martedì 17 gennaio 2012

Palazzo del conte Diliev, Levkarest, Borca, 22 Novembre 735

La compagnia trascorre due giorni acquistando vestiti adeguati e prendendo intense lezioni di comportamento da Tatenna, finchè giunge la sera del ricevimento.
Il palazzo di Diliev testimonia l'importanza del nobile con uno sfarzo che colpisce tutti, ma grazie a Tatenna tutto il gruppo entra senza difficoltà. Dopo la dovuta anticamera, il conte Diliev accoglie il gruppo. Nathanien è l'unico che parla la lingua locale e si incarica delle presentazioni. Il conte si interessa particolarmente all'origine e al grado di nobilità di ogni membro del gruppo e, grazie ad una buona dose di improvvisazione, le false identità ideate dai compagni reggono l'esame.

Ormai liberi di muoversi nelle aree aperte al ricevimento, gli eroi si mescolano agli ospiti. La festa è organizzata con maestria: gli ospiti sono accolti nel salone principale, mentre alcuni musici suonano nella sala da ballo e cibi raffinati sono serviti costantemente nella sala da pranzo; il chiostro consente di passeggiare all'esterno anche se il clima rigido non invoglia molti ospiti a farlo, ma l'elemento che attrae più di ogni altro l'attenzione del gruppo è la sala da gioco. La stanza infatti ha un'unica entrata e l'accesso è ristretto ad un esiguo numero di persone. Il gruppo sospetta che potrebbe trattarsi di una copertura per incontri politici e ritengono la sala il bersaglio più probabile.

Per aiutare la compagnia, Robert Tatenna chiede al conte di essere ammesso nella sala insieme a Nathanien, ma il diniego dell'ospite è tanto inatteso quanto fermo. In mancanza di altre possibilità, Robert si limita ad indicare ai compagni i giocatori a lui noti: Vadlin Beli, Yesar Baku, Nicolai Damilev e Andrej Remev. Quest'ultimo è un suo conoscente personale: Nath apprende con preoccupazione che Remev ha studiato per vari anni a Lamordia, la sua patria natia. Ancora una volta Nathanien riesce a celare al nobile la sua vera identità, scoprendo inoltre che Andrej trascorrerà del tempo a cena e nella sala da ballo prima di recarsi nella sala per il gioco d'azzardo. Un'idea rischiosa fa capolino nella mente di Nathanien: dopo rapido consulto di gruppo, egli decide di usare le sue arti arcane per assumere l'aspetto e la voce di Remev ed entrare al suo posto nella sala da gioco. La sciarada riesce, ma l'imprevisto è in agguato: alla sala può accedere una sola persona per volta e solo allo scopo di giocare alle carte contro il croupier! Nathanien non può esimersi dal puntare le tre strane fiche colorate di verde, rosso e nero che il croupier gli porge. Miracolosamente la fortuna lo sorregge e riesce a raddoppiare le fiche nera e rossa, perdendo però quella verde. Lasciata la sala Nathanien ed Evander esaminano le fiche che risultano essere state incantate: non è possibile però stabilire la natura dell'incantestimo ed il suo effetto.
Il resto della serata trascorre tranquillamente, salvo per le veementi proteste di Remev quando si reca finalmente a giocare. Il nobile si vede chiaramente negare l'accesso con la motivazione di essere già entrato in precedenza. Quando ormai tutti gli ospiti si sono allontananti, gli eroi si congedano dal conte Diliev che li ringrazia per il loro aiuto. Alla delusione per non aver ottenuto riconoscimento diretto fa da contraltare la consapevolezza di essere penetrati in un mondo esclusivo normalmente precluso. Mentre si allontana dalla festa, Nathanien si libera delle scottanti fiche; con sommo stupore, però, all'arrivo presso il maniero Tatenna, l'eroe scopre di averle nuovamente nelle sue tasche. Nel gruppo si affacciano forti dubbi sul reale significato della partita giocata da Nathanien ed angosciosi timori di essersi invischiati in qualcosa di pericoloso...

Maniero dei Tatenna, Levkarest, Borca, 17 - 21 Novembre 735

Maniero dei Tatenna, Levkarest, Borca, 20 Novembre 735

Durante la notte Tatenna e gli eroi si avviano verso il cimitero, quando un'elegante carrozza getta un messaggio nel giardino del maniero. Tatenna lo raccoglie e rimanda le spiegazioni.
Giunto sul posto, il gruppo riesuma la salma di Thomas e la ricompone nella sua interezza, allontanandosi poi con animo più leggero.
Evidentemente quanto accaduto non è stato invano, perchè per tutto il giorno non avvengono altri incidenti nell'abitazione dei Tatenna. Il fantasma di Thomas sembra aver trovato la pace.

Alla sera Tatenna convoca il gruppo e mantiene la parola data. Illustra ai compagni la strana richiesta di un suo amico nobile. Il conte Ivan Diliev non tollera la presenza in casa propria di persone che non sono di origine nobile, tuttavia a breve terrà un ricevimento ed è
preoccupato per la sicurezza. Le famiglie Boritsi e Dilisnya che si contendono il controllo di Borca sembrano aver avviato un momentaneo tentativo di riavvicinamento e la situazione politica è molto fluida, quindi potrebbero esserci spiacevoli incidenti durante la festa.
Tatenna ha convinto Diliev che il gruppo è formato da nobili di basso rango di sua fiducia e disposti ad incaricarsi della sorveglianza durante il ricevimento. Seguendo il suggerimento i compagni inventano delle identità fasulle di domini lontani, Tyron addirittura preferisce simulare di non conoscere il Mordentish per evitare gaffe nell'etichetta.

venerdì 13 gennaio 2012

Maniero dei Tatenna, Levkarest, Borca, 19 Novembre 735

Le speranze di aver scacciato per sempre il fantasma si infrangono durante la notte, quando Evander è colto dai soliti incubi di persone care che ardono sul rogo. Tyron decide nuovamente di restare sveglio per non cadere vittima degli incubi e si alterna con Nathanien nella ronda della casa.
All'alba una Rosanna in lacrime confida a Nathanien il suo senso di colpa per l'aggressione del fantasma. La povera ragazza è convinta che la responsabilità dell'accaduto risieda nell'incidente con il vestito e conduce i compagni nella stanza di Esmeralda dove gli indica l'abito incriminato.
Dopo aver tergiversato a lungo, i compagni decidono di affrontare Lord Tatenna. Evander si incarica di presentare i fatti emersi dalle indagini senza enfatizzare le responsabilità che paiono pendere su Tatenna, mentre Nathanien provvede a tradurre in High Mordentish. Il mago dà prova di abilità diplomatiche e la reazione di Tatenna é tutt'altro che adirata: l'uomo è pervaso sempre più da uno stato di disperazione finchè, in preda al senso di colpa, rivela al gruppo le sue responsabilità nell'accaduto. Come ipotizzato aveva scorto Thomas in atteggiamenti intimi con Rosanna mentre questa indossava il vestito della moglie; equivocando la situazione, il nobile aveva contattato un malvivente con il quale ha pianificato l'assassino di Thomas. Il povero servitore è morto arso vivo nel rogo della casa, legato al letto della stanza di Tatenna. L'apprendere dell'innocenza di Thomas conduce al limite Lord Tatenna che promette di fare tutto il possibile per rimediare. Dietro suggerimento di Nathanien si reca immediatamente da Rosanna per tentare di sollevare la ragazza dal senso di colpa che la opprime, quindi si reca sulla tomba di Thomas per implorare il suo perdono. Tyron gli suggerisce che sarebbe opportuno punire anche il sicario, ovvero il losco figuro ricevuto da Tatenna la sera precedente, ma la situazione è più complicata del previsto, perchè il malvivente sta ricattando da tempo Tatenna per gli eventi di quella notte.
Poche ore dopo Tatenna si ripresenta al gruppo in possesso di un osso di tibia alla quale si è fusa una catena e rivela di aver rimosso parte della gamba di Thomas prima dell'arrivo della Brigata del Secchio per nascondere la catena che lo legava. Il macabro resto era rimasto sepolto in giardino per tutto il tempo. Proprio in quel momento il fantasma di Thomas si materializza ed i presenti possono verificare come l'osso lo respinga: evidentemente si tratta del catalizzatore che trattiene il fantasma nel mondo dei vivi.
Tatenna ed i compagni decidono di recarsi al cimitero per provare a ricomporre il cadavere nella bara di Thomas nella speranza di dare pace al ragazzo.

venerdì 6 gennaio 2012

Maniero dei Tatenna, Levkarest, Borca, 18 Novembre 735

Durante la notte Mordekai e Tyron sono svegliati da incubi orribili dei loro genitori ed amici che muoionio arsi vivi. L'evento inquieta Tyron al punto da decidere di non tentare nuovamente di addormentarsi.
Di prima mattina Nathanien si reca al vicino cimitero per verificare la tomba di Thomas e vi trova Rosanna, la cameriera personale di Esmeralda, che rassetta la tomba. La povera ragazza sembra essere molto legata a Thomas e prova un dolore sincero per la perdita. La ragazza racconta a Nathanien che pochi giorni prima dell'incendio aveva commesso una leggerezza lasciandosi convincere da Thomas, con il quale aveva una relazione, a provare uno dei vestiti da sera di Esmeralda Tatenna. La padrona era rientrata improvvisamente e, nonostante Rosanna e Thomas si fossero nascosti, i due temevano di essere stati visti: nei giorni successivi, infatti, Robert Tatenna sembrava essere più freddo del solito con il suo servitore personale.
Un breve colloquio con Esmeralda conferma che originariamente Lord Tatenna doveva accompagnarla nella visita alla madre, ma in quei giorni si era mostrato scostante ed alla fine decise di restare a casa.
Nel frattempo Evander ispeziona la stanza di Patricia e non si fa scrupoli di leggerne il diario, dal quale scopre che anche Patricia è oppressa da incubi ricorrenti in cui i genitori ed altre persone care muoiono bruciate.
Nathanien formula l'ipotesi che Lord Tatenna abbia scorto Thomas in atteggiamenti intimi con la cameriera mentre indossava il vestito della moglie ed abbia equivocato. Da ciò la decisione di affrontarlo mentre gli altri erano assenti. Non è possibile sapere se il confronto sia degenerato in un tragico incidente o se l'incendio sia stato un tentativo di coprire l'omicidio di Thomas.

L'indecisione del gruppo si interrompe quando il fantasma incendia un paio di tende della casa. La "Corda dell'Impiccato" in possesso di Mordekai si avvolge attorno allo spazio dove si trova il fantasma e gli consente di attaccarlo alla cieca. Nathanien e Tyron non prendono parte allo scontro, perchè il fantasma rivela un'altra capacità: le immagini illusorie di Rosanna e della moglie di Tyron in atteggiamento provocante distraggono i due per tutto il tempo. Quando i due eroi riprendono il controllo, scoprono che Mordekai è riuscito a colpire il fantasma con un fendente accurato facendolo scomparire. All'arrivo di Lord Tatenna e dei servi la stanza è a soqquadro ed i compagni spiegano lo scontro con il fantasma.

Maniero Tatenna, Levkarest, Borca, 17 Novembre 735

All'arrivo al maniero, Nathanien e Mordekai presentano Evander a Robert Tatenna. L'aristocratico mostra immediatamente la casa ai compagni e li presenta alla moglie Esmeralda ed alla figlia Patricia. Durante le indagini sarà loro concesso di muoversi liberamente a tutti gli ambienti, ovviamente si raccomanda una certa discrezione ed un comportamento consono al lignaggio del proprietario. Già durante la mattina la compagnia sperimenta gli strani fenomeni che colpiscono la casa: si ode il suono di catene nelle stanze adiacenti ed una serva si ustiona con una paletta per la cenere che doveva essere fredda da tempo.
Nel pomeriggio Nathanien, Evander e Tyron si recano a parlare con la Brigata del Secchio, il corpo di lotta al fuoco di Levkarest. Qui scoprono che l'incendio aveva lasciato molti dubbi nei tecnici, perchè l'area più colpita dalle fiamme fu la stanza di Lord Tatenna, mentre l'olio da cucina a cui è stato imputato l'incendio era custodito nella dispensa, un locale al piano inferiore e leggermente discosto dalla stanza. Della casa, comunque, era rimasto solo qualche tratto del muro esterno e del pavimento al primo piano, perciò Tatenna decise di ricostruirla da zero.
L'interrogatorio dei servitori conferma che la vittima dell'incendio era il valletto personale di Tatenna, un ragazzo poco più che ventenne di nome Thomas. Il ragazzo era di indole gioviale e ben voluto da tutti, in particolare pare fosse considerato quasi un figlio da Tatenna. Si comprende anche cosa ha spinto Tatenna a chiedere l'aiuto di avventurieri: i misteriosi fenomeni sono cominciati poco dopo la ricostruzione della casa e stanno progressivamente aggravandosi.

Borca, 14 - 17 Novembre 735

Strada tra Sturben e Levkarest, Borca, Notte tra il 16 ed il 17 Novembre 735

Evander, Nathanien e Mordekai percorrono la strada che unisce Sturben con Levkarest ad alta velocità, raggiungendo Tyron al Maniero dei Tatenna di prima mattina.

Sturben, Borca, 16 Novembre 735

Gli eroi trascorrono la giornata nascosti per evitare ulteriori guai con il corpo di polizia. Solo a notte fonda decidono di uscire per fuggire verso Levkarest .

lunedì 2 gennaio 2012

Sturben, Borca, 15 Novembre 735

Il battello di Evander giunge a Sturben, come i due destrieri di Mordekai e Nathanien; la notizia dell'assassinio avvenuto sull'imbarcazione si diffonde nel villaggio; Mordekai e Nathanien riescono ad avvicinarsi al battello grazie alla conoscenza fatta con una signora ed al marito mercante: essi permettono l'accesso agli eroi alla loro imbarcazione, attraccata a lato di quella giunta da Mortigny.
L'azione di recupero di Evander é più complessa del previsto e porta Nath e Mordekai ad appiccare un incendio a bordo della nave come diversivo, attirando le attenzioni del Corpo di Polizia di Borca, particolarmente efficace e potente in questa zona del dominio. Il mago Hazlano viene recuperato con non poche difficoltà. Prima che gli eroi lascino la città per tornare a Levkarest, i due mercanti chiedono ad Evander la restituzione di un sacchetto che qualcuno ha misteriosamente infilato nelle sue tasche sulla nave....

Levkarest, Borca, 15 Novembre 735

Mordekai, Nathanien e Tyron vengono a conoscenza di problemi sul battello proveniente da  Mortigny su cui é probabile si sia imbarcato Evander. Mordekai e Nath decidono di intraprendere un viaggio lampo per Sturben, dove la chiatta é stata dirottata in seguito all'omicidio di uno dei passeggeri, con lo scopo di recuperare Evander ed, eventualmente, aiutare il compagno in caso di necessità.

domenica 1 gennaio 2012

I Racconti del Dottor Van Richten: Il Cocchio Tuonante

Ero sulle tracce di una malvagia creatura che ho soprannominato "Il gelido vampiro" a Lamordia. Nella caccia alla creatura, mi imbattei, insieme ad i miei compagni, in una tranquilla locanda di campagna, "Il Cardo ed Il Cappuccio". Il luogo era talmente affascinante e l'oscuritá si stava avvicinando tanto velocemente che, dopo un rapido consulto, decidemmo di fermarci e di trascorrere qui la notte.
Il locandiere, un simpatico ed allegro compagnone dall'improbabile nome di Bellikok, si fece carico di ogni nostro bisogno. Ci presentò con grandi feste a cena, preoccupandosi che i nostri bicchieri fossero sempre pieni e senza far mancare mai qualche commento intelligente o qualche aneddoto per mantenere viva la conversazione, come un perfetto ospite.
Tuttavia, le cose cambiarono quando il brillante orologio di rame suonò le dieci. Non appena l'ultimo rintocco cessò, un'ansia strisciante si dipinse sul volto felice di Ballikok. Temetti un suo malore e mi avvicinai per sorreggerlo: "Sono un fisico" dissi "c'é qualcosa che posso fare per te?". L'uomo permise ad un sorriso tirato di attraversare il suo viso e si lasciò andare ad una risata tirata: "Vorrei che tu potessi, gentile signore", sospirò.
Vedendo la curiosità dei miei compagni sui motivi del suo brusco cambiamento di umore, insistetti affinché continuasse a parlare. Lasciando cadere la testa in modo che osservasse solo il pavimento e non le nostre facce, il locandiere fece come suggerii.
"Hai sentito il suono della carrozza, signore? Basso e distante, come quello di un tuono che si profila all'orizzonte?". Alzai la mia testa e, come aveva detto, sentii il rumore di un cocchio distante. Tuttavia c'era qualcosa di strano...pensando che esso potesse promettere un altro cliente per la notte, gli offrii comunque una frase consolatoria: "Hai una stanza per un ulteriore ospite?". Man mano che il suono si faceva via via più vicino, il locandiere diventava sempre più agitato. "Quel convoglio non porta ospiti che possa tenere qui" sussurrò. "No, quel cocchio galoppa direttamente verso le fauci dell'oscurità stessa. Non so verso dove viaggi, ma so cosa avviene al suo passaggio. Spostatevi qui, alla finestra. Vedrete cosa intendo dire..."
Detto questo, spense con un soffio le ultime luci accese nella locanda e ci raccolse in prossimità della grande vetrata che dava sulla strada. Alla distanza, cominciammo a vedere un scintillio soprannaturale che si muoveva verso di noi sulla strada. Sembrava muoversi ad una velocità incredibile ed emanare una luce simile soltanto a quella presenza sulle navi che solcano il mare avvolte dal fuoco di Sant'Elmo.
Improvvisamente l'orrendo convoglio si trovò su di noi. Lampeggiò dietro la nostra finestra ad una velocità che non ritenevo possibile. Riuscii solo a dare un breve sguardo alla cosa, ma la sua immagine é impressa per sempre nella mia mente. Il carro era grande, ingombrante piú di qualsiasi altro carro mercante abbia mai visto. Era trainato da quattro grandi cavalli a cui erano stati rimossi tutti i tessuti e la pelle. Ad ogni passo compiuto da questi nobili destrieri, fulmini saettavano nel momento in cui lo zoccolo colpiva il terreno. Il legno color ebano del cocchio - intagliato e con scolpite rune malvagie e figure oscure - era illuminato a giorno da una pioggia di scintille azzurre diffuse dal rapido incedere della ruota man mano che la carrozza avanzava lungo la strada. Tanto scioccanti quanto il macabro veicolo erano i suoi occupanti, ancor piú memorabili. Il cocchiere era uno scarno essere scheletrico, adattissimo al mezzo che guidava. Mentre passava, lo vidi colpire i cavalli con la frusta, la cui sferza era composta di puri lampi. Quando schioccò sopra le bestie, un grande tuonare rimbombò per la strada e gli animali sembrarono, se possibile, aumentare ulteriormente la loro velocità.
Attraverso le finestre poste sulle porte del cocchio, potei osservare i torvi passeggeri di questa carrozza da incubo. Scarni e sottili, ma ancora con la carne addosso, essi si allungavano attraverso le finestre con sbarre di ossa verso di noi. Le loro facce erano pietose, segnate dall'agonia e tormentate. Nell'attimo in cui si trovarono davanti a me, sentii tutta la loro sofferenza e la loro angoscia irradiarsi dai loro visi. Essi erano dannati.
Poi, ancor prima mi accorgessi che fosse prossimo a noi, il cocchio si allontanò, correndo lungo la strada ad una velocità oltre la mia comprensione. Cercai di vincere il mio orrore e di parlare, quando il locandiere fece un cenno di silenzio.
Istantaneamente il cielo eruttò in un tuono. Enormi fulmini ramificati correvano all'orizzonte, spargendo un bagliore blu per la campagna. La pioggia prese a cadere a cascata, battendo contro la finestra con la ferocia di un'uragano e trasformando la strada in un pantano di fango. La tempesta piú selvaggia che abbia mai visto durò solo pochi minuti e poi se ne andò.
"Mio Dio" fu tutto ciò che riuscii a dire.