Nonostante le ferite, a sera il gruppo
raggiunge la fine della gola e vi trova un'arcata di pietra che consente
l'ingresso all'interno di una piccola collina. Sulla volta Evander identifica
il simbolo della fiamma, sembra proprio trattarsi della loro destinazione.
Davanti all'ingresso una scena degna di un macello, tre pony e due cavalli
giacciono sventrati. Sotto uno dei pony Sevastian rinviene uno scheletro umano.
Non proprio la fine del viaggio in cui avevano sperato tutti, tuttavia dalle
bisacce dei pony Evander recupera tre fiale che identifica come pozioni di
guarigione, assieme a corda, frecce, ed olio per lanterna.
Oltre l'arcata di pietra un corridoio
conduce ad un portone dischiuso. Nella stanza all'interno i compagni osservano
allibiti una scena ancora più macabra; i probabili proprietari delle
cavalcature giacciono mutilati insieme ad altri scheletri. Ormai Sevastian
dubita seriamente che viaggiare con i nuovi compagni sia più sicuro di muoversi
da solo e confronta il gruppo per comprendere i reali termini della
"missione" di cui gli hanno parlato.
Durante la discussione, Tyron sente un
rantolo provenire dalla stanza ed entra per indagare se qualcuno sia
sopravvissuto. Al suo ingresso gli scheletri si animano improvvisamente ed
attaccano, ma questa volta la battaglia volge a favore dei vivi e gli scheletri
sono distrutti.
La stanza ha due altre porte e si ode
nuovamente il rantolo provenire da quella a meridione. Dopo accurati controlli
Sevastian apre la porta e con cautela avanza nella stanza per cadere comunque
in una trappola a pozzo... con sua enorme sorpresa la caduta è attutita da un
letto di cuscini. Un'idea coglie Pavlov: alcuni dei cadaveri potrebbero essere
degli sfortunati che erano venuti a predisporre le trappole non letali previste
dalla tradizione, ma cosa ha risvegliato gli scheletri che li hanno uccisi?
La stanza ha un'unica altra uscita, ma la
porta è chiusa con un meccanismo complesso che Sevastian riesce comunque a far
scattare. Il nuovo arrivato sembra essere molto a suo agio con trappole e
chiavistelli...
Segue un altro corridoio con tre uscite,
ma nella stanza oltre la porta aperta da Pavlov si trova un altro cadavere con
un enorme insetto dorato che lo sta divorando. Tyron lo sventra, ma l'insetto
esplode ed un fiotto di sangue acido lo investe causando un'emorragia. I
successivi piagnistei di Tyron non smuovono i compagni, l'unica soluzione è
cauterizzare!
Altra porta di uscita dalla stanza, altro corridoio che conduce in un'altra stanza... il sotterraneo sembra allargarsi sempre di più ed i compagni iniziano ad essere stanchi, feriti ed impauriti, quindi decidono di inviare qualcuno, Pavlov, a controllare prima di avventurarsi nella nuova stanza. L'idea non ha l'esito previsto, perché Pavlov riferisce di una stanza vuota con un grosso fuoco al centro, tuttavia, quando i compagni vi si recano compare un fantasma che li aggredisce. Lo scontro è tragicomico, perché il fantasma risulta immune agli attacchi normali ed i compagni non sono molto pratici con le armi incantate in loro possesso. Un aiuto arriva dalla magia di Evander, ma al termine di un lunghissimo combattimento sono tutti feriti gravemente e devono ricorrere alle ultime pozioni di guarigione rimaste.
Frugando la stanza, priva di uscite, sembra che si sia trattato di uno sforzo inutile, finché tra le ceneri del focolare Sevastian scopre un pugnale che contiene una pergamena magica ed una misteriosa chiave.
L'intero gruppo ritorna sui suoi passi ad esaminare le due porte rimaste nel corridoio precedente. La prima sembra possa essere aperta solo dall'altro lato, ma dalla successiva si avverte più intenso il solito rantolo. Tyron e Pavlov si alternano nell'abbattere la porta, mentre chiunque si trovi all'interno tenta di colpirli con una balestra, riuscendo peraltro a ferire nuovamente Tyron. Finalmente una persona viva che Pavlov riconosce come uno degli abitanti di Krezk! Il poveraccio purtroppo è terrorizzato dall'esperienza subita e considera il gruppo come parte degli aggressori... alla fine Sevastian perde la pazienza e lo atterra con un colpo alla nuca.
Il gruppo decide con magnanimità di trasportare l'uomo fuori dal sotterraneo, ma all'uscita si imbatte negli scheletri sconfitti in precedenza che si sono ricomposti. I compagni sono così costretti a sconfiggerli nuovamente, questa volta bruciandone le ossa per sicurezza.
All'uscita l'uomo si riprende e pare più lucido e chiede al gruppo di salvare sua sorella, catturata da un fantomatico non morto parlante di cui lui avrebbe sentito solo la voce, ma il codardo non sembra disposto a collaborare al suo salvataggio. Mentre si allontana verso la valle avverte i compagni che per raggiungere il non morto dovranno trovare non meglio precisati scudi e chiavi. Tutti guardano la chiave trovata da Sevastian, ma di scudi nessuna traccia, saranno stati i vaneggiamenti di un folle o un genuino avvertimento?
Altra porta di uscita dalla stanza, altro corridoio che conduce in un'altra stanza... il sotterraneo sembra allargarsi sempre di più ed i compagni iniziano ad essere stanchi, feriti ed impauriti, quindi decidono di inviare qualcuno, Pavlov, a controllare prima di avventurarsi nella nuova stanza. L'idea non ha l'esito previsto, perché Pavlov riferisce di una stanza vuota con un grosso fuoco al centro, tuttavia, quando i compagni vi si recano compare un fantasma che li aggredisce. Lo scontro è tragicomico, perché il fantasma risulta immune agli attacchi normali ed i compagni non sono molto pratici con le armi incantate in loro possesso. Un aiuto arriva dalla magia di Evander, ma al termine di un lunghissimo combattimento sono tutti feriti gravemente e devono ricorrere alle ultime pozioni di guarigione rimaste.
Frugando la stanza, priva di uscite, sembra che si sia trattato di uno sforzo inutile, finché tra le ceneri del focolare Sevastian scopre un pugnale che contiene una pergamena magica ed una misteriosa chiave.
L'intero gruppo ritorna sui suoi passi ad esaminare le due porte rimaste nel corridoio precedente. La prima sembra possa essere aperta solo dall'altro lato, ma dalla successiva si avverte più intenso il solito rantolo. Tyron e Pavlov si alternano nell'abbattere la porta, mentre chiunque si trovi all'interno tenta di colpirli con una balestra, riuscendo peraltro a ferire nuovamente Tyron. Finalmente una persona viva che Pavlov riconosce come uno degli abitanti di Krezk! Il poveraccio purtroppo è terrorizzato dall'esperienza subita e considera il gruppo come parte degli aggressori... alla fine Sevastian perde la pazienza e lo atterra con un colpo alla nuca.
Il gruppo decide con magnanimità di trasportare l'uomo fuori dal sotterraneo, ma all'uscita si imbatte negli scheletri sconfitti in precedenza che si sono ricomposti. I compagni sono così costretti a sconfiggerli nuovamente, questa volta bruciandone le ossa per sicurezza.
All'uscita l'uomo si riprende e pare più lucido e chiede al gruppo di salvare sua sorella, catturata da un fantomatico non morto parlante di cui lui avrebbe sentito solo la voce, ma il codardo non sembra disposto a collaborare al suo salvataggio. Mentre si allontana verso la valle avverte i compagni che per raggiungere il non morto dovranno trovare non meglio precisati scudi e chiavi. Tutti guardano la chiave trovata da Sevastian, ma di scudi nessuna traccia, saranno stati i vaneggiamenti di un folle o un genuino avvertimento?
Ma tutte le cauterizzazioni che ha accumulato Tyron, gli fanno aumentate la classe armatura?
RispondiEliminaPenso che oramai non esiste un parte del corpo di Tyron che non è stata cauterizzata :)