All'alba Tec Toc ricorre a tutti i suoi poteri spirituali per curare i compagni, ma le ustioni subite sono estese e profonde e non gli è possibile guarirli completamente.
Un rapido calcolo del tempo trascorso convince tutti che non possono riposarsi, già ora non riusciranno probabilmente a raggiungere la costa entro il termine assegnato dal capitano Walren. Il ritorno è una corsa disperata contro il tempo, attraverso la palude, le pianure, il bosco di alberi bianchi e lungo il corso d'acqua.
A sera raggiungono la costa, ma non c'è stato tempo per raccogliere combustibile lungo la strada ed al gruppo non resta che usare zaini e vestiti per accendere i due fuochi di segnalazione concordati con Walren. Per fortuna Evander è in grado di controllare le fiamme e mantenerle in vita ben oltre il normale.
Trascorsa un'ora in trepidante attesa, mentre forti terremoti hanno preso a scuotere l'isola e le acque del lago sono preda di una furia mai vista prima. Le speranze del gruppo sembrano spegnersi con le ultime fiamme quando sul lago compare una zattera, Warren non li ha abbandonati! I compagni si gettano in acqua per raggiungere la zattera, tranne Evander che utilizza la sua capacità magica di salto per raggiungerla in un balzo. Le onde sono violente e Mordekai quasi affoga nel breve tragitto.
Mentre il capitano ed i marinai lottano per controllare la zattera, il gruppo si riunisce nella cabina insieme a Reginald. Il ranger giustifica la sua presenza con un breve riassunto di quanto è accaduto dalla loro partenza. Al tempio di Razmir erano rimasti solo alcuni chierici di basso livello e la morte di tutti i loro leader sull'isola dovrebbe essere sufficiente affinché il culto del Dio vivente torni nell'oblio, ma la loro partenza non è passata inosservata, perciò ha deciso di intercettarli al lago Nero e prendere in custodia l'amuleto. Reginald sostiene di conoscere i contatti giusti per farlo pervenire rapidamente e senza rischi alla chiesa del Signore del Mattino a Krezk. Evander e Sevastian mostrano apertamente la loro diffidenza di fronte a questa comoda "coincidenza" e per convincerli mostra loro un messaggio scritto da Ashlov. Nella lettera Ashlov si raccomanda di inviargli l'amuleto appena rientrato in loro possesso e di non studiarlo per alcun motivo così da evitare di essere contaminati dalla sua malvagità latente. Pavlov riconosce la grafia del maestro e sostiene la versione di Reginald, ed alla fine anche i due compagni accettano riluttanti la scelta di Pavlov. In fondo recuperare l'amuleto era una sua responsabilità fin dall'inizio.
Raggiunta la riva del lago, Reginald si allontana a piedi verso il luogo dove ha legato il cavallo, mentre gli altri ripartono con la barca di Walren verso Bergovitsa. L'isola è stranamente scomparsa dal centro del lago, ma le acque sono sempre agitatissime ed i fulmini cadono a più riprese vicino alla barca. Uno di essi colpisce la cabina e scaraventa i compagni in acqua. Nuotare in queste condizioni è fuori questione e presto perdono tutti conoscenza.
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