giovedì 28 aprile 2011

Sebua, 14 Ottobre 735

Salito sulla sommità della montagna, il gruppo osserva il panorama; alle spalle è comparsa all'improvviso una catena montuosa che si estende a ferro di cavallo attorno al deserto appena lasciato. Attualmente, la posizione della compagnia è su una delle estremità della catena; uno sguardo verso l'altro versante mostra altro, inteminabile deserto...
Scrutando con maggiore attenzione, però, appare quella che sembra essere l'unica speranza di salvezza: un'estesa macchia verde che pare un'oasi con al centro una strana area di colore rossastro.
Dopo aver disceso le montagne il gruppo si rassegna a trascorrere un altro giorno infuocato all'ombra delle stesse e durante la notte si mette in viaggio verso l'oasi.

Sebua, 13 Ottobre 735

Dopo aver consumato i miseri viveri rimasti, il gruppo decide di non poter attendere il possibile passaggio di una carovana e si rimette in viaggio. La marcia dura tutta la notte e parte del giorno successivo, quando la calura diventa atroce, finchè gli eroi non raggiungono una catena montuosa.

Le montagne si rivelano brulle e desolate quanto il deserto. Sembrano fatte interamente di marmo e forse è da qui che si forma la strana sabbia fine ed abrasiva di questo deserto. La coltre di nubi continua a coprire il cielo, salvo per un breve squarcio in cui il sole prende a brillare sulla distesa di sabbia, ma la temperatura continua comunque a salire. Il gruppo trascorre quindi il giorno all'ombra delle montagne per tentare poi di valicarle durante la notte.

Sebua, 12 Ottobre 735

Per Mordekai ed Evander vi è poco tempo per festeggiare la fuga da Har'Akir, perchè li attende una lunga marcia nel deserto con in spalla i loro compagni. Anche la gattina Bastet accompagna il gruppo, ma l'unico membro del gruppo che sembra trovarsi a proprio agio è Firefox, la strana volpe di Evander.

Dopo una lunga camminata sotto un celo plumbeo, molto insolito in un deserto, Mordekai ed Evander raggiungono finalmente quella che sembra un'area di sosta per carovane. Nulla più di tre scarne palme, un pozzo con acqua potabile ed un riparo fatto in argilla, ma dopo tanto deserto sembra un paradiso. Il gruppo trascorre tutto il giorno nella casupola e Nath e Tyron riprendono conoscenza. Durante il giorno il tempo cambia ed una tempesta di sabbia avvolge il riparo. Il gruppo si protegge come può fino alla notte, quando la tempesta si esaurisce.

Har'Akir, 11 Ottobre 735

Dopo un lungo conciliabolo, Mordekai riesce a convincere Evander ad attendere con i compagni inconsci, mentre lui si addentra nel sepolcro in cerca di un'uscita. Usando le proprietà magiche del pugnale che rileva i non morti, si fa strada fino all'ennesima grande stanza che contiene niente meno che un'imbarcazione!
La stanza presenta un'unica altra uscita, ma la strada è sbarrata da strane statue a quattro braccia che si muovono per intercettare chi tenta di passare.
Mordekai ritorna da Evander: i due, insieme, trasportano i loro compagni nella stanza che esplorano con più attenzione.
Sulla nave è installato un pesante gong che non suona neppure se percosso con le armi, finchè Mordekai non decide di colpirlo con l'ankh recuperato dalla mummia. Il suono del gong risuona assordante per l'intero sepolcro. Dopo attimi di intonitimento, dal passaggio emerge un'enorme mummia.
Guardando avanzare la mummia di quello che probabilmente è il Faraone risvegliato, Mordekai ed Evander decidono istintivamente di darsi alla fuga, trascinando i compagni.
Raggiunta una biforcazione vedono la mummia che li aveva precedentemente aggrediti al villaggio procedere nei corridoi verso la stanza della nave; poco dopo, alle loro spalle, si odono i rumori di quello che sembra il confronto finale tra il faraone e chi ha tentato di usurparne l'autorità sui non morti.
Lasciandosi alle spalle un conflitto in cui non hanno parte, gli eroi tornano rapidamente all'entrata del sepolcro, ma una volta usciti una sorpresa li attende: attorno a loro non vi è più alcuna traccia delle montagne o della valle e l'edificio spicca solitario nel mezzo di un vasto deserto sabbioso...

venerdì 22 aprile 2011

Har'Akir, 11 Ottobre 735

Quando Mordekai si riprende, tenta di spiegare ai nuovi arrivati il suo comportamento e quello di Tyron con scarso successo. Nathanien ed Evander sembrano essere particolarmente sospettosi della reazione di Tyron di fronte alla mummia ma, date le circostanze, ogni considerazione è rimandata a momenti migliori.
Nel frattempo Evander esamina le pergamene trovate da Mordekai al tempio di Muhar e sfrutta una di esse per
 guarire Tyron; il gruppo riprende la ricerca di un'uscita dal sepolcro del faraone.
Le altre stanze si rivelano solamente degli antichi uffici dei chierici e delle tombe dei servitori; Tyron trova inaspettatamente un passaggio segreto proprio nel muro alle spalle della statua gigante del faraone. La porta segreta cela un ulteriore corridoio che conduce in una stanza di dimensioni modeste con due uscite e due sarcofagi.

Dai sarcofagi emergono altre due mummie meno maestose della precedente.
Mordekai fugge terrorizzato verso l'entrata del sepolcro, Tyron si avventa sulle mummie a colpi di bastone, Nathanien ed Evander devono adattarsi alla situazione. Tyron colpisce violentemente una delle mummie, ma la reazione dei due non morti travolge in rapida successione sia Tyron che Nathanien. Evander invece riesce ad allontanarsi prima di essere tramortito come i suoi compagni e, dopo essersi ripreso, ritorna in loro soccorso. Appena in tempo, perchè l'unica mummia sopravvissuta sembra volersi avventare su Tyron per finirlo; come se non lo ritenesse una minaccia alla sua altezza, però, l'essere cambia obiettivo e decide di accanirsi sul corpo di Nathanien, svenuto a terra. La fiamma scagliata da Evander salva nuovamente la situazione incenerendo la mummia: l'orribile abitante delle tombe scompare insieme all'Ank (una sorta di simbolo religioso tipico di queste terre) che portava al collo.
Grazie a questa rivelazione, Evander sospetta che la rianimazione delle mummie sia opera di qualcuno che si trova nel sepolcro. Recuperato Mordekai, gli eroi riconsiderano la loro linea di azione, in attesa che Tyron e Nath si riprendano: continuare ad esplorare il sepolcro in cerca di un'uscita dal Dominio o ritornare sui propri passi e cercare di riprendersi dalle numerose ferite? Ma in tal caso, dove andare?

lunedì 18 aprile 2011

Har'Akir, 09-10 Ottobre 735

Mordekai e Tyron si nascondono all'interno di due sarcofaghi che si trovano nel tempio, mentre Nathanien si reca alla fonte. Allo spuntare dell'alba gli abitanti di Muhar si recano al tempio e di fronte allo scempio perpetuato scatta una frenetica ricerca della loro "amata" sacerdotessa che fortunatamente pare essere scomparsa.
Il lento trascorrere dei due giorni successivi si rivela un incubo per Mordekai e Tyron chiusi senza acqua in un sarcofago rovente, con una piccola fessura per respirare. Anche Nathanien non trascorre ore tranquille, preoccupato dalla crescente ostilità degli abitanti che considerano sospetto il suo arrivo coincidente con la scomparsa della sacerdotessa.
Il secondo giorno finalmente Mordekai e Tyron lasciano di nascosto il tempio e si incontrano con un altro straniero che sopraggiunge al villaggio; un uomo di nome Evander accompagnato da una strana volpe con la coda di fiamma e che incredibilmente pare possedere un certo controllo sul fuoco. Tyron è l'unico in grado di parlare una lingua comune con lo straniero, il Vaasi, e lo informa bruscamente di quanto accaduto e della crescente xonofobia nel villaggio. Alla fine Abu riesce a condurre all'ingresso della Valle del Faraone un ustionato Nathanien, due stremati Mordekai e Tyron ed un preoccupato Evander.

Addentrandosi nella valle gli eroi scoprono che la profezia era corretta: non vi è più alcuna traccia dei guardiani che avevano accolto il gruppo durante la prima visita; pertanto i cinque raggiungono senza ostacoli l'ingresso del tempio del Faraone Anhktepot. Il tempio si rivela una struttura imponente con enormi statue all'ingresso ed un grande portale che consente l'accesso al fianco della montagna in cui sono scavate le stanze dove riposano (o dovrebbero farlo!) il faraone e le sue mogli.
La prima stanza si rivela essere un grande salone con un'alta piattaforma sorretta da colonne intarsiate. Una rapida esplorazione del tempio rivela che l'unico modo di proseguire sia una porta che si apre al di sopra della piattaforma. Il gruppo si appresta a scalare le colonne per raggingere la porta, quando due statue di grandi falconi prendono vita e li attaccano. Tyron e Mordekai, già provati dalle peripezie dei giorni precedenti, sopravvivono a stento allo scontro.

Oltre la porta un lungo corridoio conduce il gruppo in una stanza ancora più imponente. Un'enorme statua alta decine di metri ricavata dalla roccia domina il muro di fronte all'ingresso: non è difficile riconoscervi il faraone. Ai suoi piedi si trovano delle statue più piccole che ritraggono le sue cinque mogli, mentre il muro alle spalle delle statue è interamente decorato da geroglifici. Tra questi geroglifici alcuni glifi magici provvedono affinchè le torce della stanza si accendano all'ingresso del gruppo. La stanza ha due uscite, un corridoio sulla destra ed una ripida scalinata sulla sinistra.

Trascinato da Tyron che sembra sempre più ansioso di lasciare Har'Akir, il gruppo sale le scale e si addentra in una successione di stanze sepolcrali; una per ogni moglie del faraone. Nell'ultima stanza il sarcofago giace aperto. In quel momento Mordekai e Tyron irrompono avvertendo i nuovi compagni di viaggio che una mummia si sta avvicinando. Un nuovo scontro in queste condizioni? Eppure anche questa volta il gruppo riesce a prevalere, anche se per poco. Nathanien con grande altruismo tenta di aprire un varco per gli altri, ma Mordekai è colto dal terrore e si rannicchia in un angolo della stanza. Anche Evander cerca di incenerire la mummia con le sue arti arcane creando archi di fiamma. Tyron, solitamente prudente ed affidabile, ha un comportamento incomprensibile: impugna lo scettro appartenuto a Isu e lo punta verso la mummia, quando nulla accade la aggredisce con furia senza badare alla propria incolumità. La mummia riesce a sconfiggere Tyron e debilitare Nathanien ed Evander con quella che sembra una malattia, ma all'ultimo una fiammata di Evander la riduce in cenere.

venerdì 1 aprile 2011

Har'Akir, Oasi villaggio di Muhar, 08 Ottobre 735

Esaminando le pergamene che Mordekai è in grado di leggere, i due compagni riescono a comprendere quanto accaduto. Isu pare abbia trovato un'antica pergamena che serviva ad evocare dai morti uno dei sacerdoti sepolti nella tomba del faraone Anhktepot. Inizialmente contraria a compiere un atto che evidentemente malvagio, la sua anima è stata in qualche modo corrotta dal possesso della pergamena, fino a rinnegare il dio Osiride per il malvagio Seth. Con il controllo del sacerdote non-morto, Isu ha iniziato a mietere vittime e costruire un'armata di non-morti con la quale pianificava di sottomettere le terre oltre le montagne di Rah. Indizio che conferma l'esistenza di un passaggio per lasciare Har'Akir.
Grazie alle conoscenza contenuta nelle pergamene, Mordekai riesce ad utilzzare l'osservatorio sul tetto del tempio per determinare quale sia l'unica notte in cui è possibile recarsi alla tomba di Anhktepot per compiere il rituale. Notte che risulta essere fra due soli giorni, ovvero lo stesso giorno profetizzato da Dulcimae per poter "trovare" Ankhtepot. Convinti dall'improbabile coincidenza, decidono che dovranno attendere ben due giorni al villaggio prima di recarsi alla tomba del faraone per annullare il sortilegio operato da Isu.

Tyron e Mordekai lasciano il tempio con l'intenzione di affrontare immediatamente gli abitanti del villaggio e spiegare quanto sta accadendo, ma proprio in quel momento Abu è di ritorno con uno straniero.
Nathanien, tale è il suo nome, si presenta come originario di Lamordia. Tyron non perde tempo ad informarlo del pericolo che corre in questo luogo e di quanto è accaduto. Pur scioccato dalla truce realtà in cui è stato scagliato, Nathanien acconsente ad utilizzare le arti guaritive di cui è dotato per soccorrere Sereg. Al loro rientro nel tempio però hanno una brutta sorpresa: il cadavere di Isu è scomparso.

Mentre Nathanien si occupa di Sereg, Tyron esplora il tempio alla ricerca di Isu senza risultato e Mordekai cerca di spiegare ad Abu quanto è accaduto. Il ragazzino fugge in preda al panico quando apprende della scomparsa di Isu e del massacro perpetrato nel tempio.
Mordekai e Tyron, seguiti da Nathanien, lo rincorrono e cercano di calmarlo. Alla fine sarà Nathanien a riuscirvi grazie alla sua empatia con il gatto di Isu, Bastet. L'agitazione per la reazione di Abu ha però causato un errore imperdonabile ed ha pagarne il prezzo è Sereg che è rimasto indifeso alla mercè della sacerdotessa scomparsa. Quando ritornano al tempio, Mordekai e Tyron non possono far altro che contemplare con un profondo senso di colpa il cadavere privo di vita del loro compagno.
Ricomposte le salme di Gaèthan e Sereg, i compagni sopravvissuti lasciano di nuovo il tempio in compagnia di Abu e Nathanien, ormai seriamente preoccupato, per tentare di avvisare gli abitanti del pericolo incombente. La reazione, tuttavia, è a dir poco disarmante, perchè nessuno degli abitanti di Muhar è disposto ad accoglierli ed ascoltare le loro notizie durante la notte.
Ai quattro non resta che tornare al tempio ed attendere l'alba.