sabato 1 ottobre 2016

I Solchi, Borgo Atro, 30 Agosto 736

L'alba si accende attutita da una fitta pioggia che rende ancora più lugubre il paesaggio lungo il cammino della barca sulla quale il gruppo si dirige a Borgo Atro.
Dapprima attraversano un'area di isole circondate da spazzatura sulle quali spiccano catapecchie fatiscenti costruite spesso direttamente come palafitte sul fiume, gli abitanti del luogo la chiamano appunto l'Immondezzaio. Compaiono anche concerie, laboratori alchemici ed altre attività particolarmente nauseabonde, sembrano persino esistere vere e proprie attività di cernita dei rifiuti per il recupero di quanto gli abitanti più abbienti possono aver gettato di ancora utilizzabile.
Superato l'Immondezzaio lo sguardo cade per la prima volta su Borgo Atro e la vista non è entusiasmante. L'abitato sorge su una collina circondata dal fiume. Per tre lati la costa è una parete verticale invalicabile, mentre il quarto degrada fino al fiume. La salita verso la città è costellata da un dedalo di case e vicoli chiamati il Groviglio.

Appena approdati l'attenzione del gruppo è richiamata dai proclami di una guardia. Una grave minaccia è apparsa nelle catacombe sotto la città ed il borgomastro Eggri cerca uomini valorosi per affrontarla. Tutti pensano "ecco risolto il problema dell'alloggio e delle indagini".
Presenati al borgomastro i compagni apprendono alcuni dettagli della minaccia. Una temibile creatura si è insediata nelle catacombe e la mattina precedente è emersa nell'area chiamata il Mercato della Ciabatta dove ha causato strage e rovina. In breve tempo è comparsa in altre tre aree della città e la guardia dei Corvi non è riuscita a fermarla.

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