Esaminando le pergamene che Mordekai è in grado di leggere, i due compagni riescono a comprendere quanto accaduto. Isu pare abbia trovato un'antica pergamena che serviva ad evocare dai morti uno dei sacerdoti sepolti nella tomba del faraone Anhktepot. Inizialmente contraria a compiere un atto che evidentemente malvagio, la sua anima è stata in qualche modo corrotta dal possesso della pergamena, fino a rinnegare il dio Osiride per il malvagio Seth. Con il controllo del sacerdote non-morto, Isu ha iniziato a mietere vittime e costruire un'armata di non-morti con la quale pianificava di sottomettere le terre oltre le montagne di Rah. Indizio che conferma l'esistenza di un passaggio per lasciare Har'Akir.
Grazie alle conoscenza contenuta nelle pergamene, Mordekai riesce ad utilzzare l'osservatorio sul tetto del tempio per determinare quale sia l'unica notte in cui è possibile recarsi alla tomba di Anhktepot per compiere il rituale. Notte che risulta essere fra due soli giorni, ovvero lo stesso giorno profetizzato da Dulcimae per poter "trovare" Ankhtepot. Convinti dall'improbabile coincidenza, decidono che dovranno attendere ben due giorni al villaggio prima di recarsi alla tomba del faraone per annullare il sortilegio operato da Isu.
Tyron e Mordekai lasciano il tempio con l'intenzione di affrontare immediatamente gli abitanti del villaggio e spiegare quanto sta accadendo, ma proprio in quel momento Abu è di ritorno con uno straniero.
Nathanien, tale è il suo nome, si presenta come originario di Lamordia. Tyron non perde tempo ad informarlo del pericolo che corre in questo luogo e di quanto è accaduto. Pur scioccato dalla truce realtà in cui è stato scagliato, Nathanien acconsente ad utilizzare le arti guaritive di cui è dotato per soccorrere Sereg. Al loro rientro nel tempio però hanno una brutta sorpresa: il cadavere di Isu è scomparso.
Mentre Nathanien si occupa di Sereg, Tyron esplora il tempio alla ricerca di Isu senza risultato e Mordekai cerca di spiegare ad Abu quanto è accaduto. Il ragazzino fugge in preda al panico quando apprende della scomparsa di Isu e del massacro perpetrato nel tempio.
Mordekai e Tyron, seguiti da Nathanien, lo rincorrono e cercano di calmarlo. Alla fine sarà Nathanien a riuscirvi grazie alla sua empatia con il gatto di Isu, Bastet. L'agitazione per la reazione di Abu ha però causato un errore imperdonabile ed ha pagarne il prezzo è Sereg che è rimasto indifeso alla mercè della sacerdotessa scomparsa. Quando ritornano al tempio, Mordekai e Tyron non possono far altro che contemplare con un profondo senso di colpa il cadavere privo di vita del loro compagno.
Ricomposte le salme di Gaèthan e Sereg, i compagni sopravvissuti lasciano di nuovo il tempio in compagnia di Abu e Nathanien, ormai seriamente preoccupato, per tentare di avvisare gli abitanti del pericolo incombente. La reazione, tuttavia, è a dir poco disarmante, perchè nessuno degli abitanti di Muhar è disposto ad accoglierli ed ascoltare le loro notizie durante la notte.
Ai quattro non resta che tornare al tempio ed attendere l'alba.