A metà mattina si ripete la scena del giorno precedente. Questa volta sono due i cadaveri di goblin riversi lungo il sentiero. Uno presenta gli stessi segni di strangolamento del precedente, mentre il secondo pare essere stato ucciso da forti colpi inferti con qualcosa di pesante. Nei pressi dei due cadaveri Pavlov individua le tracce di altre creature bipedi, ma non si tratta di altri goblin.
Sempre più preoccupati di quanto sta accadendo, ma sospinti da Sevastian che ostenta indifferenza, la compagnia affronta ora una zona ricca di crepacci e dirupi dove il passo rallenta ulteriormente.
Ad un tratto Eli percepisce oltre una dozzina circa di creature che si stanno avvicinando da sinistra, purtroppo riferisce di non conoscerne il linguaggio. I compagni sono impressionati dall'udito acuto dell'elfa, ma rimandano i commenti a dopo, mentre si preparano a fronteggiare la probabile minaccia.
Si tratta effettivamente di una banda di goblin che si avventa sul vardo, ma i compagni, aiutati da Eli, riescono a respingerli senza riportare perdite.
Durante lo scontro qualcuno ha notato di aver ricevuto uno strano "aiuto"; la vegetazione ha avvolto alcuni goblin impedendogli di intervenire, giungendo addirittura a trascinarne uno sotto la terra. I compagni sospettano di madame Ursula, ma l'anziana vistani sembra sincera nel negare alcun coinvolgimento.
Nel frattempo dall'esame del vardo e dei cadaveri dei goblin uccisi sorgono altri misteri. Secondo Tec Toc è la stessa tribù a cui appartenevano i goblin trovati uccisi in precedenza, inoltre armature e vesti sono troppo evoluti per delle semplici creature ad uno stadio tribale. Anche l'attacco è stato pianificato con attenzione, perché due goblin si erano nascosti sotto il carro durante l'ultima sosta ed hanno impedito ai vistani di rifugiarsi nel carro all'inizio dello scontro. Tutto lascia supporre che qualcuno stia armando questa tribù goblin per assaltare i viandanti.
Nessuno però ha il tempo e l'intenzione di indagare ulteriormente ed il viaggio riprende. Memori dell'aggressione appena subita, Sevastian ed Eli si avventurano in avanscoperta.
Poco dopo madame Ursula chiama a se i compagni presenti e si congeda. In segno di gratitudine per aver salvato la sua vita e quella di Petar, consegna a ciascuno un orecchino simbolo di amicizia con i vistani. In realtà non vi è alcuna garanzia di essere accolti amichevolmente da altri vistani, ma nessuno che rispetti le loro usanze proverà a derubare il possessore di uno di questi orecchini. Prima di volgere altrove il vardo, profetizza ai PG che nel loro futuro ha visto un lago oscuro, qualsiasi cosa significhi.
In effetti non molto distante si ricongiungono a Sevastian ed Eli che li attendono sulle rive di un grande lago dalle acque nere. Lungo la sponda meridionale ed orientale del lago una scogliera a picco impedisce il passaggio, mentre una foresta si estende dalla riva settentrionale fino all'orizzonte.
Si tratta effettivamente di una banda di goblin che si avventa sul vardo, ma i compagni, aiutati da Eli, riescono a respingerli senza riportare perdite.
Durante lo scontro qualcuno ha notato di aver ricevuto uno strano "aiuto"; la vegetazione ha avvolto alcuni goblin impedendogli di intervenire, giungendo addirittura a trascinarne uno sotto la terra. I compagni sospettano di madame Ursula, ma l'anziana vistani sembra sincera nel negare alcun coinvolgimento.
Nel frattempo dall'esame del vardo e dei cadaveri dei goblin uccisi sorgono altri misteri. Secondo Tec Toc è la stessa tribù a cui appartenevano i goblin trovati uccisi in precedenza, inoltre armature e vesti sono troppo evoluti per delle semplici creature ad uno stadio tribale. Anche l'attacco è stato pianificato con attenzione, perché due goblin si erano nascosti sotto il carro durante l'ultima sosta ed hanno impedito ai vistani di rifugiarsi nel carro all'inizio dello scontro. Tutto lascia supporre che qualcuno stia armando questa tribù goblin per assaltare i viandanti.
Nessuno però ha il tempo e l'intenzione di indagare ulteriormente ed il viaggio riprende. Memori dell'aggressione appena subita, Sevastian ed Eli si avventurano in avanscoperta.
Poco dopo madame Ursula chiama a se i compagni presenti e si congeda. In segno di gratitudine per aver salvato la sua vita e quella di Petar, consegna a ciascuno un orecchino simbolo di amicizia con i vistani. In realtà non vi è alcuna garanzia di essere accolti amichevolmente da altri vistani, ma nessuno che rispetti le loro usanze proverà a derubare il possessore di uno di questi orecchini. Prima di volgere altrove il vardo, profetizza ai PG che nel loro futuro ha visto un lago oscuro, qualsiasi cosa significhi.
In effetti non molto distante si ricongiungono a Sevastian ed Eli che li attendono sulle rive di un grande lago dalle acque nere. Lungo la sponda meridionale ed orientale del lago una scogliera a picco impedisce il passaggio, mentre una foresta si estende dalla riva settentrionale fino all'orizzonte.
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