Alle prime luci dell'alba Mircea e Altero rientrano di corsa a Lepistad per riferire quanto scoperto all'avvocato, mentre Sevastian e Tec Toc si prendono cura di Zarow, ancora privo di coscienza.
L'avvocato rivela a Mircea che gli attrezzi rinvenuti sono degli attrezzi per operare i cadaveri e solo pochi artigiani a Lepistad sono in grado di realizzarli. Tramite il marchio inciso sugli attrezzi scoprono che il fabbricante è il laboratorio Braslav Hora & figli; un piccolo laboratorio nascosto in un vicolo.
Il titolare ha annotato di averli venduti ad una donna di Varisia che lavora per una casa d'aste. La donna è bella, con lunghi capelli ricci ed indossa occhiali molto appariscenti, perciò con qualche sforzo riescono a rintracciare la casa d'aste in cui lavora. A questo punto Altero lascia il proseguimento delle indagini a Mircea e si reca in tribunale per l'inizio del processo.
Il titolare si chiama Ollo Klud, ma si rifiuta categoricamente di divulgare informazioni sull'acquirente, trincerandosi dietro la riservatezza verso i clienti. Mircea riesce comunque a convincere un dipendente a rivelargli che era in negozio per forniture mediche Radnike. Mircea è costretto a corrompere il titolare del negozio, senza ottenere grandi informazioni: ha venduto gli attrezzi ad un tizio vestito di nero che lavorava in uno dei laboratori chimici nel quartiere degli alchimisti.
In tribunale oltre ai tre giudici, alla Bestia rinchiusa in una gabbia, agli avvocati ed alla Sacra Sorella incaricata di vigilare sull'uso non autorizzato della magia, vi è anche una folla di gente comune che esige a gran voce di condannare la Bestia.
Dopo l'ispirata arringa dell'avvocato Heiger dell'accusa e la balbettante arringa dell'avvocato Cable, si procede ad ascoltare i testimoni del villaggio di Morast. Infine è la volta di Altero che sottolinea la mancanza dei segni lasciati dal caimano e dei ritrovamenti effettuati sull'isolotto. Al suo arrivo, testimonia anche Mircea che racconta delle indagini effettuate sugli strumenti chirurgici che la Bestia non avrebbe mai potuto ne acquistare ne usare, infine mostra la faccia rimossa dal cadavere, ma l'avvocato Heiger rivolge la testimonianza contro di lui declamando a gran voce che l'intento della bestia era proprio di utilizzare le parti delle persone uccise per modificare il suo aspetto deforme. L'ipotesi non è sostenuta da alcuna prova, ma ha un grande effetto sui presenti.
Quando termina l'udienza, la Bestia è ricondotta in carcere, mentre Mircea e Altero devono attendere un paio d'ore che la folla eccitata si allontani prima di poter abbandonare il tribunale.
Il titolare ha annotato di averli venduti ad una donna di Varisia che lavora per una casa d'aste. La donna è bella, con lunghi capelli ricci ed indossa occhiali molto appariscenti, perciò con qualche sforzo riescono a rintracciare la casa d'aste in cui lavora. A questo punto Altero lascia il proseguimento delle indagini a Mircea e si reca in tribunale per l'inizio del processo.
Il titolare si chiama Ollo Klud, ma si rifiuta categoricamente di divulgare informazioni sull'acquirente, trincerandosi dietro la riservatezza verso i clienti. Mircea riesce comunque a convincere un dipendente a rivelargli che era in negozio per forniture mediche Radnike. Mircea è costretto a corrompere il titolare del negozio, senza ottenere grandi informazioni: ha venduto gli attrezzi ad un tizio vestito di nero che lavorava in uno dei laboratori chimici nel quartiere degli alchimisti.
In tribunale oltre ai tre giudici, alla Bestia rinchiusa in una gabbia, agli avvocati ed alla Sacra Sorella incaricata di vigilare sull'uso non autorizzato della magia, vi è anche una folla di gente comune che esige a gran voce di condannare la Bestia.
Dopo l'ispirata arringa dell'avvocato Heiger dell'accusa e la balbettante arringa dell'avvocato Cable, si procede ad ascoltare i testimoni del villaggio di Morast. Infine è la volta di Altero che sottolinea la mancanza dei segni lasciati dal caimano e dei ritrovamenti effettuati sull'isolotto. Al suo arrivo, testimonia anche Mircea che racconta delle indagini effettuate sugli strumenti chirurgici che la Bestia non avrebbe mai potuto ne acquistare ne usare, infine mostra la faccia rimossa dal cadavere, ma l'avvocato Heiger rivolge la testimonianza contro di lui declamando a gran voce che l'intento della bestia era proprio di utilizzare le parti delle persone uccise per modificare il suo aspetto deforme. L'ipotesi non è sostenuta da alcuna prova, ma ha un grande effetto sui presenti.
Quando termina l'udienza, la Bestia è ricondotta in carcere, mentre Mircea e Altero devono attendere un paio d'ore che la folla eccitata si allontani prima di poter abbandonare il tribunale.
Durante la mattina Sevastian trasporta Zarow fino a Lepistad accompagnato da Tec Toc. Mentre varcano le porte cittadine una donna vestita di bianco attira la loro attenzione e si fa seguire, sostenendo di essere giunta in soccorso di Zarow su richiesta di un'amica comune, probabilmente il giudice.
Presso l'abitazione della donna, un medico ignoto cura Zarow richiedendo in cambio estrema segretezza sulla sua identità. Zarow si riprende nel tardo pomeriggio, ma resta molto debole.
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