Nella caverna è impossibile valutare il ciclo giorno/notte, perciò il gruppo si rimette in cammino dopo essersi ripreso dalla fatica accumulata.
Il percorso si snoda lungo l'esterno della prima cinta muraria alla ricerca di un accesso, finché Sevastian non incontra nuovamente un luogo non ricoperto dall'usuale placcatura dorata. L'area sgombra è circondata da strane rune che Evander prova ad identificare, ma per sua sfortuna si tratta di rune di evocazione sulle quali è stata posta una trappola di attivazione. Davanti ai compagni si materializza un imponente elementale del fuoco che mette a dura prova le loro abilità. Al termine dello scontro Tec Toc, Pavlov e Mordekai utilizzano nuovamente i loro poteri per guarire i feriti, ma il sussurro della sera prima si è trasformato nella visione di un cavaliere in armatura nera che li fissa attraverso l'elmo con aperta ostilità. Tutti convengono di limitare il ricorso alle arti magiche all'estremo necessario.
L'estrema necessità non tarda molto a presentarsi, quando raggiungono un ponte che sembra condurre in direzione della cinta muraria, probabilmente ad un ingresso. Giunti al ponte tutti i compagni avvertono dei rumori provenire da direzioni differenti e reagendo d'istinto si dividono per investigare. Da un lato Mordekai e Tec Toc, dall'altro Evander e Sevastian, mentre Pavlov attraversa il ponte.
Purtroppo per loro si tratta di illusioni create da un sicario d'ombra; un potente non morto inviato ad ucciderli. Pavlov e Tec Toc provano a scacciarlo, mentre i compagni provano a colpirlo, tutto inutile. Alla fine il sicario fallisce di poco la sua missione, cedendo solo agli attacchi del pugnale magico di Sevastian, il quale osserva il pugnale svanire insieme al sicario. Al termine dello scontro Pavlov, Tec Toc ed Evander giacciono esanimi, in particolare il paladino sembra ormai vicino alla morte.
Mordekai decide allora di ricorrere comunque alle cure magiche, mentre assiste incredulo al risanamento spontaneo di Tec Toc. Alle domande dei compagni l'halfling risponde con noncuranza che la potente Ezra non può essere certo ferita da così poco... Purtroppo durante le cure appare ripetutamente la visione di prima ed i compagni si rendono conto di stare danzando sul filo di lana, senza cure sono spacciati, se esagerano il signore di questo luogo potrebbe decidere di spacciarli!
L'estrema necessità non tarda molto a presentarsi, quando raggiungono un ponte che sembra condurre in direzione della cinta muraria, probabilmente ad un ingresso. Giunti al ponte tutti i compagni avvertono dei rumori provenire da direzioni differenti e reagendo d'istinto si dividono per investigare. Da un lato Mordekai e Tec Toc, dall'altro Evander e Sevastian, mentre Pavlov attraversa il ponte.
Purtroppo per loro si tratta di illusioni create da un sicario d'ombra; un potente non morto inviato ad ucciderli. Pavlov e Tec Toc provano a scacciarlo, mentre i compagni provano a colpirlo, tutto inutile. Alla fine il sicario fallisce di poco la sua missione, cedendo solo agli attacchi del pugnale magico di Sevastian, il quale osserva il pugnale svanire insieme al sicario. Al termine dello scontro Pavlov, Tec Toc ed Evander giacciono esanimi, in particolare il paladino sembra ormai vicino alla morte.
Mordekai decide allora di ricorrere comunque alle cure magiche, mentre assiste incredulo al risanamento spontaneo di Tec Toc. Alle domande dei compagni l'halfling risponde con noncuranza che la potente Ezra non può essere certo ferita da così poco... Purtroppo durante le cure appare ripetutamente la visione di prima ed i compagni si rendono conto di stare danzando sul filo di lana, senza cure sono spacciati, se esagerano il signore di questo luogo potrebbe decidere di spacciarli!
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