La notte trascorre tra i minacciosi ululati dei lupi, finchè giunge l'alba e gli eroi possono ripartire, non prima di aver eretto un tumulo sul cadavere del loro amico; Bastet sceglie il suo nuovo padrone: Tyron.
Durante la giornata il paesaggio muta progressivamente: la foresta si fa, a poco a poco, sempre più piena di alberi tipici di aree di montagna.
Nel pomeriggio Mordekai, che ha ondotto il gruppo a lungo, ammette di essersi perso: Evander sfrutta la sua magia levandosi in volo e scorge una strada non molto distante. Tra il gruppo e la strada si frappone un però un fiume: sono necessarie alcune ore di cammino prima di trovare un guado.
Durante il percorso, il gruppo incontra un abitante del luogo di nome Pavlov che si offre di accompagnare gli eroi in un luogo sicuro. L'incontro è provvidenziale, perchè con il calare delle tenebre la compagnia si ritrova nuovamente circondato dai lupi, oltre a corvi e pipistrelli.
Pavlov conduce Evander, Tyron e Mordekai presso un cerchio di pietre: l'uomo sostiene si tratti di un luogo mistico nel quale i grandi lupi, che lui chiama warg, non osano entrare.
Nel pomeriggio Mordekai, che ha ondotto il gruppo a lungo, ammette di essersi perso: Evander sfrutta la sua magia levandosi in volo e scorge una strada non molto distante. Tra il gruppo e la strada si frappone un però un fiume: sono necessarie alcune ore di cammino prima di trovare un guado.
Durante il percorso, il gruppo incontra un abitante del luogo di nome Pavlov che si offre di accompagnare gli eroi in un luogo sicuro. L'incontro è provvidenziale, perchè con il calare delle tenebre la compagnia si ritrova nuovamente circondato dai lupi, oltre a corvi e pipistrelli.
Pavlov conduce Evander, Tyron e Mordekai presso un cerchio di pietre: l'uomo sostiene si tratti di un luogo mistico nel quale i grandi lupi, che lui chiama warg, non osano entrare.
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