lunedì 18 aprile 2011

Har'Akir, 09-10 Ottobre 735

Mordekai e Tyron si nascondono all'interno di due sarcofaghi che si trovano nel tempio, mentre Nathanien si reca alla fonte. Allo spuntare dell'alba gli abitanti di Muhar si recano al tempio e di fronte allo scempio perpetuato scatta una frenetica ricerca della loro "amata" sacerdotessa che fortunatamente pare essere scomparsa.
Il lento trascorrere dei due giorni successivi si rivela un incubo per Mordekai e Tyron chiusi senza acqua in un sarcofago rovente, con una piccola fessura per respirare. Anche Nathanien non trascorre ore tranquille, preoccupato dalla crescente ostilità degli abitanti che considerano sospetto il suo arrivo coincidente con la scomparsa della sacerdotessa.
Il secondo giorno finalmente Mordekai e Tyron lasciano di nascosto il tempio e si incontrano con un altro straniero che sopraggiunge al villaggio; un uomo di nome Evander accompagnato da una strana volpe con la coda di fiamma e che incredibilmente pare possedere un certo controllo sul fuoco. Tyron è l'unico in grado di parlare una lingua comune con lo straniero, il Vaasi, e lo informa bruscamente di quanto accaduto e della crescente xonofobia nel villaggio. Alla fine Abu riesce a condurre all'ingresso della Valle del Faraone un ustionato Nathanien, due stremati Mordekai e Tyron ed un preoccupato Evander.

Addentrandosi nella valle gli eroi scoprono che la profezia era corretta: non vi è più alcuna traccia dei guardiani che avevano accolto il gruppo durante la prima visita; pertanto i cinque raggiungono senza ostacoli l'ingresso del tempio del Faraone Anhktepot. Il tempio si rivela una struttura imponente con enormi statue all'ingresso ed un grande portale che consente l'accesso al fianco della montagna in cui sono scavate le stanze dove riposano (o dovrebbero farlo!) il faraone e le sue mogli.
La prima stanza si rivela essere un grande salone con un'alta piattaforma sorretta da colonne intarsiate. Una rapida esplorazione del tempio rivela che l'unico modo di proseguire sia una porta che si apre al di sopra della piattaforma. Il gruppo si appresta a scalare le colonne per raggingere la porta, quando due statue di grandi falconi prendono vita e li attaccano. Tyron e Mordekai, già provati dalle peripezie dei giorni precedenti, sopravvivono a stento allo scontro.

Oltre la porta un lungo corridoio conduce il gruppo in una stanza ancora più imponente. Un'enorme statua alta decine di metri ricavata dalla roccia domina il muro di fronte all'ingresso: non è difficile riconoscervi il faraone. Ai suoi piedi si trovano delle statue più piccole che ritraggono le sue cinque mogli, mentre il muro alle spalle delle statue è interamente decorato da geroglifici. Tra questi geroglifici alcuni glifi magici provvedono affinchè le torce della stanza si accendano all'ingresso del gruppo. La stanza ha due uscite, un corridoio sulla destra ed una ripida scalinata sulla sinistra.

Trascinato da Tyron che sembra sempre più ansioso di lasciare Har'Akir, il gruppo sale le scale e si addentra in una successione di stanze sepolcrali; una per ogni moglie del faraone. Nell'ultima stanza il sarcofago giace aperto. In quel momento Mordekai e Tyron irrompono avvertendo i nuovi compagni di viaggio che una mummia si sta avvicinando. Un nuovo scontro in queste condizioni? Eppure anche questa volta il gruppo riesce a prevalere, anche se per poco. Nathanien con grande altruismo tenta di aprire un varco per gli altri, ma Mordekai è colto dal terrore e si rannicchia in un angolo della stanza. Anche Evander cerca di incenerire la mummia con le sue arti arcane creando archi di fiamma. Tyron, solitamente prudente ed affidabile, ha un comportamento incomprensibile: impugna lo scettro appartenuto a Isu e lo punta verso la mummia, quando nulla accade la aggredisce con furia senza badare alla propria incolumità. La mummia riesce a sconfiggere Tyron e debilitare Nathanien ed Evander con quella che sembra una malattia, ma all'ultimo una fiammata di Evander la riduce in cenere.

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