La strana nebbia continua ad assediare la dimora Wescote per tutta la notte: nonostante il rinnovato assalto dei cani alla magione, vegliato a turno dai membri del gruppo, non accade nulla.
Poco dopo la nebbia si leva: Barton Wescote é già uscito per il suo consueto giro; Mordekai tenta di trovare la direzione presa dal nobile senza fortuna.
Il gruppo decide di tornare al cerchio di alberi incantati per provare a dragare il fondo del lago; le condizioni avverse e le difficoltà nel muoversi portano la compagnia a perdersi; nel girare a vuoto, gli eroi raggiunngono una casupola dalla quale esce del fumo. Nessuno risponde al bussare; all'ingresso degli eroi nell'edificio, quattro zombie dall'aspetto putrescente attaccano la compagnia. La capacità di arginare la situazione aiuta gli eroi: mentre Tyron blocca gli esseri sulla porta, Evander avvolge l'interno del capanno nelle fiamme.
Il gruppo si rimette in marcia nella palude, ma la sensazione di essere spiati continua ad opprimere Tyron che infine riesce a scorgere una testa cadaverica che lo scruta da una pozza d'acqua. Non molto tempo dopo, gli eroi si imbattono in un incontro inatteso: una donna intenta a cogliere fiori su una collinetta. La donna dice di essere Ann Campbell: il suo aspetto è vago e traslucente, seppur bellissimo.
Ann racconta la sua versione dell'ormai famosa storia. Dalle sue parole il malvagio risulta essere Barton Wescote. Ann sostiene di essere incolpevole della morte del fratello del suo promesso sposo, avvenuta per un tragico incidente, mentre sostiene non essere un incidente la sua morte, avvenuta affondando nelle sabbie mobili della palude circondata dai cani, mentre Wescote restava a guardare indifferente.
La donna è convinta che la rapida espansione della palude e lo spirito malvagio da essa assunto siano la conseguenza dell'odio creatosi dalla vicenda, mentre i cani siano ancora sotto il controllo di Wescote. Ann sostiene inoltre che Barton Wescote incontrato dal gruppo non sia il suo erede, bensì il suo promesso sposo ancora vivo dopo un secolo.
Ann ritiene di poter trovare la pace solo confrontandosi con Barton Wescote presso il luogo della sua morte, perciò prega gli di condurlo di notte al lago circondato dagli alberi incantati, promettendo di intercedere con lo spirito della palude nel tentativo di proteggerli lungo il cammino dal maniero al lago.
Sulla via del ritorno cala l'oscurità e ricompaiono i cani che aggrediscono nuovamente il gruppo. Anche questa volta le immonde bestie sono respinte, seppur con qualche ferita.
Il gruppo raggiunge il maniero oramai di notte.
Durante la notte Nathanien e Tyron sono nuovamente turbati da sogni del grande mastino nero che sembra diventare ogni volta più minaccioso.
Poco dopo la nebbia si leva: Barton Wescote é già uscito per il suo consueto giro; Mordekai tenta di trovare la direzione presa dal nobile senza fortuna.
Il gruppo decide di tornare al cerchio di alberi incantati per provare a dragare il fondo del lago; le condizioni avverse e le difficoltà nel muoversi portano la compagnia a perdersi; nel girare a vuoto, gli eroi raggiunngono una casupola dalla quale esce del fumo. Nessuno risponde al bussare; all'ingresso degli eroi nell'edificio, quattro zombie dall'aspetto putrescente attaccano la compagnia. La capacità di arginare la situazione aiuta gli eroi: mentre Tyron blocca gli esseri sulla porta, Evander avvolge l'interno del capanno nelle fiamme.
Il gruppo si rimette in marcia nella palude, ma la sensazione di essere spiati continua ad opprimere Tyron che infine riesce a scorgere una testa cadaverica che lo scruta da una pozza d'acqua. Non molto tempo dopo, gli eroi si imbattono in un incontro inatteso: una donna intenta a cogliere fiori su una collinetta. La donna dice di essere Ann Campbell: il suo aspetto è vago e traslucente, seppur bellissimo.
Ann racconta la sua versione dell'ormai famosa storia. Dalle sue parole il malvagio risulta essere Barton Wescote. Ann sostiene di essere incolpevole della morte del fratello del suo promesso sposo, avvenuta per un tragico incidente, mentre sostiene non essere un incidente la sua morte, avvenuta affondando nelle sabbie mobili della palude circondata dai cani, mentre Wescote restava a guardare indifferente.
La donna è convinta che la rapida espansione della palude e lo spirito malvagio da essa assunto siano la conseguenza dell'odio creatosi dalla vicenda, mentre i cani siano ancora sotto il controllo di Wescote. Ann sostiene inoltre che Barton Wescote incontrato dal gruppo non sia il suo erede, bensì il suo promesso sposo ancora vivo dopo un secolo.
Ann ritiene di poter trovare la pace solo confrontandosi con Barton Wescote presso il luogo della sua morte, perciò prega gli di condurlo di notte al lago circondato dagli alberi incantati, promettendo di intercedere con lo spirito della palude nel tentativo di proteggerli lungo il cammino dal maniero al lago.
Sulla via del ritorno cala l'oscurità e ricompaiono i cani che aggrediscono nuovamente il gruppo. Anche questa volta le immonde bestie sono respinte, seppur con qualche ferita.
Il gruppo raggiunge il maniero oramai di notte.
Durante la notte Nathanien e Tyron sono nuovamente turbati da sogni del grande mastino nero che sembra diventare ogni volta più minaccioso.
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