Durante la notte il tempo cambia bruscamente ed all'alba un'intesa luce fa capolino dalle feritoie della torre. La neve con cui erano state bloccate si sta sciogliendo rapidamente ed il gruppo osserva perplesso, ma felice, il sole caldo che campeggia nel cielo. L'aria è molto più calda, il livello della neve sensibilmente più basso e la caviglia di Pavlov è migliorata parecchio, tanto da permettergli di camminare a lungo. Il gruppo ne approfitta immediatamente per raggiungere la cima del passo ed iniziare la discesa sull'altro versante.
Qualche tempo dopo l'inizio della discesa i compagni colgono la prima vista di una vallata solcata da un fiume alla base delle montagne, vicino ad una cascata formata dal fiume sorge il villaggio di Barovia, mentre l'imponente castello Zarovich si staglia sulle montagne alla loro sinistra. La vista infonde nuova vitalità ai compagni che completano la discesa e raggiungono Barovia in tarda serata.
L'accoglienza è persino più ostile che a Vallaki, in particolare Tec Toc è costretto a fingersi un bambino per evitare di essere additato come il diavolo in persona. Fortunatamente la locanda non ospita alcun visitatore in questo periodo dell'anno e l'oste acconsente ad alloggiare i nuovi venuti.
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