Il giorno successivo il tempo volge al brutto ed una bufera di neve incombe all'orizzonte. Dopo aver percorso un tratto ancora più esiguo del solito, Pavlov scorge a qualche chilometro di distanza dalla strada una vecchia torre di pietra. Piuttosto che affrontare la bufera in arrivo lungo la strada, il gruppo decide di raggiungere la torre.
Tec Toc viene trascinato da Mordekai ed Evander steso sul telo della tenda, mentre Pavlov e Sevastian anticipano i compagni per iniziare a montare il prima possibile la tenda. Purtroppo a causa della fretta Pavlov precipita in un crepaccio nascosto e solo l'intervento della magia di Evander riesce a riportarlo in superficie, anche se la caviglia è slogata ed i tendini rotti. Per la prima volta un Pavlov dal volto cinereo omette di accusare Evander di stregoneria. Pavlov è adagiato sul telo al posto di Tec Toc che arranca nella neve fresca. L'andatura rallenta moltissimo e la bufera li coglie ancora lungo l'ascesa; la torre ed ogni punto di orientamento scompaiono alla vista.
Sevastian decide allora di tentare di anticipare ancora i compagni alla torre, seguito da Tec Toc che è costretto a camminare nelle sue orme per avanzare. In qualche modo di due raggiungono la torre e scoprono con gioia che è ancora quasi intatta. All'interno tre ambienti circolari sovrapposti sono collegati da scale malandate, ma ancora agibili. Sevastian raccoglie nel focolare al piano rialzato i resti degli arredi di legno, mentre Tec Toc stremato si accascia nella stanza.
Nel frattempo gli altri sono in grande difficoltà, nel pieno della bufera sono privi di orientamento e trascinare Pavlov sull'ultima salita è impresa improba. Ormai disperati acconsentono a ricorrere nuovamente alla magia di Evander che infonde in Pavlov la capacità di volare. In questo modo raggiungono anche loro la torre.
Una volta radunatosi nella torre ed acceso il fuoco l'intero gruppo crolla addormentato per la stanchezza.
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