Alla mattina l'oste si reca nella stanza per disporre del cadavere, seguito da Tec Toc che vorrebbe convincerlo a seppellirlo secondo i riti della chiesa di Ezra, ma il cadavere è scomparso. Non solo, ogni traccia di sangue o dell'omicidio è completamente scomparsa. Persino la porta è intatta, come se il scomparsa inspiegabile atterrisce gli avventori più dell'omicidio stesso, ma la nebbia avvolge fitta la locanda durante tutta la giornata ed impedisce a chiunque di rimettersi in viaggio.
Le rivelazioni di Zarov hanno stimolato l'interesse del gruppo, perché se l'assassino è giunto da Borca, potrebbe sapere come tornarvi, perciò il gruppo perlustra all'interno ed all'esterno della locanda, ma non scopre nulla di utile.
Al sopraggiungere della notte, i compagni stanno discutendo di programmare delle ronde notturne all'interno della locanda, quando si sente urlare un'altra cameriera.
Quando il gruppo insieme al resto degli avventori raggiunge la stanza il cadavere è ormai scomparso. Al suo posto si trova un disegno a spirale identico al precedente, composto di una nitida striscia di polvere. La locandiera sostiene di aver visto la vittima in una pozza di sangue, poco prima che si disfacesse rapidamente nel mucchietto di polvere a spirale.
Tec Toc interroga il locandiere sull'ospite della stanza, ma non sembra esserci alcun legame con la vittima precedente. Nel corso della conversazione scopre che la locanda prende il nome da un'antica scala a chiocciola che si trovava al centro dell'edificio, poi rimossa durante i lavori di ristrutturazione effettuati anni prima dai nonni dell'attuale oste.
Dopo il secondo omicidio, Zarov riesce a convincere alcuni degli altri avventori a collaborare per effettuare delle ronde notturne.
Durante la notte il compagno di ronda di Zarov tarda a tornare dalla latrina. Quando Zarov si reca a controllare, lo trova morto ed anche lui osserva il cadavere che avvizzisce improvvisamente fino a che resta solo un mucchietto di polvere.
Quando il gruppo insieme al resto degli avventori raggiunge la stanza il cadavere è ormai scomparso. Al suo posto si trova un disegno a spirale identico al precedente, composto di una nitida striscia di polvere. La locandiera sostiene di aver visto la vittima in una pozza di sangue, poco prima che si disfacesse rapidamente nel mucchietto di polvere a spirale.
Tec Toc interroga il locandiere sull'ospite della stanza, ma non sembra esserci alcun legame con la vittima precedente. Nel corso della conversazione scopre che la locanda prende il nome da un'antica scala a chiocciola che si trovava al centro dell'edificio, poi rimossa durante i lavori di ristrutturazione effettuati anni prima dai nonni dell'attuale oste.
Dopo il secondo omicidio, Zarov riesce a convincere alcuni degli altri avventori a collaborare per effettuare delle ronde notturne.
Durante la notte il compagno di ronda di Zarov tarda a tornare dalla latrina. Quando Zarov si reca a controllare, lo trova morto ed anche lui osserva il cadavere che avvizzisce improvvisamente fino a che resta solo un mucchietto di polvere.
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