venerdì 8 novembre 2013

Lago Nero, Nova Vaasa, 01 Febbraio 736

Durante la notte il tempo si rannuvola per peggiorare ulteriormente durante la mattina, finché nel pomeriggio il fiume si allarga e sfocia nel Lago Nero. Il lago è circondato da aspre colline imbiancate di neve ed al centro sorge l'isola del Diavolo illuminata da innumerevoli folgori che si scaricano su di essa. L'acqua diviene tumultuosa e solo l'abilità dei marinai salva la nave dal naufragio.
Il gruppo trova rifugio nella cabina, mentre Warren spiega le sue prossime intenzioni. L'obiettivo è proseguire fino alla sponda sud del lago e da qui con una scialuppa raggiungere l'isola presso le rovine di Fort Landing che in un tempo remoto era l'approdo naturale delle numerose barche di viandanti che visitavano l'isola.

La traversata mette a dura prova la resistenza nervosa del gruppo; la scialuppa è sbalzata come un guscio di noce dai venti di burrasca, mentre continue folgori si scaricano nei pressi. Solo l'abilità del capitano Warren e di Mabon consentono di completare la traversata.
Scaricati i passeggeri di fronte a Fort Landing il capitano riparte immediatamente per la costa, promettendo al gruppo di attendere per dieci giorni il segnale di tornare a prenderli, oltre quella data farà ritorno a Bergovitsa senza di loro. Per evitare di confonderli con i cultisti del Dio Vivente, raccomanda al gruppo di segnalare il ritorno accendendo contemporaneamente due falò ad una certa distanza l'uno dall'altro.

La fortezza è chiaramente in rovina ed abbandonata da molto tempo, tuttavia il gruppo impiega un certo tempo nell'esplorarla. I sensi magici segnalano ad Evander che il clima avverso che attanaglia l'isola è dovuto ad un potente influsso di energia negativa, probabilmente di origine demoniaca. Tec Toc nota la diversità della pietra con cui è stata eretta la fortezza rispetto all'ambiente circostante, geologicamente simile ai vicini monti Balinok.
Infine il gruppo incappa nei resti di un accampamento recente; Sevastian individua un paio di tombe ed i cadaveri al loro interno sono chiaramente riconoscibili come cultisti di Razmir. Da cosa siano stati aggrediti diviene dolorosamente chiaro poco dopo, allorquando una decina di lupi demoniaci tende un'imboscata al gruppo. I compagni colti di sorpresa riescono a stento a mettere in fuga i lupi, non prima che Pavlov, Mordekai e Tec Toc siano quasi divorati. Evander e Sevastian trascinano i compagni in un ambiente chiuso e trascorrono una notte vigile nel timore che i lupi ricompaiano.

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