giovedì 17 aprile 2014

Colline Koshka Bluffs, Nova Vaasa, 27 Febbraio 736

In fondo al pozzo non vi è altro che un breve corridoio al cui termine una scritta identifica la divinità a cui il tempio è consacrato : la dea gatta Bast. Dall'antica incisione il gruppo intuisce anche che è necessario fare un'offerta alla dea per proseguire.
Dopo vari tentativi comprendono che l'offerta consiste nel cibo preferito dai gatti, ovvero la carne, da inserire nella bocca della statua a forma di gatto che si trova all'ingresso. Attivato anche il meccanismo che muove le fauci della statua ritornano nel corridoio alla base del pozzo, dove è comparsa una scala che risale. In cima alla scala si susseguono una serie di corridoi ed incroci che si addentrano a lungo nella roccia. I compagni sono così concentrati sul non perdere l'orientamento da essere colti alla sprovvista quando uno alla volta cadono preda di un profondo sonno.
A risvegliarsi per primo è Sevastian, il quale ha giusto il tempo di notare un piccolo umanoide intento a tagliare i capelli di Tec Toc prima che questo si dilegui in una fessura della parete.
Frustrato dal continuo labirinto Tec Toc decide di ricorrere ai suoi poteri divinatori per trovare la direzione giusta, ma proprio in quel momento i compagni sono magicamente separati gli uni dagli altri. Ognuno di loro si ritrova a vagare in strani corridoi, inseguiti da varie creature non morte. Alla fine, così come erano stati separati, sono tutti riuniti magicamente in un solo corridoio, ma la felicità è ben presto interrotta dalla vista dell'ormai nota creatura non morta che si avvicina dal fondo del corridoio.

Quello che sembrava uno scontro pericoloso si rivela un caleidoscopio di orrori. Ognuno dei compagni assiste impotente ad eventi sempre più incredibili, con compagni divenuti improvvisamente zombi, liquefatti, frantumati in mille pezzi, canti di sirene, ecc
Alla fine Tec Toc cercando di rompere l'illusione si copre gli occhi, smette di ascoltare e si dirige in una direzione a caso. Come prevedibile sbatte violentemente contro il muro del corridoio, ma ciò gli consente di riprendersi dall'illusione. I suoi quattro compagni sono sdraiati nel solito corridoio immersi nel sonno.
Quando li risveglia, ognuno di loro racconta un sogno differente. L'unico elemento comune è la presenza di un serpente dai colori dell'arcobaleno della cui esistenza nessuno ha mai sentito parlare. Tec Toc è l'unico a ricordarsi la serie di illusioni orribili sperimentate con gli altri.

Mentre i compagni si raccontano i propri sogni arriva la mummia, questa volta sul serio, insieme a quattro gatti non morti. Il corridoio è stretto ed è necessario disporsi in fila indiana, solo uno per volta può affrontare i gatti, mentre la mummia dalle retrovie ricorre ad un inatteso repertorio di incantesimi. Lo scontro si protrae con i compagni che devono alternarsi nel combattimento, ma infine riescono ad eliminare tutti i gatti e la mummia sconfitta fugge trasformandosi a sua volta in un gatto.
Mentre con lo sguardo segue la fuga della mummia, Sevastian nota che dalla svolta del corridoio fa capolino una di quelle piccole creature già incontrate in precedenza, ma appena cerca di raggiungerla la creatura scompare nuovamente nel nulla.
Proseguendo lungo il corridoio il gruppo arriva davanti a due porte affiancate, il corridoio prosegue nell'oscurità. Le porte accedono entrambe alla stessa stanza, al cui interno l'aria è pervasa da due distinte fragranze, una è un profumo dolciastro, l'altra l'odore di decomposizione. Quando il gruppo entra, le porte si chiudono alle loro spalle.
Il centro della stanza è occupato da una piattaforma rialzata che sorregge una vasca rifinita in argento e spalmata di fango rossastro. Sul lato della stanza uno strano gorgogliare attira la loro attenzione verso un pozzo, mentre sull'altro lato si trova la statua di un gatto in posizione reclinata e dalle orbite vuote, altre quattro statue di pietra negli angoli ritraggono dei gatti. Esaminando le statue Sevastian causa un'effetto inspiegabile, uno degli occhi di Mircea e Pavlov si scambia con quello delle statue. L'occhio dei compagni diventa di pietra, mentre il loro occhio ora fa capolino dalla statua. L'occhio continua a vedere ed inviare i suoi messaggi al cervello dei compagni che sono storditi dalla sovrapposizione dei due differenti punti di vista.
Una serie di iscrizioni sono ancora visibili sulle pareti ed Evander riesce a decifrarle. Il messaggio è in forma d'indovinello, ma il senso appare chiaro. In questa stanza si compivano riti per preservare i corpi mortali dei defunti in attesa che potessero ricongiungersi con le anime in un futuro giorno della resurrezione. Fatto ciò era necessario ripristinare gli occhi del gatto, ma nella stanza non vi è traccia di oggetti dalle dimensioni adatte.
Visto il suo peso limitato Tec Toc propone a Mircea di calarlo nel pozzo e scopre che la base si apre su una stanza quasi interamente sommersa, con una porta che fa capolino appena oltre il livello dell'acqua, mentre il resto della stanza si perde in lontananza nella più totale oscurità. Una volta risalito riferisce ai compagni la scoperta ed Evander decide di calarsi nel pozzo utilizzando i suoi poteri di levitazione per tentare di aprire la porta sommersa.
Nel frattempo nella stanza superiore Sevastian trova una porta dissimulata che da accesso ad un piccolo ripostiglio con una scaffalatura ingombra di boccette. Quattro delle boccette sono ancora sigillate e contengono liquidi chiari ed inodori, alcuni moderatamente oleosi. Pare siano gli unguenti richiesti dal rituale di preservazione del corpo.
Un rumore improvviso allarma i compagni che accorrono al pozzo. La corda cui era appeso il secchio è recuperata tranciata alla base; di Evander nessuna traccia. Tec Toc si fa calare rapidamente nel pozzo e trova la base del pozzo chiusa da una lastra di ferro. Lo raggiunge anche Pavlov, mentre un forte rumore d'acqua e colpi disperati sulla lastra lasciano intendere che Evander stia annegando. D'improvviso la lastra si apre e Pavlov precipita nella stanza, mentre Tec Toc rimane appeso alla corda.
Di Evander nessuna traccia; in compenso Pavlov è aggredito da sei mummie scheletriche, probabilmente cadaveri di altri malcapitati caduti vittima della trappola. Mircea e Sevastian si calano in soccorso di Pavlov, il secondo maledicendo in continuazione il giorno in cui si è unito al gruppo. Lo scontro appare presto disperato, con Mircea svenuto che rischia di affogare ed i due compagni che non sono in grado di ferire le mummie con le loro armi. A corto di alternative, Tec Toc prova una mossa disperata ed apre la porta...
La lastra di metallo si richiude nuovamente ed un'ondata d'acqua si riversa nella stanza trascinando tutti verso il fondo in ombra della stanza. Mentre il livello dell'acqua sale rapidamente, Pavlov esamina freneticamente un altare che emerge dall'acqua alla ricerca di una via d'uscita; e miracolosamente la trova!
Nell'altare si cela una porta che da accesso ad un disimpegno con una grata di scolo dell'acqua; ancora più importante, finalmente una rampa di scale che sale anziché scendere. Nella stanza in cima alle scale è accasciato Evander in fin di vita; ai suoi piedi Tec Toc riconosce due agate dagli occhi di tigre delle dimensioni adatte per essere incastonate nelle orbite della statua in cima al pozzo. Prima di tutto però le emergenze, soccorrere Evander e... la porta! Pavlov giunge d'un soffio a chiudere la porta prima che le mummie la attraversino.
Quando Evander si riprende, racconta con un filo di voce quanto accaduto : dopo aver trovato la via di fuga all'ultimo istante, è entrato nella stanza dove ha raccolto le due agate, in quel momento è comparsa una tigre che l'ha ridotto nelle condizioni in cui l'hanno trovato i compagni.
La stanza è spoglia e non ha altre vie d'uscita, ma almeno è sicura ed il gruppo ne approfitta per riposare e recuperare le forze.

Nessun commento:

Posta un commento