:
- omicidio di dieci persone nel villaggio di Morast, quasi un anno prima.
- omicidio di sei bambini nella comunità agricola di Hergstag
- incendio doloso sull'isola di Karb, in cui perirono il medico locale ed alcuni suoi pazienti, inoltre l'assistente del medico restò ceco.
Infine il gruppo si reca ad incontrare la Bestia nella cella dove è imprigionata con numerose catene e chiavistelli. Il breve colloquio con la Bestia, lascia l'impressione che si tratti in realtà di un gigante certo non molto sveglio, ma di indole bonaria.