sabato 9 maggio 2015

Canterwall, Locanda "Il guscio di lumaca", 05 Giugno 736

La mattina del terzo giorno di viaggio il tempo volge al brutto e la marcia prosegue faticosamente sotto una pioggia intensa. In lontananza si inizia ad avvertire il suono di molti tamburi, quando spiove e sale rapidamente la foschia. Il gruppo arresta la marcia e fa accampare i profughi disponendosi per i turni di guardia.
Nonostante la vigilanza all'alba tutto il gruppo si sveglia da un profondo sonno per ritrovarsi avvolti da una fitta nebbia. La carovana di profughi è misteriosamente scomparsa durante la notte, inclusa Kendra, senza lasciare alcun segno del suo passaggio.
Il gruppo sale su una collina vicina nella speranza di scorgere qualcosa ed attende per ore che la nebbia si levi, ma è tutto inutile. Infine disperati si incamminano in una direzione casuale e dopo un paio di ore la nebbia finalmente si dirada.
In lontananza si vede una grande struttura a base quadrata con tre piani sovrapposti di ampiezza via via inferiore. Giunti all'ingresso, un cartello proclama l'edificio come la locanda "Il guscio di lumaca". Ciò spiega la strana forma, ma non cosa ci faccia una locanda nel nulla e lontana da una strada visibile.

Entrando nella locanda i compagni scoprono di essere ancora nel Canterwall, ormai in vicinanza della città di Tamrivena, loro precedente obiettivo. I locali parlano la stessa lingua degli abitanti di Ravengro e come al villaggio il gruppo riesce misteriosamente a comunicare pur non conoscendo l'idioma.
Nella locanda nessuno ha notizie di Ravengro, ne ha visto passare qualcuno dei profughi; la nebbia ricompare ed al gruppo non resta che pernottare nella locanda in attesa di una schiarita più duratura.

Verso sera giunge un altro viaggiatore disperso nella nebbia che parla Balok, l'accento attira immediatamente l'attenzione di Tec Toc che insiste per aggregarlo al gruppo. Si chiama Zarov Kantisvi e viene dalla città di Levkarest. Anche lui è giunto attraverso le nebbie.

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