La giornata trascorre arrancando lungo le rive limacciose del fiume, finché nel tardo pomeriggio appare una fattoria insolita. I campi che la circondano sono irrigati da un ingegnoso sistema di canalizzazioni. L'ordine e la pulizia sembrano regnare sovrane nella residenza. Il gruppo decide di chiedere indicazioni ed alloggio.
La mattina successiva, mentre abbandona la fattoria, il gruppo si sta ancora chiedendo se l'esperienza sia stata piacevole oppure no. Il proprietario della fattoria è Sir Winston Schlosser, un nobile di Lamordia che possiede una vasta cultura tecnica, grazie alla quale ha disseminato la sua proprietà di stravaganti ed ingegnosi marchingegni. L'uomo è stato ospitale ed ha fornito informazioni utili, ma il gruppo è ancora infastidito dall'altezzosità e dal senso di superiorità con cui ha trattato tutti durante il soggiorno.
Dopo solo due ore il gruppo individua il capanno dell'eremita che il nobile gli aveva indicato. La descrizione del luogo corrisponde a quella fatta dal mercante, perciò il gruppo decide di attendere il rientro del proprietario. La casa infatti è incustodita, ma mostra chiari segni di recente occupazione.
Una rapida perlustrazione dell'interno da parte di Evander e Pavlov rivela solo un'accozzaglia di oggetti esotici e religiosi. Infine il gruppo si appresta a trascorrere la notte nel portico della casa ed organizza i consueti turni di guardia.
Alla mattina l'intero gruppo si risveglia all'interno della casa al profumo di pancetta affumicata. Riavutisi dalla sorpresa, i compagni si accorgono di essere tutti legati ed osservano il presunto proprietario della casa mentre prepara la colazione.
L'uomo è vestito in modo più adatto ad un clima rigido che al caldo umido di Hazlan, al punto che solo la faccia è visibile, ma non sembra esserne infastidito. Anche l'atteggiamento con cui si rivolge al gruppo è comunque civile, sebbene li abbia misteriosamente catturati tutti durante il sonno.
Pavlov si incarica di esporre i motivi della loro presenza sulla sua proprietà e della ricerca di Yazik de Kalkan. Convintosi delle loro intenzioni benigne, l'uomo libera l'intero gruppo, ma sostiene di non essere in grado di offrire alcun aiuto nella ricerca della cura per la maledizione che li ha colpiti. A nulla valgono le suppliche ed i ragionamenti di tutti ed il gruppo è costretto ad incamminarsi verso Ramulai in preda allo sconforto.
La conversazione ha lasciato tutti convinti che l'uomo fosse proprio Yazik de Kalkan e che fosse a conoscenza di importanti segreti, molto probabilmente anche ciò che stavano cercando, ma proprio per questo non si fidasse a condividerli con degli sconosciuti. Silenziosamente si rimproverano per essere stati così ingenui da pensare di ottenere una tale fiducia da un perfetto estraneo, forse sarebbe stato meglio informarsi prima in modo più approfondito.
Giunti a Ramulai, i compagni decidono di abbandonare Hazlan ed accompagnare Mircea nella sua ricerca del dott. Lorrimar, al quale aveva promesso aiuto appena libero dalle altre incombenze. Anche Pavlov racconta di aver sognato del suo maestro ed il sogno gli ha rammentato che anche lui era un conoscente del dott. Lorrimar. Il gruppo decide di partire l'indomani mattina per ritornare verso le terre centrali del Nucleo alla ricerca del villaggio di Ravengro dove vive il dottore.
Di notte una figura si intrufola nella stanza del gruppo, ma Sevastian è vigile e la sorprende alle spalle. Inaspettatamente è un'amica o qualcosa di molto simile in questo paese. Si tratta di Ramaleck, la donna a capo della resistenza che avevano già incontrato a Sly Var.
La donna si informa sulle loro condizioni, perché è stata allertata dal clamore suscitato a Toyalis. Al termine delle spiegazioni, il gruppo pensa di chiederle se sa come trovare il villaggio di Ravengro e la donna gli rammenta che sono ancora in suo debito per l'aiuto già fornito.
Alla fine si concorda di saldare il debito contratto fornendole l'informazione sulla via utilizzata da Lorrimar per lasciare Hazlan. Informazione che la donna desidera, ma che non possiede. Confida che indicando la casa che il dott. Lorrimar possiede a Sly Var il gruppo sarà in grado di scovare l'informazione.
Pavlov ne approfitta anche per chiedere se conosce la razza aliena degli Illythid della cui natura avevano promesso di investigare alla Baronessa Lyssa Von Haufbracken di Gundarak. Ramaleck dichiara di poter forse recuperare l'informazione, ma ciò richiederà almeno una settimana di tempo ed in pagamento desidera tutte e cinque le scimitarre magiche in possesso di Evander.
Stretti tutti gli accordi del caso, annuncia ai compagni che li attenderà domattina fuori dal villaggio e gli consiglia di allontanarsi dal retro in incognito.
Alla mattina l'intero gruppo si risveglia all'interno della casa al profumo di pancetta affumicata. Riavutisi dalla sorpresa, i compagni si accorgono di essere tutti legati ed osservano il presunto proprietario della casa mentre prepara la colazione.
L'uomo è vestito in modo più adatto ad un clima rigido che al caldo umido di Hazlan, al punto che solo la faccia è visibile, ma non sembra esserne infastidito. Anche l'atteggiamento con cui si rivolge al gruppo è comunque civile, sebbene li abbia misteriosamente catturati tutti durante il sonno.
Pavlov si incarica di esporre i motivi della loro presenza sulla sua proprietà e della ricerca di Yazik de Kalkan. Convintosi delle loro intenzioni benigne, l'uomo libera l'intero gruppo, ma sostiene di non essere in grado di offrire alcun aiuto nella ricerca della cura per la maledizione che li ha colpiti. A nulla valgono le suppliche ed i ragionamenti di tutti ed il gruppo è costretto ad incamminarsi verso Ramulai in preda allo sconforto.
La conversazione ha lasciato tutti convinti che l'uomo fosse proprio Yazik de Kalkan e che fosse a conoscenza di importanti segreti, molto probabilmente anche ciò che stavano cercando, ma proprio per questo non si fidasse a condividerli con degli sconosciuti. Silenziosamente si rimproverano per essere stati così ingenui da pensare di ottenere una tale fiducia da un perfetto estraneo, forse sarebbe stato meglio informarsi prima in modo più approfondito.
Giunti a Ramulai, i compagni decidono di abbandonare Hazlan ed accompagnare Mircea nella sua ricerca del dott. Lorrimar, al quale aveva promesso aiuto appena libero dalle altre incombenze. Anche Pavlov racconta di aver sognato del suo maestro ed il sogno gli ha rammentato che anche lui era un conoscente del dott. Lorrimar. Il gruppo decide di partire l'indomani mattina per ritornare verso le terre centrali del Nucleo alla ricerca del villaggio di Ravengro dove vive il dottore.
Di notte una figura si intrufola nella stanza del gruppo, ma Sevastian è vigile e la sorprende alle spalle. Inaspettatamente è un'amica o qualcosa di molto simile in questo paese. Si tratta di Ramaleck, la donna a capo della resistenza che avevano già incontrato a Sly Var.
La donna si informa sulle loro condizioni, perché è stata allertata dal clamore suscitato a Toyalis. Al termine delle spiegazioni, il gruppo pensa di chiederle se sa come trovare il villaggio di Ravengro e la donna gli rammenta che sono ancora in suo debito per l'aiuto già fornito.
Alla fine si concorda di saldare il debito contratto fornendole l'informazione sulla via utilizzata da Lorrimar per lasciare Hazlan. Informazione che la donna desidera, ma che non possiede. Confida che indicando la casa che il dott. Lorrimar possiede a Sly Var il gruppo sarà in grado di scovare l'informazione.
Pavlov ne approfitta anche per chiedere se conosce la razza aliena degli Illythid della cui natura avevano promesso di investigare alla Baronessa Lyssa Von Haufbracken di Gundarak. Ramaleck dichiara di poter forse recuperare l'informazione, ma ciò richiederà almeno una settimana di tempo ed in pagamento desidera tutte e cinque le scimitarre magiche in possesso di Evander.
Stretti tutti gli accordi del caso, annuncia ai compagni che li attenderà domattina fuori dal villaggio e gli consiglia di allontanarsi dal retro in incognito.
Nessun commento:
Posta un commento