Un ponte collega il piano superiore con una torre isolata poco oltre, sulla cui sommità sono visibili due strani macchinari ed un grande parafulmine. Il ponte è privo di parapetto e sospeso sulla cascata e non ispira certo fiducia, perciò Imrik decide di attendere qui i compagni.
Il resto del gruppo attraversa il ponte ed esamina l'accesso alla torre. Zarow individua una scala dissimulata che scende fino ad una porta in ferro nella roccia sotto la torre. All'interno vi è una caverna naturale che è stata riadattata dalla mano umana a laboratorio alchemico. In un secondo ambiente si trova una sorta di letto con catene per immobilizzarvi creature umanoidi ed attrezzi chirurgici per operarle. Zarow avanza la richiesta di esaminare minuziosamente il laboratorio, ma i compagni lo esortano a non tergiversare a causa della folla che li segue dappresso.
Il gruppo risale le scale e fa il suo ingresso nella torre, dove un golem a quattro braccia li aggredisce in preda ad una furia inarrestabile. Fortunatamente la foga lo conduce ad esporsi eccessivamente ed il gruppo lo smembra rapidamente.
Esaminando con più calma la stanza Zarow nota che nella serratura della gabbia dalla quale si è liberato il golem è ancora inserita la chiave. Chiaramente qualcuno lo ha liberato ed i sospetti cadono immediatamente sui cultisti della Via Sussurrante che li hanno preceduti. Maurice nota che sul retro della porta sono appesi dei fogli scritti in una lingua sconosciuta a tutti. Zarow riesce comunque ad interpretarne il significato generale grazie alla sua magia. Sembrano riferirsi ad un potente artefatto denominato "Catene dello Schiavo", grazie al quale è possibile controllare la Bestia. Purtroppo non da notizia di dove si trovi o del metodo di attivazione.
Le scale che accedono al piano superiore sono ingombre di ragnatele e Mircea si appresta a bruciarle, ma è interrotto dall'improvvisa comparsa di un omuncolo che gli segnala di fermarsi con un confuso gesticolare. La creatura non sembra in grado di esprimersi a parole, ma riesce ad attirare l'attenzione di Zarow ad un disegno sul muro dal quale si intuisce che per utilizzare le Catene dello Schiavo è necessario prima attivare l'Attiratempeste, ovvero il grande macchinario sulla cima della torre.
Con accortezza il gruppo accede alla stanza superiore dove si trova un laboratorio devastato. Al centro della stanza ci sono una vergine di ferro dalle sembianze di un rozzo idolo al cui interno sembra esserci un uomo ed una campana di vetro che contiene una donna immersa in un fluido trasparente. L'intero soffitto della stanza è ricoperto di ragnatele all'interno del quale si perde una scala a pioli. L'esame della stanza è interrotto dalla comparsa di un'enorme creatura deforme. Sembra essere anch'essa un costrutto come quelli incontrati in precedenza, ma frutto di un incrocio tra più creature mostruose tra le quali un Ettercap. Trovano quindi spiegazione le fitte ragnatele della stanza.
Prima che tutti riescano a rifugiarsi nella stanza sottostante, la creatura ferisce e probabilmente avvelena Maurice. Dai deliri dell'omuncolo il gruppo riesce comunque a comprendere che l'uomo imprigionato nel sarcofago è proprio il signore della fortezza, al che Maurice offre coraggiosamente di rientrare nella stanza dopo essere stato reso invisibile da Zarow, ma la creatura lo percepisce comunque ed il secondo incontro si risolve con un gomito frantumato.
Disperando di sconfiggere il mostro e liberare il Conte Caromarc, Sevastian si arrampica all'esterno fino alla sommità della torre dove una complessa apparecchiatura è connessa al parafulmine. Disgraziatamente il golem ne percepisce la presenza e tenta di forzare la botola che conduce alla cima della torre.
Sevastian si arrampica sull'apparato e riesce ad attivarlo proprio mentre il golem sfonda la botola. Un fulmine colpisce il parafulmine ed energizza uno strano liquido purpureo che riempie il meccanismo. Quando Sevastian afferra le catene che pendono vicino al parafulmine, percepisce un collegamento mentale con la Bestia che ubbidisce al suo richiamo. Ha trovato le "Catene dello schiavo"!
Nel contempo i compagni salgono al piano superiore e riescono a forzare il sarcofago in cui era rinchiuso proprio il conte Caromarc. Mentre sono così impegnati giunge la Bestia che correndo ad una velocità folle raggiunge la cima della torre appena in tempo per salvare Sevastian. La lotta tra le due creature è titanica, ma la Bestia ha un vantaggio sul suo avversario: ad influenzarne le azioni ci sono i pensieri di Sevastian, una mente decisamente più evoluta e complessa di quella del golem che sta affrontando. Grazie ai suoi comandi, la Bestia riesce infine a scaraventare il golem nel vuoto fino alla cascata sottostante; neppure il golem può essere sopravvissuto ad una simile caduta!
Prima che tutti riescano a rifugiarsi nella stanza sottostante, la creatura ferisce e probabilmente avvelena Maurice. Dai deliri dell'omuncolo il gruppo riesce comunque a comprendere che l'uomo imprigionato nel sarcofago è proprio il signore della fortezza, al che Maurice offre coraggiosamente di rientrare nella stanza dopo essere stato reso invisibile da Zarow, ma la creatura lo percepisce comunque ed il secondo incontro si risolve con un gomito frantumato.
Disperando di sconfiggere il mostro e liberare il Conte Caromarc, Sevastian si arrampica all'esterno fino alla sommità della torre dove una complessa apparecchiatura è connessa al parafulmine. Disgraziatamente il golem ne percepisce la presenza e tenta di forzare la botola che conduce alla cima della torre.
Sevastian si arrampica sull'apparato e riesce ad attivarlo proprio mentre il golem sfonda la botola. Un fulmine colpisce il parafulmine ed energizza uno strano liquido purpureo che riempie il meccanismo. Quando Sevastian afferra le catene che pendono vicino al parafulmine, percepisce un collegamento mentale con la Bestia che ubbidisce al suo richiamo. Ha trovato le "Catene dello schiavo"!
Nel contempo i compagni salgono al piano superiore e riescono a forzare il sarcofago in cui era rinchiuso proprio il conte Caromarc. Mentre sono così impegnati giunge la Bestia che correndo ad una velocità folle raggiunge la cima della torre appena in tempo per salvare Sevastian. La lotta tra le due creature è titanica, ma la Bestia ha un vantaggio sul suo avversario: ad influenzarne le azioni ci sono i pensieri di Sevastian, una mente decisamente più evoluta e complessa di quella del golem che sta affrontando. Grazie ai suoi comandi, la Bestia riesce infine a scaraventare il golem nel vuoto fino alla cascata sottostante; neppure il golem può essere sopravvissuto ad una simile caduta!
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