A sera Zarow si riunisce ai compagni ed insieme si recano ad esplorare lo scantinato individuato nel pomeriggio. Il vecchio portone non offre difficoltà di sorta. L'interno sembra un unico ambiente utilizzato a deposito di attrezzi ed opere d'arte, ma un esame più attento di un affresco rivela a Zarow un altra combinazione runica che funge da chiave tramite l'amuleto.
Si apre così un passaggio segreto su una piccola stanza che è stata utilizzata qualche giorno prima per preparare una qualche pozione, dopodiché i cultisti hanno distrutto gli equipaggiamenti nel tentativo di cancellare le loro tracce.
Mentre il gruppo si interroga sull'ennesimo vicolo cieco, fa il suo ingresso nella stanza un guerriero in armatura che dichiara di cercare a sua volta la Via Sussurrante. Invitato ad elaborare la sua affermazione, rivela di essere il figlio di una vampira; una delle vittime delle aggressioni notturne.
L'uomo, di nome Quinley Basdel, è convinto che il colpevole degli omicidi sia un altro vampiro, dietro il quale si nasconderebbe la Via Sussurrante. Avendo sentito le discussioni dei compagni ha deciso di proporgli una collaborazione. Se lo aiuteranno a trovare l'assassino di sua madre, gli promette un'incontro con il capo dei vampiri di Caliphas, Luvick Siervage, che è sicuro potrà fornirgli aiuto nella loro impresa.
Eltharion si dimostra fermamente contrario ad aiutare i vampiri, perciò nel tentativo di convincerli Basdel spiega come i clan dei vampiri di Caliphas si siano opposti da sempre a Tar Baphon ed alla Via Sussurrante, spesso a costo della loro stessa vita. Per il loro contributo sono stati ignorati dalle autorità.
Con riluttanza alla fine anche Eltharion accetta di collaborare alla ricerca dell'assassino di vampiri ed il gruppo si accorda con Basdel per incontrarsi il giorno successivo a mezzogiorno. Basdel promette loro che saranno accolti pacificamente dai vampiri, ma per raggiungerli è necessario superare i loro guardiani. Lui infatti in precedenza è sempre stato accompagnato da sua madre e non ha mai visto le guardie.
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