Inizia la seconda udienza del processo e, se possibile, la folla è ancora più numerosa ed agitata del primo giorno.
Dopo l'introduzione dell'accusa, testimoniano le donne che abitavano alla comunità di Hergstag, le stesse incontrate dal gruppo. Quando è la volta della difesa, l'avvocato Cable chiama a testimoniare Mircea che evidenzia quanto omesso nella testimonianza delle donne, quindi Tec Toc che riporta la sua opinione di esperto sulla presenza dello spettro e la probabile causa. L'avvocato Heiger richiama al banco dei testimoni Mircea e tenta di screditarne la testimonianza.
Al termine dell'udienza, il gruppo riunito si consulta con l'avvocato sui fatti dell'ultimo capo d'imputazione. Cable fornisce la posizione dell'isolotto fluviale di Karb, dove sorgeva l'asilo per pazzi e deformi gestito dal dott. Brada. Nell'incendio di cui è imputata la bestia sono periti il dottore e tutti i pazienti, tranne Karl, l'assistente del dottore, che tra le fiamme ha perso la vista. Grazie a questo particolare Mircea riesce rapidamente a scoprire il suo attuale indirizzo, un cottage in città.
Karl accoglie il gruppo con cordialità. Sostiene di essersi rassegnato senza rimpianti alla cecità, perché è stata causata da una sua scelta. Quando apprende le motivazioni della visita del gruppo non mostra la consueta avversione, ma acconsente a raccontare quanto è avvenuto quel giorno.
Si trovava in cantina e si è accorto dell'incendio solamente quando era già avanzato, quindi non è a conoscenza della causa. Uscito dalla cantina avrebbe potuto mettersi in salvo, ma si è accorto che il dott. Brada era rimasto intrappolato ed ha tentato di sottrarlo alle fiamme. Il tentativo non è riuscito e lui ha perso i sensi per il fumo ed il calore. E' stato salvato da una carovana di mercanti che passava di li e l'ha rinvenuto tra i resti dell'edificio, ormai cieco.
L'unico particolare importante che si ricorda è la vista all'uscita della cantina di un uomo mai visto in precedenza che fuggiva, lo descrive come grosso, quasi completamente calvo e goffo. Da ciò è convinto che si trattasse della Bestia che ammette di non aver mai visto al santuario del dott. Brada, ma che in quel periodo risiedeva nei dintorni della città.
Descrive la zona come una penisola, raggiungibile via terra attraverso un istmo purtroppo collegato ad un'area paludosa che in caso di forti piogge si allaga facilmente. Sulla penisola si trovava solamente il Santuario, come lo chiama, ed un piccolo cimitero dove erano sepolti i cadaveri dei pazienti deceduti.
Karl accoglie il gruppo con cordialità. Sostiene di essersi rassegnato senza rimpianti alla cecità, perché è stata causata da una sua scelta. Quando apprende le motivazioni della visita del gruppo non mostra la consueta avversione, ma acconsente a raccontare quanto è avvenuto quel giorno.
Si trovava in cantina e si è accorto dell'incendio solamente quando era già avanzato, quindi non è a conoscenza della causa. Uscito dalla cantina avrebbe potuto mettersi in salvo, ma si è accorto che il dott. Brada era rimasto intrappolato ed ha tentato di sottrarlo alle fiamme. Il tentativo non è riuscito e lui ha perso i sensi per il fumo ed il calore. E' stato salvato da una carovana di mercanti che passava di li e l'ha rinvenuto tra i resti dell'edificio, ormai cieco.
L'unico particolare importante che si ricorda è la vista all'uscita della cantina di un uomo mai visto in precedenza che fuggiva, lo descrive come grosso, quasi completamente calvo e goffo. Da ciò è convinto che si trattasse della Bestia che ammette di non aver mai visto al santuario del dott. Brada, ma che in quel periodo risiedeva nei dintorni della città.
Descrive la zona come una penisola, raggiungibile via terra attraverso un istmo purtroppo collegato ad un'area paludosa che in caso di forti piogge si allaga facilmente. Sulla penisola si trovava solamente il Santuario, come lo chiama, ed un piccolo cimitero dove erano sepolti i cadaveri dei pazienti deceduti.
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