La mattina al loro risveglio la bufera è diminuita ad una semplice nevicata, ma esaminando la gamba di Pavlov, Tec Toc scuote la testa, il paladino non potrà muoversi per alcuni giorni.
Nell'attesa che il tempo migliori ulteriormente e Pavlov recuperi almeno in parte, i compagni esplorano i dintorni della torre e tra le rovine del complesso trovano un altro edificio ancora integro. Si tratta di una chiesa dedicata ad una divinità non identificabile a causa dello scempio che qualcuno ha commesso molto tempo addietro di tutti i simboli sacri, persino quelli incisi nella pietra. Nell'edificio, tuttavia, trovano un piccolo tesoro sotto forma di alcune panche in legno per alimentare il fuoco.
All'esterno la chiesa presenta un secondo piccolo ingresso, si tratta di un buco alla base del muro di sostegno che conduce in un ambiente sottostante alla chiesa vera e propria. Il piccolo ambiente dalle alte volte ospita un reliquario che è stato dissacrato come il resto della chiesa. Prima di uscire però Sevastian nota il soffitto ricoperto di strani filamenti di ghiaccio che assomigliano ad una ragnatela. Una piccola pietra è incastrata tra i filamenti di ghiaccio, visibile solo per la debole luce azzurrina che pulsa al suo interno. Recuperata la pietra i compagni decidono di non restare ancora al freddo ed uno ad uno escono dal foro, così come uno ad uno sono aggrediti da un grosso ragno che si è annidato sopra l'ingresso. Il colore bianco gli ha consentito di passare inosservato sulla neve e circondare l'intero edificio di filamenti ghiacciati identici a quelli sulla volta del sotterraneo.
Il ragno è messo in fuga sanguinante, nella speranza di tutti destinato a morire dissanguato, ma non prima che abbia avvelenato Evander e Mordekai. Al sicuro nella torre Tec Toc identifica il veleno come un congelante che lentamente potrebbe condurli alla morte.
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