Alla mattina il tempio si rianima, mentre i compagni attendono con trepidazione di verificare se le loro scorribande notturne sono infine state scoperte. La fortuna è ancora dalla loro parte, perché la maggior parte dei preti associa il tentativo di infiltrazione della notte ad agenti del principe Othmar, sovrano di Nova Vaasa. A quanto pare anche il principe non vede di buon occhio il potere politico ed economico acquisito dal culto del Dio Vivente.
Una volta ritornato anche Evander dalla punizione il gruppo discute quanto scoperto da Pavlov e tutti convengono che qualsiasi prova compromettente possa esistere, deve trovarsi nelle stanze dell sacerdotessa a capo del tempio; l'unica tra tutte le stanze degli araldi a possedere una vetrata che fortunatamente si affaccia sul cortile del tempio.
Per prudenza decidono di non ritentare la notte stessa, ma attendere almeno un giorno per studiare la reazione dei preti all'accaduto e preparare un nuovo piano di azione.
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