Inizialmente Lazne si offre di condurre il gruppo vicino al vecchio cimitero, dove sono avvenuti i fatti dell'anno precedente. In seguito il cimitero è stato spostato, perché ritenevano che il cadavere della Bestia l'avesse contaminato. Durante l'interrogatorio, però, si accorge che lo scopo del gruppo è di scagionare la Bestia e ritira la sua offerta insultandoli pesantemente.
Il gruppo si inoltra nella palude su due piccole barche e raggiunge un isolotto dove vi sono numerosi segni di attracchi precedenti.
Esplorando l'isolotto subiscono l'attacco di due manticore che devono avere il nido nelle vicinanze. Zarow crea una nebbia illusoria sopra i compagni, costringendo le manticore ad atterrare. Sevastian ne uccide una, Zarow ne addormenta ed uccide un'altra. Tec Toc è ferito fino a perdere i sensi. Zarow cade preda del veleno delle manticore e perde gradatamente conoscenza. Ha soltanto il tempo di evocare sopra di se l'illusione di due piante in grado di curare gli effetti del veleno. Sevastian trova nella palude la radice di una delle due piante, la dissolve in acqua e la somministra a Zarow.
In attesa di vedere l'esito della cura, Sevastian completa l'esplorazione dell'isolotto e rinviene i resti di numerose fosse ed un vecchio accampamento. Vi è anche una barca abbandonata nella palude con una sacca da artigiano. Nell'acqua circostante rinviene la faccia scuoiata di una persona ed uno scrigno legato alla barca con una fune. Infine nel luogo dove sono stati aggrediti dalle manticore trovano anche il cadavere di un nano ed una valigetta contenente strani attrezzi con i manici fabbricati in una strana pietra viola.
Completata l'esplorazione il gruppo rientra al villaggio trasportando Zarow e Tec Toc, dove trascorrono la notte.
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