Il gruppo raggiunge ben presto i resti del bivacco osservato durante la notte. Sembra proprio aver ospitato una sola persona, ma stranamente poco oltre le tracce si allontanano dal sentiero e si addentrano tra le rocce.
Timorosi di essere sorpresi alle spalle, i compagni si addentrano a loro volta tra le rocce fino a raggiungere un poggio da cui si ammira una cascata che si riversa nella valle sottostante. Un uomo solitario è inginocchiato in preghiera. Provano a richiamarne l'attenzione, ma sembra in profonda meditazione, tuttavia proprio quando decidono di allontanarsi li richiama. Si presenta come fratello Imrik ed è un monaco di qualche ordine religioso che riverisce la natura e gli spiriti... non si dilunga nei particolari. Per quanto improbabile, anche Imrik giunge da Gundarak dove ha sede il suo monastero, perseguendo una misteriosa missione che lo conduce al castello di Caromarc.
Ad ogni modo visto l'atteggiamento civile del monaco, il gruppo lo invita a percorrere insieme l'ultimo tratto di strada.
Il sentiero si riduce ad uno stretto percorso incassato tra le rocce, quando compaiono due strane creature a sbarrare loro il passo. Dall'odore che emanano Imrik è certo si tratti di una qualche specie di troll. Inizialmente sembrano accontentarsi di minacciare il gruppo, ma alla fine le creature decidono di attaccare.
Sconfitte le creature, il gruppo raggiunge una torre di guardia incassata nella roccia, probabilmente uno degli ingressi alla sommità della fortezza. L'ingresso è sbarrato, ma quando bussano si ode il rumore delle sbarre che vengono rimosse. La stanza alla base della torre ha una sola uscita sull'altro lato della torre e ben quattro scale, una ad ogni angolo, che salgono ai piani superiori. Dietro una barricata stazionano due grossi troll, mentre da un ballatoio fanno capolino alcuni goblin. I goblin si limitano a scagliare immondizia dall'alto e vengono ignorati, ma ben altro ostacolo si rivelano i due troll, uno dei quali è ucciso e l'altro messo in fuga solo al termine di un impegnativo combattimento corpo a corpo in cui feriscono Mircea.
Accertatesi che Mircea, svenuto, non corra pericolo, i compagni si dividono. Zarow controlla la barricata e tra il ciarpame rinviene una verga incantata. Imrik sorveglia l'uscita opposta che da sulla cascata. Un ponte di pietra collega questa torre ad una successiva posta su uno sperone proprio sul ciglio della cascata, la quale a sua volta è collegata da un ponte identico ad una terza torre sul lato opposto della cascata. Nel complesso una fortificazione formidabile. Il troll fuggito sembra essersi ricongiunto ad un altro nella seconda torre, ma quando Imrik rientra ad aiutare Zarow, i troll ne approfittano per riattraversare il ponte e chiudere il portone di uscita dalla torre.
Sevastian e Altero salgono ai piani superiori dove i goblin li accolgono come liberatori dai troll loro oppressori. Da questi apprendono che alcune settimane prima è transitato un altro gruppo di umani "cattivi", ma non si riesce a comprendere come abbiano superato i troll senza affrontarli o contrattare con loro. Uno dei goblin porta al collo un medaglione perduto dagli umani, con inciso un teschio imbavagliato che Sevastian ritiene trattarsi di un simbolo dell'organizzazione "la Via Sussurrante", già affrontata a Ravengro. Citano anche un pericoloso avversario rimasto nella torre, il cui nome è Grork, ma la cui natura non riescono a spiegare.
Accertatesi che Mircea, svenuto, non corra pericolo, i compagni si dividono. Zarow controlla la barricata e tra il ciarpame rinviene una verga incantata. Imrik sorveglia l'uscita opposta che da sulla cascata. Un ponte di pietra collega questa torre ad una successiva posta su uno sperone proprio sul ciglio della cascata, la quale a sua volta è collegata da un ponte identico ad una terza torre sul lato opposto della cascata. Nel complesso una fortificazione formidabile. Il troll fuggito sembra essersi ricongiunto ad un altro nella seconda torre, ma quando Imrik rientra ad aiutare Zarow, i troll ne approfittano per riattraversare il ponte e chiudere il portone di uscita dalla torre.
Sevastian e Altero salgono ai piani superiori dove i goblin li accolgono come liberatori dai troll loro oppressori. Da questi apprendono che alcune settimane prima è transitato un altro gruppo di umani "cattivi", ma non si riesce a comprendere come abbiano superato i troll senza affrontarli o contrattare con loro. Uno dei goblin porta al collo un medaglione perduto dagli umani, con inciso un teschio imbavagliato che Sevastian ritiene trattarsi di un simbolo dell'organizzazione "la Via Sussurrante", già affrontata a Ravengro. Citano anche un pericoloso avversario rimasto nella torre, il cui nome è Grork, ma la cui natura non riescono a spiegare.
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