La tomba consente di accedere ad una struttura sotterranea tramite un lungo corridoio pieno di scheletri ormai logorati dal tempo. Il corridoio conduce in una stanza enorme, con un doppio colonnato che ne sorregge il soffitto alto non più di 3m. La stanza è vuota, se si eccettuano poche vecchie panche in legno ed un altare disadorno, e termina con un abside che ospita una porta in pietra. Evander usa il suo incantesimo per indagare la storia della pietra e scopre che il tempio è stato costruito circa sei secoli prima. Gli affreschi sui muri dipingono scene di tre differenti tribù che abitano i tre fiumi di Pharazia. Un corridoio oltre la porta di pietra conduce ad un'ulteriore stanza che sembra essere stata un vestibolo per i sacerdoti. Uno dei mobili contiene alcuni doppi fondi ormai vuoti.
L'unica uscita è chiusa da un chiavistello che cede facilmente.
La stanza oltre la porta è nascosta da un innaturale buio. Per precauzione, Evander usa una delle creature che ha volte gli si presentano come dediti servitori, ma questa scompare senza fornire alcuna indicazione. Preso il coraggio a due mani, il mago entra nella stanza ed il buio scompare, rendendo visibile un tavolo su cui sono appoggiati i due vessilli mancanti.
Improvvisamente la porta si richiude, intrappolando nella stanza Evander, Nathanien e Mordekai, mentre Tyron resta all'esterno. La stanza ripiomba nell'oscurità, nella quale si riescono ad intravedere alcuni malevoli occhi gialli. Quando la porta si riapre, Tyron tenta di bloccarla, mentre Evander recupera gli stendardi. La luce scompare nuovamente e la porta si richiude scaraventando Tyron nella stanza. Evander si teletrasporta all'esterno, ma scopre di stringere nelle mani dei semplici pezzi di stoffa anzichè i due vessilli. All'interno i suoi compagni si trovano nuovamente circondati dagli occhi gialli, tra i quali Tyron riconosce una creatura umanoide con degli artigli affilati. Nello scontro che segue le creature si rivelano delle semplici illusioni disegnate sui muri, tranne l'ombra vista da Tyron che sembra avere la meglio su tutto il gruppo. Anche l'ingresso di Evander attraverso il muro non sembra risollevare le sorti del gruppo che alla fine è salvato da un colpo da maestro di Ari.
Sul tavolo ora è comparso un singolo vero vessillo. Mentre i feriti sono assistiti, Nathanien esamina alcuni degli oggetti in possesso di Mordekai e riesce a riconoscerne la natura. In particolare, la funzione della statuetta sottratta a Muhar è di aprire un collegamento di qualche tipo con un'altra statuetta simile, quindi è inutile senza l'altra. A questo punto il gatto Bastet si lamenta e richiama l'attenzione di Nathanien sull'uscita che si sta per chiudere. Abbandonato in fretta il sotterraneo il gruppo assiste alla nuova scomparsa del varco.
L'unica uscita è chiusa da un chiavistello che cede facilmente.
La stanza oltre la porta è nascosta da un innaturale buio. Per precauzione, Evander usa una delle creature che ha volte gli si presentano come dediti servitori, ma questa scompare senza fornire alcuna indicazione. Preso il coraggio a due mani, il mago entra nella stanza ed il buio scompare, rendendo visibile un tavolo su cui sono appoggiati i due vessilli mancanti.
Improvvisamente la porta si richiude, intrappolando nella stanza Evander, Nathanien e Mordekai, mentre Tyron resta all'esterno. La stanza ripiomba nell'oscurità, nella quale si riescono ad intravedere alcuni malevoli occhi gialli. Quando la porta si riapre, Tyron tenta di bloccarla, mentre Evander recupera gli stendardi. La luce scompare nuovamente e la porta si richiude scaraventando Tyron nella stanza. Evander si teletrasporta all'esterno, ma scopre di stringere nelle mani dei semplici pezzi di stoffa anzichè i due vessilli. All'interno i suoi compagni si trovano nuovamente circondati dagli occhi gialli, tra i quali Tyron riconosce una creatura umanoide con degli artigli affilati. Nello scontro che segue le creature si rivelano delle semplici illusioni disegnate sui muri, tranne l'ombra vista da Tyron che sembra avere la meglio su tutto il gruppo. Anche l'ingresso di Evander attraverso il muro non sembra risollevare le sorti del gruppo che alla fine è salvato da un colpo da maestro di Ari.
Sul tavolo ora è comparso un singolo vero vessillo. Mentre i feriti sono assistiti, Nathanien esamina alcuni degli oggetti in possesso di Mordekai e riesce a riconoscerne la natura. In particolare, la funzione della statuetta sottratta a Muhar è di aprire un collegamento di qualche tipo con un'altra statuetta simile, quindi è inutile senza l'altra. A questo punto il gatto Bastet si lamenta e richiama l'attenzione di Nathanien sull'uscita che si sta per chiudere. Abbandonato in fretta il sotterraneo il gruppo assiste alla nuova scomparsa del varco.
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